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E’ sempre più vicino il il ciclone Mediterraneo  che come possiamo dedurre nell’ultimo bollettino, molto probabilmente sarà ancor più violento del previsto: in Sicilia è massima l’allerta per le precipitazioni torrenziali in arrivo nelle zone joniche dell’isola, soprattutto tra catanese e siracusano, dove molti sindaci stanno decidendo di chiudere le scuole. In allerta la protezione civile.

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Catania: il sindaco Raffaele Stancanelli ha disposto per domani (10 marzo) la chiusura delle scuole, di ogni ordine e grado, a causa del previsto peggioramento delle condizioni meteo. Qui il comunicato

Siracusa: Il sindaco Roberto Visentin ha disposto per domani (10 marzo) la chiusura delle scuole, di ogni ordine e grado, a causa del previsto peggioramento delle condizioni meteo.

Acicatena: il commissario straordinario del comune  dott. Pietro Di Miceli nella tarda mattinata di oggi, ha firmato una ordinanza di chiusura delle scuole del territorio catenoto per la giornata di domani sabato 10 marzo.

San Gregorio: il sindaco Remo Palermo, dopo la segnalaizione di allerta meteo ha disposto la chiusura delle scuole.

Lentini: la decisione è stata presa dal sindaco Alfio Mangiameli che ha firmato l’ordinanza alla luce delle pessime previsioni meteorologiche, e anche a seguito del violento nubifragio alluvionale di mercoledì pomeriggio.

Giarre:Il sindaco Teresa Sodano con ordinanza n.14 del 9 marzo 2012 ha disposto, in via cautelativa,  per la giornata di domani 10 marzo 2012, la chiusura degli istituti scolastici di ogni ordine e grado per le annunciate avverse condizioni meteo.

Acicastello, Cannizzaro, Acitrezza, Ficarazzi: il sindaco Filippo Drago, dispone la chiusura, in via cautelatica delle scuole per lagiorna del 10 marzo 2012.

 

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Comiso: Il sindaco Giuseppe Alfano, a causa del deteriorarsi delle avverse condizioni atmosferiche già rilevate poche ore fa dagli uffici della Protezione civile comunale, ha disposto la chiusura in di tutte le scuole di ogni ordine e grado per domani sabato 10 marzo.

Ragusa: il Sindaco Nello Dipasquale ad emettere un'ordinanza con cui si dispone per questo sabato la chiusura di tutte le scuole del territorio comunale.

Palazzolo: Il sindaco  Carlo Scibetta ha disposto la chiusura delle scuole

 

Università:  attendiamo ulteriori informazioni per quanto riguarda le università, ricordando che i sindaci decidono solo per ciò che è di competenza dei comuni e cioè per le scuole, e che per l’eventuale chiusura delle università serve un’apposita ordinanza del relativo rettore. Quindi la chiusura delle scuole non implica affatto l’automatica chiusura anche delle università.

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Ore 07:50 Università: ancora nessuna notizia ufficiale da parte dell'Ateneo, anche se Sabato alcuni docenti, sopratutto delle facoltà dei Benedettini avevano previsto degli esami. Abbiamo provato a contattare il Preside, ma non ci siamo riusciti. Dunque, molto probabilmente ( sottolineamo probabilmente) gli esami si faranno, con la speranza che per gli studenti in difficoltà e che non possono muoversi da casa, vengano predisposti degli appelli ad hoc al fine di recuperare.

Le attese degli studenti dell'Ateneo catanese. Presentati i risultati dell'indagine dell'Istituto Demopolis per la valutazione dei servizi didattici e logistici. File htm Fonte BDA

Gli studenti dell'Ateneo di Catania promuovono a pieni voti il corpo docente, dichiarandosi soddisfatti della qualità della didattica, ma avanzano, nel contempo, specifiche richieste finalizzate a rendere più funzionale e stimolante la vita universitaria alle falde dell'Etna.

È molto positivo, nel complesso, il giudizio che deriva dall'indagine "L'Università che Vorrei", realizzata dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demòpolis su un campione di 1.010 intervistati, statisticamente rappresentativo dell'universo degli iscritti all'Ateneo di Catania.
I dati, che emergono dall'ascolto degli studenti delle undici Facoltà attive nella Città etnea, permettono di misurare la qualità percepita della didattica e della logistica, ma anche di delineare un quadro complessivo delle aspettative dei giovani universitari, fornendo interessanti ed inedite indicazioni per l'ottimizzazione dell'offerta dell'Ateneo e il progressivo miglioramento dei servizi erogati.

Si rileva una considerevole quota di criticità in tema di infrastrutture e dotazioni logistiche. Sono per lo più di natura esogena al contesto didattico i punti di maggiore insoddisfazione evidenziati dagli iscritti: carenza di aree di parcheggio (61%), insufficienza del trasporto pubblico (83%), ma soprattutto la difficoltà percepita per il futuro inserimento in un mondo del lavoro che in Sicilia - come nel resto del Sud - offre oggi poche opportunità di sbocco ai neo-laureati.

