Si sta svolgendo a Messina l'edizione 2012 dei CNU (Campionati Nazionali Universitari), in programma dal 18 al 27 maggio, indetti dal CUSI (Centro Universitario Sportivo Italiano) e organizzati con la collaborazione dei CUS (Centri Universitari Sportivi) e delle FSN (Federazioni Sportive Nazionali).
A prendere parte alle competizioni sono gli studenti che hanno un'età compresa tra i 18 e i 28 anni e che sono iscritti ad un corso di laurea presso un'università italiana. Per quanto riguarda, nello specifico, i campionati 2012 di Messina, la partecipazione è riservata ad atleti di qualsiasi nazionalità ma nati tra il 1° gennaio 1984 ed il 31 dicembre 1994.

Sono disponibili gli abbinamenti delle discipline per l'8° Palio delle Facoltà in ricordo di Pierpaolo Pulvirenti.
Le squadri vincenti del girone passeranno alla fase successiva...
Beach Volley ( prima fase)
A) Farmacia vs Medicina
B) Scienze vs Scienze della Formazione
C) Lingue vs Architettura
D) Agraria vs Ingegneria
E) Lettere vs Economia
F) Giurisprudenza vs Scienze Politiche
Calci di rigore ( prima fase)A)
A) Medicina vs Economia
B) Giurisprudenza vs Ingegneria
C) Lingue vs Lettere e Filosofia
D) Scienze Politiche vs Farmacia
E) S. Formazione vs Agraria
F) Architettura vs Scienze
Calcio a 5 ( prima fase) 1° Memorial Pierpaolo Pulvirenti
A) Ingegneria vs Medicina
B) Giurisprudenza vs Lingue
C) Agraria vs Scienze
D) Farmacia vs Scienze Formazione
E) Scienze Politiche vs Lettere
F) Architettura vs Economia
Pallacanestro ( prima fase)
A) Scienze Politiche vs Scienze della Formazione
B) Ingegneria vs Lingue
C) Agraria vs Medicina
D) Giurisprudenza vs Architettura
E) Farmacia vs Lettere e Filosofia
F) Economia vs Scienze
Pallavolo( prima fase)
A) Giurisprudenza vs Lettere e Filosofia
B) Scienze vs Lingue
C) Architettura vs Scienze Politiche
D) Ingegneria vs Economia
E) Medicina vs Farmacia
F) Agraria vs Scienze della Formazione
Tiro alla fune ( prima fase)
A) Giurisprudenza vs Agraria
B) SS formazione vs Lingue
C) Economia vs Farmacia
D) Scienze vs Medicina
E) Architettura vs Scienze Politiche
F) Ingegneria vs Lettere e Filosofia
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Ed eccoci al fatidico giorno. Per la cronaca il risultati delle prove dei Test di ammissione dell'anno 2010 2011 di Medicina e Chirurgia ed Odontoiatria sono già stati redatti, ma non usciranno prima dell'ultimazione dei test di Veterinaria. L'ansia si fa sempre più aumentando ed i ragazzi sono tesi come corde di violino, tutto adesso gira intorno al sito della "Miur", il portale web dove a giorni usciranno tutti i risultati dei Test. Il link ufficiale è il seguente: risultati del Miur
Liveunict seguirà tutti i siti di informazione dedicati al numero chiuso e cercherà di postare immediatamente i risultati dei test.
