Rinasce come dalle ceneri quel clima di paura vissuto già negli anni ’92-93 che vide protagonisti una serie di attacchi legati alla mafia con l’utilizzo di “bombe”. Oggi dopo decenni riviviamo lo stesso “botto” risvegliato dall’atroce attentato di Brindisi che ha visto volar via una vita innocente e decine di anime acerbe ferite.
Un gesto che lascia tutti noi, giovani e meno giovani, senza fiato, senza parole, un gesto ignobile che ruota attorno a piste mafiose o atti indegni di chiunque abbia potuto azionare il detonatore provocando questa strage. In un clima di tensioni sociali causate dalla crisi economica e politica che il nostro paese sta vivendo, di certo noi giovani viviamo uno stato d’animo alquanto sconcertante nel vedere che la paura colpisce proprio noi in maniera diretta senza alcuna protezione.
Non si ha certezza che l’ignobile gesto sia legato alla mafia o ad un atto terroristico, ma una cosa è certa il tiro a bersaglio è la società civile e purtroppo il centro di questo tiro a bersaglio siamo proprio noi giovani. La morte di una ragazzina di 16 anni, innocente che non stava facendo altro che il suo dovere di andare a scuola ha risvegliato in tutti noi una solidarietà comune ma purtroppo con essa ha anche alzato le polveri della paura che ci sovrasta, una paura che sembrava essere sparita, la paura di lottare, di ribellarci e di chiedere ciò che è di nostro diritto.
Trovarsi dritti al mirino non è una sensazione piacevole e qualsiasi essa sia, bisogna notare qualche dettaglio come ad esempio il fatto che ad essere colpite siano le scuole, luogo nativo della nostra cultura, primario luogo di educazione che ci forma e ci educa alla legalità e al rispetto della democrazia.
Le radici della nostra storia ci hanno insegnato che per indebolire il governo bisogna mirare al cittadino. E’ forse questo che si sta lasciando fare? Perché noi giovani dobbiamo vivere oggi una paura di cui non siamo causa?
Cerchiamo speranza, fiducia nelle scuole e nelle istituzioni piuttosto che riforme o promesse che smuovono trepide acque. Oggi tutti ci chiediamo se colpire le scuole sia un caso, se è fatalistico colpire proprio qualche giorno prima dal ventennale della strage di Capaci, davanti alla scuola Morvillo-Falcone.
E’ forse questo l’esempio che noi giovani dovremmo avere per il nostro domani?
Nonostante tutto però dimostriamo oggi e lo faremo sempre, di avere una forte solidarietà, una grande forza e una forte decisione nel riaffermare la nostra fiducia nelle istituzioni democratiche e in tutti quegli enti che da sempre operano per la nostra protezione e per il nostro percorso educativo e formativo a rispetto della nostra libertà.
Mille euro al mese per un ricercatore ed 800 per un dottorando: questa la media degli “stipendi” percepiti dai “cervelli” in Italia. Il triste fenomeno della fuga dei cervelli, ormai realtà consolidata nel nostro Paese, è stato in questi giorni al centro dell’attenzione del Governo, che ha emanato un provvedimento sulle agevolazioni fiscali tese ad incentivare il rientro in Italia dei “cervelli” che si sono specializzati all’estero.
Sul provvedimento si era pronunciato Andrea Lenzi, presidente del Consiglio Universitario Nazionale (CUN), il quale aveva sottolineato come, in un momento di crisi come quello attuale, l’iniziativa del Governo fosse buona ma non sufficiente ad arginare il fenomeno.
Riserve espresse anche dal capogruppo Studenti per le Libertà-Azione Universitaria al CNSU Erio Buceti: «La situazione precaria che da anni vivono i nostri ricercatori e dottorandi deve essere risolta a lungo termine. È impensabile che questa professione sia retribuita nel nostro Paese con stipendi pari ad un terzo di quelli percepiti negli altri Stati europei».
Concorde anche il vicepresidente di Azione Universitaria Dario Moscato: «Lo Stato non ha mai agevolato i nostri cervelli, adesso però è il momento di cambiare le cose, non solo durante questo governo tecnico, ma anche per il futuro».
Riguardo poi le critiche mosse dal ministro del Welfare Fornero sulla scarsa istruzione dei giovani italiani, Buceti dichiara: «Il problema non sono i giovani che non studiano, semmai l’intero sistema di formazione offerto dalle scuole e dalle università italiane. Dovrebbe essere riveduto e corretto per garantire la soddisfazione delle esigenze del Paese. In ogni caso, sarebbe opportuno che lo Stato si interroghi su che cosa intende fare alle sue università. Di sicuro i prossimi due anni continueranno ad essere difficili ma è importante capire fin da ora quale università si vorrà tra sei o sette anni».
A dispetto dell'attuale situazione meteo, arriva come un fulmine al ciel sereno il comunicato stampa del Comune di Catania che dispone per domani, 22 Febbraio 2012, la chiusura di tutte le scuole.
La decisione del Sindaco Raffaele Stancanelli è stata intrapresa a causa del preallarme meteo che prevede “precipitazioni diffuse anche a carattere di rovescio o temporale accompagnate da forti raffiche di vento”. Come si legge dal comunicato stampa, l'ordinanza riguarderebbe le scuole di “ogni ordine e grado”.
