Grande successo per la seconda edizione di Incontro di consapevolezza e solidarietà, al Teatro Sangiorgi in occasione della Giornata Mondiale delle Patologie Immunologiche e Neurologiche dello scorso 12 maggio.
Un evento interamente dedicato alle “patologie ambientali” che ha registrato ampia partecipazione di pubblico e media: tra commozione, solidarietà, ma soprattutto speranza
Si respirava tanta speranza, forza e dignità lo scorso 12 maggio al Teatro Sangiorgi di Catania per la seconda edizione di Incontro di consapevolezza e solidarietà, l’evento firmato dall’Associazione per la Difesa dell’Ambiente e della Salute A.D.A.S. che in occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Immunologiche e Neurologiche ha riunito grandi personalità della politica, della medicina e della magistratura nel nome della solidarietà e dell’informazione.
Ad aprire la serata il sindaco di Catania l’Avv. Raffaele Stancanelli «nella vita quotidiana non dobbiamo mai dimenticare di riconoscere i valori nelle persone che ci circondano, guardandoli in primis come essere umani, tutti con la stessa dignità. Vi invito a riflettere sul ruolo fondamentale che svolgono nel contesto sociale le associazioni di volontariato come l’ADAS, le quali danno spesso quel supporto socio-sanitario che le Istituzioni non sono in grado di garantire» a fare eco alle dichiarazioni del primo cittadino etneo la Dott.ssa Angela Longo – con delega per il Provveditorato agli Studi – la quale ha auspicato nuovi progetti di solidarietà ed inclusione in favore dei malati di patologie ambientali costretti spesso a vivere con una mascherina perché il loro organismo non è in grado di assimilare alcun tipo di sostanza chimica, affinché, dunque, si possa andare verso una dimensione concreta più idonea alle esigenze del malato.
Dai vertici amministrativi, tuttavia, confortanti le risposte ricevute, in rappresentanza della presidenza della Regione, presente all’evento l’On. Franco Calanducci, nonché componente della commissione Sanità dell’ARS «la Regione c’è, siamo pronti ad emanare nel più breve tempo possibile strumenti normativi che garantiscano assistenza sanitaria e soddisfino le aspettative sociali». «Siamo pronti a stipulare un protocollo di intesa affinché la salute e la dignità dell’uomo siano messi al primo posto» ha dichiarato poi la Prof.ssa Natalina Costa – Consigliere Parità Regione Sicilia.
L’evento dal carattere scientifico con tanti momenti musicali e di cultura grazie ai versi di Alessio Patti, alle chitarre del duo Paolo Capizzi - Fabrizio Licciardello, al cabaret di Pippo Patanè , alla fisarmonica di Franco Pulvirenti e a Gesuele Sciacca con la sua band, è stato presentato da Nuccio Sciacca e Ramona Conte ed ha offerto tanti momenti di riflessione al numeroso pubblico in sala.
I Pronto Soccorso, ad esempio, si sono rivelati i luoghi, paradossalmente, più a rischio per chi è affetto da Sensibilità Chimica Multipla (MCS), Fibromialgia (FM), Encefalomielite Mialgica-Sindrome da Fatica Cronica (ME-CFS), patologie immuno-tossico-infiammatorie a carattere degenerativo, che colpiscono soprattutto il sistema nervoso centrale ma che non risparmiano altri apparati ed organi. Queste patologie, che spesso sono presenti contemporaneamente, insorgono in maniera subdola per rivelarsi poi devastanti, e dalle testimonianze fornite è emerso un quadro agghiacciante sulla condizione attuale dei presidi ospedalieri etnei, per niente idonei ad accogliere pazienti “malati d’ambiente”.
«Noi, in quanto affetti da patologie ambientali, siamo costretti a rinunciare alla vita, ai nostri affetti, alla famiglia, al lavoro. Il nemico è dietro l'angolo. Non c'è cura, per questo ci battiamo costantemente con lo scopo di sensibilizzare le Istituzioni, affinché ci sia prevenzione, ad esempio nelle scuole, perché si tratta di patologie che quando vengono diagnosticate ormai sono in fase avanzata e quindi irreversibili - ha dichiarato l'Avv. Marisa Falcone, Presidente A.D.A.S. - dobbiamo fare in modo che chi ne è affetto non arrivi ad isolarsi totalmente, il rischio è davvero alto. Noi dell’ADAS, consapevoli della necessità che venga promossa e sostenuta la ricerca medico scientifica, abbiamo costituito un Comitato Scientifico formato da illustri professionisti che si sono subito impegnati a predisporre progetti di ricerca e ad individuare un percorso diagnostico utile a pervenire alla diagnosi delle patologie.Siamo malati d’ambiente e in quanto tali non godiamo dei livelli minimi di assistenza; i Pronto Soccorso sono inadeguati a fronteggiare l’emergenza, la classe medica in buona parte non conosce la malattia».
