Nuovo Cda per l'Università di Catania. Ad annunciarne la composizione stamani in conferenza stampa il rettore, Antonino Recca. Come previsto dal nuovo Statuto, entrato in vigore il 15 dicembre scorso, ne fanno parte tre membri esterni, non appartenenti ai ruoli dell'Ateneo, individuati dal rettore, a seguito di apposito avviso pubblico, fra soggetti che abbiano comprovata competenza in campo gestionale o in possesso di una comprovata esperienza professionale di alto livello, con una necessaria attenzione alla qualificazione scientifica culturale.
Sono Maria Caramelli, direttore sanitario dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta; Rosario Pietropaolo, ex rettore dell'Università di Reggio Calabria; il prefetto Angelo Sinesio, attuale commissario per l'edilizia penitenziaria. La scelta dei tre membri esterni, effettuata dal rettore, è stata sottoposta al voto vincolante di gradimento del Senato accademico, nella seduta di ieri pomeriggio, a scrutinio segreto. La terna è stata approvata con 24 voti favorevoli e 4 contrari.
Nel Cda anche cinque docenti dell'Ateneo a tempo indeterminato, individuati dal rettore fra soggetti che abbiano comprovata competenza in campo gestionale o in possesso di una comprovata esperienza professionale di elevato livello, nell'ambito di una rosa di candidati proposti, nel numero massimo di uno, da parte di ciascun Consiglio di dipartimento. Sono Febronia Elia, preside di Scienze della Formazione; Enrico Iachello, preside della facoltà di Lettere e Filosofia; Agatino Russo, preside della facoltà di Agraria; Salvatore Santo Signorelli e Maria Antonietta Toscano, consiglieri di amministrazione uscenti.
"Pur non essendo un atto dovuto - ha sottolineato il rettore -, abbiamo voluto consultare il Senato accademico, che ha approvato all'unanimità i criteri da seguire per la designazione dei componenti interni del nuovo Cda. Abbiamo, in sostanza, rispettato la legge e le indicazioni dello Statuto, che impongono la presenza di una componente femminile pari al 30% negli organi di governo, individuando all'interno dell'ampia rosa fornitaci dai dipartimenti, colleghi che avevano già lavorato all'interno del Senato o del vecchio Cda e che rappresentano aree scientifiche differenti. Grazie a questo nuovo Consiglio di amministrazione avremo un Ateneo più agile. Fin da subito ci impegneremo per continuare con l'azione di governo fino ad ora perseguita e per cercare di portare l'Università di Catania più in alto possibile nelle classifiche di valutazione nazionali e internazionali".
Il nuovo Consiglio di amministrazione è immediatamente operativo. Nel mese di giugno - in data ancora da stabilire - si terranno inoltre le elezioni per designare i due rappresentanti degli studenti che completeranno il nuovo Cda.
fonte: cataniatoday
Considerazioni e soddisfazione espresse dai senatori Giuffrida e Pappalardo
È da poco stato approvato da parte del Senato accademico l’incremento della componente studentesca all’interno dei suoi organi. Passeranno così da cinque a sei i rappresentanti degli studenti all’interno del Senato, e da uno a due quelli all’interno del Nucleo di Valutazione.
Una scelta molto importante sulla quale si sono pronunciati anche i senatori accademici di Alleanza Universitaria Dario Giuffrida e Giovanni Pappalardo: «Non possiamo non essere soddisfatti che il Senato abbia interpretato in modo rigoroso quella percentuale del 15% che per legge deve essere garantita alla rappresentanza studentesca all’interno degli organi di governo universitari. Fin dall’inizio del nostro mandato avevamo fatto notare al Rettore la necessità di aumentare in questi due organi la presenza degli studenti, cosa che ci era stata confermata anche dalla nota ministeriale pervenuta qualche mese fa al nostro ateneo. Ci auguriamo che adesso questa regola venga applicata anche all’interno dei consigli di dipartimento.
Un primo grande passo nella direzione giusta che spinge a fare sempre meglio: «Ci aspetta ancora molto lavoro, continueremo nelle opportune sedi a suggerire accorgimenti e modifiche nelle fasi successive allo statuto, come l'approvazione del regolamento didattico di Ateneo e i regolamenti dei vari dipartimenti che dovranno adeguarsi al nuovo statuto. Le criticità che emergeranno verranno come sempre affrontate con la responsabilità istituzionale che accompagna il nostro lavoro.
L'intento sarà sempre quello di valorizzare il ruolo centrale dello studente, cercando di mantenere alta la qualità e l'efficienza del nostro ateneo. Perché se come in tutte le organizzazioni complesse sono le persone che fanno la differenza, allora la qualità degli studenti da un lato, e la capacità di valorizzare le capacità individuali dall'altro, sono cruciali. Senza dimenticare mai che la meritocrazia dovrà essere riportata più che mai al centro dell'istruzione. Un ambiente meritocratico è sen’altro la base fondamentale per il successo del nostro ateneo».
