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Ci risiamo...come ogni anno, mentre in tutte le Facoltà sono già stati pubblicati con largo anticipo il calendario delle lezioni e quello degli appelli straordinari di aprile, gli studenti della Facoltà di Lettere, Filosofia e Lingue aspettano spazientiti di sapere come dovranno organizzare le loro giornate e il loro studio: in breve aspettano ancora di "sapere di che morte dovranno morire".

Oggi, con un anticipo di soli quattro giorni dall'inizio delle lezioni, hanno ricevuto la grazia di veder pubblicato il calendario delle lezioni del secondo semestre, malgrado manchino ancora le date di inizio di molte materie e addirittura il professore che terrà i corsi. "Chi si accontenta gode" canta Ligabue aggiungendo però un "così così" che fa riflettere. I benedettiniani pagano le tasse come tutti: non dovrebbero essere posti nelle condizioni di tutti gli altri studenti?

Il mistero si infittisce con il calendario della sessione straordinaria di aprile: tutto tace, non si sa ancora nulla. Indiscrezioni giunte alle orecchie di alcuni studenti sostengono che il ritardo sia dovuto al fatto che ad occuparsi di stilare i calendari di più corsi di laurea (lettere, scienze della comunicazione, filosofia, beni culturali, lingue, scienze della comunicazione internazionale per citarne alcuni) sia una sola persona. Per di più si deve valutare se applicare la proposta approvata recentemente dal Senato Accademico di aggiungere un secondo appello a distanza di 20 giorni dal primo.
La speranza è l'ultima a morire: non ci resta che aspettare! E nell'attesa? Brancoliamo nel buio!

 

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Dopo un’accurata indagine condotta su un largo campione di colleghi inconsapevoli di essere oggetto di osservazione, ho appurato che, in linea di massima, è possibile tracciare dei profili generali in base a come si segue la lezione:

- L’affetto da collo flessibile: solitamente localizzato alle prime file, si contraddistingue per il modo in cui la sua testa oscilli su e giù, in segno di approvazione, dopo la qualsiasi affermazione del docente: il consenso che tale affermazione gli suscita è direttamente proporzionale all’ampiezza dell’angolo tracciato dal suo collo.

- Il profeta: egli, invece, possiede la facoltà di anticipare, previa accurata riflessione (o fortuita coincidenza) i concetti esposti, guardandosi attorno con particolare soddisfazione, nel tentativo di cogliere l’apprezzamento di chi gli siede vicino: nel caso in cui la sua profezia si rivelasse errata, segue incredula la domanda: “Ah! Si?”

Finisce qui, la battaglia delle associazioni universitarie della Facoltà di Medicina dell'Università di Catania, che sono riuscite ad ottenere il ripristino delle condizioni del piano parcheggi, contestato fin dal momento in cui è entrato in vigore il nuovo piano regolatore. La soluzione proposta durante il Consiglio di Facoltà divententerà operativa nei prossimi giorni.

parcheggi policlinico catania Dal 28 Dicembre 2010 è entrato in vigore il nuovo piano parcheggi sul territorio del presidio ”Gaspare Rodolico” dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “Policlinico - Vittorio Emanuele” di Catania. Tale nuova regolamentazione mira a risolvere alcune problematiche evidenziate nel sistema attuale di parcheggi “riconducibili alla mancanza di aree di sosta in prossimità dei padiglioni di cura per pazienti più fragili (trapiantati, pazienti oncologici, pazienti con sclerosi multipla, donne in gravidanza ), insufficienti spazi riservati a disabili, a dipendenti e agli stessi utenti esterni costretti spesso a girare per l’azienda alla ricerca di un posto libero fra quelli delimitati dalle strisce blu”.

Questo è quanto si legge sulla circolare ufficiale della Direzione Generale. Sono tutte problematiche condivisibili e la soluzione di permettere l’ingresso presso il civico 78 di Via Santa Sofia (ingresso veicolare principale) solo alle categorie la cui sosta delle auto è prevista all’interno delle aree aziendali, risulta essere al quanto condivisibile.

Liveunict si scusa anticipatamente per la crudezza dell'immagineE' inquietante pensare che in una tranquilla giornata estiva una studentessa esca di casa per andare a sostenere un esame e si ritrovi vittima di una pallottola vagante sparata da un folle per ammazzare un altro folle.
Chi c'è andata di mezzo in questa orribile vicenda è Laura, ma sarebbe potuto toccare a qualunque studente.


