Mille euro al mese per un ricercatore ed 800 per un dottorando: questa la media degli “stipendi” percepiti dai “cervelli” in Italia. Il triste fenomeno della fuga dei cervelli, ormai realtà consolidata nel nostro Paese, è stato in questi giorni al centro dell’attenzione del Governo, che ha emanato un provvedimento sulle agevolazioni fiscali tese ad incentivare il rientro in Italia dei “cervelli” che si sono specializzati all’estero.
Sul provvedimento si era pronunciato Andrea Lenzi, presidente del Consiglio Universitario Nazionale (CUN), il quale aveva sottolineato come, in un momento di crisi come quello attuale, l’iniziativa del Governo fosse buona ma non sufficiente ad arginare il fenomeno.
Riserve espresse anche dal capogruppo Studenti per le Libertà-Azione Universitaria al CNSU Erio Buceti: «La situazione precaria che da anni vivono i nostri ricercatori e dottorandi deve essere risolta a lungo termine. È impensabile che questa professione sia retribuita nel nostro Paese con stipendi pari ad un terzo di quelli percepiti negli altri Stati europei».
Concorde anche il vicepresidente di Azione Universitaria Dario Moscato: «Lo Stato non ha mai agevolato i nostri cervelli, adesso però è il momento di cambiare le cose, non solo durante questo governo tecnico, ma anche per il futuro».
Riguardo poi le critiche mosse dal ministro del Welfare Fornero sulla scarsa istruzione dei giovani italiani, Buceti dichiara: «Il problema non sono i giovani che non studiano, semmai l’intero sistema di formazione offerto dalle scuole e dalle università italiane. Dovrebbe essere riveduto e corretto per garantire la soddisfazione delle esigenze del Paese. In ogni caso, sarebbe opportuno che lo Stato si interroghi su che cosa intende fare alle sue università. Di sicuro i prossimi due anni continueranno ad essere difficili ma è importante capire fin da ora quale università si vorrà tra sei o sette anni».
I tanto decantati ingredienti della ricetta che avrebbe dovuto dare maggiore lustro al mondo del lavoro si sono rivelati nella loro inapplicabilità. Purtroppo questa inapplicabilità è radicata nella storia del nostro paese e sta portando inevitabilmente al declino del nostro sistema economico e sociale incrementando la sfiducia, nel mondo del lavoro, da parte dei giovani laureati. L’utopica fiducia che l’italiano dimostra di avere verso l’altro sembra svelare la realtà applicativa del nostro sistema meritocratico italiano.
Michael Young, noto laburista inglese, ci insegnò che un buon sistema, che permesse una valutazione equa per tutti, fosse quello meritocratico, ma chiaramente l’applicazione di tale concetto, di fatto, resta nelle mani di chi governa. Nessuno dice che tutto il lavoro è mal valutato, molte persone, infatti, si trovano oggi al posto giusto, grazie allo sviluppo e ai nuovi metodi di valutazione. Ma, il tasso di disoccupazione giovanile non accenna a decrescere, Riforme e innovazioni diventano dunque solo “escamotage” per aggirare il problema di questa inapplicabilità. Sappiamo bene quante migliaia di curriculum al giorno vengono spediti e quanti colloqui fanno quotidianamente i giovani laureati eppure non vengono assunti.
Si stenta a credere che siamo tutti “fannulloni” o “incapaci”, considerato quanto denaro e sforzo investiamo nel nostro futuro, eppure la realtà ci sbatte in faccia risultati che di certo non portano nessuno sviluppo in merito per il nostro paese.
Valutare una risorsa umana, in Italia, appare come un circolo vizioso che non trova fine, non è facile, e chi lo fa deve essere diligente, accurato e professionale. Al di là di ogni professione, la valutazione deve essere oggettiva libera da qualsiasi giudizio personale, di cui appunto non ci si fida. Su questo è basata la meritocrazia, a premiare i migliori.
