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Solo due settimane alla scadenza dei termini previsti per l’iscrizione alle selezioni di ammissione ai corsi TFA attivati dall’Università degli Studi di Catania. Poche informazioni e tanta attesa che finalmente è stata colmata a coloro che intendono partecipare ai corsi di preparazione all’insegnamento nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, della durata di un anno, che attribuiscono il titolo di abilitazione per il ruolo dell’insegnante. E’ il prossimo 4 Giugno 2012 infatti il termine prestabilito da rispettare, senza nessuna eccezione, per la partecipazione al test preliminare predisposto dal Miur. Finalizzato alla valutazione delle conoscenze disciplinari relative alle materie oggetto di insegnamento di ciascuna classe di abilitazione e le competenze linguistiche di lingua italiana, il contenuto del test sarà infatti identico su tutto il territorio nazionale per ciascuna classe di abilitazione (in allegato al bando è disponibile il calendario di tutte le classi di abilitazione attivate a Catania). Per le notizie relative al bando di ammissione e per tutte le informazioni necessarie in merito alla partecipazione, occorre semplicemente cliccare sul portale dell’Ateneo di Catania www.unict.it/tfa dove è riportato integralmente il bando di ammissione. Sotto predisposizione del  Cineca (Consorzio interuniversitario per la gestione del centro di calcolo elettronico dell’Italia Nord-orientale) è disponibile inoltre un ulteriore sito internet, che fornisce istruzioni dettagliate per la candidatura. Ulteriormente è disponibile anche il numero verde dell’Ateneo 800 894 327 o è possibile mandare una e-mail presso il seguente indirizzo: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Per la partecipazione al test l’iscrizione avviene esclusivamente online, collegandosi al seguente indirizzo: https://tfa.cineca.it/, entro le ore 24 di lunedì 4 giugno 2012, ed inserendo i propri dati.

E’ poi necessario versare una quota pari a € 100 per ciascuna classe di abilitazione, tramite il portale studenti dell’Università di Catania (http://portalestudente.unict.it). I candidati possono concorrere per più classi di abilitazione, osservando le medesime procedure per l’iscrizione. In caso di collocazione in posizione utile in graduatoria relativa a classi di abilitazione diverse, devono comunque optare per la frequenza di un solo corso di Tfa. Appena eseguita la registrazione e dunque ogni candidato sarà in possesso del proprio Pin, il login al portale vi permetterà di poter procedere per il versamento della quota citata sopra relativa alla classe di interesse, attraverso la dicitura “Tfa” e a seguire che "generazione versamenti". Seguendo le istruzioni per il pagamento si otterranno i relativi moduli da stampare. In caso di presenza alla candidatura di soggetti diversamente abili o con disturbi specifici di apprendimento devono integrare la domanda di iscrizione con una comunicazione al CInAP, Centro per l’integrazione attiva e partecipata (www.unict.it/csd) di via Antonino di Sangiuliano 259, tel. 095/7307182-189, entro le 12.30 del 4 giugno 2012, indicando l’eventuale ausilio necessario e allegando la documentazione rilasciata dalla struttura sanitaria pubblica competente per territorio.

Chi può partecipare?

Alla selezione per i posti disponibili per ciascuna classe di abilitazione potranno partecipare coloro che sono in possesso di diploma di laurea vecchio ordinamento (ex legge 341/90) oppure di laurea specialistica/magistrale conseguita ai sensi dei DD.MM 509/99 e 270/04. Ancora potranno accedere  i candidati con titoli di studio conseguiti all’estero. Ad eccezione, coloro che hanno superato l’esame di ammissione alle vecchie scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario (Ssis), e coloro che erano iscritti alle Ssis e che hanno sospeso la frequenza senza aver sostenuto l’esame per l’abilitazione (compresi coloro che fossero risultati idonei e in posizione utile in graduatoria ai fini di una seconda abilitazione), saranno ammessi senza sostenimento di alcuna prova.

