Rubrica: Questione Energetica (A cura di Raizen)

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Rubrica: Questione Energetica (A cura di Raizen)

Messaggioda Raizen » 26 mag 2008 13:22 pm

Ciao a tutti ho deciso di realizzare questa interessante rubrica di dibattito, scientifico informativa, qui si parlerà di tutto ciò che riguarda la questione energetica del nostro paese, le fonti alternativi l'energia nucleare e tutto quello che riguarda il miglioramento del nostro pianeta!

Spero che la rubrica sia di vostro gradimento, e che scriviate in tanto dando il vostro contributo al dibattito informativo!
Ultima modifica di Raizen il 26 mag 2008 17:40 pm, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Gionn » 26 mag 2008 17:05 pm

complimenti Raizen!
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Messaggioda Raizen » 26 mag 2008 18:11 pm

Vorrei impostare la rubrica a mò di blog, mi spiego meglio, ognuno di noi può postare un argomento o un tema di informazione sul quale dibattere (chiaramente in maniera civile) appena si esaurisce il dibattito si postera un nuovo argomento e cosi via!

Il primo articolo che posto riguarda la situazione della regione siciliana, nell'articolo sono riportati dati riguardanti i finanziamenti che la regione potrebbe ricevere nei prossimi anni.
Qual è secondo voi il modo per investire al meglio questi finanziamenti per rilanciare una regione pulita dal punto di vista energetico e che rispetti i protocolli di kioto?

"Finanziamenti governativi per 350 milioni di euro da abbinare a una larga parte dei 2,3 miliardi € di fondi europei destinati alla creazione di una solida industria delle rinnovabili. Questo è lo scenario che si profila nei prossimi anni. E le Regioni del sud potranno giocare un ruolo significativo nella creazione di un tessuto di imprese verdi.
Le premesse del resto ci sono. Oltre mille progetti per diverse centinaia di milioni di € destinati alla produzione di tecnologie legate alle fonti rinnovabili e all’efficienza energetica sono giunti al Ministero dello Sviluppo economico in risposta al programma “Industria 2015 (duecento di questi riguardano la Sicilia).

Finora hanno tratto vantaggio dal nuovo scenario i Paesi che hanno adottato politiche coraggiose, come la Germania, che ha creato in pochi anni un’industria delle rinnovabili con 215.000 addetti, o la Spagna con 100.000 addetti.
Ma, come si è detto all’inizio, stiamo finalmente registrando i primi risultati di un cambio di marcia anche in Italia.
La potenza eolica installata ha raggiunto 2.123 MW nel 2006 e quest’anno potrebbe superare i 3.000 MW.
Le installazioni di collettori solari termici, esplose nel 2006 con 140.000 m2, dovrebbero superare nel 2008 una superficie cumulativa di 1 milione m2.
Ancora più netto è il boom del solare fotovoltaico. Sono attualmente in via di installazione, o già in funzione, 7.630 impianti per 220 MW (quattro volte quanto era stato installato in Italia negli ultimi 25 anni).

Ma l’aspetto più significativo è, come si è già detto, il risveglio di interesse del mondo delle imprese verso la produzione di tecnologie pulite che ci dovrebbe evitare così di importare celle solari o aerogeneratori.

Quale potrà essere una strategia vincente, in questo contesto in rapida evoluzione, per la Sicilia?
Bisogna distinguere due aspetti che sono comunque tra loro legati. Da un lato la possibilità di utilizzare in maniera intelligente il notevole potenziale delle fonti rinnovabili incrementando sostanzialmente la quota di energia verde generata nell’Isola, dall’altro l’opportunità di insediare nell’Isola industrie di punta che producono tecnologie verdi.
Questo scenario ha bisogno di una politica chiara e lungimirante. Finora invece è mancata una politica coerente: l’Amministrazione regionale ha varato provvedimenti contraddittori che rischiano di bloccare lo sviluppo di queste fonti (si pensi alle vicende dell’eolico).
Ma soprattutto non si è avvertita finora la consapevolezza che una politica di diffusione delle rinnovabili ha senso se è legata alla produzione locale di queste tecnologie in sinergia con i centri di ricerca. Questa è la via seguita per esempio da alcune Regioni spagnole, come Galizia e Navarra, o dai Länders della Germania.

Prendiamo i fondi europei sulle rinnovabili. Negli anni passati questa opportunità è stata in parte persa incentivando la produzione di elettricità verde, azione non prioritaria perché esistevano già misure nazionali di sostegno. Si potevano invece utilizzare quei fondi per promuovere una vera industria verde in Sicilia, scelta che ci auguriamo verrà fatta in futuro.
Perché questa sarà la vera prossima sfida, come dimostrano le 200 proposte del programma “Industria 2015” che coinvolgono la nostra Isola. E’ prevedibile che nei prossimi mesi si aprirà una gara tra varie Regioni, non solo del Sud, per attrarre investimenti nazionali e internazionali volti a creare network di imprese innovative, “piattaforme solari” destinate alla produzione di tecnologie verdi.