In Italia è davvero cosi? Considerata la situazione lavorativa, è evidente che qualche ingranaggio gira contro. Si cerca di eludere questo problema, ben visibile, creando concorsi, regole, professioni chiuse, promozioni per anzianità, agenzie di diverso tipo che disorientano chi cerca lavoro. La meritocrazia è legata alle capacità individuali e professionali dall’individuo e dovrebbe essere dunque inerme a fenomeni quali il nepotismo o il clientelismo, eppure in Italia oggi molti giovani fanno la professione del padre, incrementando gli interessi familiari piuttosto che quelli aziendali, creando una routine che non da spazio e merito a chi potrebbe davvero meritoriamente avere quel posto lavorativo. Il nostro paese, soprattutto una terra come la Sicilia, è strettamente legata alla “famiglia” come istituzione, ma questo “familismo” sta determinando il crollo socio-economico, provocando uno spreco di risorse e creando una sorta di “feudalesimo” che blocca la crescita del settore lavorativo giovanile, soprattutto nel Sud. “Sono stato assunto per ciò che so fare e non per il nome che porto”. Questo dovrebbe essere il motto di fiducia per un giovane laureato.
Accanto ad un quadro che non desta sicurezza e fiducia, troviamo un altro anello mancante: la competitività tra colleghi. La competizione è un concetto che non ha fondamenta nella nostra cultura cosi come nella formazione culturale-educativa degli altri paesi. Una sana competizione presuppone uguali condizioni di partenza, indipendentemente da dove si proviene. Competere è sinonimo di stimolazione, d’incoraggiamento tra colleghi, eppure nelle nostre aziende e in molti degli ambienti lavorativi e educativi, diventa per noi spesso fenomeno di discrepanza, avariando quella coesione che dovrebbe invece rafforzare l’azienda e l’individuo stesso. Esempio eclatante di questo è la promozione di un collega che porta all’immediato pensiero della “raccomandazione” piuttosto che al merito personale. Senza fiducia reciproca è chiaro che non abbiamo neanche equità ed eccellenza, ingredienti fondamentali per una buona valutazione meritocratica.
Un velo dunque, è quello che copre il volto della meritocratica italiana. Un volto che dovrebbe essere scoperto e guardato nella sua integrità. Con occhi meritocratici forse si può ancora accendere la fiducia in quei giovani, che ogni giorno sperano, attraverso concorsi pubblici e privati di trovare un posto di lavoro. La cecità di oggi può essere la perdita di quel panorama da osservare domani, quello che vede i nostri giovani realizzarsi dentro il nostro paese e non librarsi verso luoghi sconosciuti con una speranza che appartiene solo a noi e che sarebbe un peccato regalare ad altri.
Si svolgerà a Catania, al Monastero dei Benedettini da giovedì 19 a domenica 22 Aprile, il Congresso Nazionale della SINS, Società Italiana di NeuroScienze. Il congresso, si svilupperà come I Joint Meenting italo-israeliano. Illana Gozes, docente dell'Università israeliana di Tel Aviv e Past-President della Società Israeliana di Neuroscienze ed il nuovo Presidente, Gabi Amitai, hanno manifestato con grande entusiasmo la loro volontà di stabilire questa collaborazione con l'Italia nel campo delle neuroscienze.
Il congresso sarà centrato sulle recenti scoperte legate alle malattie neurodegenerative, con particolare riferimento all'Alzheimer ed al morbo di Parkinson.
Renato Bernardini, chairperson dell'evento, ha dichiarto che "il congresso sarà dedicato ai giovani ricercatori, che sono un immenso serbatoio di energia per le attività pesanti sono chiamati a svolgere durante il loro lavoro di ricerca, che rappresentano un giardino di nuove idee per la scoperta di nuove tecnologie e meccanismi. Interazioni con scienziati provenienti dall'estero, lo scambio di idee e la nascita di nuove collaborazioni sono sempre state un obiettivo della SINS, soprattutto quando connessi a gruppi di scienziati che hanno contribuito a Neuroscience con il lavoro eccellente e scoperte rilevanti".
Oggi 26 Marzo 2012, alle ore 10.30, presso il Dipartimento di Matematica e Informatica di Catania, il Decano della Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali prof. Mario Marino, ed il Direttore del Dipartimento di Matematica e Informatica prof. Giuseppe Mulone, inaugureranno il nuovo laboratorio del gruppo di ricerca IPLAB (Image Processing Laboratory).
Il laboratorio, collocato nella stanza 146 del Dipartimento di Matematica e Informatica, mette a disposizione attrezzature, dispositivi oltre ad avanzato know-how a supporto delle attività di approfondimento e di ricerca sperimentale per gli studenti di Informatica e per tutti i ricercatori (Visiting, Assegnisti, Dottorandi) su progetti e tematiche per il Multimedia e la Visione Artificiale.