Occorrerà un voto non inferiore a 21/30 (ogni risposta corretta viene valutata 0.5 punti), per essere ammessi alla prova scritta. Tale prova sarà valutata in trentesimi e predisposta da ciascun ateneo secondo criteri comuni: per il superamento la votazione non deve essere inferiore a 21/30. A tutti coloro che sosteranno infine la prova orale, che verrà valutata invece in ventesimi, il superamento verrà conseguito con voto non inferiore a 15/20. Il calendario delle prove successive citate sopra, scritta e orale, verranno definite con un apposito decreto rettorale pubblicato su entrambi i siti dell’Università di Catania e del Cineca (vedere sopra il seguente indirizzo). Gli effettivi ammessi al Tfa saranno elencati nella graduatoria finale ottenuta dalla somma del punteggio conseguito sia nel test preliminare, sia nella prova scritta che orale e in aggiunta quello attribuito all’esito della valutazione dei titoli. Nel caso in cui si presenterà un parità di punteggio, il candidato con maggiore anzianità di servizio nelle istituzioni scolastiche sarà l’ammesso effettivo. Un ulteriore parità di punteggio invece porterà alla scelta del candidato più giovane. Non resta che augurare buona fortuna e ricordare che, nonostante attraversiamo molte difficoltà anche nell’ambito dell’insegnamento, resta comunque un mestiere che ci rende orgogliosi e portatori di cultura a quei giovani, piccoli o grandi, che hanno ancora tanta voglia di fare, voglia di camminare e di creare un mondo fatto di nuove opportunità.

(Adnkronos) - "La Sicilia manifesta grande interesse per il bando pubblicato dal Miur che si rivolge a Universita', centri di ricerche, consorzi e imprese, erogando considerevoli risorse: sono sicuro che i progetti presentati avranno ottime possibilita' di successo". Lo ha detto l'assessore regionale per l'Istruzione e la Formazione professionale della Sicilia, Mario Centorrino, partecipando in rappresentanza del presidente della Regione, Raffaele Lombardo, alla presentazione dell'avviso pubblicato dal ministero per l'Innovazione, la Ricerca e l'Universita' relativo al progetto "Smart Cities and Communities and Social Innovation" rientrante nel Pon "Ricerca e Competitivita'" 2007/2013 per le Regioni della Convergenza (Sicilia, Campania, Calabria e Puglia).

La tappa siciliana del road show organizzato dal Miur e' stata ospitata, oggi pomeriggio, nella sede di Catania della Presidenza della Regione. All'incontro hanno partecipato, fra gli altri, il ministro per l'Istruzione, Francesco Profumo, l'assessore regionale alle Funzione pubblica e alle Autonomie locali, Caterina Chinnici, e il prefetto di Catania, Francesca Cannizzo. Sono intervenuti anche il sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, i rettori delle Universita' di Palermo, Catania e Messina, rispettivamente Roberto La Galla, Francesco Tomasello e Antonino Recca. "Sono avvisi - ha continuato Centorrino - che portano innovazione nelle citta' del Mezzogiorno, offrono sostegno alle politiche di ricerche e rappresentano uno strumento essenziale per collegare la Sicilia a queste incisive azioni di governo. La visita del ministro Profumo e' un importante momento di confronto fra le politiche di ricerche avviate a livello nazionale e regionale. Valuto fondamentale - ha concluso - anche la presenza dei rettori delle Universita' e dei rappresentanti degli enti di ricerca perche' rappresenta la concretizzazione di questo interesse verso i progetti di innovazione delle citta', con riferimento ai temi della salute, dell'energie rinnovabili e del turismo, che fanno parte integrante della politica economica siciliana".

Pubblicato l'avviso dell'Ufficio Esami di Stato (Adi, Università di Catania)


Per l'anno 2012 gli esami di Stato per l'abilitazione all'esercizio delle professioni sono stati indetti con ordinanze del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca del 30 marzo 2012 e avranno luogo in due sessioni.