L’associazione Medianet, con il patrocinio della Provincia presieduta dal presidente Giuseppe Castiglione - assessorato provinciale alle Politiche del lavoro e formazione retto da Giuseppe Ciancitto e dal dirigente Antonio Ligresti - in collaborazione con l’Università, organizza il decimo corso di "Teoria e tecniche del linguaggio giornalistico". Per partecipare al corso, gratuito e riservato a 12 studenti universitari e 12 laureati - selezionati attraverso bando di concorso - è necessario inviare, solo per posta, il curriculum vitae (comprensivo di voto di diploma, del numero degli esami conseguiti con la media dei voti, del voto di laurea) entro sabato 16 aprile 2011 (farà fede il timbro postale) al seguente indirizzo: "Associazione Medianet" presso "I Press", viale XX Settembre 45, 95129 Catania. Tra i requisiti per partecipare, la residenza nella provincia di Catania e lo stato di disoccupazione. Per ulteriori informazioni sarà possibile a breve consultare il bando sul sito dell’Università, www.unict.it, sul sito della Provincia, www.provincia.ct.it, e all’indirizzo www.i-press.it.:
Bando di selezione
si svolgerà in due fasi:
• La prima fase di preselezione si baserà esclusivamente su criteri oggettivi, con la verifica dei requisiti richiesti per l’ammissione alla selezione finale;
• La seconda fase di selezione - che verrà espletata solo fra i soggetti che avranno superato la prima fase - farà riferimento a un giudizio valutativo espresso dalla Commissione interna. Quest’ultima procederà all’assegnazione per ciascun candidato di un punteggio derivante dall’esame dei titoli richiesti e di un punteggio assegnato al termine del colloquio motivazionale.
• La Commissione procederà a stilare due graduatorie finali, sommando per ogni candidato i punteggi in precedenza ottenuti, una per i laureati ed una per i laureandi.
Si pubblicano gli esiti della prova scritta dell’esame di avvocato sessione del 2009.
I risultati provenienti dalla Corte d’Appello di Catania sono stati aggiornati stamane e pubblicati su La Sicilia e immediatamente disponibili sul sito web Odine Avvocati di Ragusa.
La lettera sorteggiata per gli orali è la lettera "A" e la prima commissione inizierà i propri esami il 10 settembre 2010
Da Lunedì disponibili gli abbinamenti con le sottocommissioni ed il calendario degli orali.
Di seguito è riportato l'elenco dei candidati ammessi alla prova orale del 2010.
Giovedì 2 settembre in tutta Italia la prova di ammissione a Medicina e chirurgia: due ore e 80 domande a risposta multipla. Ora toccherà a odontoiatri farmacisti, professioni sanitarie e tutti gli altri aspiranti universitari.
Erano 2600 alle Ciminiere, per 300 posti, 2300 esclusi a priori. Questi i numeri della giornata di giovedì 2 Settembre alle Ciminiere di catania in occasione del preesame di Medicina e Chirurgia per l'anno accademico 2010-2011.
Il tempo a disposizione per lo svolgimento della prova era di due ore: 80 domande (18 di biologia, 11 di chimica,11 di fisica e matematica e le restanti 40 di ragionamento logico e cultura generale).
Rigorosi come preannunciato i controlli ,controllori con ausilio di apparecchiature speciali e metal detector hanno controllato i candidati prima di fare l'ingresso nelle aule, la procedurà molto laboriosa ha rallentantato notevolmente il flusso della massa, ma alla fine ha dato i suoi risultati.
Dopo lo spoglio delle schede, è tempo di analizzare il voto delle elezioni universitarie del 12 e 13 maggio per i vari organi rappresentativi: il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU), il Consiglio Studentesco, i Consigli di Facoltà, i Consigli di Corso di Laurea, il consiglio d'amministrazione, il senato accademico, vari consigli regionali per il diritto allo studio, il comitato per le attività sportive (CUS). Chi ha vinto le elezioni?
Come sempre, in maniera quasi surreale, tutti i gruppi politici hanno cantato vittoria. Cerchiamo di analizzare i dati con un po' di obiettività.
Il primo dato, probabilmente il più significativo, è quello della scarsissima affluenza alle urne. Nelle università in cui si votava non solo per il Cnsu ma anche per gli altri organi di rappresentanza c'è stata una maggiore affluenza rispetto agli atenei in cui si votava solo per la rappresentanza nazionale. Ecco alcuni dati dell'affluenza, città per città: Enna 33%, Firenze 3,5%, Palermo 29%, Roma-Sapienza 6%, Cassino 20%, Cagliari 7%, Bergamo 3,2%, Milano-Statale 7%, Roma Tre 17,8%.
