Dove pensate che finiscano le vostre tesi di laurea? La risposta più scontata sarebbe in un archivio che la Facoltà riserva al frutto dei sacrifici (di studio ma anche economici visto il costo di stampa) dello studente. E invece no! Perché conservarle quando si possono benissimo accatastare come rifiuti? Questo è ciò che succede ai Benedettini, al secondo piano in prossimità del giardino dei Novizi,.
Un gruppo di studenti ha scoperto un assemblamento di rifiuti pieno zeppo di tesi degli studenti delle facoltà del complesso benedettiano. Il video diffuso ieri su youtube mette in evidenza lo scempio avvenuto presso il Monastero: addirittura sono state ritrovate tesi che risalgono al 2008, a pochi anni fa quindi.
Il video mostra chiaramente diverse tesi buttate per terra, decine e dcine di lavori con rilegature costose. Per intenderci si tratta delle copie che vengono consegnate prima della sessione di laurea, probabilmente quelle che gli studenti lasciano ai relatori, i quali non avendo spazi a disposizione nei loro uffici, decidono di eliminare i lavori degli studenti.
Ovviamente questo non è reato: una volta che la tesi è stata discussa, il relatore può fare ciò che vuole della copia a lui consegnata dai suoi studenti; piuttosto è un fattore meramente etico e professionale: sbarazzarsi dei lavori tanto agognati degli studenti con questa superficialità lascia esterrefatti tutti. La scoperta è imbarazzante perché oltre ad essere una questione di indelicatezza nei confronti dell'impegno degli studenti, comporta una possibile risorsa gratuita per tutti coloro che non hanno la voglia di impegnarsi nella stesura della propria tesi: costoro possono a tutt'oggi reperire con facilità il prodotto di un altra persona, compiere un lavoro di semplice copiatura ed avere l'elaborato finale pronto in men che non si dica.
Ai lettori l'ardua sentenza...
Un'altra testimonianza, anche se sarebbe meglio chiamarlo sfogo, arricchisce la la rubrica dedicata a tutti coloro che vogliono dire la loro. Alza la Voce, non è solo uno slogan, ma un mezzo che Liveunict offre agli studenti dell'Università di Catania al fine di denunciare, smascherare, rivelare ciò che accade nelle facoltà dell'Ateneo catanese.
Stavolta a scriverci è C.P, preferisce non firmarsi, perché di questi tempi è risaputo che libertà di espressione, anziché essere modello per un miglioramento, non fa altro che ritorcersi contro chi ha compiuto il coraggioso passo.
L'argomento è sempre quello dei cosidetti "esami bestiali" che si sono svolti e che continuano a svolgersi presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Catania. Lo sfogo della studentessa coinvolta è mirato alla segnalazione dei torti e delle ingiustizie che gli studenti della facoltà sono costretti a subire da circa 4 anni, soprusi che mettono a dura prova la pazienza e la salute psichica degli studenti.
Come dichiarato dalla studentessa <<le date degli appelli di aprile riservati ai ripetenti e ai fuoricorso non sono state ancora messe a disposizione, con tutto ciò che consegue , ovvero l'incapacità di riuscire ad organizzarsi nei tempi e nella metodologia di studi>>.
All'Università esistono due tipi di studenti: ci sono quelli che si recano in facoltà solo per seguire le lezioni, che parlano solo con i colleghi "ereditati dal liceo" e sottolineano pagine e pagine di dispense. E poi quelli che, come Stefania, l'Università preferiscono viverla. Affrontando ogni esame con coraggio. Chiedendo pareri a colleghi più grandi. Offrendo con il sorriso sulle labbra consigli alle matricole.
Studiando con passione, per ottenere qualcosa in più di una semplice pergamena da appendere con orgoglio nella propria stanza. Le poche materie rimaste nel suo piano di studi sono solo numeri all'interno di un codice di matricola a nove cifre. Stefania la laurea la meritava davvero.
E' per questo che oggi il consiglio di facoltà di Lettere e Filosofia ha deciso di attribuire alla sfortunata studentessa Stefania Noce un attestato di benemerenza. «L'università ha voluto dare il chiaro segnale di non rimanere indifferente di fronte a questa triste vicenda» Sono queste le parole di Luca Tasinato, rappresentante degli studenti, subito dopo la conclusione del consiglio. L'attestato di benemerenza è ben diverso da una laurea alle memoria ma rappresenta un primo gesto significativo dell'Ateneo.