Ufficio Esami di Stato:
Piazza Vincenzo Bellini 19, Catania
e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Adesso arriva anche l'ufficialità dal diretto interessato: il prof. Giuseppe Ronsisvalle si è dimesso dalla carica di preside della Facoltà di Farmacia per la concomitante nomina al Nucleo di Valutazione dell'Ateneo.

I rumors, che si erano sentiti in questi due giorni, sono stati confermati da una lettera di dimissioni del prof. Ronsisvalle, in cui cita la prof.ssa Gianna Tempera come sua sostituta in Senato Accademico.

Tanti i ringraziamenti, a partire dall'ex preside Angelo Vanella per finire con la vice-preside Giovanna Blandino, che dovrebbe prendere il suo posto nelle sedute del Consiglio di Facoltà, e tutti i presidenti di corso di laurea. Ringraziamenti speciali anche per la segreteria di presidenza, il sistema bibliotecario e quanti altri hanno reso possibile il raggiungimento di alcuni obiettivi nei quattro anni di carica, quali: "Nuovo regolamento per il Tirocinio, ai criteri di accesso, alla sistemazione dei nuovi laboratori, aule etc., ai convegni internazionali e il sostegno a stages per la didattica e la ricerca".

Infine, lo stesso prof. Ronsisvalle, ha voluto condividere una speciale carica, che gli consentirà di svolgere il lavoro al Nucleo con attenzione agli aspetti più innovativi del Quality Assessment: "sono stato eletto vice-presidente del Comitato IMHE-OECD di Parigi, comitato in cui ho l'onore di rappresentare l'Italia insieme a Marzia Foroni del MiUR".

Liveunict augura le migliori fortune professionali al prof. Giuseppe Ronsisvalle, ringraziandolo per il lavoro svolto sin qui, visto che molti componenti del nostro web-zine sono studenti della Facoltà di Farmacia.

A partire da ieri, 22 marzo, sul sito web del MIUR (Ministero Istruzione Università Ricerca) è partita una consultazione pubblica on-line sul valore legale del titolo di studio.
La consultazione durerà un mese circa, il termine ultimo per partecipare è fissato, infatti, a giorno 24 aprile.
L’opinione è richiesta direttamente agli italiani che, in prima persona interessati o meno, potranno rispondere ai quesiti elaborati dal Ministero dell’Istruzione.
Cliccando sul banner in basso a destra si potrà accedere al questionario, introdotto da una presentazione sugli obiettivi che il nuovo strumento messo in campo dal Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Francesco Profumo, si è prefissato e circa i dettagli tecnici che ne avvolgono la idealizzazione.
In questa prefazione ai quesiti in seguito proposti, il Governo auspica ad una nuova e tanto inneggiata trasparenza che questa operazione di consulta popolare sicuramente porterà, un’iniziativa certamente finalizzata ad un netto contributo per una ripresa economica, impegnata nella crescita e nello sviluppo del Paese. Una conquista quindi sia per le istituzioni sia per i cittadini.
Questo Governo, autodefinitosi come "promotore della voce dei cittadini", ha deciso quindi di ascoltare ciò che il proprio popolo ha da dire.
Peccato che tutta questa propensione all’ascolto è intaccata dalla faziosità delle domande stilate e dal linguaggio adottato che risulta essere abbastanza complesso. In aggiunta, alcuni dei quesiti proposti non lasciano un gran margine di scelta alle domande presentate che indirizzano quindi a preferire l’abolizione del valore legale del titolo di studio.
Il sindacato studentesco dell’Udu (Unione degli universitari) si è già messo in moto chiedendo il ritiro immediato di questa consultazione e la formazione di una commissione creata ad hoc per riformulare le domande.
Nonostante oggi il valore in sé della Laurea, quello del prestigio, sia andato perduto, e ciò è ampiamente dimostrato dalla dilagante ignoranza che regna nelle menti, e soprattutto nelle bocche, di chi una Laurea ce l’ha ma come accessorio, ammettere che anche il “pezzo di carta” sia superfluo, a mio avviso, è esigere troppo. Che siano messe al bando, invece, tutte quelle classifiche che coronano i migliori Atenei nostrani (per lo più privati o “liberi”) per far posto a chi il riconoscimento se lo merita davvero, al di là dell’Ateneo di appartenenza. Quindi che sia analizzato nel dettaglio il percorso di studi di ogni singolo studente, piuttosto che un turpe e distaccato calcolo dei voti collezionati che altro non sono che numeri. Soprattutto alla luce dei nuovi cambiamenti che vedono la riduzione dei punti assegnati al momento della tesi. Arrivare al 110 e lode sarà molto difficile, e forse è giusto così, però resta il fatto che sono cifre che in sostanza non sono garanzia di preparazione “lodevole”: bisogna valutare la persona e basta, non il libretto dei voti. 