In questi giorni la facoltà di Lettere (come le altre facoltà del resto) è in fermento: studenti che devono sostenere esami, studenti che vanno solo ad assistere per poi sostenere l'esame l'appello successivo, studenti che finalmente sono arrivati ad ottenere quel "pezzo di carta" che dovrebbe aprire la strada al mondo del lavoro. Queste persone hanno trascorso la maggior parte delle giornate degli ultimi anni all'ex Monastero dei Benedettini e chissà quante volte sono passati da quel maledetto punto in cui Laura è stata brutalmente ferita.
Io ero ai Benedettini quella mattina per sostenere un esame, e non so cosa o chi abbia voluto che non mi trovassi in mezzo a questa assurda vicenda. Egoisticamente appena appreso l'accaduto ho subito pensato: "avrei potuto essere al posto di quella ragazza". Il destino, che ha aiutato me e tanti altri, con Laura è stato beffardo. Dopo la paura è subentrata la rabbia: non è giusto che accadano cose di questa gravità e che a pagarne le conseguenze siano persone innocenti. Insieme alla rabbia è arrivata la speranza, la speranza che Laura guarisca e che non abbia complicazioni o problemi di nessun tipo.

Continua il nostro ciclo di interviste riguardanti il fenomeno (ormai possiamo definirlo davvero così!) "Chiusura Facoltà di Lingue". Adesso è il turno di Anna Catinoto, studentessa del terzo anno, che espone in modo pacato (ma non per questo, poco diretto ed incisivo) le sue idee, ed il suo parere sul tema in questione!

-Perchè hai scelto la Facoltà di Lingue di Catania?

Passione innata per le lingue e le culture straniere.

-Come ti trovi (servizi, prof, lezioni, aule)?

Ho sempre trovato la mia facoltà molto accogliente.
La biblioteca è una delle più fornite della Sicilia.
La maggior parte delle aule sono adeguate e consentono un adeguato svolgimento delle lezioni.
Le attrezzature andrebbero “rinfrescate” un po’.
I docenti sono preparati e disponibili. Le lezioni interessanti e interattive.
Il personale tecnico-amministrativo efficiente e disponibile.

-Sai cosa sta accadendo nella tua Facoltà?


Certo.

-Trovi che sia un'idea corretta quella di spostare tutto a Ragusa?

Non si sta parlando di spostamento. Si parla di chiusura di una facoltà, quella di Catania, per istituirne una ex novo a Ragusa. Ovviamente non sono d’accordo o più chiaramente non riesco ad individuare dei lati positivi.

-Secondo te, qual è il motivo reale del trasferimento, soldi o motivi puramente logistici?

Beh logistici non credo, anzi da questo punto di vista la città di Catania nonché l’ex monastero dei benedettini credo siano le sedi ideali per una facoltà di lingue in Sicilia.

-Hai idee migliori? Che soluzioni proponi?

Rispondo con due esclamazioni:
Entusiasmo per il quarto polo universitario!
La facoltà di lingue di Catania non si tocca!

-Trovi corretto occupare la Facoltà?

Trovo corretto far sentire la voce degli studenti.
Trovo corretto render pubbliche le loro proteste e le loro ansie.
E se l’occupazione è un modo per manifestare tutto questo, ben venga.

-Credi nella scelta dei tuoi colleghi, o vedi la cosa solo come un buon motivo per non studiare?


Credo assolutamente e fermamente nei miei colleghi. Non ho mai pensato che l’occupazione fosse un motivo per non studiare. Basta prenderne parte per rendersi conto di quanto i ragazzi siano davvero motivati e di quanto credano fermamente in ciò che fanno. L’occupazione non è un gioco! Comporta sacrifici e rinunce.

-Un messaggio per il rettore?

E’ importante ascoltare e valutare.

Adesso è il turno di Chiara Gagliardi, studentessa di terzo anno. Il suo motto: "Lingue a Catania! Recca a Ragusa!"

-Perchè hai scelto la Facoltà di Lingue di Catania?

Perchè credo di avere una predisposizione innata allo studio e apprendimento delle lingue straniere, predisposizione verificata nel corso degli anni (scuole medie e superiori); per di più, essendo una persona curiosa, lo studio di culture diverse dalla mia mi permette di non essere "narrow minded", come si suol dire "coi prosciutti sugli occhi".

-Come ti trovi (servizi, prof, lezioni, aule)?

