Corte di Strasburgo contro il crocifisso a scuola

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Corte di Strasburgo contro il crocifisso a scuola

Messaggioda Chemical » 05 nov 2009 17:43 pm

La Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha stabilito che la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche è una violazione alla libertà di religione degli alunni
La Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha stabilito che la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche rappresenta ""una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e una violazione alla libertà di religione degli alunni". L'episodio che ha portato a questa sentenza risale al 2002, quando Soile Lautsi Albertin, cittadina italiana di origine finlandese, ha chiesto all'Istituto Comprensivo Statale Vittorino da Feltre di Abano Terme, in provincia di Padova, dove erano iscritti i suoi due figli, di togliere i crocefissi dalle aule per il principio di laicità dello Stato.

La Direzione della scuola non ha accolto la richiesta della donna, che successivamente si è rivolta al Tar del Veneto. Nel 2004 la Corte Costituzionale italiana aveva dichiarato "manifestamente inammissibile" il ricorso presentato dal Tar. Nel 2005 il ricorso è stato nuovamente respinto dal Tribunale amministrativo regionale, con la spiegazione che "il crocifisso è simbolo della storia, della cultura italiana e dell'identità del Paese ed è il simbolo dei principi di eguaglianza, libertà e tolleranza e del secolarismo dello Stato". Nel 2006 il Consiglio di Stato ha nuovamente confermato la legittimità della presenza del crocifisso nelle aule scolastiche. Ma la donna non ha abbandonato la sua idea e nel 2007 si è rivolta alla Corte europea di Strasburgo, che ora le ha dato ragione.

I giudici di Strasburgo hanno stabilito che il governo italiano dovrà versare alla donna "un risarcimento di 5.000 euro per danni morali". Questa è la prima volta che la Corte di Strasburgo si occupa di una questione legata alla presenza di simboli religiosi nelle aule scolastiche. Nella sentenza della Corte si legge: "La presenza del crocifisso, che è impossibile non notare nelle aule scolastiche, potrebbe essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un simbolo religioso. Avvertirebbero così di essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione. Tutto questo potrebbe essere incoraggiante per gli studenti religiosi, ma fastidioso per i ragazzi che praticano altre religioni, in particolare se appartengono a minoranze religiose o sono atei. La Corte non è in grado di comprendere come l'esposizione, nelle classi delle scuole statali, di un simbolo che può essere ragionevolmente associato con il cattolicesimo, possa servire al pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una società democratica così come è stata concepita dalla Convenzione europea dei diritti umani, un pluralismo che è riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana".

Immediate le reazioni alla sentenza. Per il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini "la presenza del crocifisso in classe non significa adesione al Cattolicesimo ma è un simbolo della nostra tradizione. La storia d'Italia passa anche attraverso simboli, cancellando i quali si cancella una parte di noi stessi. Nel nostro Paese nessuno vuole imporre la religione cattolica, e tantomeno la si vuole imporre attraverso la presenza del crocifisso. E' altrettanto vero che nessuno, nemmeno qualche corte europea ideologizzata, riuscirà a cancellare la nostra identità. La nostra Costituzione inoltre riconosce, giustamente, un valore particolare alla religione cattolica. Non vorrei che alcune norme a cui si rifanno i giudici della Corte di Strasburgo fossero in contrasto con il nostro dettato costituzionale. Non è eliminando le tradizioni dei singoli paesi che si costruisce un'Europa unita, bisogna anzi valorizzare la storia delle nazioni che la compongono. Per questi motivi, secondo me il crocifisso rappresenta l'Italia e difenderne la presenza nelle scuole significa difendere la nostra tradizione".

Luca Zaia, Ministro per le Politiche agricole, ha dichiarato: "Non posso che schierarmi con tutti coloro, credenti e non, religiosi e non, cristiani e non, che si sentono offesi da una sentenza astratta e fintamente democratica". Il Vaticano, prima di esprimersi sulla sentenza, aspetta di leggere la motivazione della Corte di Strasburgo. Padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, ha dichiarato: "Credo che ci voglia una riflessione, prima di commentare". Per la CEI, Conferenza episcopale italiana, invece, la sentenza rappresenta il "sopravvento di una visione parziale e ideologica che ignora o trascura il molteplice significato del crocifisso, considerato non solo simbolo religioso ma anche segno culturale. Non si tiene conto del fatto che nell'esperienza italiana l'esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici è in linea con il riconoscimento dei principi del cattolicesimo come parte del patrimonio storico del popolo italiano, ribadito dal Concordato del 1984".

Per Gianfranco Fini "bisognerà attendere le motivazioni della sentenza della Corte europea, ma fin d'ora mi auguro non venga salutata come giusta affermazione della laicità delle istituzioni che è valore ben diverso dalla negazione, propria del laicismo più deteriore, del ruolo del cristianesimo nella società e nell'identità italiana". Pierluigi Bersani del Pd ha così commentato: "Penso che su questioni delicate come questa qualche volta il buonsenso finisce di essere vittima del diritto. Io penso che un'antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno".