Della complessità della gestione dei pazienti con sensibilità chimica multipla nella fase di emergenza ed urgenza, per i quali manca un protocollo per l’accoglienza ed il trattamento, è consapevole la dott.ssa Isabella Bartoli, Responsabile del 118, la quale ha affermato a chiare note come vada al più presto formato il personale che opera sulle ambulanze affinchè sappia adeguatamente trattare il paziente chimicamente sensibile. Anche l’Avv. Patrizia Cavallaro in rappresentanza del prof. Pieremilio Vasta, presidente del Comitato Consultivo Aziendaledell’AOU Policlinico-V.E., di cui fa parte l’ADAS, nell’ottica di dare esecuzione alla vocazione dei comitati consultivi, ha auspicato l’impegno a migliorare la qualità dei servizi socio-sanitari «mi ha colpito - ha detto - la condizione dei malati d’ambiente che al dramma della malattia aggiungono quello della solitudine e dell’emarginazione».
L’ADAS oltre che sollecitare la ricerca scientifica, chiede dunque alle Istituzioni che vengano messe in atto quante più iniziative di prevenzione. Sofferenza, voglia di riscatto, dignità, ma anche tanta speranza al Teatro Sangiorgi, così come ha dichiarato la Dott.ssa Marisa Acagnino, magistrato, «questa serata è un inno al coraggio. Negli ultimi mesi abbiamo assistito, e, purtroppo, continuiamo ad assistere, a decine e decine di suicidi, queste persone, invece, nonostante le avversità, gli ostacoli, le difficoltà imposte dalla loro malattia ci invitano a sorridere, a lottare, a non perdere la speranza».
«La sensibilità chimica multipla è una malattia grave purtroppo ancor oggi avvolta da un alone di scetticismo - ha dichiarato la prof.ssa Teresa Mattina, genetista, coordinatore scientifico dell’evento e coordinatore del Comitato scientifico dell’ADAS – per cui il malato rischia di essere scambiato per uno psicopatico . La verità è che è difficile diagnosticarla anche perchèla ricerca non è stata in grado ancora di individuarne i marcatori diagnostici. La speranza è nello studio completo del genoma, in cui si potrebbe trovare la risposta a reazioni così eclatanti alle sostanze chimiche».
Un messaggio di speranza per i tanti pazienti presenti in sala è arrivato sia dalla Direzione dell’ AOU Policlinico-V.E. che da quella dell’ASPCT3. «Creeremo un ambulatorio dedicato e sceglieremo personale medico e paramedico adeguatamente formato per attivare percorsi clinici e terapeutici per questi pazienti che rappresentano una bella sfida» ha affermato il dott. Maurilio Danzì. Dello stesso avviso l’ASP che per bocca del dott. Franco Luca ha così dichiarato «in attesa della legge di riconoscimento qualcosa l’ASP può fare per soddisfare le priorità del malato». Ha efficacemente stigmatizzato le conseguenze sull’organismo dell’esposizione alle sostanze chimiche e dello stress ossidativo il dott. Francesco Cosentino, gastroenterologo, «queste sono in grado di danneggiare le cellule e poi il DNA, di alterare i geni che controllano la produzione degli enzimi. In attesa che la scienza faccia lumi e offra valide soluzioni evitare le sostanze rimane l’unica possibilità per scongiurare l’esplosione della patologia o il suo aggravamento».
Degni di nota tutti gli interventi, così come quello del dott. Angelo Milazzo «occorre porre l’attenzione sulle criticità organismo-ambiente e riconoscere i fattori di rischio fin dall’infanzia».La testimonianza dei Medici di Medicina Generale, tuttavia, è stata univoca: «occorre curare la formazione» hanno detto sia il dott. Domenico Grimaldi che la dott.ssa Maria Concetta Giuliano. «Siamo pronti a fare un percorso comune incentrato sul paziente, ma anche le Istituzioni e la società devono fare la loro parte” ha aggiunto il dott. Grimaldi e, a dimostrazione di come le sinergie siano produttive, la dott.ssa Maria Concetta Giuliano ha spiegato come il Comitato scientifico dell’ADAS abbia già avviato un percorso diagnostico multilivello attraverso cui valutare le diagnosi certe o sospette ricostruendo la storia clinica dei pazienti, spesso costellata di errori diagnostici e troppe indagini inappropriate».
