Mille euro al mese per un ricercatore ed 800 per un dottorando: questa la media degli “stipendi” percepiti dai “cervelli” in Italia. Il triste fenomeno della fuga dei cervelli, ormai realtà consolidata nel nostro Paese, è stato in questi giorni al centro dell’attenzione del Governo, che ha emanato un provvedimento sulle agevolazioni fiscali tese ad incentivare il rientro in Italia dei “cervelli” che si sono specializzati all’estero.
Sul provvedimento si era pronunciato Andrea Lenzi, presidente del Consiglio Universitario Nazionale (CUN), il quale aveva sottolineato come, in un momento di crisi come quello attuale, l’iniziativa del Governo fosse buona ma non sufficiente ad arginare il fenomeno.
Riserve espresse anche dal capogruppo Studenti per le Libertà-Azione Universitaria al CNSU Erio Buceti: «La situazione precaria che da anni vivono i nostri ricercatori e dottorandi deve essere risolta a lungo termine. È impensabile che questa professione sia retribuita nel nostro Paese con stipendi pari ad un terzo di quelli percepiti negli altri Stati europei».
Concorde anche il vicepresidente di Azione Universitaria Dario Moscato: «Lo Stato non ha mai agevolato i nostri cervelli, adesso però è il momento di cambiare le cose, non solo durante questo governo tecnico, ma anche per il futuro».
Riguardo poi le critiche mosse dal ministro del Welfare Fornero sulla scarsa istruzione dei giovani italiani, Buceti dichiara: «Il problema non sono i giovani che non studiano, semmai l’intero sistema di formazione offerto dalle scuole e dalle università italiane. Dovrebbe essere riveduto e corretto per garantire la soddisfazione delle esigenze del Paese. In ogni caso, sarebbe opportuno che lo Stato si interroghi su che cosa intende fare alle sue università. Di sicuro i prossimi due anni continueranno ad essere difficili ma è importante capire fin da ora quale università si vorrà tra sei o sette anni».
Nuovo incarico per la dott.ssa Maria Caramelli che è stata nominata da Direttore Generale dell'Istituto Zooprofilattico sperimentale per l'Abruzzo ed il Molise di Teramo, da Renato Balduzzi, Ministro della Saluto dell'attuale Governo. La dott.ssa, incaricata poche settimane fa nel nuovo CdA dell'Ateneo catanese direttamente dal Magnifico Rettore Antonino Recca, svolgerà così una doppia carica, compatibili tra loro. La Caramelli è stata inoltre designata dal ministro Elsa Fornero, come rappresentante del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio in seno al nuovo Consiglio generale della Compagnia di San Paolo di Torino.
A partire da ieri, 22 marzo, sul sito web del MIUR (Ministero Istruzione Università Ricerca) è partita una consultazione pubblica on-line sul valore legale del titolo di studio.
La consultazione durerà un mese circa, il termine ultimo per partecipare è fissato, infatti, a giorno 24 aprile.
L’opinione è richiesta direttamente agli italiani che, in prima persona interessati o meno, potranno rispondere ai quesiti elaborati dal Ministero dell’Istruzione.
Cliccando sul banner in basso a destra si potrà accedere al questionario, introdotto da una presentazione sugli obiettivi che il nuovo strumento messo in campo dal Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Francesco Profumo, si è prefissato e circa i dettagli tecnici che ne avvolgono la idealizzazione.
In questa prefazione ai quesiti in seguito proposti, il Governo auspica ad una nuova e tanto inneggiata trasparenza che questa operazione di consulta popolare sicuramente porterà, un’iniziativa certamente finalizzata ad un netto contributo per una ripresa economica, impegnata nella crescita e nello sviluppo del Paese. Una conquista quindi sia per le istituzioni sia per i cittadini.
Questo Governo, autodefinitosi come "promotore della voce dei cittadini", ha deciso quindi di ascoltare ciò che il proprio popolo ha da dire.
Peccato che tutta questa propensione all’ascolto è intaccata dalla faziosità delle domande stilate e dal linguaggio adottato che risulta essere abbastanza complesso. In aggiunta, alcuni dei quesiti proposti non lasciano un gran margine di scelta alle domande presentate che indirizzano quindi a preferire l’abolizione del valore legale del titolo di studio.
Il sindacato studentesco dell’Udu (Unione degli universitari) si è già messo in moto chiedendo il ritiro immediato di questa consultazione e la formazione di una commissione creata ad hoc per riformulare le domande.