Per Pier Ferdinando Casini dell'Udc la sentenza "è la conseguenza della pavidità dei governanti europei, che si sono rifiutati di menzionare le radici cristiane nella Costituzione europea. Il crocefisso è il segno dell'identità cristiana dell'Italia e dell'Europa". Paola Binetti del Pd si augura "che la sentenza sia semplicemente orientativa, che si collochi cioè nel rispetto delle credenze religiose". Per Alessandra Mussolini "a questo punto è urgente e necessario inserire le radici cristiane nella Costituzione italiana". Secondo Mario Baccini dei Cristiano popolari del Pdl "il crocifisso rappresenta valori universalmente riconosciuti. La deriva pagana della Corte europea è evidente".

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, si dichiara "esterrefatto di questa sentenza folle. Il governo italiano reagisca con la massima durezza". Per Massimo Donadi, capogruppo di Italia dei valori alla Camera, "la sentenza di Strasburgo non è una buona risposta alla domanda di laicità dello Stato, che pure è legittima e condivisibile". Per Debora Serracchiani, europarlamentare e segretaria del Pd del Friuli, questa è una "sentenza formalmente corretta e condivisibile, ma la tradizione culturale dalla Chiesa si intreccia con la storia del nostro Paese e richiede un approccio più complesso e una maggiore profondità di coinvolgimento". Secondo Roberto Calderoli, "la Corte europea dei diritti dell'uomo ha calpestato i nostri diritti, la nostra cultura, la nostra storia, le nostre tradizioni e i nostri valori. In ogni caso i crocifissi da noi resteranno sulle pareti delle nostre scuole, dove sono sempre stati".

Favorevole alla sentenza l'Unione degli Studenti: "Accogliamo con favore la sentenza della Corte di Strasburgo che dice no al crocifisso nelle scuole italiane. Da sempre chiediamo una scuola plurale, democratica, laica e interculturale, che non ostacoli la libertà di scelta religiosa e la sensibilità degli studenti. Sono questi i principi che devono caratterizzare le nostre scuole e riteniamo che anche il Governo e le forze politiche debbano agire in questa direzione perchè si parta proprio dai luoghi della cultura e dell'educazione per raggiungere un costruttivo dialogo tra le varie culture e le varie fedi, in primo luogo tra i cittadini europei".

Per Raffaele Carcano, segretario nazionale dell'Unione degli atei e degli agnostici razionalisti, questo è "un grande giorno per la laicità italiana" e per Piergiorgio Bergonzi, responsabile scuola dei Comunisti italiani, questa sentenza rappresenta "un forte monito per riaffermare il valore della laicità della scuola e dello Stato". Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista esprime "un plauso per la sentenza: uno Stato laico deve rispettare le diverse religioni, ma non identificarsi con nessuna". Secondo Vincenzo Vita, vice presidente della commissione Cultura del Senato "la sentenza non delegittima la religione cattolica, ma la riconsegna a una spiritualità che non ha bisogno di simboli esibiti in luoghi non adibiti al culto". Esprime soddisfazione anche Adel Smith, presidente dell'Unione musulmani d'Italia, per il quale "i sostenitori del crocefisso in aula dovevano aspettarselo: in uno Stato che si definisce laico non si possono opprimere tutte le altre confessioni esibendo un simbolo di una determinata confessione"
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Re: Corte di Strasburgo contro il crocifisso a scuola

Messaggioda Randakes » 06 nov 2009 19:24 pm

non ho letto tutto l'articolo...ma dico la mia...

per me il simbolo del crocifisso (stautetta di Gesù appeso in croce) è una cosa che va contro uno dei comandamenti (il secondo in particolare) quindi come tale non lo riconosco.
faccio subito la distinzione con la croce, che per me ha un valore altissimo in quanto simbolo della morte di Gesù; la croce la si vede comparire anche in ambienti evangelici (senza la statua di Gesù)

fatta questa premessa: io non mi sono mai permesso di dire a scuola che il crocifisso andava tolto perchè non mi sentvo rispettato o simili cose. io ero esonerato dalla religione semplicemente come voto, ma partecipavo il più delle volte alle lezioni, dalla prima elementare al quinto superiore...a volte uscivo, ma perchè usavo quell'ora per fare altro...

detto questo...vedo nel crocifisso un'immgine incompleta di Gesù: infatti lo si raffigura morto in croce, e magari si dimentica che dopo la sua morte è risuscitato...questo, per me, è un punto a sfavore del crocifisso...se fosse la croce senza statua sarebbe diverso per 2 motivi che si evincono da quello che ho scritto prima.

Quindi per me, che ci sia o no, non fa differenza… se ci fosse come sola croce lo preferirei, ma se è così non mi permetto di chiedere che venga tolto.

Se oggi parliamo di toglierlo per rispettare i musulmani, la cosa non mi piace. Semplicemente perché si dà troppa libertà e troppo adito a richieste che fanno. Quando i cristiani vanno nelle moschee devono togliersi le scarpe; noi non chiediamo che questo venga cambiato quando andiamo lì: quindi in questo sono molto radicale e conservatore. Forse può essere frainteso come atteggiamento, ma non c’è niente di razzista o cose simili. Semplicemente sono a casa nostra, si devono integrare, noi li possiamo aiutare, ma si devono anche adeguare a quello che è l’Italia. I cristiani, nei paesi islamici, vengono barbaramente uccisi in nome della religione (ultimi esempi sono i 9 rapiti e uccisi nello Yemen) e questo non mi sembra sia un segnale di apertura o aiuto nell’integrazione o simili.