Come si spiega la scarsa affluenza? Due i motivi: innanzitutto lo scarso peso politico del Cnsu, ma soprattutto il boicottaggio delle elezioni di alcune liste importanti, come il Coordinamento Universitario Link, che hanno scelto di non presentare le proprie liste perché non si riconoscono nel Cnsu.
Prima lista nel totale dei collegi è stata la lista di sinistra dell'Unione degli Universitari, che supera i 53.000 voti in tutta Italia. "Siamo molto soddisfatti del risultato – ha detto Giorgio Paterna, coordinatore nazionale dell'Udu – una conferma del dissenso studentesco che già l’Onda denunciava due anni fa e che abbiamo continuato a portare nelle piazze anche nei ultimi due anni. Un disagio generazionale – continua Paterna – che il Governo Berlusconi ha inasprito e che la Gelmini ha radicato molto negli Atenei con il tentativo di soffocare il carattere pubblico dell’Università e del diritto allo studio".
Il Cnsu (Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari) rimane però a maggioranza di centrodestra, con 18 eletti su 30. Il movimento neofascista del Blocco Studentesco non ha sfondato e non avrà nessun rappresentante nel Cnsu.
Determinante nel computo dei voti è stata, va sottolineato, la divisione in quattro macro-distretti elettorali, ognuno dei quali eleggeva 7 rappresentanti, senza tenere quindi conto dei dati a livello nazionale. Nel Cnsu quindi il centrodestra avrà la maggioranza pur avendo raccolto 13.000 voti in meno delle liste di sinistra.
Nei distretti Nord Est e Nord Ovest il risultato è stato il medesimo: 3 eletti per il Clds (Comunione e Liberazione), 3 per il centrosinistra e 1 per Azione Universitaria. Nel distretto del Centro il centrodestra conquista 3 seggi, altri 3 vanno all'Udu e quello restante a Comunione e Liberazione. Nel distretto Sud 3 seggi al Pdl (2 a Studenti per la Libertà e 1 ad Azione Universitaria, che correvano da soli), 1 al Clds, 1 all'Udu e 2 alla Confederazione (formazione di candidati indipendenti). Per finire l'analisi dei dati delle eleizoni del Cnsu, il dottorando e lo specializzando eletti sono rappresentanti delle formazioni di centrodestra.
Milano
Negli atenei meneghini domina, come da tradizione, Comunione e liberazione, che vince le elezioni alla Statale, in Bocconi, all'Università Cattolica e al Politecnico. Basissima però l'affluenza, che si è attestata intorno al 7%. Nelle elezioni interne dell'Università Bicocca invece la sinistra ha sbancato con il 60% dei voti. Tra gli atenei milanesi si distingue per numero di stduenti che sono andati a votare il Politecnico, dove c'è stata un'affluenza del 9,53%.
Roma
Sui 133.866 aventi al diritto al voto si sono recati alle urne soltanto 8.051. Alla Sapienza vince Azione Universitaria, ma la vera sorpresa è a Tor Vergata che per la prima volta vede eleggere al senato accademico un candidato del Blocco studentesco. La sinistra si dice soddisfatta, perché ha aumentato da due a tre i suoi rappresentanti. Restano fuori invece i candidati di Comunione e Liberazione. A Roma Tre si impone Azione Universitaria, con in seconda posizione la lista di centrosinistra.
Come vi avevamo preannunciato entrambe le parti politiche tirano l'acqua al proprio mulino. Il Ministro Giorgia Meloni appare raggiante: "Questo voto, persino migliore delle aspettative, è un forte sì alle riforme del governo per un reale diritto allo studio e una reale rivoluzione del merito, e un secco no al sistema perverso delle baronie, del nepotismo e della gerontocrazia imperante nell'Universita' italiana. I proclami contro la riforma Gelmini ed il Governo si sono rivelati un bluff".