Ma è presente nel Governo siciliano la consapevolezza della rapidissima rivoluzione energetica che si è avviata per far fronte ai cambiamenti climatici? Per ora non sembra. Il Piano energetico, aspettato da 15 anni, se mai uscirà, sarà già obsoleto avendo un orizzonte temporale limitato al 2012.
Occorre invece avere una visione di lungo termine che tenga conto delle straordinarie opportunità che si aprono e che potrebbero cambiare il volto delle imprese e dell’occupazione in Sicilia. Insomma bisogna porre le condizioni perché l’Italia e la Sicilia sappiano gestire in maniera vincente la transizione energetica innescata dalla sfida del clima."


A voi la parola...
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Messaggioda Chemical » 26 mag 2008 23:58 pm

Da un videoclip trovato sul web ho appreso che il governo cinese rende obbligatorio montare i pannelli solari (per la produzione di acqua calda, non fotovoltaici ) sulle nuove case.

Obbligatorio vuol dire che la spesa dell’installazione deve essere sostenuta da chi costruisce.
Non conosco altri dettagli ; cioè se su tutti i nuovi edifici e se la spesa è incentivata o meno dal governo stesso.

Riuscite ad immaginare se tale iniziativa fosse proposta in Italia ? Ne scoppierebbe una polemica alla quale tutti vorrebbero partecipare …


Dal canto mio
comincerei col renderlo obbligatorio su tutti gli edifici pubblici, (la dove possibile) comprese le scuole di ogni ordine e grado, ospedali, caserme ecc.ecc. Si risparmierebbero centinaia di milioni di euro.

Che ne pensate?
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Messaggioda Raizen » 27 mag 2008 13:15 pm

In Italia, invece, numerose banche stanno elargendo dei prestiti per permettere ai privati di installare impianti usufruendo anche degli incentivi statali del conto energia!
Tra l'altro i prestiti non sono a tasso variabile ele banche prendono il denaro per pagarsi il mutuo direttamente dagli incentivi statali, in modo da coprire cosi' tutto il prestito, fondamentalmente quindi chi installa l'impianto non sborsa una lira, addirittura inizia a guadagnare non appena la banca ha coperto tutti il finanziamento concesso, inoltre il risparmi si ha anche sulla bolletta della luce!
Il motivo per cui tanti non realizzano pannelli solari, e' perhce spesso questi passaggi burocratici sono di difficile comprensione e bisogna affidarsi a delle ditte asperte che possano sbrigare tutta la pratica, ditte che spesso si rivelano delle società per delinquesre. Per quanto mi riguarda mi sto informando dettagliatamente per poter instalalre dei moduli a casa mia..
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Messaggioda Chemical » 27 mag 2008 13:34 pm

Un altro dei motivi per cui i privati non attingono al finanziamento è perchè non ci sono delle garanzie sufficienti per quanto riguarda il funzionamento dell'impianto..

L'assistenza non è garantita per tutti gli anni del pagamento prestito, loro garantiscono il funzionamento per 25 anni con una garanzia di 20 ed onestamente se si sfascia dopo 20 anni ed un giorno si perdono un sacco di piccioli..
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Messaggioda Raizen » 28 mag 2008 12:06 pm

Chemical ha scritto:Un altro dei motivi per cui i privati non attingono al finanziamento è perchè non ci sono delle garanzie sufficienti per quanto riguarda il funzionamento dell'impianto..

L'assistenza non è garantita per tutti gli anni del pagamento prestito, loro garantiscono il funzionamento per 25 anni con una garanzia di 20 ed onestamente se si sfascia dopo 20 anni ed un giorno si perdono un sacco di piccioli..


Uhm ho dei dubbi, se si spascia dopo 20 anni butto tutte cose, tanto in 2o anni mi sono ripagato di tutto tramite finanziamenti e ho risparmiato sulla bolletta della luce!
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Messaggioda JiE » 28 mag 2008 14:25 pm

si, è vero bastano 7-8 anni per riprendersi le spese, il resto è tutto guadagno.

io avendo la disponibilità lo farei subito, ma sono di parte ihih (chemical lo sa)
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Messaggioda Raizen » 28 mag 2008 18:46 pm

JiE ha scritto:si, è vero bastano 7-8 anni per riprendersi le spese, il resto è tutto guadagno.

io avendo la disponibilità lo farei subito, ma sono di parte ihih (chemical lo sa)


Che significa sei di parte? Per quanto riguarda la disponibilita se i mutui bancari funzionano tutto sarebbe risolto..

Nel link seguente troverete un video che potrebbe risolvervi mmolti dubbi, purtroppo non ho potuto importare direttamente il video qui.

http://www.jacopofo.com/?q=video_convegno_pannelli_solari
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Messaggioda alizarina » 28 mag 2008 21:12 pm

Posto questo articolo di "repubblica " di qualche tempo fa perchè ritengo sia inerente alla questione energetica e perchè ci riguarda molto da vicino.

