Articoli filtrati dai tag: corsi

Corsi gratuiti per gli studenti dell'Università di Catania ( validi ai fini del riconoscimento di crediti formativi universitari). Questa è l'opportunità che offre il "progetto Machiavelli" che in collaborazione con la facoltàm di Lettere e Lingue di Catania ripropone "le Officine teatrali universitari" rivolte a tutti coloro che hanno interesse a conoscere e sviluppare delle esperienze nel settore del teatro.

Le Officine teatrali universitarie costituiscono un’esperienza di pedagogia e di formazione attraverso i percorsi del laboratorio teatrale. Finalità primaria dei corsi, oltre alla produzione di spettacoli, è infatti la ricerca dell’espressività e della creatività personale attraverso i molteplici linguaggi del teatro. Nei laboratori l’allievo viene guidato a interrogare se stesso e le proprie capacità espressive, di relazione con culture altre, e a sperimentare i molteplici percorsi della narrazione: dalla conoscenza del corpo, del movimento e della vocalità, finalizzate al miglioramento delle capacità di interrelazione sociale, comunicazione in pubblico, superamento delle costrizioni quotidiane attraverso lo studio del metodo logomimetico, a tecniche di scrittura e lavoro su diverse tipologie testuali, a tecniche fotografiche e multimediali.
Le Officine costituiscono un laboratorio permanente di sperimentazione teatrale sul lavoro dell’attore rivolto agli studenti universitari di ogni Facoltà e, più in generale, a tutti coloro che desiderano avvicinarsi alla conoscenza pratica dei linguaggi espressivi.
I corsi sono organizzati sotto la supervisione del maestro Lamberto Puggelli che terrà delle sessioni di lavoro nei periodi di preparazione degli spettacoli.
Gli obiettivi sono quelli di attivare e rendere fruibile uno spazio per approfondire, sperimentare, sviluppare le pratiche teatrali secondo percorsi orientati alla formazione degli studenti e aperti alla città; realizzare spettacoli di alta qualità, utilizzando il processo di produzione come percorso di formazione, creare un teatro che emozioni e che illumini la condizione umana in modi rilevanti per gli studenti, il pubblico, i membri della comunità, gli insegnanti, gli artisti ospiti.
 
Da marzo  sotto la direzione artistica di Lamberto Puggelli cominceranno i primi corsi e dureranno fino a giugno. Per prendere parte ai corsi bisogna prenotarsi contattando il 3467472779.
  • Ideologie e metodologie della messinscena a cura di Lamberto Puggelli
  • LOGOMIMESI movimento-corpo-parola a cura di Salvo Piro
  • Dall'invenzione alla scena: il testo multietnico a cura di Emanuela Pistone
  • STORYTELLERS laboratorio di narrazione collettiva a cura di Pamela Toscano
  • C'era allora, c'era, c'era ... tecniche per narratori a cura di Manuela Ventura
  • Fotografare Catania. In città: una storia da raccontarea a cura di Pino Ninfa
  • Tecniche di ripresa: strumenti e tecniche per l'uso della Reflex a cura di Domenico Gennaro

Per maggiori informazioni consultare anche i siti web www.ingressolibero.eu e www.isolaquassud.worpress.com.

Le attese degli studenti dell'Ateneo catanese. Presentati i risultati dell'indagine dell'Istituto Demopolis per la valutazione dei servizi didattici e logistici. File htm Fonte BDA

Gli studenti dell'Ateneo di Catania promuovono a pieni voti il corpo docente, dichiarandosi soddisfatti della qualità della didattica, ma avanzano, nel contempo, specifiche richieste finalizzate a rendere più funzionale e stimolante la vita universitaria alle falde dell'Etna.

È molto positivo, nel complesso, il giudizio che deriva dall'indagine "L'Università che Vorrei", realizzata dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demòpolis su un campione di 1.010 intervistati, statisticamente rappresentativo dell'universo degli iscritti all'Ateneo di Catania.
I dati, che emergono dall'ascolto degli studenti delle undici Facoltà attive nella Città etnea, permettono di misurare la qualità percepita della didattica e della logistica, ma anche di delineare un quadro complessivo delle aspettative dei giovani universitari, fornendo interessanti ed inedite indicazioni per l'ottimizzazione dell'offerta dell'Ateneo e il progressivo miglioramento dei servizi erogati.