Non ci stanno i rappresentanti delle liste di sinistra che rispondono in modo ironico: "Sicuramente i ragazzi di Silvio Berlusconi hanno bisogno di comprensione – dice sempre Giorgio Paterna, Coordinatore Nazionale dell'Udu – ci rendiamo conto che, per i ragazzi del Pdl, non aver servito al Padron Silvio risultati plebiscitari sia difficile da giustificare al loro capo e che siano rimasti ancora frastornati dai 53.000 voti che l'Udu ha ottenuto in tutta Italia affermandosi prima lista. Ma siamo comprensivi. Capiamo la loro difficoltà e il loro l'imbarazzo. Lo spiegheremo noi, in CNSU come nelle piazze, ai vari Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti, Mariastella Gelmini – continua Paterna – che il risultato straordinario della nostra lista alle elezioni universitarie nazionali trova, tra le sue ragioni, un forte dissenso degli studenti verso di loro, verso quei governanti che vogliono distruggere l'Università pubblica e il diritto allo studio, che stanno cancellando il futuro delle giovani generazioni".
Ed eccole, le tante chiacchierate elezioni. Ed eccoci tutti a votare.
Dopo volantini a più non posso, martellamento sulle homepage di Facebook, macchine elettorali col megafono diligentemente piazzate fuori le facoltà(“notti magiche”urlava Gianna Nannini, “..inseguendo un voto” completiamo noi), feste di apertura e chiusura della campagna elettorale (chissà quanti mojitos mi avrebbe procurato, detta al momento giusto, la fatidica frase “non so ancora chi votare”…), stamattina ho pensato di tagliare la testa al toro e votare poco dopo l’apertura dei seggi. Da futuro economista posso dire di aver fatto una scelta strategica parecchio discutibile, perché se volevo evitare seccature di certo non ho evitato quella della folla. Eppure non so se in questi due giorni ci sarà un momento di quiete in quel di Corso Italia: è il momento in cui tutti si ricordano di essere iscritti e se non lo fai per votare lo fanno loro, i candidati, per chiederti il voto. Niente di nuovo sotto il sole, sarebbe stato il commento di chiunque abbia già assistito a un’elezione universitaria: tappeto di facsimile per terra già alle nove e mezzo (ho il sospetto che i nostri politicanti sperino che la gente scelga il candidato guardandosi tra le scarpe davanti all’università), candidati e candidate in tiro pronti a dispensare sorrisi, gente in “divisa” con la maglietta dell’associazione di appartenenza e tanta ma tanta ressa. Strumenti indispensabili per sopravvivere alla guerra da partecipante: agendina per gli exit poll, telefono cellulare per monitorare l’afflusso degli elettori, fascio formato-maxi di volantini fac-simile. I più fantasiosi - i più attrezzati e agguerriti, direbbero i colleghi politicanti- possono piazzare una sedia (ne ho vista una da campeggio fantastica davanti al bar) nell’atrio per eleggerla come base logistica del candidato.
Ma non credete, è una battaglia anche per noi, l’elettorato attivo. Perché arrivare a votare è più difficile di quanto sembri. Stamattina mi sono bastati cinque minuti per capire che c’era qualcosa che non quadrava nella “fila”- termine che ha un’accezione catanese tutta sua; infatti non appena il numero delle persone in attesa supera i 7 elementi, questa assume una forma vagamente circolare attorno alla porta, qualunque sia la circostanza (concerti, serate, supermercati, sportelli pubblici e via discorrendo). La nostra fila era particolarmente immobile, fatto dovuto in parte alla sua non-forma stessa, in parte alla complicata operazione di compilare, piegare e imbucare sei schede in sei urne diverse (sì, sono ironico). Dopo altri cinque minuti, da fuori la nube di aspiranti elettori è arrivato un tizio, in tenuta da candidato, che accompagnava una timida ragazza. E dopo un rapido cenno d’ intesa con un altro ragazzo in fila con noi, la collega ha iniziato la litania “permesso,mi scusi, permesso, mi scusi” di chi scavalca la fila e ci ha-indovinate un po’- scavalcati.