Se si parla della laicità dello stato… forse potrebbe essere tolto… ma secondo me non ha senso farlo. Per un motivo molto semplice: se sei credente, vedi il crocifisso come un simbolo in cui credi; se non sei credente lo vedi e non ti fa né caldo né freddo; se sei musulmano o induista o altro, vedi la fede del paese in cui sei venuto a vivere, e rispetti chi ci crede; se sei di un’altra religione, come me evangelico per esempio, sai che quel crocifisso ha un significato incompleto, lo rispetti perché fa parte della religione dei tuoi compagni, ma se ne hai l’occasione ne parli. Credo che nessuno costringa a fare qualche atto di adorazione davanti al crocifisso.

Io alle elementari, quando si dicevano le preghiere al mattino, nella scuola pubblica, non le dicevo e basta… dicevo solo il Padre Nostro. E non mi è mai passata per la mente di chiedere che non si dicessero le preghiere

Se poi è un motivo per iniziare ad eliminare la religione dall’Italia, beh, su questo, non sono d’accordo. Ci si combinerebbe come i russi, che solo chi li ha visti da vicino può capire cosa sia uno stato senza “religione”.
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"Io ho visto tutto ciò che si fa sotto il sole: ed ecco tutto è vanità, è un correre dietro al vento."

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Re: Corte di Strasburgo contro il crocifisso a scuola

Messaggioda shawna » 06 nov 2009 19:49 pm

randakes , c ho messo un pò prima di capire a quela secondo comandamento ti riferissi! [smilie=snork_lach.gif]
cmq d'accordo con te, però volevo solo sottolineare come questa richiesta non è partita da un musulmano , ma da un cittadino italiano , anche se non ho ben capito se fosse musulmano o meno , ma credo di no. questo lo specifico perchè molte persone (anhce a me vicine) dicevano frasi con lo stesso senso del tuo discorso ma magari con un tono più razzista.
anch io sono contraria a togliere il crocefisso. e anche a togliere lora di religione, intesa come la facevo io , cioè storia delle religioni e ora aperta a dibattiti su temi d interesse sociale/giovanile
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Re: Corte di Strasburgo contro il crocifisso a scuola

Messaggioda Randakes » 06 nov 2009 23:22 pm

"Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra.
Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano,
e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti."

eccolo per chi leggerà in seguito...

si infatti io non lo dico con razzismo...ma con la convinzione che in certe cose si devono adeguare...

io onestamente non so se la laicità di uno stato si veda dal crocifisso o meno a scuola...credo che questo non abbia mai influenzato nessuno nelle proprie scelte...e chi non ci crede semplicemente lo "ignora"...a

secondo me quello che vogliono gli italiani "laici" è iniziare a sradicare la religione dall'Italia...e onestamente non sono d’accordo…cioè lo sarei a metà, ma non nel senso verso cui si va…

Shawna, tempo fa c’era il dibattito di togliere il crocifisso (che dava fastidio ai musulmani) e mettere l’immagine di Maria (che anche loro hanno e quindi sarebbe stata + ecumenica come cosa); genericamente ho detto che se è per fare un favore a loro, mi spiace ma NO. Se poi è sto tentativo di laicizzare uno stato, dico NI perché non credo che togliere il crocifisso dalle scuole sia un modo per farlo; credo che ormai sia una tradizione e quindi non credo sia tutto sto attentato alla laicità
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Re: Corte di Strasburgo contro il crocifisso a scuola

Messaggioda Azathoth » 09 nov 2009 3:34 am

Randakes ha scritto:Se poi è sto tentativo di laicizzare uno stato, dico NI perché non credo che togliere il crocifisso dalle scuole sia un modo per farlo; credo che ormai sia una tradizione e quindi non credo sia tutto sto attentato alla laicità


Ma almeno è un passo avanti. E' una piccola conquista di indipendenza dell'Italia.
(N.B. Non parlo di religione, ma di istituzioni.)
Non se ne può più. Questa presunta laicità è "solo" da costituzione, ma per il resto non la si avverte, anzi... non esiste proprio. La presenza dello stato pontificio, al giorno d'oggi, è solo un peso. Nulla più.
La tradizione può sempre restare ovunque si vuole, al di fuori delle strutture statali.
Comunque, all'abolizione dell'ora di religione non sono propriamente favorevole. Io preferirei cambiarlo semplicemente, ma fare un ora alla settimana di ReligionI. Circola troppa ignoranza su quel che è l'islamismo, induismo, e via dicendo. Sarebbe bello se tutte le religione venissero esplorate nelle scuole italiane accompagnate da guide sopra le parti. (in poche parole niente preti..Anche perché molti preferirei tenerli lontani dai bambini :lol: - scherzo-)
Sono uno che si gode la vita, come tutti quelli a cui è risparmiata la maledizione dell'intelligenza.
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