C'è una buona percentuale di professori molto preparati, una buona e normalissima percentuale di professori strafottenti e una sostenuta percentuale di professori ectoplasmatici. Ordinaria amministrazione. Per quanto riguarda le lezioni, personalmente non so esattamente cosa è successo nel primo semestre (ero in Erasmus); so che ci sono stati ritardi per via dei tagli, ma negli scorsi anni sono state regolari e didatticamente piuttosto soddisfacenti. Le aule sono poche per tutti gli iscritti di lingue e lettere che condividono il monastero, ma ci siamo sempre adattati, non è mai stato un problema irrisolvibile, il "dove fare lezione". I servizi..beh, i tagli non permettono di avere una facoltà a 5 stelle, per cui : fazzoletti in borsa, coda per entrare in laboratorio e buona volontà più che mai per mantenere puliti e ordinati tutti gli spazi.

-Sai cosa sta accadendo nella tua Facoltà?

Purtroppo e per fortuna, si. Purtroppo perchè non è piacevole trovarsi nei panni di un iscritto a lingue, per fortuna perchè c'è gente che ancora non sa, o non vuole sapere.

-Trovi che sia un'idea corretta quella di spostare tutto a Ragusa?

Ovviamente no. Sono in pieno accordo con la linea presa e difesa dal preside, dai miei rappresentanti e dalla stragrande maggioranza degli studenti: Se Ragusa vuole una facoltà di Lingue, se la crei pure. La facoltà di lingue di Catania, in quanto DI CATANIA, deve restare dov'è, A CATANIA.

-Secondo te, qual è il motivo reale del trasferimento, soldi o motivi puramente logistici?

Mio malgrado, non vivo nel paese delle meraviglie, quindi so benissimo che tra le motivazioni che mai verranno rivelate ci sono interessi economici. Quanto alle motivazioni logistiche, sono del tutto inconsistenti: il polo di Ragusa non è in grado (a livello strutturale) di sostenere l'iscrizione di tutti gli studenti di Catania e Ragusa insieme. Che Ragusa sia "affezionata" alla facoltà di lingue di Catania, non rende giustificabile un tale spostamento di massa: l'affetto non supplisce le carenze del progetto. E per quanto riguarda l'altra faccia della questione "SOLDI", non vedo come un consorzio inadempiente che conta circa 600 iscritti possa magicamente risanare la situazione di una facoltà che ne regge 6000, considerato anche l'intervento di privati nell'istituzione del quarto polo.

-Hai idee migliori? Che soluzioni proponi?

La mia idea, e quella del preside, e quella dei rappresentanti degli studenti, e quella degli studenti di lingue è unanime: Catania vuole la sua facoltà di Lingue. Se Ragusa vuole una facoltà di Lingue, la crei pure. Non non siamo contro una facoltà di lingue a Ragusa, siamo contro il trasferimento di ciò che ci appartiene. Due territori, due facoltà, ha detto Famoso; succede in parecchi casi, succeda così anche per ciò che ci riguarda.

-Trovi corretto occupare la Facoltà?

Essendo tra gli occupanti, si. L'occupazione dei luoghi in oggetto della questione è un metodo di protesta forte e altamente coinvolgente. Tra l'altro è stata impostata più come una libera attesa del Magnifico, dal momento che è "apparso" a noi studenti, a noi diretti interessati di questo progetto, soltanto sabato mattina, e per vie "traverse" (ha incontrato i rappresentanti e una delegazione di 6 studenti, non tutto il corpo studentesco, come sarebbe giusto fare).

-Credi nella scelta dei tuoi colleghi, o vedi la cosa solo come un buon motivo per non studiare?

La questione riguarda tutta la facoltà, per cui non trovo giusto che i miei cari colleghi pigri e menefreghisti restino a casa a cliccare su "mi piace" ogni qual volta qualcuno pubblica una notizia sugli ultimi sviluppi. La facoltà è composta da studenti in carne ed ossa, non da gente che non sa come impiegare il proprio tempo. Come ho ribadito all'interno di un forum, tutti abbiamo esami da preparare, corsi da seguire, molti lavorano. Ma se non lottiamo adesso per una cosa puramente e assolutamente Nostra, se non lottiamo noi, domani non ci sarà più né qualcuno né qualcosa per cui lottare. La facoltà siamo noi, dobbiamo scendere in campo Noi per primi.

-Un messaggio per il rettore?

Caro papà (così come ti definisci proprio tu),
stai togliendo il futuro ai tuoi figli.
Non vogliamo la guerra tra poveri. Non stiamo combattendo contro Ragusa. Stiamo combattendo per avere un futuro nella nostra città. Non vogliamo parole, non vogliamo contentini, non vogliamo insulti: siamo gli studenti della facoltà, la facoltà è nostra, e se stai pensando di togliercela, sappi che non resteremo a guardare. Abbiamo già alzato la testa, non puoi fermarci.

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