Il collega, spiega lesto assieme al politicante che dirige la manovra, “le stava tenendo il posto”. Storco il naso e penso subito “vabbè, esce lui ed entra lei”, e invece no! Il ragazzo resta davanti a me.
Rapida occhiata alla matassa in fila per votare, di solito quando sei in fila guardi la meta della tua attesa, che sia una cassa o un ingresso, e invece tante persone guardano verso fuori in attesa. In pochissimo tempo l’operazione del “ti sto tenendo in posto” si ripete un paio di volte e non ci vuole un esperto di comunicazione non verbale per capire che su 20 persone in attesa, in realtà a dover votare sono sì e no 5.
L’argomento di questo articolo, signori e signori, è questo meccanismo mafioso. E il parallelismo non è troppo azzardato, vi spiego subito il perché.
Partiamo dal messaggio di questa manovra, le associazioni stipano le file di ragazzini, spesso liceali o al più matricole, per risparmiare l’annosa fila per il voto, ritenuta spauracchio per i “sacrosanti” elettori. Il messaggio che passa da questa operazione è “stai con noi, ti faremo saltare questa e altre file” la metafora è d’obbligo mentre la veridicità di questa affermazione è tutta da appurare. Secondo indizio: la totale indifferenza, “leggi connivenza”, delle persone in fila con me. All’ingresso del seggio ci sono due persone che fanno passare i loro elettori, senza di loro la fila scorrerebbe regolare, in più di un senso, ma nessuno dice niente. Ma la goccia che fa traboccare il vaso è il “mio” candidato che mi vede in attesa e mi informa che un ragazzo mi sta già facendo la fila, indovinate chi è questo ragazzo? Guardo prima lui e poi il candidato, e gli dico chiaramente che non sarei passato, gli chiedo anche di far togliere lo scagnozzo perché già ne ha fatti passare troppi, a questo punto il candidato abbozza che quel ragazzo deve votare, il ragazzo alza le spalle imbarazzato e io continuo la fila. Sono nero due volte, di rabbia e pecora di colore diverso in mezzo a questo gregge. A questo punto vediamo se riesco a “sporcare” qualcuno, ad aprirgli gli occhi. Inizio a spiegare a un collega accanto a me questo meccanismo disonesto, supponendo che i giovani figliocci vengano pagati in consumazioni alle feste dei licei, senza contare il giorno di calia per servire la causa. Spiego tutto questo con parole poco lusinghiere e misteriosamente le due persone davanti a me appaiono in difficoltà. Il loro sguardo è rivolto all’esterno della fila, e dopo un po’ che parlo misteriosamente mi fanno passare. Si saranno sentiti chiamati in causa? A questo punto mi ritrovo davanti allo scagnozzo preposto a tenermi il posto e accanto a una ragazza. Continua all’interno della fila questo comodo valzer, sembra proprio di stare davanti all’ingresso di un locale: avete presente quando anche tenendo i piedi ben piantati per terra tra la gente che passa avanti e quella che esce in realtà tu ti muovi ugualmente? Anche la ragazza accanto a me intanto continua a darmi ragione, una giovane liceale con la maglia “vota pinco pallino” ci ha appena fatto passare davanti un collega praticamente dal nulla. Io e la ragazza concordiamo sull’ipocrisia del sistema anche se lei, evidentemente impegnata da qualche parte, come gli statini pronti in mano dimostrano, sostiene “che lo facciano tutti”, “che il problema è che la gente non vuole fare la fila e quindi questo è un modo per farla votare” e tanti discorsi simili. Passa poco tempo per sentirla pronunciare la fatidica frase “anche io sto tenendo il posto a una mia amica..ma una sola! Entra lei, ed esco io”. Turn over. I nostri aspiranti rappresentanti sono talmente buoni che ci risparmiano la fila, per il nostro benessere sono disposti a farsela (o a farla fare) decine di volte per lasciarti praticamente davanti alla porta, e tutto questo PER NOI. Apriti cielo! Ma dico: è una cosa complicata stare due minuti in fila? Davvero ci stanchiamo a perdere cinque minuti per votare? Fa figo entrare da dietro, facendo spostare tutti, come registrati in una lista di un privet elettorale immaginario? Basta così poco per un voto?