NeroSuBianco

 

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Le modifiche allo Statuto d'Ateneo e le decisioni del Magnifico Rettore Antonino Recca in merito alla vicenda, non sono sufficienti. Questo è quanto afferma Jacopo Torrisi che in una dichiarazione  <<Pur apprezzando la scelta di modificare alcuni articoli dello Statuto ( si sta parlando delle modifiche menzionate al Senato Accademico ndr) contestati dal Miur  e dalla comunità accademica, ci sembra del tutto insoddisfacente  e preoccupante la determinazione del Rettore di voler mantenere inalterata la metodologia di formazione del CDA dell'Ateneo -  sottolinea il segretario del circolo Università del PD - Questa volontà, conferma a nostro parere, una scelta di gestione autoritaria, chiusa e antidemocratica del nostro Ateneo>>

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Torrisi conclude << a breve convocheremo un incontro nella quale instaurare un dibattito aperto sulle prospettive dell'Ateneo catanese, coinvolgendo le tante realtà accademiche che desiderano ripristinare un dialogo vero e costruttivo all'interno dell'Ateneo, a partire dei precari, docenti, lavoratori della ricerca e dell'area amministrativa>>

Lungamente se ne è parlato nelle scorse settimane, sembrava che la schermaglia legale fra il Rettore dell'Università di Catania e il Neo Ministro Profumo dovesse durare per molto tempo, e invece con stupore e soddisfazione degli adetti ai lavori, nella giornata di oggi  una nuova notizia, di nuovo in vantaggio l'Università di Catania.

Il Tar siciliano nella giornata di ieri si è pronunciato sul statuto della discordia. Una battaglia legale a colpi di ricorsi e contro-ricorsi in cui a spuntarla è stato proprio l’ateneo catanese, non tanto per una questione di merito, quanto per un vizio formale, ovvero il ritardo con cui sono stati comunicati i rilievi del ministero rispetto ai tempi stabiliti dalla legge.

Bocciata dunque la richiesta di sospensione della nuova carta costituzionale dell’università catanese avanzata dal ministro dell’Istruzione Francesco Profumo. Secondo il giudice del Tar, infatti, vi è ”insussistenza di significativi profili di fondatezza del ricorso, con recepita scadenza del termine perentorio entro il quale il ministero avrebbe dovuto espletare il potere di controllo“. Insomma, le annotazioni da Roma – con le quali il Miur aveva chiesto la modifica di 18 articoli su 43 – sarebbero giunte decisamente fuori tempo massimo: lo statuto rimane dunque in vigore così com’è stato approvato dall’ateneo.