Della correlazione epidemiologica tra Fibromialgia e Sensibilità chimica multipla ha parlato, invece, il dott. Alfio Sambataro, reumatologo, «sono circa 2.000.000 i malati di fibromialgia in Italia che attendono il riconosciemento di una malattia che non toglie la vita ma la avvelena a causa del dolore cronico».Così come ha dichiarato la prof.ssa Anna Maria Panico il dipartimento di scienze farmaceutiche presto realizzerà un laboratorio olfatto-metrico con strumentazioni in grado di determinare la contaminazione degli ambienti causata dalla presenza di sostanze chimiche tossiche.Presente anche l’Istituto di Bioarchitettura con l’arch. Anna Carulli «occorre sanare gli edifici» ha sostenuto nel corso del suo magistrale intervento. Il prof. Paolo Guarnaccia, agronomo, ha messo in guardia, invece, dalle fonti tossiche contenute nei cibi provenienti da coltivazioni «il futuro è nei progetti basati sulla sostenibilità» ha detto. Il dott. Francesco Maria Rapisarda, medico legale, ha evidenziato poi «la necessità di individuare una strategia di valutazione nei casi in cui la invalidità sia conseguente al danno da patologie non tabellate». Bisogna semplicemente «essere bravi medici» ha fermamente sostenuto il prof. Riccardo Polosa. Tra le fonti tossiche dannose il dott. Mario Villa, odontoiatra, ha collocato anche le amalgame dentarie. Il dott. Salvatore Cacciola, sociologo, a consuntivo della serata ha efficacemente concluso dicendo che nelle patologie ambientali l’unico dato certo, in mancanza di certezze da parte della medicina, è solo la sofferenza dei pazienti; occorre pertanto dare voce e spazio ai loro bisogni e promuovere benessere perché il problema non è solo medico.
E se è vero che l’informazione è fondamentale per ottenere tutela davanti l’Autorità giudiziaria, così come ha evidenziato l’avv. Vincenzo Faraone, doveroso ringraziare, oltre che gli sponsor, i numerosissimi organi di stampa intervenuti, capaci di accendere i riflettori, anche a livello nazionale, sull’ADAS che certamente continuerà a far sentire la propria voce.
Arriva come un fulmine a ciel sereno la notizia delle Elezioni Universitarie 2012, che vedranno eleggere i nuovi rappresentanti nei nuovi Dipartimenti (che subentreranno a quelli attuali di facoltà) e soprattutto agli organi superiori (Senato, Amministrazione, Ersu, CASR, CUS). Il Magnifico Rettore Antonino Recca, ha oggi annunciato che l'11 ed il 12 Luglio si voterà, così da "consentire l'immediata partecipazione della componente studentesca all'attività dei nuovi organi collegiali di governo".
Ed altrettanto immediate sono state le lamentele da parte degli studenti che gridano vendetta, vuoi per il periodo non proprio consono a questo tipo di iniziative, vuoi per la mancanza degli studenti, impegnati tra esami e perché no vacanze estive.
"Non si è mai visto nulla del genere, si è arrivati alla follia più totale - tuona un attuale rappresentante degli studenti - In quel periodo la maggior parte del popolo studentesco è impegnato con esami ed a prepararli, sicuramente non avrà la testa per affrontare nè un'eventuale campagna elettorale nè andare a votare da semplice studente avente diritto. Non considerando il fatto che molti studenti pendolari saranno nei propri comuni".
"Ci aspettavamo le elezioni per la fine di Settembre, adesso dovrà esser fatto tutto di corsa, con il rischio che il quorum non venga raggiunto!", dice un altro studente indispettito.
Alberto, studente della Facoltà di Economia pensa invece che "Non è assolutamente il periodo adatto per poter improntare queste elezioni. Noi studenti andremo ad eleggere coloro che ci rappresenteranno nei piani alti e la maggior parte di noi sarà impegnato a studiare, magari al proprio paese e costretto ad andare a votare a Catania in un periodo poco felice. Sicuramente ci sarà molta difficoltà da parte degli elettori, che dovranno scendere a compromessi. In questo modo si facilita la politica degli scambi di favore e saliranno pur sempre i raccomandati!".
"Non è altro che la solita trovata politica del Rettore, abilissimo a sfruttare le sue pedine e muoverle come meglio crede. Siamo alle solite!" si legge in un account del social network Facebook.
Come l'ago nel pagliaio, si trova anche il favorevole a queste date: "Sono molto felice che siano state scelte queste date insolite. Solo così si vedrà chi è interessato a votare e chi invece continuerà a fregarsene come ha sempre fatto. Votare è un diritto ed un dovere di ogni studente, mi aspetto il massimo impegno da parte loro, ma capisco anche che sarà sempre e solo una chimera".
