L'università rischia di morire
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L'università rischia di morire
L'università rischia di morire, il comunicato dei docenti della Facoltà di Farmacia e Scienze Chimiche, che dopo aver indetto una speciale sessione di Laurea discutendo dei motivi della protesta in un comunicato che è possibile trovare nell'atrio della facoltà di Farmacia espongono i loro motivi di protesta.
Perché protestiamo?
L’università italiana è in forte stato di agitazione per il violento attacco che subisce , ormai da diversi anni, sia dal punto di vita finanziario che da quello politico mediatico.
I provvedimenti attualmente in discussione ( Legge Gelmini , manovra finanziaria) vanno ben oltre la manovra di risparmio dovuta all’attuale congiuntura economica e pongono L’università in italiana in una situazione drammatica.
L’università italiana rischia di sparire come sistema nazionale tutelato dalla Costituzione , il cui ruolo pubblico è elemento decisivo di garanzia per la libertà di ricerca e d’insegnamento, per lo sviluppo economico e culturale per gli interessi generali del Paese.
Come docenti, ricercatori e personale del Dipartimento di Scienze Chimiche e della Facoltà di Farmacia esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per questa situazione che rischia di pregiudicare il futuro dei nostri giovani e le speranze di progresso per il nostro Paese.
Particolare attenzione alla parte in cui parla nello speicifico del dipartimento di Farmacia, dove è possibile leg
gere che la suddetta Facoltà nel 2010 ha ricevuto un FFO pari a 84.000 Euro a fronte di spese di energia elettrica e pulizia che ammontano a circa 300.000 euro.
I docenti, i ricercatori e il personale dei due dipartimenti dicono:
NO allo stravolgimento della Missione dell’Università pubblica e al suo impoverimento di risorse finanziarie e umane
NO ad un Università governata da èlites ristrette, popolata di precari sottopagati e senza futuro
e soprattutto diciamo
NO ad un Università che nega le opportunità di formazione ai giovani, e che mortifica talento e merito.
Articolo Originale
Perché protestiamo?
L’università italiana è in forte stato di agitazione per il violento attacco che subisce , ormai da diversi anni, sia dal punto di vita finanziario che da quello politico mediatico.
I provvedimenti attualmente in discussione ( Legge Gelmini , manovra finanziaria) vanno ben oltre la manovra di risparmio dovuta all’attuale congiuntura economica e pongono L’università in italiana in una situazione drammatica.
L’università italiana rischia di sparire come sistema nazionale tutelato dalla Costituzione , il cui ruolo pubblico è elemento decisivo di garanzia per la libertà di ricerca e d’insegnamento, per lo sviluppo economico e culturale per gli interessi generali del Paese.
Come docenti, ricercatori e personale del Dipartimento di Scienze Chimiche e della Facoltà di Farmacia esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per questa situazione che rischia di pregiudicare il futuro dei nostri giovani e le speranze di progresso per il nostro Paese.
Particolare attenzione alla parte in cui parla nello speicifico del dipartimento di Farmacia, dove è possibile leg
gere che la suddetta Facoltà nel 2010 ha ricevuto un FFO pari a 84.000 Euro a fronte di spese di energia elettrica e pulizia che ammontano a circa 300.000 euro.
I docenti, i ricercatori e il personale dei due dipartimenti dicono:
NO allo stravolgimento della Missione dell’Università pubblica e al suo impoverimento di risorse finanziarie e umane
NO ad un Università governata da èlites ristrette, popolata di precari sottopagati e senza futuro
e soprattutto diciamo
NO ad un Università che nega le opportunità di formazione ai giovani, e che mortifica talento e merito.
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