PALERMO - La Val di Noto torna nel mirino dei petrolieri. Il Tar di Catania ha accolto un ricorso della società "Panther Eureka", ridando così un parziale via libera alle trivellazioni nel territorio del barocco dichiarato patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Pronta la reazione del sindaco di Noto, che ha annunciato battaglia contro la decisione e ha invocato nuovamente il sostegno del mondo della cultura e dello spettacolo, come era accaduto, evidentemente con un successo solo parziale, all'inizio di giugno. Dure prese di posizione da parte dei Verdi, che si sono detti pronti a mettersi "davanti alle ruspe". Il presidente della Regione Salvatore Cuffaro ha annunciato un provvedimento del governo per bloccare le trivelle, garantendo una rapida soluzione al problema.

I giudici amministrativi hanno accolto uno dei due ricorsi presentati dalla società con sede a Ragusa, quello relativo al pozzo di esplorazione da aprire tra Noto e Rosolini, in contrada Zisola-Portelli. Secondo il Tar, l'assessorato regionale a Territorio e Ambiente aveva comunicato in ritardo la necessità di una valutazione di impatto ambientale, facendo così scattare il silenzio-assenso.

Rigettato invece il ricorso per l'escavazione del pozzo "Gallo Sud 1". In quel caso, il tribunale ha ritenuto che la valutazione di impatto ambientale sia effettivamente necessaria per la presenza nella zona di falde acquifere e di una vasta discarica di rifiuti.

Immediata la reazione di Corrado Valvo, sindaco di Noto, che non vuole trivelle nella sua zona, che contiene patrimoni artistici di grande valore. "Lotteremo ancora con più forza chiamando a raccolta la gente, come abbiamo fatto fino a oggi. Ci opporremo in tutte le sedi e continueremo con le mobilitazioni. Il nostro è un territorio nel quale è impensabile prevedere impianti petroliferi o trivellazioni industriali".

Valvo ha invocato il sostegno del mondo della cultura e dello spettacolo, già arrivato in passato. In difesa del barocco del Val di Noto e contro le ricerche di petrolio nella zona si era schierato anche lo scrittore Andrea Camilleri, autore all'inizio di giugno di un appello dalla prima pagina di Repubblica che aveva raccolto in poche ore migliaia di adesioni.

Anche diversi media stranieri si erano occupati della vicenda, divenuta rapidamente un caso. Il 15 giugno, il governatore della Sicilia Salvatore Cuffaro aveva annunciato la rinuncia della Panther Oil alle trivellazioni "in tutto l'abitato della città di Noto, in tutto il sito Unesco e nell'intera area di Noto Antica, oltre alla porzione di area vicina alla zona sud-est della riserva di Vendicari". Una vittoria accolta però con cautela dagli ambientalisti: il Wwf aveva subito chiesto di non lasciarsi andare a facili entusiasmi.

Cuffaro: "In arrivo provvedimento del governo". "Invitiamo la Panther Eureka a non dare il via ai lavori", ha dichiarato il presidente della Regione Cuffaro. "In ogni caso, a settembre, il governo con procedura d'urgenza presenterà all'Ars un provvedimento che chiuda definitivamente la questione e impedisca le trivellazioni nell'area del Val di Noto".

I Verdi: "Pronti a metterci davanti alle ruspe". Contro la decisione del Tar si sono immediatamente schierati diversi esponenti politici. "Difenderemo l'immenso patrimonio del Val di Noto anche mettendoci davanti alle ruspe", ha annunciato il capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli. "Effettuare trivellazioni in un sito che è patrimonio Unesco è uno scempio ingiustificabile. La giunta di Cuffaro ha richiesto la valutazione d'impatto ambientale fuori dai tempi massimi" dimostrando che le "trivellazioni gli stanno più a cuore della tutela del più grande patrimonio del Barocco nel mondo".

Le critiche di Legambiente. Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente, non usa mezzi termini per commentare la decisione del Tar. ''Quelle trivellazioni sono uno scempio, un'offesa a un territorio pregiato, dove il paesaggio e i beni culturali valgono, anche economicamente, molto di più di un pozzo di petrolio. Daremo battaglia, in tutte le sedi possibili, per fermare questo ennesimo tentativo di saccheggio della Sicilia''.
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Messaggioda Raizen » 28 mag 2008 21:34 pm

Se non ricordo male, mi sembra di aver letto che la trivellazione avrebbe potuto causare la contaminazione di una falda acquifera... :?

Portroppo ancora in Sicilia ci sono troppe cose che non vanno, addirittura ho da poco saputo che l'eni in collaborazione con l'ingv stà sviluppando un progetto per riempire di petrolio le pozze già vuote presenti nella nostra regione, in questo modo la società si troverà con un'elevata quantità di oro nero quando nel futuro i prezzi saranno elevatissimi!
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Messaggioda alizarina » 28 mag 2008 21:38 pm

Il danno alla falda acquifera sarebbe il minimo...è impensabile che la v VAl di n Noto di cui fa parte anche il mio paese venga deturpata dalle trivelle per l'estrazione del petrolio.Immagina un pò la situazione... fanno una stima di dove si possa trovare il petrolio,poi cominciano a trivellare(le trivelle sono gigantesce e fanno trafori notevoli) e non trovano nulla:Risultato?HAnno danneggiato il nostro territorio a nostre spese!
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