Tra considerazioni positive e negative, parte ufficialmente da oggi la corsa al voto. Studenti, munitevi di buona volontà, partecipate a comizi e soprattutto siate pronti a bere i famosi e ben noti caffè offerti dai candidati consiglieri!
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Manca solo un mese alla data ultima entro la quale consegnare il libretto in segreteria. Risale al 17 Aprile l’avviso pubblicato sul sito di Lettere e Filosofia e rivolto ai laureandi. In questo documento sono specificate tutte le date di scadenza entro le quali effettuare le varie consegne : 15 Maggio per la domanda on-line, absract e frontespizio; 18 Giugno per libretto ed infine 23 Giugno per la tesi. A fine di questo avviso compare inoltre una nota: ” Gli studenti possono fare domanda di Laurea solo se alla data della presentazione della stessa il loro debito è di 24 CFU per il Nuovo Ordinamento e di 3 discipline per il Vecchio Ordinamento oltre ai CFU previsti per la prova finale; b) i laureandi della sessione di luglio (il cui elenco sarà fornito dalla Segreteria studenti) hanno diritto a un appello, concordato con i docenti, nel mese di maggio o nel mese di giugno entro la data del 18 giugno 2012 (data ultima prevista per la consegna del libretto in Segreteria studenti).”
E’ dunque proprio vero che la Facoltà di Lettere e Filosofia sia venuta incontro agli studenti, per lo meno a quelli che stanno per laurearsi. Qualora la data di un appello non permettesse allo studente di sostenere tutti gli esami entro il termine sopra indicato, e quindi di laurearsi a Luglio; oppure se uno studente avesse bisogno di sostenere un esame prima onde evitare l’accavallamento degli ultimo due, tre esami, adesso ha una possibilità in più : è ammesso che si concordi col professore un’altra data, al di là dell’appello ufficiale. Si tratta di una possibilità non contemplata nelle altre facoltà, né nell’ordinamento di Ateneo. Viene, però, specificato “i laureandi della sessione di Luglio”, il che non offre alcuna certezza che tale concessione verrà estesa da ora in poi a tutte le altre sessioni di laurea. Inoltre è stata appena “soppressa”, per quanto se ne dica in giro, la laurea cautelativa, dunque è semplice pensare che ad ogni passo avanti verso gli studenti ne possano corrispondere alcuni indietro. I laureandi di Lettere e Filosofia comunque cercano di sfruttare al meglio questa possibilità anche se già qualcuno aggiunge: “certo, è anche a discrezione del docente!”. Ma la nota parla chiaro e sembra che questo sia un diritto concesso dalla facoltà, che ci si augura nessun professore cerchi di negare per esigenze personali.
Lecito, illecito? La nota legittima una richiesta forse spontanea e naturale degli studenti. Che possa essere emulata anche dalle altre facoltà!
Il cattivo odore si sente già appena viene messo piede sulla soglia della porta. Chi non vuole cedere allo sconforto, speranzoso che la situazione igienica non sia tanto grave da far arrendere anche le vesciche più intransigenti, prosegue in quello che potremmo chiamare realmente “cammino della speranza”.
Qualche passo è sufficiente per constatare che delle tre, quattro porte per accedere alle toilette, ce n’è aperta solo una e la puzza insospettisce. Lo “studente speranzoso”, per il quale non c’è fetore che tiene, arresosi ai suoi bisogni fisiologici, intrinsechi nella sua natura di uomo, si convince a compiere quegli ultimi malaugurati quattro, cinque passi, ed entrare nell’unica toilette libera e...i conati di vomito sono implacabili!
Non esiste stomaco abbastanza forte che possa riuscire ad assistere imperturbabile ad uno spettacolo del genere: water pieni quasi fino alla tazza di fazzoletti e carta igienica completamente inzuppati di pipì stagnante. In alcuni casi anche fazzoletti di carta appoggiati alla tavolozza, come se davvero qualcuno avesse potuto credere che in questo modo si potrebbe scongiurare il rischio di malattie; in un altro bagno pezzi di carta igienica anche a terra.
Mentre il puzzo di piscio ha ormai otturato le narici ed è giunto fino al cervello, confuso e disgustato il nostro “studente speranzoso” ha solo tre opzioni: ricominciare a respirare (rischiando di rimettere), continuare a non respirare (rischiando di morire soffocato), oppure scappare via e rinunciare alla possibilità di fare una semplice, naturale, legittima, doverosa pipì!