Si rileva una considerevole quota di criticità in tema di infrastrutture e dotazioni logistiche. Sono per lo più di natura esogena al contesto didattico i punti di maggiore insoddisfazione evidenziati dagli iscritti: carenza di aree di parcheggio (61%), insufficienza del trasporto pubblico (83%), ma soprattutto la difficoltà percepita per il futuro inserimento in un mondo del lavoro che in Sicilia - come nel resto del Sud - offre oggi poche opportunità di sbocco ai neo-laureati.

I giovani, intervistati dall'Istituto Demopolis, promuovono in pieno il portale Internet d'Ateneo e i servizi bibliotecari, auspicano un potenziamento dei servizi di segreteria online, dei laboratori, delle mense ed un serio intervento degli enti locali preposti sul sistema di mobilità urbana.
"La ricerca - afferma il direttore dell'Istituto Demopolis Pietro Vento - contiene molti dati inediti ed interessanti sul vissuto e la quotidianità di chi sceglie Catania come sede di studi e racconta delle fondate preoccupazioni dei giovani per il futuro e le prospettive occupazionali dopo la laurea. Gli studenti, evidenziando la propria soddisfazione per la formazione ricevuta (76%) e per la competenza dei docenti dell'Università etnea (80%), chiedono in modo prioritario - conclude Pietro Vento - di incrementare l'attività di orientamento per agevolare il futuro inserimento nel mondo del lavoro ed il raccordo con il tessuto produttivo dell'Isola".

L'indagine fotografa il vissuto degli studenti dell'Ateneo catanese in una congiuntura economica nazionale di fragilità estrema, ed in un tempo di incertezze profonde - in termini di prospettive professionali e di occupazione - per le nuove generazioni dell'Isola.

L'indagine demoscopica, diretta e coordinata da Pietro Vento con la collaborazione di Giusy Montalbano, Marco Tabacchi e Maria Sabrina Titone, è stata realizzata dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis su un campione di 1.010 intervistati, rappresentativo dell'universo degli iscritti all'Università degli Studi di Catania, stratificato in base al sesso, alla tipologia del corso di laurea ed alla Facoltà di appartenenza.

Le interviste della fase quantitativa sono state condotte dall'1 al 20 dicembre, utilizzando le postazioni e i software esclusivi CATI-CAWI di rilevazione demoscopica dell'Istituto Demopolis, da personale qualificato, con tecniche operative rodate, e con la supervisione ed il controllo continuativo della struttura di ricerca. La rilevazione quantitativa è stata preceduta da una fase di ricerca qualitativa realizzata dal 15 al 30 novembre tramite focus group e colloqui diretti in profondità con gli studenti dei corsi di laurea attivati presso le sedi del capoluogo etneo.

PROFILO DEGLI STUDENTI: CHI SONO E PERCHÉ SCELGONO L'ATENEO DI CATANIA

L'indagine, condotta dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demòpolis, analizza il segmento di popolazione che sceglie Catania come sede di studi, raccontandone aspettative, quotidianità, preoccupazioni ed istanze per la vita oltre la laurea.

Gli iscritti all'Università degli Studi di Catania si suddividono, in termini quasi equi, fra residenti in città (35%), domiciliati nel centro etneo per frequentare i corsi (27%) e pendolari (38%). È fra questi ultimi - studenti fuori sede che percorrono oltre 15 km per raggiungere le facoltà - che si riduce la frequenza dei corsi. Tuttavia, la presenza regolare a lezione rivela tassi considerevoli fra gli iscritti all'Ateneo catanese: il 48% dichiara di frequentare tutti i corsi; 4 su 10 sono presenti regolarmente a lezione, ma solo per alcuni corsi; appena il 12% - iscritti prevalentemente a percorsi formativi senza obbligo di frequenza - segue le lezioni di rado.

L'indagine dell'Istituto Demopolis definisce uno scenario composito delle variabili dirimenti per la scelta di Catania come sede accademica. Il 61% afferma di essersi iscritto all'Università degli Studi di Catania in ragione della comodità e vicinanza della sede rispetto al proprio luogo di residenza. Prevalente, fra le motivazioni di scelta, risulta anche la validità percepita dell'offerta formativa: la maggioranza assoluta degli intervistati (56%) afferma di essere stata influenzata, nella definizione della sede di studi, da peculiarità ed interesse dei corsi di laurea attivi a Catania. Sulla scelta dell'iscrizione universitaria incidono anche - secondo le dichiarazioni degli studenti - la qualità della didattica e del corpo docente (31%) e la buona fama dell'Ateneo (22%).