Nonostante oggi il valore in sé della Laurea, quello del prestigio, sia andato perduto, e ciò è ampiamente dimostrato dalla dilagante ignoranza che regna nelle menti, e soprattutto nelle bocche, di chi una Laurea ce l’ha ma come accessorio, ammettere che anche il “pezzo di carta” sia superfluo, a mio avviso, è esigere troppo. Che siano messe al bando, invece, tutte quelle classifiche che coronano i migliori Atenei nostrani (per lo più privati o “liberi”) per far posto a chi il riconoscimento se lo merita davvero, al di là dell’Ateneo di appartenenza. Quindi che sia analizzato nel dettaglio il percorso di studi di ogni singolo studente, piuttosto che un turpe e distaccato calcolo dei voti collezionati che altro non sono che numeri. Soprattutto alla luce dei nuovi cambiamenti che vedono la riduzione dei punti assegnati al momento della tesi. Arrivare al 110 e lode sarà molto difficile, e forse è giusto così, però resta il fatto che sono cifre che in sostanza non sono garanzia di preparazione “lodevole”: bisogna valutare la persona e basta, non il libretto dei voti.
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Colpa dei traduttori simultanei italiano-inglese online? Colpa di Google Traduttore? Colpa di Babelfish o colpa dell'ignoranza acuta? Queste domande se le saranno poste in molti e crediamo siano indirizzati tutti verso l'ultima ipotesi. Ancora una volta l'italiano medio si presenta al mondo con forti carenze della lingua madre internazionale: Sua Maestà English! E si presenta ancora una volta da 'comico', che con le sue gaffes fa ridere Europa e continenti amici.
Dopo fantomatici tunnel inventati dal nostro 'caro' ex Ministro Gelmini, ci pensa la Facoltà di Agraria di Firenze coadiuvata dal MIUR a generare massima ilarità. Di cosa stiamo parlando? Ovviamente del bando più hot della Pubblica Istruzione: "From sheep to Doggy Style"! Avete letto bene: Doggy Style...e vi assicuriamo che non si tratta di un bando sull'insegnamento del Kamasutra.
Il genio di turno, assistito dai suoi collaboratori, ha pensato di sostituire con la suddetta parola inglese il termine pecorino, inserito nel titolo originale italiano del bando "Dalla pecora al pecorino. Tracciabilità e rintracciabilità di filiera nel settore lattiero caseario toscano".
Pronte le scuse del Ministero, che oggi ha rilasciato un comunicato autoironico sulla vicenda: "Cari amici della rete, ultimamente vi abbiamo intrattenuto con alcuni errori involontariamente comici (...) Da ultimo, per ora, una traduzione maccheronica dall’italiano all’inglese, dagli effetti esilaranti, di un bando di ricerca relativo al formaggio pecorino".
Adesso i bookmakers, oltre a fornire le quote del futuro vincitore del Festival di Sanremo, si adopereranno a quotare la prossima gaffe dei nostri Ministri: si prevedono numeri molto bassi e tempi celeri!
E le industrie casearie sarde e sicule, in tutto questo, cominciano a gridare vendetta...

Non si può di certo dire che il suo sia un governo voluto e ben amato, eppure si sente nell'aria "Profumo" di novità.
Dopo tredici anni dall'ultimo bando di concorso ordinario per insegnanti, il neoministro dell'istruzione Francesco Profumo ha annunciato, a Savona, di voler riaprire la scuola ai docenti giovani e di evitare vivamente di bloccare i neolaureati.
Saranno 12500 i posti che si occuperanno con il maxi concorso del 2012 per circa 300 mila aspiranti e, tra "ma, se e però" non ci sono molti scontenti, tuttalpiù sembrano voler puntualizzare tutti qualcosa: i sindacati pressano per i precari, la lega Nord per i concorsi regionali e non a stampo nazionale; ma a conti fatti chi può effettivamente partecipare a questo maxi concorso?
Sicuramente nessuno toglie il diritto di parteciparvi ai diplomati magistrali dato che posseggono il titolo abilitante in modo permanente all'insegnamento della scuola elementare.
Questo darà spazio e aria anche agli studenti di scienze della formazione laureati tra il 2008 e il 2011, ivi compresi quelli che usciranno abilitati dai TFA (Tironici Formativi Attivi).
Per questo Natale il regalo è già stato fatto, ci aspettavamo grossi cambiamenti e credo che si stiano iniziando a muovere delle pedine.
L’Assemblea della CRUI ha incontrato oggi il Ministro dell’Università Francesco Profumo. Un appuntamento molto cordiale durante il quale i Rettori hanno messo in evidenza i principali temi attorno ai quali si gioca il futuro dell’Università in Italia.