Nel corso della mattina del 26 Marzo sarà possibile conoscere meglio le attività di ricerca del laboratorio, verranno infatti presentate brevemente le attività di ricerca e approntate alcune demo.
Il gruppo di ricerca IPLAB si propone di promuovere e incentivare la ricerca scientifica sia teorica che applicata nei settori ICT che fanno riferimento all’elaborazione di dati multimediali (Audio, Immagini e Video) e della Computer Vision e nei settori affini e trasversali ivi inclusi le applicazioni in contesti quali: Beni Culturali, Animazione Digitale, Game Development, Sicurezza, Medicale, Agraria, Investigazioni Digitali e Informatica Forense, ecc. In tali ambiti sono attive diverse collaborazioni e progetti con con enti pubblici e privati anche internazionali.
IPLAB promuove importanti attività formative in collaborazione con Enti e Organismi di Ricerca pubblici e/o privati o con aziende ICT; diversi poi sono gli eventi scientifici internazionali (convegni, scuole di dottorato, seminari di studi) organizzati per la promozione e la diffusione dei risultati della ricerca.
È fissata per venerdì 9 marzo la giornata UniStem sul tema Il lungo e affascinante viaggio della ricerca sulle cellule staminali. L’Italia Unita dalla Scienza. Le 20 regioni d’Italia insieme per la giornata UniStem dedicata alle scuole superiori. La giornata vuole essere un’occasione per l’apprendimento, la scoperta e il confronto nell’ambito della ricerca sulle cellule staminali. Verranno trattate esperienze collegate alla ricerca e alle sue aspettative culturali, all’essere scienziato giorno dopo giorno e ai meccanismi di formazione e consolidamento della conoscenza.
L’evento, che coinvolge circa 9.000 studenti, avrà inizio alle 9 e si svolgerà simultaneamente in tutti gli Atenei coinvolti: Università di Bari Aldo Moro, Basilicata, Cagliari, Molise, Catania, Magna Graecia di Catanzaro, Firenze, Genova, Milano, Modena e Reggio Emilia, Napoli Federico II, Padova, Perugia, Politecnica delle Marche, Roma La Sapienza, Teramo, Torino, Trento, Trieste, Valle d’Aosta.
L'edizione catanese - coordinata da un Comitato scientifico composto da docenti dell'Università di Catania e curata dal Centro Orientamento e Formazione d'ateneo - si svolgerà tra l'aula magna della facoltà di Agraria e il Centro Universitario Sportivo di via Santa Sofia. La sessione mattutina, coordinata dai docenti Daniele Condorelli e Bianca Maria Lombardo, prenderà il via venerdì 9 marzo alle 9 ad Agraria, con il saluto del rettore dell’Università di Catania Antonino Recca e la lettura di un messaggio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, seguirà il saluto dei padroni di casa, il preside della facoltà di Agraria Agatino Russo e del presidente del Cus Luca Di Mauro.
Dopo la proiezione del video “A stem cell story”, il prof. Vincenzo Perciavalle parlerà di "Cellule staminali: stato dell’arte", il prof. Daniele Condorelli spiegherà "Come siamo arrivati a parlare di cellule staminali?". Le "esperienze" saranno al centro della giornata con la testimonianza dello sportivo Paolo Pizzo, medaglia d’oro nella spada ai Mondiali di Scherma 2011, il gioco interattivo sul calcolo delle cellule staminali e la proiezione del video “Il Calcolo” di Luca Bonfanti.
Dopo la pausa, la parola passerà ai ricercatori sul campo: Annalisa Quattrocchi, dottoranda di ricerca internazionale in Biomedicina Traslazionale alla Scuola Superiore di Catania; Giuseppina Bracchitta, dottore di ricerca in Scienze Biochimiche e Biomolecolari; Alessandra Romano, dottore di ricerca in Cellule staminali e specializzanda in Ematologia e Maria Antonietta Buccheri, dottore di ricerca in Farmacologia Preclinica e clinica, presidente della “Marie Curie Fellows Association”. In collegamento video anche con "cervelli" eccellenti all'estero: Andrea Giuffrida, Associate Professor of Pharmacology (University of Texas Health Science Center at San Antonio); Manlio Vinciguerra, Lecturer (Birkbeck College, London, UK, Head of Fatty Liver Disease Unit, Institute of Hepatology, Foundation for Liver Research, London, UK); Simonetta Sipione, Assistant Professor of Pharmacology (University of Alberta Edmonton, Canada).