Di particolare interesse risultano i dati dell'indagine relativi agli strumenti di informazione impiegati dagli studenti per la selezione, a conclusione della Scuola Secondaria, di corso e sede di studi universitari. Gli intervistati dichiarano di aver scelto prevalentemente sulla base di processi di auto-orientamento, alimentati per lo più dalla consultazione del Web. Il 52% ha infatti cercato informazioni su Internet, mentre il 38% ha acquisito indicazioni da amici e conoscenti. Un terzo degli intervistati dichiara di avere invece consultato guide, giornali e pubblicazioni specializzate. Anche fra gli iscritti all'Ateneo catanese, si conferma la funzionalità solo parziale dei canali ufficiali ed istituzionali di informazione sui corsi di studio, che dovrebbero essere invece i più efficaci nell'orientamento dei giovani fra le maglie di un'offerta formativa complessa e variegata.

 

Catania e SienaINFERNO E PARADISO

CATANIA ULTIMA, SIENA PRIMA…E’ IL VERDETTO DI UN INCHIESTA SULLA QUALITA’ DELLA VITA IN ITALIA

Secondo le tabelle sulla qualità della vita, sono la prima e l'ultima della classe
Le statistiche riguardano sopratutto il tasso di disoccupazione 3,14% contro iil 15,31% di Catania, Il numero dei laureati 68 a Siena contro i 31 di Catania
La Ricerca ha preso in esame 36 indicatori, divisi in sei grandi categorie: tenore di vita, affari, ambiente e servizi,ordine pubblico,demografia,tempo libero…..

Per saperne di più la Repubblica in collaborazione con National Geographic ha fatto un inchiesta… approfondimenti

Nasce il Catalogo dei prodotti della ricerca -Progetto Saperi. Lo ha realizzato l'Università di Catania. Uno strumento prezioso per diffondere e valorizzare le competenze e l'offerta di ricerca tecnologica. Il  Catalogo può essere visionato con  questo link e rappresenta  un primo traguardo verso un più efficiente sistema di supporto e promozione della ricerca tecnologica. Il Catalogo, che oggi colleziona oltre 24 mila prodotti censiti dal 2000 fino al 2006, costituisce una vetrina che permetterà di far conoscere e apprezzare l'attività di ricerca sia all'interno che all'esterno del mondo universitario. Il motore di ricerca permette di estrarre le pubblicazioni che fanno parte ufficialmente del catalogo di Ateneo, e cioè che sono state approvate prima dai direttori di Dipartimento e poi dall'Ateneo (Ufficio Ricerca).
A partire dall'anno prossimo il Catalogo di Ateneo sarà esteso anche alle pubblicazioni di dottorandi ed assegnisti di ricerca. Per maggiori informazioni

 

Progetto coordinato Catania-Leccel progetto nasce nel 1997 nell'ambito dei Piani per lo sviluppo delle Università di Catania e di Lecce e ha come obiettivo primario la cura del patrimonio delle due strutture che operano parallelamente ma indipendentemente.

Il Progetto Catania-Lecce contribuirà al potenziamento della ricerca e delle attività didattiche dell'Università, in primo luogo formando nuove professionalità nate da un rapporto coerente e di scambio tra le discipline umanistiche e quelle scientifiche.
Sempre nell'ambito del progetto è previsto il recupero della struttura Ex Casa degli esercizi Spirituali per la realizzazione della "città delle scienze" per il comune di Catania luogo di sperimentazione per studenti e non, nell'edificio saranno realizzate più di dieci sale, collegate interattivamente e che saranno dedicate alla robotica, astronomia, biologia, virtualità ed arte contemporanea.
E' infine obiettivo strategico del piano, fornire le opportunità a tutti, studenti, docenti, cittadini, per una crescita culturale complessiva che guardi alla scienza, alla tecnologia, alla storia, alla città, come ad aspetti che concorrono unitariamente alla formazione della coscienza civile ....
Per maggiori informazioni sul progetto leggete il resto dell'articolo e visitate: http://siba3.unile.it Per le foto sui lavori edilizi "città della scienza" vi rimando alla ImgGallery. Gentile concessione Skyscrapercity.