E’ quanto succede oggi, 17 Maggio, all’ex Monastero dei Benedettini, sede dell’Università di Lettere e Lingue. Questo luogo, che imperversa già da qualche giorno nelle suddette condizioni vergognose, accoglie gli studenti di Lettere Classiche e Moderne, di Filosofia, Scienze della comunicazione e Lingue. Inevitabile quindi che pulluli di gente specialmente in questi giorni, in cui molti studenti hanno lezioni da seguire ed esami da affrontare.
L’Università presenta diverse toilette per tutto il monastero: all’interno del palazzo principale, nelle aule nuove al piano di sopra e accanto alle aule sotterranee e infine tra le aule “vecchie”, in origine cellette dove dormivano i monaci.
Gli studenti sono già abituati a trovare funzionanti solo la metà dei bagni esistenti nei vari edifici; a non imbarazzarsi per la necessità di rinunciare alla corrispondenza tra il proprio sesso e quello indicato nella targhetta appesa sulla porta; hanno anche rinunciato a “supplementi frivoli e superflui” quali il sapone e la carta igienica, ma adesso è proprio impossibile andare in bagno. Il bagno del bar è completamente chiuso, davanti ad esso un mobiletto appoggiato per evitare l’ingresso e sulla porta un foglio di carta con scritto in arancione “GUASTO”. “Manca l’acqua”, ripetono tutti, come se fosse normale ed accettabile. Chi nota dello sgomento nei volti dei colleghi, cerca di attenuare il tutto con un: “ va be’, dai, non è mica da oggi! E’ già quattro giorni che si va avanti così!”.
Nessuno si lamenta più di tanto. Lezioni, esami, lauree: gli studenti sono così stressati e così impegnati nelle loro attività, che non perdono di certo il loro tempo a chiedere per quale assurda ragione la Facoltà si trova in queste scandalosa situazione. Chi si reca al bar dell’Università e chiede un caffè, si sente rispondere: ”Freddo!”. Non si tratta di una proposta, ma una vera e propria affermazione :”O caffè freddo, o niente, manca l’acqua!”. In fondo rinunciare ad un caffè si può anche accettare, ma come si può rinunciare a lavarsi le mani e ancor di più a soddisfare i propri bisogni fisiologici? Non si tratta più di confort, ma di servizi di base, necessari in ogni ambiente civile. In queste facoltà ci sono tanti studenti pendolari che sono costretti a trascorrere tutto il giorno al monastero. In queste condizioni però è difficile e poco gradevole dovere stare un intero giorno all’Università. E’ impossibile rinunciare un’intera giornata a lavarsi le mani o trattenere la pipì per otto, dieci ore. Che ci sia un guasto di tanto in tanto, lo si può anche comprendere, ma ai Benedettini la situazione è tale già da giorni. Quasi nessuno parla. Si tende ad accettare situazioni evidentemente inaccettabili, senza aprir bocca; si tende a “lasciar passare” nella speranza che le cose si aggiustino da sole. “Chi tace acconsente” dice però un proverbio, e il silenzio è un modo convenzionale per far capire che tutto va bene così com’è. “La colpa è vostra” dice una signora che lavora al monastero, “perché non scioperate?”, e a queste parole gli studenti ridono: ci sono gli esami a Giugno e adesso le ultime esercitazioni e prove in itinere, alle quali nessuno ha intenzione di rinunciare.
Le tasse universitarie negli ultimi anni non hanno fatto altro che aumentare, i servizi a quanto pare però non sono migliorati.
In questa giornata un po’ infamante per l’Università catanese, nella quale ancora una volta un’istituzione, il centro di cultura per eccellenza non è stato in grado di offrire servizi igienici basilari e rispettare le più semplice norme igieniche, gli studenti possono lasciarsi consolare dal fatto che oggi nei bagni quanto meno la carta igienica non mancava.
Ed in tutto questo marasma, dove indubbiamente gli studenti sono i primi ad essere disagiati, la grande folla di stranieri e visitatori, cosa ne pensa? Ai posteri l'ardua sentenza...
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La libreria Cavallotto di Catania (corso sicilia 91), giovedì 17 Maggio alle ore 16.30, aderirà all’iniziativa “Missione ammissione 2012”.
Di cosa si tratta? In tutte le maggiori librerie italiane, in collaborazione con Alpha Test, si stanno svolgendo degli incontri tra docenti e giovani maturandi pronti a svolgere i test d’ammissione all’università. Ci sarà la possibilità di chiedere ogni tipo di informazione relativa ai test tanto temuti, dalle modalità di svolgimento ai criteri di selezione, insomma ogni dubbio sarà chiarito.