La schermaglia legale potrebbe non essere conclusa, dal momento che si parla di un secondo pronunciamento, con tempi più lunghi, sui rilievi di merito, ma per il rettore dell’Università di Catania Antonino Recca una battaglia è sicuramente vinta. Dopo l’annuncio del ricorso ministeriale, infatti, contro il magnifico era scattata una serie di recriminazioni da parte di mezzo ateneo, tra associazioni studentesche e personale docente. Una polemica che era arrivata ad auspicare l’azzeramento dello statuto, con la richiesta di riformularlo su nuove basi e cessare così le ostilità con i tecnici di Roma.

La decisione comunicata ieri dal Tar è destinata però a spegnere il fuoco delle polemiche alimentate nelle ultime settimana nei confronti del rettore, che invece ha scelto la linea dura presentando a sua volta un controricorso nei confronti del Miur. “Adesso possiamo parlare di università e smetterla con la politica”, ha commentato Recca.

Colpa dei traduttori simultanei italiano-inglese online? Colpa di Google Traduttore? Colpa di Babelfish o colpa dell'ignoranza acuta? Queste domande se le saranno poste in molti e crediamo siano indirizzati tutti verso l'ultima ipotesi. Ancora una volta l'italiano medio si presenta al mondo con forti carenze della lingua madre internazionale: Sua Maestà English! E si presenta ancora una volta da 'comico', che con le sue gaffes fa ridere Europa e continenti amici.

Dopo fantomatici tunnel inventati dal nostro 'caro' ex Ministro Gelmini, ci pensa la Facoltà di Agraria di Firenze coadiuvata dal MIUR a generare massima ilarità. Di cosa stiamo parlando? Ovviamente del bando più hot della Pubblica Istruzione: "From sheep to Doggy Style"! Avete letto bene: Doggy Style...e vi assicuriamo che non si tratta di un bando sull'insegnamento del Kamasutra.

Il genio di turno, assistito dai suoi collaboratori, ha pensato di sostituire con la suddetta parola inglese il termine pecorino, inserito nel titolo originale italiano del bando "Dalla pecora al pecorino. Tracciabilità e rintracciabilità di filiera nel settore lattiero caseario toscano".

Pronte le scuse del Ministero, che oggi ha rilasciato un comunicato autoironico sulla vicenda: "Cari amici della rete, ultimamente vi abbiamo intrattenuto con alcuni errori involontariamente comici (...) Da ultimo, per ora, una traduzione maccheronica dall’italiano all’inglese, dagli effetti esilaranti, di un bando di ricerca relativo al formaggio pecorino".

Adesso i bookmakers, oltre a fornire le quote del futuro vincitore del Festival di Sanremo, si adopereranno a quotare la prossima gaffe dei nostri Ministri: si prevedono numeri molto bassi e tempi celeri!

E le industrie casearie sarde e sicule, in tutto questo, cominciano a gridare vendetta...

Il CUdA ( Coordinamento unico d'Ateneo) promuove un'assemblea giovedì 9 febbraio 2012 presso la facoltà di Giurisprudenza, per discutere pubblicamente quanto segue.

l 24 gennaio 2012 il Ministero dell’Università e della Ricerca, rappresentato dall’avvocatura distrettuale di Catania, ha notificato all’Università di Catania nella persona del suo Rettore, in qualità di legale rappresentante pro tempore, un ricorso avverso lo Statuto ed altri atti dell’ateneo prodromici e successivi allo stesso.
Il fatto è di estrema importanza per, almeno, tre ragioni:

1) Non si ha conoscenza di altra analoga iniziativa adottata dal MIUR nei confronti di alcun ateneo italiano. Ricordiamo, per completezza, che il nostro ateneo si era distinto per aver realizzato l’impresa, quasi impossibile, di redigere uno Statuto di stampo più verticistico e piramidale di quanto avesse già ampiamente previsto la stessa legge 240, peraltro imponendo una inutile accelerazione alla fase di entrata in vigore dello stesso;