Ha dell'incredibile quello che ieri sera è successo ad Annozero, la trasmissione condotta da Michele Santoro, nella quale sono state invitate alcune delle figure più importanti del panorama politico italiano, fra cui Pier Ferdinando Casini, Ignazio La Russa e Antonio Di Pietro.
Protagonista principale della trasmissione è stato il ministro della difesa Ignazio La Russa che ha inveito accanitamente contro uno studente intervenuto durante il dibattito.
Vigliacco, vergogna, fifone, incapace!». Con questi aggettivi il Ministro ha apostrofato Luca Carfagna, accusandolo di apologia di reato. L'onorevole, che ha poi continuato a definire vigliacchi gli studenti, ha anche minacciato di andarsene, ma poi ha preferito rimanere in trasmissione e si è scontrato con il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, il quale gli ha dato del "fascista", beccandosi in risposta un "analfabeta".
Secca la replica del Ministro La Russa nella giornata di oggi. Alla domanda - chi è quel ragazzo? - risponde: «Ammetto di aver alzato forse troppo i toni, ma sapevo chi era quel ragazzo, conosco il suo nome e cognome, cosa fa e so che si è distinto contro ragazzi inermi». «L'ho chiamato vigliacco - aggiunge il ministro parlando con i cronisti al Senato - perchè difendeva chi ha colpito proditoriamente uomini delle forze dell'ordine nel corso degli scontri di martedì, ma anche per qualche episodio universitario». La Russa fa i complimenti poi a Michele Santoro: «E' bravissimo, il migliore di tutti, ma voleva dire che quei ragazzi intervistati rappresentano tutto il mondo studentesco, e in realtà non è così»
Il Ministro per le Pari Opportunità promuove una campagna istituzionale di sensibilizzazione contro l'omofobia, che spesso genera comportamenti violenti e discriminatori nei confronti delle persone omosessuali.
Capita ancora troppo spesso che gli omosessuali vengano giudicati non in quanto persone capaci come altre di aiutare e di amare il prossimo, ma in base a un aspetto privato: il loro orientamento sessuale. Vittima di questa superficialità discriminatoria non è solo l'omosessuale, è la società intera. Siamo tutti noi. Perché siamo costretti ad assistere ad aggressioni e molestie contro innocenti, gesti che consideriamo estranei alla vita civile. E quando accade questo, chiunque può essere il prossimo oggetto di persecuzione. Magari tuo fratello. Magari tuo figlio.
Dietro questa violenza c'è una parola triste e carica di odio: omofobia. L'omofobia è l’avversione immotivata e irrazionale alle persone omosessuali. Come tutte le fobie, l’omofobia è una paura patologica. E' il terrore dell'intimità con lo stesso sesso, che spesso nasconde l’angoscia di guardarsi nello specchio fino in fondo. Per sopravvivere, la paura si inventa un pregiudizio e un nemico da accusare, umiliare, prendere a pugni. Ma la paura resta, e tutta la violenza del mondo non basta a lavarla via quando è dentro.
Dalla Gelmini a Vladimir Luxuria, l’unica parola capace di riassumere il senso profondo degli ultimi anni è la parola tagli.
La Moratti taglia con la scimitarra, Fioroni con il bisturi, Gelmini con la sega elettrica: l’importante è tagliare, togliere, rinunciare a qualcosa che in passato si riteneva centrale e decisivo. Non siamo di fronte ad un risparmio, come si sostiene senza arrossire a reti ed edicole unificate, perché, complessivamente, la spesa pubblica non diminuisce ma aumenta. Si tratta di un cospicuo trasferimento di risorse da settori capaci di far vincere l’Italia a settori capaci di far vincere le elezioni.
Curiosando fra le macerie, non può non colpire il drastico taglio (da 30 a 20, un terzo!) delle scuole da indicare per eventuali supplenze. Dal momento che la spesa per convocare i precari tramite telegramma è eccessiva, non si cerca un metodo più efficiente ed economico ( pare che ne esistano), ma si tagliano sedi e opportunità.
In forza di questa misura tragicomica, nelle classi dei nostri figli non entra il docente più bravo ma quello più fortunato, capace di ricevere in sogno i nomi delle scuole incubatrici di supplenze. Se fosse un film, si intitolerebbe “Dalla meritocrazia all’occultismo”.
CATANIA - Intervista esclusiva al Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca Maria Stella Gelmini.
In data 9 Luglio 2010, il l Ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini si è recata all'ospedale Garibaldi di Catania per fare visita a Laura Salafia, la studentessa ferita accidentalmente lo scorso 1 luglio durante un agguato.
Liveunict ha chiesto una dichiarazione, con molta gentilezza ci è stata concessa una breve intervista che giriamo di seguito ai nostri affezionati lettori.