In tanti si chiedono quali potrebbero essere i passi successivi che l'Università di Catania dovrebbe compiere per renderle omaggio. A tal proposito Annalisa Siligardi, amica e collega non ha alcun dubbio: «Le commemorazioni servono a poco: sarebbe opportuno istituire una borsa di studio in suo onore. Qualcosa di concreto, che serva ad aiutare qualcuno che ne ha di bisogno».
Oggi pomeriggio in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, organizzata dal gruppo "Senonoraquando" alle ore 16:30 nell'aula 2 della facoltà di Lettere e Filosofia, si terrà un'assemblea intitolata "Stefania Noce e tutte le altre donne". A seguire alle 18:00 proprio da piazza Dante paritrà una fiaccolata che arriverà fino a piazza Università. Passando da Via Sangiuliano e da Via Etnea, "itinerario" che tante volte la stessa Stefania ha percorso per spostarsi da una lezione all'altra. Siamo sicuri che non si sarebbe persa neanche questa.
Le elezioni studentesche sono ormai vicinissime. Il 12 e 13 maggio gli universitari andranno alle urne per il rinnovo dei consigli di Facoltà di Ateneo. Lo dico a titolo informativo anche se, ovviamente, chiunque sia universitario avrà sorbito l'estenuante campagna elettorale fatta da amici, amici di amici, parenti, parenti di amici, amici di parenti e così via.
Da cosa si differenzia, in effetti, un'elezione studentesca da una "normale"? Da quello che si vede in questi giorni si potrebbe dire che non vi sia una differenza sostanziale, perché, è triste dirlo, ma i politicanti universitari (non tutti, sia ben chiaro) a volte prendono la forma inquietante dei politici di casa nostra; così c'è quello che non mette la faccia nei volantini, il partito che si presenta senza un effettivo programma, un altro che punta sulla bellezza e sul carisma ecc.
Seconda cosa che mi stupisce e non poco è l'incredibile frammentazione dei partiti (ed in questo, bisogna dirlo, battono la politica nazionale): per fare un esempio, vi sono partiti che sembrano di destra, ma sono di centro, e ricordano vagamente il logo del PDL, incredibile dono dell'obiquità, non c'è che dire; il PDL viene citato in modo più o meno velato in molti partiti, così come il fronte autonomista di Lombardo ha visto quest'anno un grande emergere di liste simili a quella MPA; poi si possono trovare partiti che hanno simboli esplicitamente di una corrente appunto, ma che rievocano contemporaneamente anche un'altra ideologia, oppure ancora partiti che cercano di non essere troppo inclinati verso un' pensiero o una corrente ben precisa: insomma, ce n'è per tutti i gusti.
Degna di nota è anche la fantasia degli "aspiranti consiglieri": si passa dalla lista "Abbasso i baroni rossi" all'enigmatica "La tana del lupo" in Ingegneria, la lista international "To care" di Medicina, la nichilista (speriamo solo nel nome) "No stress", la geniale "I decentrati" di Architettura (a cui dovrebbero fare un pensierino i colleghi di lingue, ahimè), fino ad arrivare all'emblematica "Laureati ma asini".
Non dobbiamo dimenticare nemmeno che vi sono state le classiche polemiche pre-elezioni (sarebbe strano il contrario). Polemiche nate riguardo una lista, la neonata "Università libera ed eccellente" (lista numero 1 in tutte le facoltà, già questo è strano), la quale molti sostengono sia "vicina al Rettore Recca". Il Magnifico, dal canto suo, ha smentito su "La Sicilia".
Ma quali sono i motivi per cui queste elezioni possano essere davvero interessanti, aldilà di una lista dal nome esotico o da persone che offrono caffè?
Il primo motivo, senza dubbio, quello dell'astensionismo, incubo di ogni candidato. Se le elezioni regionali nel resto d'Italia hanno mostrato un'incredibile tendenza al "non voto", figuriamoci quanta possa essere la voglia di uno studente medio di recarsi ad un seggio.