La domanda per gli studenti universitari sorge spontanea: Riguarda anche noi? Domani anche le facoltà rimarranno chiuse?
Finora l'unica risposta sicura arriva dalla presidenza della Facoltà di Lettere e Filosofia: un avviso, firmato dalla presidenza di facoltà. Riportiamo il comunicato:
“L'ordinanza del Sindaco di Catania non prevede per il 22 febbraio 2012 la chiusura dell'Università.
Qualora le condizioni meteorologiche rendessero difficile l'accesso al Monastero dei Benedettini, i colleghi sono invitati a prevedere altre date d'esame sostitutive”
www.liveunict.comLiveunict ha provato a contattare il personale dell'ufficio stampa d'ateneo ed alcuni segretari, non ricevendo delle notizie ufficiali. In attesa di ulteriori notizie, il comunicato pubblicato sul sito ufficiale della facoltà di Lettere e Filosofia sembrerebbe però suggerire che tutte le facoltà rimarranno aperte e che gli esami previsti si svolgeranno regolarmente.
Stay tuned...
ORE 22.00 - AVVISO PRESIDE IACHELLO - FACOLTA' DI LETTERE E FILOSOFIA
"L'ordinanza del Sindaco di Catania non prevede per il 22 febbraio 2012 la chiusura dell'Università.
Qualora le condizioni meteorologiche rendessero difficile l'accesso al Monastero dei Benedettini, i colleghi sono invitati a prevedere altre date d'esame sostitutive.
Ed intanto qualche esame viene rinviato dal singolo docente. Infatti, ad esempio "la prova di laboratorio di Tecniche di Programmazione Concorrente e Distribuita e quella di Laboratorio di Amministrazione di Sistemi, già fissate per il 22/2/2012, sono rinviate a venerdì 24/2, ore 9, salvo nuovo avviso."
LEGGI L'ELENCO DEGLI ESAMI RINVIATI O POSTICIPATI CLICCANDO QUI
Ecco l'elenco degli esami a rischio per ogni facoltà:
(inviate un'e-mail con gli esami a rischio a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , citando facoltà e materia)
FACOLTA' DI LETTERE E FILOSOFIA:
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INGEGNERIA ELETTRICA:
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PSICOLOGIA (MAGISTRALE):
Bioetica- prof Vittone 23 febbraio ore 09:00
Avere buon senso dell’orientamento nella vita serve sempre. Al giorno d’oggi, ancor più, se si tratta di futuro. Questa mattina, 15 dicembre, orientarsi tra i vari stand del JOB Duemila-11, in programma presso "Le ciminiere", è stato facile; si passava dal super ingegnoso di architettura a quello “vuoto” di lingue e letterature straniere.
Dalla Gelmini a Vladimir Luxuria, l’unica parola capace di riassumere il senso profondo degli ultimi anni è la parola tagli.
La Moratti taglia con la scimitarra, Fioroni con il bisturi, Gelmini con la sega elettrica: l’importante è tagliare, togliere, rinunciare a qualcosa che in passato si riteneva centrale e decisivo. Non siamo di fronte ad un risparmio, come si sostiene senza arrossire a reti ed edicole unificate, perché, complessivamente, la spesa pubblica non diminuisce ma aumenta. Si tratta di un cospicuo trasferimento di risorse da settori capaci di far vincere l’Italia a settori capaci di far vincere le elezioni.
Curiosando fra le macerie, non può non colpire il drastico taglio (da 30 a 20, un terzo!) delle scuole da indicare per eventuali supplenze. Dal momento che la spesa per convocare i precari tramite telegramma è eccessiva, non si cerca un metodo più efficiente ed economico ( pare che ne esistano), ma si tagliano sedi e opportunità.
In forza di questa misura tragicomica, nelle classi dei nostri figli non entra il docente più bravo ma quello più fortunato, capace di ricevere in sogno i nomi delle scuole incubatrici di supplenze. Se fosse un film, si intitolerebbe “Dalla meritocrazia all’occultismo”.

Il Ministro Mariastella Gelmini ha accelerato i tempi sulla riforma universitaria e pare che abbia già trovato l'accordo con i Finiani. Il governo è quindi tranquillo e la riforma Gelmini potrebbe essere approvata entro giovedì e il 9 dicembre si terrà il secondo esame al Senato così la riforma potrebbe diventare legge prima del voto di fiducia al governo del 14 dicembre.
Anche gli studenti universitari hanno accelerato la loro protesta a partire da Salerno con i ricercatori che sono saliti sui tetti per protestare contro la riforma Gelmini.
A Salerno si sono aggiunte Roma, Milano, Torino, Palermo, Firenze e come ultim'ora giunge notizia che si sono aggiunte anche Pisa e Catania. A Pisa sono già state occupate 10 facoltà su 11 invece a Catania è già stata occupata la facoltà di fisica ma la corsa all'occupazione e alla protesta è appena iniziata e nelle prossime ore siamo certi che si aggiungeranno altre facoltà. Molte associazioni studentesche si sono attivate e molti degli studenti universitari si stanno recando nelle proprie facoltà e la maggior parte di essi alla cittadella per un primo punto di incontro.
Vi aggiorneremo presto e seguiremo in tempo relae l'evolversi della situazione.