L'Università di Catania, fondata nel 1434, ha acquisito nel corso del tempo edifici e collezioni storiche, artistiche e scientifiche di un certo pregio che riflettono il suo peso nelle vicende politiche e culturali della città e la sua ascendenza sulle altre istituzioni, la Diocesi e la Municipalità innanzitutto, ma anche i notabili, i collezionisti, e i centri di studio e di ricerca. Recuperare questi beni attraverso il restauro, anche solo virtuale, il riordino e l'archiviazione, è una tappa necessaria per raggiungere il fine ultimo del progetto, ovvero la più alta fruibilità, reale o attraverso i media, dello stesso patrimonio per il vasto pubblico e per quello di addetti ai lavori. Ciò sarà reso possibile grazie alle innovazioni tecnologiche nate dalla collaborazione tra la tecnologia informatica e multimediale e il più ampio ambito delle discipline umanistiche e scientifiche.

Elementi qualificanti del Piano sono:

Ricerche negli ambiti sopra citati sono attualmente in corso presso le due Università e verranno ulteriormente sviluppate presso i Servizi e Laboratori del Piano, orientando le scelte tematiche verso il potenziamento dei servizi alla Didattica ed alla Ricerca.
In definitiva il Piano si presenta come un originale, anche se complesso, strumento per un Osservatorio interessato a cogliere e valorizzare le connessioni con il sistema "virtuoso" dell’innovazione:

formazione, ricerca e sperimentazione, innovazione-trasferimento all’impresa-prodotto, utilizzo

riferita ai servizi. Anche in questa ottica sono stati evidenziati tutti gli elementi che rendono il Piano "riproducibile" in settori analoghi di altre realtà territoriali. Occorre anche precisare che per molti aspetti esso potrà essere preso in considerazione anche da una pluralità di settori (trasversalità) in cui distretti geograficamente distinti necessitano di integrazione a vari livelli (culturale, scientifico, tecnologico, etc.).
Occorre qui porre nella dovuta evidenza come le due Università siano sensibili al trasferimento della innovazione: l’Università di Catania opera attraverso il Consorzio Catania-Ricerche (MEDIA Innovation Relay Center della Unione Europea), l’Università di Lecce attraverso il PASTIS-CNRSM, il Patto Territoriale della Provincia di Lecce e entrambe attraverso le convenzioni con le Associazioni degli Industriali.
Infine è importante sottolineare che la valorizzazione e la fruizione del Patrimonio storico-artistico delle Università con la creazione di Musei e della Città della Scienza (quest’ultima luogo di sperimentazione per studenti e non) e con il largo uso di tecniche moderne di gestione delle informazioni, oltre a rappresentare un servizio alla didattica e ricerca Universitarie, rappresentano per la loro valenza esterna, una occasione per favorire "l’innovazione sociale e l’innovazione tecnologica in settori vicini al cittadino" (Libro verde sull’innovazione - linea d’azione 2) il quale si avvia ad essere così un elemento attivo di una "società cognitiva" (ibidem).
Va infine posto in evidenza come la suddetta valorizzazione del patrimonio storico scientifico culturale delle Università costituirà un nucleo museale e scientifico destinato a sviluppare uno dei settori tradizionali dell’economia quale il turismo; l’iniziativa suddetta si integra nelle strategie di sviluppo territoriale, come testimoniato nel paragrafo sulle ricadute economiche.


 

  • Il coordinamento fra due aree culturali (Catania e Lecce) rappresentanti due realtà con aspetti complementari;
  • La costituzione di servizi specialistici (S1 ed S2) rivolti all’utilizzo, potenziamento e sviluppo dei sistemi informatici ed all’utilizzo, potenziamento e sviluppo di tecnologie analitiche.

    Questi servizi hanno una doppia valenza: da un lato sono indirizzati al pieno raggiungimento degli obiettivi globali del Piano, dall’altro sono direttamente rivolti ai docenti ed agli studenti, quali servizi specialistici per la didattica e la ricerca, come ad esempio i laboratori multimediali, il laboratorio di analisi non distruttiva e il laboratorio di datazione con metodo nucleare.
    innovazione è così legata a tre aspetti.