La sessione pomeridiana si sposterà poi al Cus, gli studenti potranno pranzare alla mensa universitaria dove saranno ospiti dell'Ersu di Catania. Alle 14:30, "risveglio muscolare" con i mini tornei di calcio a 5 e pallavolo e attività ludiche come il tiro alla fune, la corsa con i sacchi e i calci di rigore. I ragazzi potranno anche partecipare liberamente alle attività di fitness (spinning, fitboxe, gag, uso della sala pesi). Dalle 15 sarà inoltre possibile partecipare al laboratorio interattivo di Fisica del karate (fino alle 17), all'aula didattica multimediale del Centro Biblioteche e Documentazione e partecipare al laboratorio di Bioinformatica (fino alle 16). Parallelamente, dalle 14.30 alle 17, nella sala convegni del Cus si svolgeranno alcune attività scientifiche in laboratorio: "La fecondazione del riccio di mare", "Tecniche di colorazione di preparati istologici", "Misurazione dell’acido lattico dopo l’attività sportiva (in relazione alla capacità di concentrazione)", "L’elettrocardiografia dopo l’attività sportiva".
Il saluto conclusivo si svolgerà nel campo di calcio (stadio est) del Cus.
L'idea. Dal 2009 UniStem organizza ogni anno una giornata dedicata agli studenti delle scuole superiori. L’intento è di stimolare nei giovani un interesse o magari far loro scoprire una vocazione per la scienza e la ricerca scientifica, a partire dai temi e dai problemi affrontati nell’ambito degli studi sulle cellule staminali. Attraverso lezioni, discussioni, presentazione di filmati, visite ai laboratori e eventi ricreativi, i ragazzi possono rendersi conto non solo dei contenuti e dei metodi della scienza, ma anche del fatto che la ricerca scientifica è divertente e favorisce relazioni personali e sociali costruite sulle prove, sul coraggio e sull’integrità. L’edizione del 2012 sarà caratterizzata dall’unicità dell’essere “insieme” su scala nazionale con il contemporaneo coinvolgimento di 20 atenei italiani in rappresentanza di tutte le regioni.
Progetto sociologico. Novità della IV edizione dell’evento sarà la previsione di un breve questionario a tutti gli studenti che nelle venti sedi parteciperanno alla Giornata. La finalità è quella di individuare la percezione da parte degli studenti dell’importanza della ricerca scientifica in generale con focus sulla ricerca sulle cellule staminali.
Disponibilità e iscrizioni. I posti disponibili sono 350 dedicati a studenti e docenti accompagnatori. Sono previsti 40 posti per pubblico non scolastico. Per informazioni rivolgersi a Ornella Maci: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .
Unistem. UniStem è il Centro di ricerca sulle Cellule Staminali dell’Università di Milano fondato nel 2006. L’evento proposto si inserisce in una serie di attività di divulgazione scientifica sulle cellule staminali promosse da UniStem ed è il quarto dedicato alle Scuole Superiori. L’evento è svolto in cooperazione con il COSP e il CTU.
fonte: bda
Le selezioni preliminari si svolgono in tutti i principali Atenei italiani, fino a giungere alla finale nazionale di Campobasso il 20 ottobre 2010. Sarà un vero e proprio spettacolo ironico e goliardico: l'obiettivo è quello di eleggere una miss completa, bella e intelligente.
Sarà possibile partecipare al concorso inviando, tramite il sito www.missuniversita.it, due fotografie (primo piano e corpo intero) indicando l'Università e la Facoltà a cui si è iscritti ed il proprio curriculum.
Miss Università è un concorso nazionale di bellezza e cultura che si è affermato nel giro di pochi anni per l’originalità della sua formula; è una manifestazione che sta a metà tra il concorso di bellezza e il talk show.