Ma non finisce qui: chiunque fosse interessato potrà svolgere direttamente una simulazione del test, con 50 quesiti di 50 minuti, scegliendo anche l’area di interesse: dalla scientifica alla classica, alla medico-sanitaria.
Saranno distribuiti gadget in omaggio da Alpha test e guide sul numero chiuso in università ed entro pochi giorni dalla simulazione saranno forniti i punteggi, in linea con quelli di tutta Italia.
Non fatevi scappare quest’occasione, un incontro diretto col mondo dei test universitari potrà soltanto aiutarvi.
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Associazione di giovani allievi ingegneri della Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Catania impegnati nello studio e progettazione di speciali veicoli innovativi equipaggiati con motori a bassissimo consumo e soprattutto alternativi e rispettosi delle norme anti-inquinamento con la supervisione scientifica del chiarissimo Prof. Ing. Rosario Lanzafame , docente di Macchine a Fluido e Sistemi energetici presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Catania.
Tra gli eventi ai quali la squadra ha preso parte si annoverano la Shell Eco-marathon, la Ata Green Marathon e la No Smog Mobility.
La storia della SHELL ECO MARATHON risale a circa settanta anni fa.
Nel 1939, un gruppo di ricercatori della Shell di Wood River, Illinois (USA), fece una scommessa per vedere chi avrebbe guidato la propria auto più lontano con un solo gallone di benzina. A quel tempo, 21.12 km/litro era il massimo risultato che si potesse raggiungere.
Altri successi negli anni:
63.35 km/litro con una Studebaker costruita nel 1947, nell’anno 1949
103.88 km/litro con una Fiat 600 costruita nel 1959, nell’anno 1968
160.1 km/litro con una Opel costruita nel 1959, nell’anno 1973
Nel corso degli ultimi 30 anni, l’efficienza nella conversione termomeccanica dei combustibili è migliorata drasticamente. La Shell fa notare che “per l’auto vincitrice della Shell Eco-Marathon UK sarebbe possibile viaggiare tre volte intorno all’equatore con lo stesso quantitativo di combustibile che un Concorde utilizza per raggiungere soltanto la fine della pista di decollo.”
La Eco-Marathon ha diverse categorie di competizione: combustibili non fossili (alimentazione fuel cell, alimentazione a celle solari), e combustibili fossili (alimentazione a benzina, gasolio e GPL). Durante la competizione, i veicoli devono mantenere una velocità media di circa 30 km/h su una distanza di circa 16 km. La quantità di combustibile consumata in gara è misurata con molta precisione per qualsiasi partecipante.
La Eco-Marathon comprende anche una serie di regole per creare delle condizioni di sicurezza per lo svolgimento dell’evento. La competizione obbliga i partecipanti a usare olii Shell di ultima generazione, soltanto quando benzina o gasolio sono le fonti di energia.
I veicoli più performanti sono quelli progettati per avere un’alta efficienza i cosiddetti “prototipi” con tipica forma a siluro e seduta di guida supina. Alcuni veicoli utilizzano una tecnica coast/burn con la il veicolo viene accelerato da 17 a 32 km/h per poi spegnere il motore e andare avanti per inerzia fin quando la velocità diminuisce fino a 17 km/h.
Normalmente i veicoli hanno:
Coefficiente di resistenza aerodinamica (cx) < 0.1
Coefficiente di Attrito volvente < 0.0015
Massa senza pilota < 205kg
Efficienza del motore < 200 s.f.c. (cc/bHP/hr)
I veicoli sono progettati appositamente per la competizione e non sono concepiti per un utilizzo comune.
Nella categoria “Urban Concept” , invece, i design rappresentano cosa è possibile raggiungere con le attuali tecnologie e offrono un’immagine di come potrebbe essere il design delle auto del futuro, basato su un minimo impatto ambientale in un mondo in cui le riserve di petrolio vanno riducendosi. Il lavoro dei partecipanti potrebbe dare degli ottimi spunti ai produttori di automobili su come ri-progettare i loro prodotti.
