Università italiane richiano il collasso
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Università italiane richiano il collasso
Università italiane richiano il collasso
Ddl 1905: insegnamento a richio, sciopero bianco con rischio appelli di laurea e sessioni di esami.

Con il via libera della commissione di Istruzione del Senato la riforma universitaria Gelmini conquista il primo via libera, con 12 voti a favore (Pdl e Lega) e 9 contrari (Pd). Cosa prevede la riforma? Si parla di regole più trasparenti per l'assunzione dei docenti, mandato di massimo 8 anni per i rettori, premi per i professori migliori e contratti a termine per i ricercatori ( si attende solo la conferma da parte della Camera dei deputati).
Gli Atenei di tutta Italia in queste settimane si sono mobilitati dando vita a numerose proteste e iniziative; anche i docenti/ricercatori dell’Ateneo catanese si stanno muovendo a tal proposito con la proposta di scioperare e di conseguenza bloccare le sessioni di esame e di laurea a tempo indeterminato, o meglio fino a quando non si avranno delle risposte chiare ,riscontrabili e operativamente efficaci.
Chiaro il messaggio dei docenti che programmano lo stato di mobilitazione dichiarando che "Senza risorse non si fanno le riforme".
Anche gli studenti, preoccupati di quello che sta accadento e del paventato blocco delle sessioni di esami e di laurea, cominciano a mobilitarsi; stamane, infatti, in redazione ci sono pervenuti i documenti di sostegno da parte degli studenti/ricercatori di Farmacia e di Scienze (alleghiamo i comunicati).
In sintesi, il problema riguarda la posizione dei ricercatori: la nuova riforma prevede che coloro che vogliono fare ricerca debbano ottenere due contratti triennali consecutivi e poi essere valutati per il lavoro fatto, ed eventualmente diventare di ruolo. Ma le cose non sembrano essere così lineari e semplici e proprio per questo il mondo universitario è in subbuglio.
Tra le altre proposte del Ddl 1905 le più importanti riguardano l’eliminazione dell'obbligo di cumulare 1.500 ore annue tra didattica e ricerca ( la ricerca non dovrà essere certificata). I rettori inadeguati potranno incorrere in una mozione di sfiducia da parte del Senato Accademico ed inizia la valutazione di docenti e ricercatori.
A cadenza triennale il personale dovrà presentare una relazione sul proprio operato e qualora la valutazione sia negativa, addio agli scatti di stipendio. Con i soldi risparmiati previsti premi ai migliori docenti.
Con tutto ciò si prevede che molti dei docenti non di ruolo abbandoneranno l'insegnamento ( supplenze) per dedicarsi eslusivamente alla ricerca andando a penalizzare fortemente gli studenti.
Dal canto suo la Gelmini rimane della sua idea, sintetizzata in questa dichiarazione: "Gli studenti che protestano contro la riforma dell'università sono strumentalizzati da chi vuole mantenere lo status quo".
Ddl 1905: insegnamento a richio, sciopero bianco con rischio appelli di laurea e sessioni di esami.

Con il via libera della commissione di Istruzione del Senato la riforma universitaria Gelmini conquista il primo via libera, con 12 voti a favore (Pdl e Lega) e 9 contrari (Pd). Cosa prevede la riforma? Si parla di regole più trasparenti per l'assunzione dei docenti, mandato di massimo 8 anni per i rettori, premi per i professori migliori e contratti a termine per i ricercatori ( si attende solo la conferma da parte della Camera dei deputati).
Gli Atenei di tutta Italia in queste settimane si sono mobilitati dando vita a numerose proteste e iniziative; anche i docenti/ricercatori dell’Ateneo catanese si stanno muovendo a tal proposito con la proposta di scioperare e di conseguenza bloccare le sessioni di esame e di laurea a tempo indeterminato, o meglio fino a quando non si avranno delle risposte chiare ,riscontrabili e operativamente efficaci.
Chiaro il messaggio dei docenti che programmano lo stato di mobilitazione dichiarando che "Senza risorse non si fanno le riforme".
Anche gli studenti, preoccupati di quello che sta accadento e del paventato blocco delle sessioni di esami e di laurea, cominciano a mobilitarsi; stamane, infatti, in redazione ci sono pervenuti i documenti di sostegno da parte degli studenti/ricercatori di Farmacia e di Scienze (alleghiamo i comunicati).
In sintesi, il problema riguarda la posizione dei ricercatori: la nuova riforma prevede che coloro che vogliono fare ricerca debbano ottenere due contratti triennali consecutivi e poi essere valutati per il lavoro fatto, ed eventualmente diventare di ruolo. Ma le cose non sembrano essere così lineari e semplici e proprio per questo il mondo universitario è in subbuglio.
Tra le altre proposte del Ddl 1905 le più importanti riguardano l’eliminazione dell'obbligo di cumulare 1.500 ore annue tra didattica e ricerca ( la ricerca non dovrà essere certificata). I rettori inadeguati potranno incorrere in una mozione di sfiducia da parte del Senato Accademico ed inizia la valutazione di docenti e ricercatori.
A cadenza triennale il personale dovrà presentare una relazione sul proprio operato e qualora la valutazione sia negativa, addio agli scatti di stipendio. Con i soldi risparmiati previsti premi ai migliori docenti.
Con tutto ciò si prevede che molti dei docenti non di ruolo abbandoneranno l'insegnamento ( supplenze) per dedicarsi eslusivamente alla ricerca andando a penalizzare fortemente gli studenti.
Dal canto suo la Gelmini rimane della sua idea, sintetizzata in questa dichiarazione: "Gli studenti che protestano contro la riforma dell'università sono strumentalizzati da chi vuole mantenere lo status quo".
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Giovanni Munzone - Consigliere di Facoltà Farmacia
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Tudor - Consigliere di Facoltà

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- Iscritto il: 20 mar 2007 22:15 pm
- Località: Catania
- Nome: Giovanni Munzone
- Corso: Chimica e Tecnologia Farmaceutiche
- Polo: Volkswagen?!
- Facoltà: Farmacia
- Anno Accademico: Quarto
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