“Il cielo è azzurro sopra Berlino, siamo campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo”. C’eravamo lasciati così, con la finale del 2006, con la coppa sollevata da capitan Cannavaro, con i 23 eroi osannati dall’Italia tutta. Sono trascorsi quattro anni da quella sera, una stella in più sullo scudetto e la carta d’identità di molti giocatori appesantita dall’età. Il condottiero è lo stesso, quel Marcello Lippi che, dopo il flop europeo del 2008 con Donadoni, è tornato sulla sua nave con l’obiettivo di difendere il titolo. In Italia, si sa, ci sentiamo un po’ tutti allenatori e così, alla vigilia, via con il toto convocazioni, con le polemiche, con i malumori. “Mondiale del ringraziamento” tuonano alcuni, “Italjuve” sostengono altri, ma il mister si dimostra indifferente alle sollecitazioni esterne, persegue la sua rotta e non vira malgrado i venti soffino forte e da tutte le direzioni. E’ il 13 maggio quando la lista dei 30 viene pubblicata; ci sono tutti, anzi no: il Romario del Salento rimane a Mondello a crogiolarsi sotto il sole, il genio di Bari vecchia sposerà Carolina come previsto, il bizzoso guascone interista andrà in vacanza. Il CT ha fatto le sue scelte, rispettabili ma opinabili, dunque tutti al Sestriere a preparare il mondiale. Allenamenti duri tra le montagne e finalmente il 30 maggio, ancora tra le polemiche, vengono selezionati i 23 che andranno in Sudafrica.
Si respira ottimismo in casa Italia, d’altra parte il girone è abbordabile (Paraguay, Slovacchia, Nuova Zelanda) e i giocatori sembrano carichi e vogliosi di regalarci e regalarsi un nuovo sogno. Si parte col Paraguay; gli ostici sudamericani rappresentano l’avversario più temibile dei tre, un pareggio, alla vigilia, appariva un ottimo risultato e al triplice fischio è 1-1. De Rossi agguanta il pari ma risuonano i primi campanelli dall’allarme. L’Italia è priva d’idee, il gioco latita, manca quel giocatore in grado di accendere la luce e come se non bastasse Pirlo, faro del Milan e della nazionale, è ancora fermo ai box. “Niente paura, ci sono ancora due partite, la squadra crescerà” ripetono in coro dal Sudafrica, intanto un po’ di scetticismo serpeggia tra tifosi e addetti ai lavori e i detrattori, in questi casi, si moltiplicano in maniera esponenziale. Tuttavia la fortuna è dalla nostra, infatti, il match tra Slovacchia e Nuova Zelanda si chiude in pareggio, anche in questo caso per 1-1 e la situazione nel girone F vede tutte le squadre a pari punti e con analoga differenza reti.
Sotto con la Nuova Zelanda dunque, i 3 punti sono un imperativo. I neozelandesi, indiscussi dominatori con la palla ovale, non sono certo dei fenomeni e la vittoria dell’Italia paga poco in sede di scommesse. Chi si aspetta la goleada rimane deluso, anche in questo caso è 1-1. Una brutta Italia gioca una partita opaca che vede la fisicità e l’organizzazione di gioco degli all white prevalere sulla classe e la tradizione italiana. L’attacco è sterile, la difesa perforabile, il centrocampo incapace di costruire trame di gioco convincenti; molti giocatori giocano fuori ruolo e Lippi non sembra in grado di modificare la squadra. Nell’altro match del girone F il Paraguay ha ragione della Slovacchia per 2-0 e all’Italia non resta che vincere la terza partita per agguantare gli ottavi. Potrebbe bastare un pareggio per andare avanti, ma andrebbero fatti dei conti e il rischio del sorteggio è dietro l’angolo.
Occorre cambiare mentalità, cambiare registro, occorre giocare da Italia. Il CT infonde fiducia ai suoi e si dimostra abbastanza sicuro davanti alle telecamere. Così, tutti davanti al televisore a tifare Italia ma, pronti via, ci si accorge che gli azzurri non hanno gli occhi di tigre, non lottano, così i ragazzini terribili della Slovacchia passano in vantaggio. La paura prevale sulla voglia di recuperare, la squadra appare irriconoscibile e si va al riposo sull’1-0. A inizio ripresa dentro i napoletani Maggio e Quagliarella, (che alla fine risulterà il migliore dei suoi), ma su azione d’angolo il sogno della qualificazione viene infranto dal 2-0 slovacco. E’ finita, anzi no. Quagliarella non ci sta e tira fuori dal cilindro giocate magistrali, così prima consegna a Di Natale il tapin che vale il 2-1 e poi segna un gol da cineteca con un cucchiaio che sorprende il portiere slovacco. Nel mezzo il terzo gol della slovacchia su ennesimo svarione difensivo. Al triplice fischio è Slovacchia 3 Italia 2. Italia eliminata e ultima classificata nel girone F. E’ finito un ciclo, molti giocatori infatti salutano la maglia azzurra. A questo punto i commenti si sprecano e giocatori e staff rappresentano un facile bersaglio per la critica.