La 28a edizione della competizione europea non si svolgerà in un circuito automobilistico, come nelle passate edizioni, ma lungo le vie della città olandese
Più di 3.000 studenti provenienti da tutta Europa si stanno preparando a mettere alla prova la propria abilità di guida e le loro conoscenze scientifiche su un circuito stradale nuovo di zecca . La sfida si svolgerà dal 17 al 19 maggio lungo le strade cittadine rendendosi così facilmente accessibile al pubblico, ma soprattutto dimostrano l'applicabilità pratica di quella che ancora oggi è definita come “la mobilità del futuro”. Il passaggio ad un circuito urbano, il primo nella storia europea della competizione, offrirà nuove sfide alle 227 squadre provenienti da 24 Paesi del mondo, definendo, spiegano gli organizzatori, “un nuovo standard per gli anni a venire”. Con cinque angoli a 90° lungo il percorso, le squadre dovranno fare affidamento sulle proprie capacità di guida consapevoli che le prestazioni in frenata, accelerazione e in curva rappresenteranno fino al 50% del risultato e dimostrare l’applicabilità pratica delle tecnologie sviluppate per questo evento sulle vetture di domani al fine di migliorare l’efficienza energetica e la mobilità del futuro.
Alexandra van Huffelen, Assessore cittadino spiega: “Rotterdam è orgogliosa di ospitare un evento così grande e significativo come la Shell Eco-Marathon Europe. Noi ci adoperiamo in continuazione per stimolare tutti i tipi di iniziative di mobilità sostenibile, raggiungere una migliore qualità dell'aria e ridurre l'inquinamento acustico, e questo evento rappresenta anche una grande iniziativa in linea con il nostro impegno a diventare la città portuale più sostenibile al mondo entro il 2014”. A gareggiare saranno sempre loro, i veicoli, chiamati a percorrere il maggior numero di chilometri consumando il meno possibile e optando tra una serie di alternative di alimentazione: benzina, diesel, biofuel, idrogeno, energia solare ed elettrica ‘plug-in’.
Anche nel 2012 Michelin sostiene la Shell Eco-Marathon. Per l’occasione i ricercatori Michelin hanno sviluppato pneumatici con una resistenza al rotolamento sei volte più bassa del MICHELIN Energy TM Saver, pneumatico di riferimento per questa competizione. Il passaggio ad un percorso cittadino dimostra l’applicabilità pratica delle tecnologie sviluppate per questo evento sulle vetture di domani al fine di migliorare l’efficienza energetica e la mobilità del futuro.
La Shell Eco-Marathon è perciò la sede ideale per “provare sul campo” la ricerca e le innovazioni di Michelin atte a ridurre il consumo di combustibile. I pneumatici hanno un ruolo determinante nel risparmio di combustibile e la loro efficacia è ancora maggiore se si tratta di prototipi. Nel caso di un veicolo convenzionale con motore a combustione interna alternativo, i pneumatici sono responsabili del 20% del consumo di combustibile, ma la percentuale sale al 60% nel caso di prototipi.
“Shell Eco-Marathon rappresenta un vero e proprio laboratorio per noi ricercatori”, spiega Pascal Couasnon, direttore della Comunicazione Tecnica Michelin. “Utilizziamo tecnologie uniche che saranno successivamente trasferite ai veicoli di uso quotidiano.”
Il Dipartimento di Ingegneria Industriale e Meccanica , rappresentato dal chiarissimo Prof. Ing. Rosario Lanzafame e un team di allievi ingegneri rappresentati dall’ Ing. Daniele Consoli con l’ausilio delle attrezzature e dall’esperienza pratica del Sig. Ignazio Serra, titolare della omonima officina “Serra Autoracing” hanno progettato , realizzato e perfezionato un veicolo pronto a partecipare nella categoria “Urban Concept”.
Dopo i notevoli risultati ottenuti alla prima partecipazione nel 2010 presso l’autodromo di Lausitz, Berlino, il team ha raccolto la sfida di ottenere percorrenze superiori ai 200 km/l .
Con un telaio avente massa inferiore ai 100 kg ed una vettura in ordine di marcia avente massa inferiore ai 200 kg, pilota incluso, sfida migliaia di partecipanti europei nel consumare meno possibile.
Questo grazie ad un approfondito studio sulla ottimizzazione della combustione, un potenziamento del sistema di accensione del propulsore, la riduzione degli attriti nei cuscinetti dei mozzi ruote e della trasmissione a doppio cardano e uno studio aerodinamico sviluppato presso la galleria del vento, fiore all’occhiello del Dipartimento di Ingegneria di Catania e frutto di anni di sacrifici e lavoro del Prof. Rosario Lanzafame.
La vettura , denominata Sicily , rappresenterà quindi la Sicilia dimostrando al mondo intero gli sforzi che anche una Regione come la nostra sta compiendo per cambiare la mentalità della gente per un uso più parsimonioso e attento e responsabile dei motori delle autovetture e nell’ utilizzo di combustibili non fossili e di fonti rinnovabili per salvaguardare il nostro pianeta , soprattutto per coloro i quali dovranno abitarlo negli anni a venire.
