Classifica Censis, finalmente un primato per l'Università di Catania

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Classifica Censis, finalmente un primato per l'Università di Catania

Messaggioda Chemical » 16 lug 2010 11:07 am



Finalmente una buona notizia per l'università degli Studi di Catania, dopo le recenti notizie che la vedevano scavaltata dalla Kore di Enna, finalmente arriva un primato dalle annuali classifiche Censis.

Seguono le dichiarazioni dell'assessore regionale all'istruzione e alla formazione professionale Mario Centorrino.(Da Ufficio stampa Regione siciliana)

“È motivo di soddisfazione e orgoglio per i Siciliani apprendere cheì L'Università di Catania, secondo un’autorevole classifica delle università italiane, redatta dal Censis sulla base di parametri ogettivi (servizi, borse, strutture, web e internazionalizzazione), risulta la prima tra le grandi università del centro Sud”.

Lo ha detto l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, Mario Centorrino.

Centorrino ha sottolineato, inoltre, di essere “certo che anche gli altri atenei siciliani, i quali operano anch’essi come quello di Catania, in condizioni di contesto certo meno favorevoli rispetto a quelle esistenti in altre macro aree italiane, e alle prese con tagli penalizzanti di risorse finanziarie, troveranno nel modello catanese stimoli emulativi per rafforzare complessivamente l’offerta regionale di alta formazione e le attività di ricerca, di base e applicata, in Sicilia.

Si tratta di un obiettivo a cui tende il progetto di razionalizzazione dei poli universitari della regione, alla cui elaborazione, col pieno sostegno di tutti i rettori, sta lavorando l’assessorato all’Istruzione”.

 

 

 
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Re: Classifica Censis, finalmente un primato per l'Universit

Messaggioda Chemical » 16 lug 2010 19:31 pm

Catania è prima nel Centro-Sud peggiorano Palermo e Messina

Fonte La Sicilia ( articolo di Mario Barresi)

Catania. Catania vince l'accademico "triangolare" di derby siciliani: sorpassata Palermo, ancora più distante Messina. Ma soprattutto, nell'Università ai tempi della crisi, il Siculorum Gymnasium si toglie la soddisfazione di essere il primo mega-Ateneo da Roma in giù. Lasciandosi dietro - nell'ordine - Bari, Roma Sapienza e Napoli. La "scalata" etnea è messa nero su bianco nella speciale classifica degli Atenei Censis 2010/11.
Lo studio ha suddiviso in cinque gruppi gli Atenei pubblici statali: mega (oltre 40mila iscritti), grandi (da 20mila a 40mila), medi (da 10mila a 20mila), piccoli (fino a 10mila) e politecnici. I giudizi finali si basano sulla media di cinque categorie: servizi, borse, strutture, web e internazionalizzazione. Partendo da questa duplice premessa, l'Università etnea si piazza al 7º posto (80,7 punti) nella classifica dei mega-Atenei, il cui podio è composto da Bologna (92,7), Padova (91) e Torino (86,5); nella medesima graduatoria l'Ateneo di Palermo è all'ottavo posto, con 80,4, scendendo di due gradini rispetto al 2009/10, quando aveva raggiunto 83 punti. Ma la soddisfazione accademica di Catania è legata anche all'analisi dinamica della graduatoria: ha scalato tre posizioni (nel 2009/1o era decima con 79,3), dimostrando margini di crescita in tre parametri (servizi da 77 a 78, borse da 73 a 92, web da 93 a 95), mantenendo lo stesso punteggio (74) per le strutture e dimostrando però un non troppo lusinghiero 68 nell'internazionalizzazione, introdotto da quest'anno e pertanto senza termini di paragone col passato.

«Il miglioramento della qualità dell'ateneo rispetto agli standard nazionali e internazionali - commenta Antonino Recca, rettore dell'Università di Catania - è uno dei punti qualificanti espressi all'inizio del mandato. E adesso i numeri ci danno ragione, grazie al sacrificio, all'abnegazione e alla gestione virtuosa di tutte le componenti della nostra comunità: docenti, tecnici, amministrativi, studenti. È certamente motivo d'orgoglio essere il migliore fra i grandi atenei del centro-sud, superando, tra le altre, la Sapienza e la Federico II. Ma adesso bisogna proseguire su questa strada, senza cullarci troppo sugli allori». E la soddisfazione viene enfatizzata dal contesto di difficoltà economica: «In questo momento cresce a maggior ragione chi utilizza al meglio le poche risorse a disposizione. Noi l'abbiamo saputo fare, con sacrifici non indifferenti: riduzione di strutture didattiche e di compensi per gli amministratori, freno al decentramento anche quando altrove si insisteva aprendo nuove sedi. E poi la meritocrazia e l'investimento sulla qualità, come dimostra la recente valutazione della ricerca che ci pone all'avanguardia nazionale, anticipando almeno di un anno il processo nazionale sul quale si baseranno in futuro i criteri di assegnazione dei fondi ministeriali, basati appunto sugli standard di valutazione della ricerca».

Proprio sulla stretta ai finanziamenti si concentra la difesa del rettore di Palermo, Roberto Lagalla, che mercoledì a caldo sottolineava comunque la tenuta di didattica e ricerca: «È complicato mantenere la competitività al fronte di tagli per circa 7 milioni di euro da parte del ministero nel fondo di finanziamento ordinario». Palermo segna comunque il passo anche nei giudizi scorporati: servizi (78), borse (83), strutture (83), web (81), internazionalizzazione (74).

Nella classifica degli Atenei grandi, invece, Messina vesta una poco lusinghiera maglia nera: 15º posto, l'ultimo, nella graduatoria che vede spiccare Pavia (99,6), Genova (94,6) e Perugia (93,8). Con un 74,4 l'Università peloritana perde tre posizioni (l'anno scorso era dodicesima con 78,5) e si pone - come punteggio assoluto - all'ultimo posto fra le siciliane. Bassi anche i ranking dei singoli settori: servizi (71), borse (66), strutture (80), web (84), internazionalizzazione (69). «Amministrare un Ateneo in questo contesto storico non è facile, anche se stiamo facendo di tutto per migliorare. Nella classifica del Censis risultano due parametri particolari: le residenze per i fuori sede, che in Sicilia, a parte Catania, sono un punto dolente che non dipende direttamente dalla volontà degli atenei, e la qualità del web. Su questo secondo aspetto stiamo per varare una doppia versione aggiuntiva del nostro portale, in inglese e in arabo. E poi la vera sfida, adesso, si gioca sulla razionalizzazione delle risorse sempre minori: ci faremo trovare pronti».
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