2) La notizia dell’impugnazione non è arrivata inaspettata. Essa segue numerose e ripetute critiche e riflessioni, elaborate e proposte localmente dal CUdA, dal mondo sindacale, da singoli docenti, dagli studenti del Movimento Studentesco Catanese, sulle discutibili procedure che hanno contrassegnato l’approvazione dello Statuto prima e sull’improvvida scelta del Rettore di ignorare, successivamente, le osservazioni e censure che nello scorso mese di Novembre il MIUR aveva espresso su di esso;

3) Con il ricorso, estremamente dettagliato ed articolato nei suoi contenuti al punto da lasciar ragionevolmente prevedere un annullamento dei provvedimenti impugnati per la varietà e quantità dei rilievi di cui essi sono oggetto, il MIUR chiede anche che, in via cautelare, lo Statuto venga sospeso. Giacché, diversamente, esso lascerebbe operare un insieme di atti – primo fra tutti il ricambio totale degli organismi deliberativi dell’Università (ma non del rettore!) – che potrebbero essere completamente vanificati da un successivo annullamento dello Statuto stesso. Ma comunque l’iter giudiziario si svolgerà – ossia quand’anche l’efficacia degli atti impugnati non venisse subito sospesa – il confronto MIUR – Ateneo catanese si annuncia lungo (con la possibilità di un primo e di un secondo grado di giudizio) e carico di rischi di intoppi futuri per l’Università, se le ragioni del ricorso saranno accolte.

21 luglio 2011, con ventuno voti favorevoli, cinque contrari e due astensioni veniva approvato dal Senato Accademico il nuovo Statuto d'Ateneo dell'Università degli Studi di Catania;

24 novembre 2011, il direttore generale del Miur , Daniele Livon, ha richiesto al Magnifico Rettore Antonino Recca di modificare, revisionare, integrare 18 dei 42 articoli facenti parte del nuovo statuto, in quanto manifestamente contrastanti con quanto prevede la legge 240;

28 novembre 2011, il Magnifico Rettore Antonino Recca, comunica al Miur, non curandosi della nota, decidendo di procedere con lo Statuto approvato dal consiglio d'Amministrazione e dal Senato Accademico, e quindi all'approvazione e pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica. Il cavillo legale è correlato alla ricezione di un Fax di rettifica oltre i 120 giorni previsti, e per lo più inviato dal Miur e non dal ministero dell'Istruzione, dell'Università e ricerca;

15 dicembre 2011, il nuovo Statuto entra in vigore ed è effettivo;

Il 19 gennaio 2012, arriva l'avviso su carta bollata, direttamente dal neo Ministro Profumo, che si appella ai due punti contestati dal Rettore il 28 Novembre. Il Miur ricorre al Tar;

Il 25 gennaio 2012, le dichiariazioni mediante mezzo stampa del Magnifico Rettore « sono particolarmente sorpreso per la richiesta di sospensiva, che presupporrebbe un danno grave ed irreparabile per il ricorrente» continua «attendo con fiducia le decisioni che prenderà il Tar»;

I cambiamenti richiesti, quindi, pongono l'Ateneo in una situazione di certo non facile, soprattutto tenendo conto che oltre al ricorso al Tar, la disapprovazione quasi totale da parte del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca si aggiungono i malumori di studenti, mai d'accordo con quanto successo durante la nomina della commissione statuto, del Coordinamento Unico d'Ateneo ( dettagli della bocciatura ), e del Movimento studentesco catanese. 

8 febbraio 2012 :Università mediante i suoi legali ha presentato un controricorso sullo Statuto impugnato dal Ministero
L'Università ha depositato, ieri, presso il Tar di Catania, un controricorso sullo Statuto d'Ateneo impugnato dal Ministero. "Il ricorso - affermano i legali dell'Università, avvocati Felice Giuffrè e Vincenzo Reina - merita di essere respinto, non soltanto perchè palesemente infondato, ma anche perchè inammissibile".“

 

23 febbraio: l'università di Catania vince la sua battaglia legale e lo statuto viene approvato

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