  • Il primo coinvolge tutto il Piano nella sua globalità in quanto proposta e sperimentazione di un nuovo ed originale servizio che integra nella continua pratica ed utilizzo la cultura umanistica con quella scientifica e tecnologica di due distretti culturali diversi ( quello di Catania e quello di Lecce), anche attraverso i moderni mezzi informatici.

     

  • Il secondo si qualifica come sperimentazione di sistemi avanzati di gestione e trattamento dati e di uso di reti ad alta velocità. I numerosi aspetti innovativi dell’uso delle tecnologie informatiche e telematiche evidenziati dai vari interventi concernono due aspetti essenziali:

     

    1.

    La prima categoria di innovazioni è legata alle proporzioni del progetto nel suo complesso. Se è vero, infatti, che molte tecnologie informatiche stanno consolidando il loro ruolo nel panorama dell’utilizzo, è anche vero che la scalabilità del loro uso, sia in termini di numero dei fruitori dei servizi, che in termini di vastità del materiale interessato alla fruizione, presenta ancora numerosi problemi tecnici se le proporzioni sono quelle raggiunte dal caso qui rappresentato. Se - per fare un esempio - realizzare un CD-ROM contenente materiale librario e permetterne la lettura da un singolo computer è operazione acquisita allo stato dell’arte, lo stesso non può dirsi della fruizione di un intero fondo librario o di un’emeroteca da parte di decine o centinaia di utenti contemporanei distribuiti in reti locali e geografiche. In questo caso infatti la necessità di servire contemporaneamente il contenuto di un gran numero di CD-ROM, il traffico di rete che l’operazione genera, la difficoltà di acquisire su CD-ROM grandi quantità di dati di natura spesso particolarissima (è tipico il caso dei papiri antichi), configurano nel complesso una sfida tecnologica non indifferente, che per essere vinta necessita del meglio delle conoscenze tecnologiche e della capacità di ricerca ed innovazione.

     

    2.

    La seconda categoria di innovazioni è di carattere più specifico e riguarda singoli aspetti delle tecnologie utilizzate nell’ambito del progetto.
    Possono essere fatti diversi esempi:

     

  • Le enormi quantità di dati serviti in rete nello stato di regime del progetto richiedono una progettazione accurata ed innovativa delle reti telematiche che gli fanno da supporto. Le tecnologie prescelte non devono limitarsi ad offrire un banda trasmissiva adeguata (obbiettivo di non facile realizzazione se si tiene presente la necessità di una integrazione LAN-WAN praticamente trasparente e la eterogeneità delle infrastrutture destinate alla fruizione dei servizi), ma supportare le caratteristiche particolari delle applicazioni in gioco (non è ad esempio pensabile la fruizione di applicazioni multimediali in rete senza l’uso di protocolli capaci di fornire QOS (Quality of Service) differenziate per ciascun servizio. Altra questione rilevante dal punto di vista progettuale, e ancora oggi aperta alla sperimentazione, è lo studio delle possibilità di trasporto di differenti protocolli di rete da parte dell’infrastruttura di comunicazione.

     

  • Altro settore nel quale sono richieste tecnologie informatiche sofisticate e capacità di sperimentazione è quello dell’acquisizione digitale di documenti dotati di particolari caratteristiche di vulnerabilità meccanica o termica, di grandi dimensioni o di scarsa leggibilità. In quest’ultimo caso sono richiesti interventi di restauro digitale che implicano l’uso innovativo di tecniche di elaborazione d’immagini.

     

  • Lo sviluppo di applicazioni multimediali richiede lo studio di metodi per la presentazione razionale delle informazioni e di paradigmi di navigazione che consentano l’ottimale fruizione di un complesso di nozioni in forma multimediale.

     

  • Il terzo aspetto è strettamente legato alle specifiche attività di ricerca finalizzate all’innovazione dei servizi S1 ed S2 nel settore della didattica e della ricerca.

     

    1.

    Il laboratorio di analisi non distruttiva svilupperà ulteriormente per es. i metodi di standardizzazione nelle determinazioni analitiche non distruttive degli elementi in traccia caratterizzanti i manufatti costituenti il patrimonio storico artistico.

     

    2.

    Il Centro per la datazione al Radiocarbonio con metodologie nucleari metterà a punto un servizio tecnologicamente innovativo di datazione praticamente non distruttiva e ad elevata precisione, velocità ed affidabilità, di materiale di natura organica (legno, fossili, ossa pigmenti, etc.) di notevole rilevanza per la ricerca in campo archeologico e storico-artistico, ma anche geologico e ambientale.