Ciascuno si sarà fatto la propria idea, ciascuno avrebbe fatto altre scelte già in sede di convocazione; è giusto così siamo italiani affamati tanto di calcio quanto di pizza. Vorremmo lasciarci con un augurio: l’1 luglio inizia ufficialmente l’era Prandelli, a lui l’arduo compito di ricostruire, a lui il nostro più sincero in bocca al lupo.
Vestiti di azzurro, bandiera alla mano, birra bionda e qualche personale gesto scaramantico. Tutto pronto per godersi la nazionale italiana ai mondiali Sudafricani manca solo… lo schermo per vederla.
Se siete tipi sociali, e non volete vedere la partita chiusi in casa, per tutta la città saranno allestiti diversi maxischermi, che vi consentiranno di tifare in compagnia, con un'unica passione…l'ITALIA
Per gli universitari le scelte sono molteplici, sono stati installati Maxischermi al Monastero dei Benedettini, Scienze Politiche e alla Cittadella Universitaria (palla di neve)
Se volete invece spostarvi in qualche locale, di seguito la lista ( fonte:catania.2night.it)
Casa Brasil
Via Etnea, 704. Infoline: 095441990
Ambiente climatizzato, giardino esterno con sala fumatori, maxi schermo, aperitivo & buffet, musica brasiliana. Prenotazione è obbligatoria
E'Cafè
Via Provinciale, 1. Infoline: 3357907967 3490620211 3395258286
Breakfast, Fruit Corner, Light Lunch, Cocktail Bar, Sound Aperitif, l'E' Cafè si trova ad Acitrezza.
Camelot
Piazza Federico Di Svevia, 73. Infoline: 0957232103
Il locale si trova a pochi passi dall’imponente Castello Ursino. Il menù offre piatti tipici della tradizione siciliana.
Niria Cocktail Bar
Via Montesano, 27/28. Infoline: 3397706401
Ambiente giovane, informale e frizzante. La cucina è varia e propone, oltre la stuzzicheria mediterranea, panini, insalate, piatti freddi e caldi, crepes.
Salotto 69
Via Gornalunga, 17. Infoline: 3287974399
Maxischermo nello splendido dehor con tanto di comodi divani bianchi, sui quali assaporare i piatti del ricco buffet.
Taarna Irish Pub
Piazza Scammacca, 3/4/5. Infoline: 349195228
Il locale si trova in una splendida piazza in stile barocco; il menù offre diversi primi piatti, panini, pizze, crepes, insalate e stuzzichini.
Ecco il programma delle gare
| Italia | - | Paraguay | - | 14 giu 20.30 |
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| Italia | - | Nuova Zelanda | - | 20 giu 16.00 |
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| Slovacchia | - | Italia | - | 24 giu 16.00 |
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Avviata nel 2009 dall’IGDA Education Special Interest Group,la Global Game Jam è un evento annuale organizzato contemporaneamente in diverse parti del mondo, che si propone di far realizzare a gruppi di sviluppatori, neofiti ed esperti, vari videogiochi completi in un arco di tempo limitato.
I partecipanti potranno utilizzare qualsiasi software, tool di sviluppo e strumenti per realizzare i propri giochi che abbiano una qualsiasi licenza (anche la trial va bene); saranno a loro disposizione diverse postazioni di sviluppo, tutte dotate di programmi utilizzabili, tra cui l’Unreal Development Kit, XNA, Unity Indie e Blender. Ogni iscritto avrà la possibilità di portare il proprio computer portatile, e sarà garantito un accesso continuo ad Internet.
In occasione dell'edizione 2010, la Global Game Jam terrà per la prima volta un capitolo ('chapter') anche a Catania, presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Catania. L'evento avrà inizio la mattina di venerdì 29 gennaio 2010 e terminerà domenica 31 gennaio, dopo 48 ore no-stop di lavoro di gruppo all'insegna della creatività e del proprio amore per il game development.
Per l'occasione, la Facoltà di Ingegneria resterà aperta ininterrottamente nell'arco dei tre giorni, e metterà a disposizione una sala informatica con diverse postazioni di sviluppo e un'aula conferenze per la presentazione dei vari giochi al termine dell'evento.
Fonte
Signori e Signore, siamo già a Marzo e pensare che fino a ieri sera stavo stappando spumante in preda al fatidico conto alla rovescia, pronto a buttarmi tutto alle spalle ed iniziare il nuovo anno nel migliore dei modi, ma evidentemente non mi è concesso.
