Cosa spinge un uomo a vivere da solo, in condizioni umilissime, nonostante la grande ricchezza che può avere accumulato in anni di malavita? Davvero il fascino della mafia è tale da far scegliere a giovani di farne parte?
Nei covi dei latitanti, da Aglieri a Provenzano sono sempre stati trovati bibbie e altarini, immagini di santi, e pizzini dove si citavano passi dei vangeli, e allora mi sono chiesto come i mafiosi riescono a far convivere ordini di morte e prediche d’amore?
Come si può leggere il precetto di Gesù ama il tuo nemico e subito dopo essere mandanti di un omicidio?
La ballata delle ballate è il racconto di un uomo, di un latitante, che nel suo covo recita un rosario dove i misteri dolorosi sono quelli della passione di Cristo, e i misteri gioiosi (misteri di stato) sono quelli delle 5000 vittime di cosa nostra. In un delirio dove si incontrano misticismo e violenza vorrei creare il contrasto tra la parola di Dio che il latitante professa e la brutale parola della mafia che invece mette in pratica. Tutto senza ricorrere a immagini stereotipate, ma tentando di scrivere una pieces, una ballata, dove la poesia, la ricerca della musicalità, vorrebbero essere il filo rosso di questo canto di colpa e di “non espiazione”.
Scheda tecnica
Montaggio
Il giorno stesso dello spettacolo
Palcoscenico
Dimensioni minime m. 6 X 4. Fondale e quinte neri
Luci
20 P.C. 1000 w. 3 sagomatori. Gelatine ambra, rosse.
Fonica
Lettore cd e impianto di diffusione. Cavo e cassa amplificazione per strumento elettronico. In caso di acustica insoddisfacente sarà necessario un radiomicrofono.
Attrezzeria
2 sedie (uguali di legno impagliate non nuove)
1 tavolinetto in legno tipo scrittoio non nuovo
20 ceri con rivestimento in plastica rossa (tipo da cimitero)