     

    3.

    I laboratori multimediali sperimenteranno la integrazione delle competenze tecniche (per lo sviluppo del software) con quelle scientifiche (per i contenuti) e con quelle pedagogiche (per l’efficacia didattica) ed artistiche (per la presentazione del prodotto). L’utilizzo dei prototipi nelle attività didattiche istituzionali permetterà di esaminare e valutare l’impatto delle nuove tecnologie nella didattica

    Sorgente immagine www.mondonauticablog.comIl Cus Catania organizza "Corsi di Vela  2010"

    Sono previste diverse tipologie di corsi ( gruppi da N.4-5 allievi)

    Iniziazione: (studio dei venti,teoria della vela,armamento della barca,andature e ruoli)

    Perfezionamento:(virate,strambate,tecniche di conduzione nelle varie andature,lo spinnaker)

    Avanzato: (controllo della barca,manovre con lo spinnaker)

    I corsi si terranno su imbracazione di tipo Trident 16 ,barca perfetta per corsisti di ogni livello. Le lezioni teoriche si terranno presso il circolo nautico del Cus Catania ,che si trova alla fine del Molo del Levante nel porto di Catania, mentre le lezioni pratiche saranno effettuate nello specchio d'acqua antistante la Playa.

    Costi: Corso collettivo Euro 180.00 + 15.00 Euro tessera FIV ( promozionale),lezioni individuali 75 Euro ( per ogni singola uscita) sconto di 10 euro se presenti un amico.

    Per ulteriori informazioni ed iscrizioni rivolgersi presso la segreteria del Cus Catania,Città Universitaria- V.le Andrea Doria n°6 -Resp corsi Tito Gangi.

     

     

    La Facoltà di Ingegneria avvierà i corsi di formazione per “responsabile tecnico per la Revisione periodica di veicoli e motoveicoli”. Premesso inoltre, che all’interno di tali corsi di formazione sono previste attività di natura prevalentemente tecnico-pratica da svolgere presso laboratori ubicati all’interno del territorio catanese, in ottemperanza a quanto previsto dall’allegato capitolato tecnico redatto dal responsabile scientifico dei corsi di formazione.
    Tutto ciò premesso, con il presente avviso si invitano i Legali Rappresentanti delle Ditte che ritengono di possedere tutti i pre requisiti tecnici e amministrativi contenuti nei nove articoli facenti parte del capitolato tecnico, a presentare domanda di partecipazione per il reclutamento della sede in cui saranno svolte le predette attività tecnico pratiche.
    I Legali rappresentanti delle Ditte che sono in possesso dei requisiti previsti dal capitolato tecnico, sono invitati a far pervenire istanza di partecipazione alla selezione entro giorni 15 dalla data di pubblicazione del presente avviso, sul sito web di facoltà, mediante raccomandata A.R. (farà fede la data del timbro postale) al seguente indirizzo:

    Cliccare qui per scaricare il capitolato tecnico.

    fonte facebookVenerdì 28 Maggio 2010, Piazza Università, ore 9.30 – 13.00
    FLC-CGIL Catania


    AUMENTO
    delle tasse universitarie e del numero dei corsi di laurea a numero chiuso;
    CHIUSURA O ACCORPAMENTO di corsi di laurea, facoltà, dipartimenti, scuole di specializzazione e di dottorato;
    RIDUZIONE dei fondi, già insufficienti, per la ricerca scientifica, le borse di studio e i servizi agli studenti;
    LICENZIAMENTO di tutti i precari docenti, ricercatori e tecnico-amministrativi;
    CANCELLAZIONE di tutte le opportunità per i giovani ricercatori e docenti;
    BLOCCO generazionale nella didattica e nella ricerca;
    LIMITAZIONE della partecipazione democratica di tutte le componenti universitarie al governo dell’ateneo;
    DISTRUZIONE del sistema universitario pubblico statale.

    Non è il progetto del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca per il futuro dell’Università di Catania, è già l’attualità.