Inizio, con decenni di anticipo, a fare discorsi da vecchio. A disprezzare i giovani e la loro pigrizia e a stupirmi del fatto che nessuno ha fatto notare a questi signori che il grosso della perdita di tempo per andare a votare è dovuto proprio al meccanismo ideato da loro per “snellire la fila”. E nessuno si lamenta e prova a cambiare le cose, nessuna associazione senza scagnozzi alle file: perché “lo fanno tutti, che ci possiamo fare?”. Cosa abbiamo in più, di migliore, rispetto alla classe dirigente che tanto critichiamo?
Se noi siamo il futuro della società, c’è da mettersi le mani nei capelli fin da ora, finchè i capelli li abbiamo.
Questi tristi pensieri sulla mia generazione passano come titoli di coda a questa avventura, da fuori ogni tanto scuoto la testa e sorrido con disprezzo verso l’ipocrita collega. Oramai sono quasi arrivato alla porta, è quasi il mio turno, la mia ultima elezione e tanti cari saluti. Ed è proprio allora che arriva l’amica della mia ultima compagna di fila. Quest’ultima, a tutela del suo comportamento scorretto, cerca un barlume di etica e nell’uscire dalla fila dichiara ad alta voce che passa la sua amica, ma almeno lei ne ha fatto passare una sola(ineffetti il tizio che doveva farmi passare è ancora in mezzo a far scavalcare, e non sembra intenzionato a togliersi dal mezzo della fila). Io chiudo gli occhi e abbasso la testa, quando a sorpresa il ragazzo dietro di me dichiara irremovibile “ la tua amica è dietro di me e dietro di me resta, non vedo perché io devo fare la fila e lei no”. Non tutto è perduto.
Risultati elezioni dei rappresentanti degli studenti in tempo reale su Internet.
Il servizio è a cura del Bollettino d'Ateneo, dell'Ufficio elettorale e dell'Ufficio Portale Web e diventerà attivo a partire dalla tarda mattinata di Venerdì 14 Maggio.
In allegato sono disponibili i dati sull'affluenza alle urne, sulla base delle progressive rilevazioni dei votanti effettuate dall'Ufficio elettorale.
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Organi collegiali d'Ateneo: RILEVAZIONE VOTANTI ORE 13 DEL 12 MAGGIO -
Cnsu RILEVAZIONE VOTANTI ORE 13 DEL 12 MAGGIO -
Organi collegiali d'Ateneo: RILEVAZIONE VOTANTI ORE 19 DEL 12 MAGGIO -
Cnsu RILEVAZIONE VOTANTI ORE 19 DEL 12 MAGGIO -
Organi collegiali d'Ateneo: RILEVAZIONE VOTANTI ORE 13 DEL 13 MAGGIO -
Cnsu RILEVAZIONE DEFINITIVA VOTANTI ORE 14 DEL 13 MAGGIO.pdf -
Organi collegiali d'Ateneo: RILEVAZIONE DEFINITIVA VOTANTI ORE 19 DEL 13 MAGGIO
Anche quest'anno per coloro che volessero iscriversi al primo anno dei corsi di laurea e di laurea magistrale a ciclo unico dell'Università degli studi di Catania, è previsto il superamento di una prova di selezione.Le nuove procedure e le scadenze da rispettare per l'ammissione e l'immatricolazione al primo anno dei Corsi di laurea e dei Corsi di laurea magistrale a ciclo unico sono indicate nel Bando Unico di Ateneo. L'offerta formativa dell'Università di Catania è riportata nel nuovo Manifesto degli studi a.a. 2011/12.
Il numero complessivo di posti disponibili quest’anno è pari a 8.988, più 113 posti riservati a non comunitari residenti all’estero e 102 posti per studenti cinesi.
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