I giovani, intervistati dall'Istituto Demopolis, promuovono in pieno il portale Internet d'Ateneo e i servizi bibliotecari, auspicano un potenziamento dei servizi di segreteria online, dei laboratori, delle mense ed un serio intervento degli enti locali preposti sul sistema di mobilità urbana.
"La ricerca - afferma il direttore dell'Istituto Demopolis Pietro Vento - contiene molti dati inediti ed interessanti sul vissuto e la quotidianità di chi sceglie Catania come sede di studi e racconta delle fondate preoccupazioni dei giovani per il futuro e le prospettive occupazionali dopo la laurea. Gli studenti, evidenziando la propria soddisfazione per la formazione ricevuta (76%) e per la competenza dei docenti dell'Università etnea (80%), chiedono in modo prioritario - conclude Pietro Vento - di incrementare l'attività di orientamento per agevolare il futuro inserimento nel mondo del lavoro ed il raccordo con il tessuto produttivo dell'Isola".

L'indagine fotografa il vissuto degli studenti dell'Ateneo catanese in una congiuntura economica nazionale di fragilità estrema, ed in un tempo di incertezze profonde - in termini di prospettive professionali e di occupazione - per le nuove generazioni dell'Isola.

L'indagine demoscopica, diretta e coordinata da Pietro Vento con la collaborazione di Giusy Montalbano, Marco Tabacchi e Maria Sabrina Titone, è stata realizzata dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis su un campione di 1.010 intervistati, rappresentativo dell'universo degli iscritti all'Università degli Studi di Catania, stratificato in base al sesso, alla tipologia del corso di laurea ed alla Facoltà di appartenenza.

Le interviste della fase quantitativa sono state condotte dall'1 al 20 dicembre, utilizzando le postazioni e i software esclusivi CATI-CAWI di rilevazione demoscopica dell'Istituto Demopolis, da personale qualificato, con tecniche operative rodate, e con la supervisione ed il controllo continuativo della struttura di ricerca. La rilevazione quantitativa è stata preceduta da una fase di ricerca qualitativa realizzata dal 15 al 30 novembre tramite focus group e colloqui diretti in profondità con gli studenti dei corsi di laurea attivati presso le sedi del capoluogo etneo.

PROFILO DEGLI STUDENTI: CHI SONO E PERCHÉ SCELGONO L'ATENEO DI CATANIA

L'indagine, condotta dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demòpolis, analizza il segmento di popolazione che sceglie Catania come sede di studi, raccontandone aspettative, quotidianità, preoccupazioni ed istanze per la vita oltre la laurea.

Gli iscritti all'Università degli Studi di Catania si suddividono, in termini quasi equi, fra residenti in città (35%), domiciliati nel centro etneo per frequentare i corsi (27%) e pendolari (38%). È fra questi ultimi - studenti fuori sede che percorrono oltre 15 km per raggiungere le facoltà - che si riduce la frequenza dei corsi. Tuttavia, la presenza regolare a lezione rivela tassi considerevoli fra gli iscritti all'Ateneo catanese: il 48% dichiara di frequentare tutti i corsi; 4 su 10 sono presenti regolarmente a lezione, ma solo per alcuni corsi; appena il 12% - iscritti prevalentemente a percorsi formativi senza obbligo di frequenza - segue le lezioni di rado.

L'indagine dell'Istituto Demopolis definisce uno scenario composito delle variabili dirimenti per la scelta di Catania come sede accademica. Il 61% afferma di essersi iscritto all'Università degli Studi di Catania in ragione della comodità e vicinanza della sede rispetto al proprio luogo di residenza. Prevalente, fra le motivazioni di scelta, risulta anche la validità percepita dell'offerta formativa: la maggioranza assoluta degli intervistati (56%) afferma di essere stata influenzata, nella definizione della sede di studi, da peculiarità ed interesse dei corsi di laurea attivi a Catania. Sulla scelta dell'iscrizione universitaria incidono anche - secondo le dichiarazioni degli studenti - la qualità della didattica e del corpo docente (31%) e la buona fama dell'Ateneo (22%).

Di particolare interesse risultano i dati dell'indagine relativi agli strumenti di informazione impiegati dagli studenti per la selezione, a conclusione della Scuola Secondaria, di corso e sede di studi universitari. Gli intervistati dichiarano di aver scelto prevalentemente sulla base di processi di auto-orientamento, alimentati per lo più dalla consultazione del Web. Il 52% ha infatti cercato informazioni su Internet, mentre il 38% ha acquisito indicazioni da amici e conoscenti. Un terzo degli intervistati dichiara di avere invece consultato guide, giornali e pubblicazioni specializzate. Anche fra gli iscritti all'Ateneo catanese, si conferma la funzionalità solo parziale dei canali ufficiali ed istituzionali di informazione sui corsi di studio, che dovrebbero essere invece i più efficaci nell'orientamento dei giovani fra le maglie di un'offerta formativa complessa e variegata.