    L’ateneo di Catania si trova oggi in una condizione di crisi profonda, colpito dagli effetti deleteri delle politiche del Governo e stretto nella morsa di una riduzione indifferenziata delle risorse economiche travestita da razionalizzazione della spesa. Nel frattempo sta per essere approvato dal Parlamento il Disegno Di Legge “Gelmini”, la riforma «a costo zero» che pretende di risolvere tutti i problemi del sistema universitario senza alcun investimento e senza alcuna riflessione sulle priorità e le emergenze: la difesa del diritto allo studio e la valorizzazione del patrimonio nazionale delle professionalità scientifiche.

    L’Università pubblica subisce in queste settimane un attacco frontale gravissimo nel silenzio dei media e nell’indifferenza del dibattito politico.

    Il calendario delle prove di ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso per il prossimo anno accademico 2011/2012 è già stato stabilito per giorno 29 agosto alle ore 15:00

    L-25 Scienze e tecnlogie agrarie (148 +1 extrc. +1 cin)
    L-26 Scienze e Tecnologie alimentari (148 +1 extrc. +1 cin)
    L-21 Pianificazione, progettazione e gestione del territorio e dell'ambiente (148 +1 extrc. +1 cin)

    Tempo assegnato per lo svolgimento della prova: 2 ore
    Articolazione della prova: n° 80 domande

     

    fonte facebookVenerdì 28 Maggio 2010, Piazza Università, ore 9.30 – 13.00
    FLC-CGIL Catania


    AUMENTO
    delle tasse universitarie e del numero dei corsi di laurea a numero chiuso;
    CHIUSURA O ACCORPAMENTO di corsi di laurea, facoltà, dipartimenti, scuole di specializzazione e di dottorato;
    RIDUZIONE dei fondi, già insufficienti, per la ricerca scientifica, le borse di studio e i servizi agli studenti;
    LICENZIAMENTO di tutti i precari docenti, ricercatori e tecnico-amministrativi;
    CANCELLAZIONE di tutte le opportunità per i giovani ricercatori e docenti;
    BLOCCO generazionale nella didattica e nella ricerca;
    LIMITAZIONE della partecipazione democratica di tutte le componenti universitarie al governo dell’ateneo;
    DISTRUZIONE del sistema universitario pubblico statale.

    Non è il progetto del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca per il futuro dell’Università di Catania, è già l’attualità.

    L’ateneo di Catania si trova oggi in una condizione di crisi profonda, colpito dagli effetti deleteri delle politiche del Governo e stretto nella morsa di una riduzione indifferenziata delle risorse economiche travestita da razionalizzazione della spesa. Nel frattempo sta per essere approvato dal Parlamento il Disegno Di Legge “Gelmini”, la riforma «a costo zero» che pretende di risolvere tutti i problemi del sistema universitario senza alcun investimento e senza alcuna riflessione sulle priorità e le emergenze: la difesa del diritto allo studio e la valorizzazione del patrimonio nazionale delle professionalità scientifiche.

    L’Università pubblica subisce in queste settimane un attacco frontale gravissimo nel silenzio dei media e nell’indifferenza del dibattito politico.
    Se non respingiamo questo attacco oggi, domani avremo un’università solo più vecchia e reazionaria, in cui si negano diritti fondamentali agli studenti e ai ricercatori, in cui si rompe la solidarietà tra tutte le componenti universitarie e si confinano al margine del sistema le forze più vitali: i giovani e i meritevoli.
    Un balzo all’indietro notevole e per di più spacciato per riforma.

    È tempo di reagire con fermezza a questa beffa, di mobilitarsi per salvare l’Università di Catania, di denunciare la situazione insostenibile in cui si trova oggi e gli ulteriori rischi a cui va incontro. È tempo di impegnarsi in prima persona per chiedere un’università migliore, capace di formare tutte le nuove generazioni, senza distinzione di reddito. Un’università delle opportunità che produca cultura e ricerca, un’università delle professionalità che ampli i diritti di cittadinanza. Un’università in cui ridurre i fondi sia uno spreco e in cui l’obbiettivo dell’efficienza non sia un alibi per comprimere gli spazi di democrazia. Un’università pubblica e pluralista a Catania: la nostra.

    Tutti gli studenti, i ricercatori, i docenti e i lavoratori dell’Università di Catania e tutti i cittadini che hanno un altro progetto per il proprio futuro si danno appuntamento per Venerdì 28 maggio a Piazza Università

    • «
    •  Inizio 
    •  Prec. 
    •  1 
    •  2 
    •  Succ. 
    •  Fine 
    • »
    Pagina 1 di 2