Non faccio neppure in tempo a riprendermi dai postumi della sbornia post-festa che mi trovo davanti qualcosa che non ha né capo né piedi.
Ovviamente mi riferisco al mio paese, all’Italia che anno dopo anno riesce sempre più a trovar spazio ad azioni dalla dubbia onestà e moralità che spesso travalicano determinati limiti, passando dalla politica allo show (che poi, tutta sta differenza ormai, non la noto neanche più).
Finisce il Festival, boom di ascolti per la bionda Antonella Clerici che passa dai fornelli conditi da personaggi a dir poco surreali (basta pensare a Beppe Bigazzi che si diverte a parlare del salame fatto con carni feline), al teatro dell’Ariston imponendosi discretamente, anche se presentando un prodotto che ormai ha fatto la sua storia. La cosa divertente però, è stata notare quanto il Festival sia diventato specchio di una società in continua contraddizione, spartita sempre e comunque fra i fischi e gli applausi, le critiche e gli elogi (qualcuno spieghi a tutti il significato di UNIONE, per favore!).
La prova di tutto ciò è fin troppo facile da trovare, bastano due nomi: Pupo ed Emanuele Filiberto di Savoia. Questo insolito duetto non solo si presenta convinto di poter fare bella figura, ma arriva anche al secondo posto riuscendo a scatenare la rivolta dell’orchestra, atto che fino a quel momento non si sarebbe neppure immaginato potesse accadere. Tralasciando Pupo che magari riesce ad avere più carisma e simpatia dell’altro nano Berlusconilo (chissà se c’avrà provato pure con Biancaneve), vorrei focalizzare la vostra attenzione sul Principe.
Quest’essere ormai mitologico (per il ruolo che riveste, o per le frasi che riesce a dire?!), è riuscito ad imporsi con una canzone a dir poco strappalacrime (per la tristezza o per l’ironia?), cantando a squarciagola “Italia amore mio”, praticamente un po’ come se Bin Laden si presentasse ad “American Idol” cantando “USA I LOVE U”. Emozionante, a dir poco emozionante. Mi chiedo se riusciranno a strappare il trono neomelodico al mitico Apicella!
Ovviamente, i miei elogi anche al vincitore Valerio Scanu, che prendendo ispirazione dal cartone animato “Sanpei” riesce a sbaragliare la concorrenza e portare il premio a casa (magari la prossima volta, si potrebbe evitare l’accoppiamento con esseri marini?).
È il paese delle truffe rapide, delle Fast(web)-truffe. Ancora una volta, vengono smascherati i “Lupin del mese”, e chissà perché, si finisce sempre di parlare di senatori, amministratori delegati e quant’altro (mio dio, quanto siamo diventati monotoni!). Almeno stavolta però, sembra che nessuna donna sia stata invitata alla festa (ed io che ci speravo così tanto!). Vanno comunque i miei complimenti a Di Girolamo, riuscire a mantenere saldi certi legami con persone di un certo ceto sociale, al giorno d’oggi risulta sempre più difficile.
Dai però, almeno sta arrivando la primavera, il sole, il mare ed il caldo ci faranno stare meglio, un bel tuffo e tutto passa. Ah, no! È iniziata anche “L’Isola dei famosi” e con essa il circo all’aperto di Rai Due.
Siamo tutti pronti a guardare star ormai decadute o mai nate, menarsi, insultarsi e perdere ogni briciolo di dignità? (secondo me, ci siamo parecchio abituati). I miei complimenti alla signora Ventura che è riuscita a riesumare Sandra Milo (non so voi, ma a me sembra il clown del McDonald con quei capelli. Se la vedessi seduta su una panchina, mi farei una foto accanto a lei, e sotto metterei come didascalia “Io e Ronald”).
Ringrazio Simona, anche per aver provato a far sembrare la Lecciso più intelligente di un copertone; però Simona, non tutte le ciambelle riescono col buco, mi spiace.
Che bel paese, ricco di novità sempre dinamico e pieno di voglia di stupirti giorno dopo giorno. Non potrei vivere senza di lui, ne sono più che convinto!
Ah, quasi dimenticavo, tra poco finisce pure il “Grande Fratello”, quindi ci tengo a ricordare a tutti che fra meno di una settimana, per andare allo zoo si dovrà pagare il biglietto, mi spiace, ma è la vita
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