Secondo motivo, sicuramente più allarmante, è il clima di tensione che sta vivendo in questi mesi l'Ateneo catanese, con il paventato spostamento della sede di Lingue a Ragusa, il decentramento di Architettura, la dichiarata "rivoluzione" dei programmi di Lettere e Filosofia, il caso Farmacia con i suoi interrogativi ancora irrisolti, il caso Rossitto a Scienze Politiche e, come una mannaia, i tagli imposti dalla coppia Gelmini-Tremonti.
Quale sarà la risposta degli studenti? I manifestanti, che non sono pochi, diserteranno oppure reagiranno andando in massa a votare?
L'unica risposta che mi viene in mente, essendo Maggio, è quella forse più scontata: "Ai posteri l'ardua sentenza".
Le elezioni studentesche sono ormai vicinissime. Il 12 e 13 maggio gli universitari andranno alle urne per il rinnovo dei consigli di Facoltà di Ateneo. Lo dico a titolo informativo anche se, ovviamente, chiunque sia universitario avrà sorbito l'estenuante campagna elettorale fatta da amici, amici di amici, parenti, parenti di amici, amici di parenti e così via.
Da cosa si differenzia, in effetti, un'elezione studentesca da una "normale"? Da quello che si vede in questi giorni si potrebbe dire che non vi sia una differenza sostanziale, perché, è triste dirlo, ma i politicanti universitari (non tutti, sia ben chiaro) a volte prendono la forma inquietante dei politici di casa nostra; così c'è quello che non mette la faccia nei volantini, il partito che si presenta senza un effettivo programma, un altro che punta sulla bellezza e sul carisma ecc.
Seconda cosa che mi stupisce e non poco è l'incredibile frammentazione dei partiti (ed in questo, bisogna dirlo, battono la politica nazionale): per fare un esempio, vi sono partiti che sembrano di destra, ma sono di centro, e ricordano vagamente il logo del PDL, incredibile dono dell'obiquità, non c'è che dire; il PDL viene citato in modo più o meno velato in molti partiti, così come il fronte autonomista di Lombardo ha visto quest'anno un grande emergere di liste simili a quella MPA; poi si possono trovare partiti che hanno simboli esplicitamente di una corrente appunto, ma che rievocano contemporaneamente anche un'altra ideologia, oppure ancora partiti che cercano di non essere troppo inclinati verso un' pensiero o una corrente ben precisa: insomma, ce n'è per tutti i gusti.
Degna di nota è anche la fantasia degli "aspiranti consiglieri": si passa dalla lista "Abbasso i baroni rossi" all'enigmatica "La tana del lupo" in Ingegneria, la lista international "To care" di Medicina, la nichilista (speriamo solo nel nome) "No stress", la geniale "I decentrati" di Architettura (a cui dovrebbero fare un pensierino i colleghi di lingue, ahimè), fino ad arrivare all'emblematica "Laureati ma asini".
Non dobbiamo dimenticare nemmeno che vi sono state le classiche polemiche pre-elezioni (sarebbe strano il contrario). Polemiche nate riguardo una lista, la neonata "Università libera ed eccellente" (lista numero 1 in tutte le facoltà, già questo è strano), la quale molti sostengono sia "vicina al Rettore Recca". Il Magnifico, dal canto suo, ha smentito su "La Sicilia".
Ma quali sono i motivi per cui queste elezioni possano essere davvero interessanti, aldilà di una lista dal nome esotico o da persone che offrono caffè?
Il primo motivo, senza dubbio, quello dell'astensionismo, incubo di ogni candidato. Se le elezioni regionali nel resto d'Italia hanno mostrato un'incredibile tendenza al "non voto", figuriamoci quanta possa essere la voglia di uno studente medio di recarsi ad un seggio.
Secondo motivo, sicuramente più allarmante, è il clima di tensione che sta vivendo in questi mesi l'Ateneo catanese, con il paventato spostamento della sede di Lingue a Ragusa, il decentramento di Architettura, la dichiarata "rivoluzione" dei programmi di Lettere e Filosofia, il caso Farmacia con i suoi interrogativi ancora irrisolti, il caso Rossitto a Scienze Politiche e, come una mannaia, i tagli imposti dalla coppia Gelmini-Tremonti.
Quale sarà la risposta degli studenti? I manifestanti, che non sono pochi, diserteranno oppure reagiranno andando in massa a votare?
L'unica risposta che mi viene in mente, essendo Maggio, è quella forse più scontata: "Ai posteri l'ardua sentenza".
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