Siamo alla ricerca degli ultimi sponsor per affrontare le spese di viaggio e ultimare il prototipo.
"L'associazione socio-culturale Axada Catania, insieme ad una delegazione di giocatori della Società Calcio Catania S.p.A., incontrerà lunedì 02/04/2012 alle ore 10:00 i bambini ricoverati presso il reparto di Broncopneumoallergologia pediatrica dell'ospedale Policlinico di Catania, diretto dal Prof. Mario La Rosa.
È un’alternativa alla confusione, al chiacchierio e quant’altro che spesso si viene a creare nelle aule delle varie facoltà, è un’occasione che si offre nei casi in cui le si dette aule siano già sufficientemente affollate. Ancora, soprattutto l’intenzione è di dare agli studenti uno strumento che offre la possibilità di prolungare il tempo di studio nelle ore serali".
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Da giorno 1 Marzo, i ticket della Metropolitana di Catania sono aumentati: da 90 cent ad 1 euro, pur restando invariato il tempo di validità di 90 minuti. E con essi anche gli abbonamenti da 10 a 12 euro.
Conviene allora continuare a spostarsi in Metro? Sono più le note positive o quelle negative? La prima stonatura la si riscontra nel biglietto: vale per la Metro e non per gli autobus; dunque per fare un certo tragitto dove c’è bisogno necessariamente di cambiare mezzo, si deve acquistare un ulteriore tagliando: (non si potrebbe optare per una collaborazione tra gestori autobus urbani (AMT) e gestori metropolitana (FCE)?
Secondariamente, ci sono alcuni gate sprovvisti di tornelli, il che implica l’ingresso in metro di furbacchioni. Ma questo accade spesso anche negli autobus, a rischio e pericolo degli interessati.
E per quanto riguarda la sicurezza? Abbiamo raccolto i pareri di alcuni studenti universitari che abitualmente fanno uso dei mezzi pubblici. Per Alfio, terzo anno della Facoltà di Ingegneria: “Sicuramente trovo esagerato aver paura di prendere la metro, non ho mai assistito a scene di violenza all’interno, né gente con l’intento di importunare i passeggeri. A mio avviso queste cose possono succedere anche alla luce del giorno!”. A completare la sua tesi, interviene infatti Roberta, studentessa di Giurisprudenza, che lamenta di essere stata “palpata” più di una volta durante i suoi quotidiani tragitti in autobus: “Non si può stare mai tranquilli, quando i bus sono stracolmi di gente quasi quasi preferisco camminare a piedi, oltre al fatto che forse risparmio anche sul tempo e soldi, visti i ritardi considerevoli che a volte portano. Non considerando i maniaci ed i borseggiatori. E’ più lo stress che altro”.
Sfatiamo quindi i luoghi comuni sul mondo sotterraneo della Metro e attendiamo un miglioramento della suddetta, magari con l’aggiunta di altre fermate che per adesso sono ferme a sei, permettendo un percorso da Piazza Borgo al Porto.
Ci risiamo...come ogni anno, mentre in tutte le Facoltà sono già stati pubblicati con largo anticipo il calendario delle lezioni e quello degli appelli straordinari di aprile, gli studenti della Facoltà di Lettere, Filosofia e Lingue aspettano spazientiti di sapere come dovranno organizzare le loro giornate e il loro studio: in breve aspettano ancora di "sapere di che morte dovranno morire".
Oggi, con un anticipo di soli quattro giorni dall'inizio delle lezioni, hanno ricevuto la grazia di veder pubblicato il calendario delle lezioni del secondo semestre, malgrado manchino ancora le date di inizio di molte materie e addirittura il professore che terrà i corsi. "Chi si accontenta gode" canta Ligabue aggiungendo però un "così così" che fa riflettere. I benedettiniani pagano le tasse come tutti: non dovrebbero essere posti nelle condizioni di tutti gli altri studenti?
Il mistero si infittisce con il calendario della sessione straordinaria di aprile: tutto tace, non si sa ancora nulla. Indiscrezioni giunte alle orecchie di alcuni studenti sostengono che il ritardo sia dovuto al fatto che ad occuparsi di stilare i calendari di più corsi di laurea (lettere, scienze della comunicazione, filosofia, beni culturali, lingue, scienze della comunicazione internazionale per citarne alcuni) sia una sola persona. Per di più si deve valutare se applicare la proposta approvata recentemente dal Senato Accademico di aggiungere un secondo appello a distanza di 20 giorni dal primo.
La speranza è l'ultima a morire: non ci resta che aspettare! E nell'attesa? Brancoliamo nel buio!
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