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Lungamente se ne è parlato nelle scorse settimane, sembrava che la schermaglia legale fra il Rettore dell'Università di Catania e il Neo Ministro Profumo dovesse durare per molto tempo, e invece con stupore e soddisfazione degli adetti ai lavori, nella giornata di oggi una nuova notizia, di nuovo in vantaggio l'Università di Catania.
Il Tar siciliano nella giornata di ieri si è pronunciato sul statuto della discordia. Una battaglia legale a colpi di ricorsi e contro-ricorsi in cui a spuntarla è stato proprio l’ateneo catanese, non tanto per una questione di merito, quanto per un vizio formale, ovvero il ritardo con cui sono stati comunicati i rilievi del ministero rispetto ai tempi stabiliti dalla legge.
Bocciata dunque la richiesta di sospensione della nuova carta costituzionale dell’università catanese avanzata dal ministro dell’Istruzione Francesco Profumo. Secondo il giudice del Tar, infatti, vi è ”insussistenza di significativi profili di fondatezza del ricorso, con recepita scadenza del termine perentorio entro il quale il ministero avrebbe dovuto espletare il potere di controllo“. Insomma, le annotazioni da Roma – con le quali il Miur aveva chiesto la modifica di 18 articoli su 43 – sarebbero giunte decisamente fuori tempo massimo: lo statuto rimane dunque in vigore così com’è stato approvato dall’ateneo.
La schermaglia legale potrebbe non essere conclusa, dal momento che si parla di un secondo pronunciamento, con tempi più lunghi, sui rilievi di merito, ma per il rettore dell’Università di Catania Antonino Recca una battaglia è sicuramente vinta. Dopo l’annuncio del ricorso ministeriale, infatti, contro il magnifico era scattata una serie di recriminazioni da parte di mezzo ateneo, tra associazioni studentesche e personale docente. Una polemica che era arrivata ad auspicare l’azzeramento dello statuto, con la richiesta di riformularlo su nuove basi e cessare così le ostilità con i tecnici di Roma.
La decisione comunicata ieri dal Tar è destinata però a spegnere il fuoco delle polemiche alimentate nelle ultime settimana nei confronti del rettore, che invece ha scelto la linea dura presentando a sua volta un controricorso nei confronti del Miur. “Adesso possiamo parlare di università e smetterla con la politica”, ha commentato Recca.
Il CUdA ( Coordinamento unico d'Ateneo) promuove un'assemblea giovedì 9 febbraio 2012 presso la facoltà di Giurisprudenza, per discutere pubblicamente quanto segue.
l 24 gennaio 2012 il Ministero dell’Università e della Ricerca, rappresentato dall’avvocatura distrettuale di Catania, ha notificato all’Università di Catania nella persona del suo Rettore, in qualità di legale rappresentante pro tempore, un ricorso avverso lo Statuto ed altri atti dell’ateneo prodromici e successivi allo stesso.
Il fatto è di estrema importanza per, almeno, tre ragioni:
1) Non si ha conoscenza di altra analoga iniziativa adottata dal MIUR nei confronti di alcun ateneo italiano. Ricordiamo, per completezza, che il nostro ateneo si era distinto per aver realizzato l’impresa, quasi impossibile, di redigere uno Statuto di stampo più verticistico e piramidale di quanto avesse già ampiamente previsto la stessa legge 240, peraltro imponendo una inutile accelerazione alla fase di entrata in vigore dello stesso;
2) La notizia dell’impugnazione non è arrivata inaspettata. Essa segue numerose e ripetute critiche e riflessioni, elaborate e proposte localmente dal CUdA, dal mondo sindacale, da singoli docenti, dagli studenti del Movimento Studentesco Catanese, sulle discutibili procedure che hanno contrassegnato l’approvazione dello Statuto prima e sull’improvvida scelta del Rettore di ignorare, successivamente, le osservazioni e censure che nello scorso mese di Novembre il MIUR aveva espresso su di esso;
3) Con il ricorso, estremamente dettagliato ed articolato nei suoi contenuti al punto da lasciar ragionevolmente prevedere un annullamento dei provvedimenti impugnati per la varietà e quantità dei rilievi di cui essi sono oggetto, il MIUR chiede anche che, in via cautelare, lo Statuto venga sospeso. Giacché, diversamente, esso lascerebbe operare un insieme di atti – primo fra tutti il ricambio totale degli organismi deliberativi dell’Università (ma non del rettore!) – che potrebbero essere completamente vanificati da un successivo annullamento dello Statuto stesso. Ma comunque l’iter giudiziario si svolgerà – ossia quand’anche l’efficacia degli atti impugnati non venisse subito sospesa – il confronto MIUR – Ateneo catanese si annuncia lungo (con la possibilità di un primo e di un secondo grado di giudizio) e carico di rischi di intoppi futuri per l’Università, se le ragioni del ricorso saranno accolte.
In data 24 novembre 2011 il MiUR ha inviato all’Università di Catania le risultanze del controllo di merito e di legittimità sullo Statuto, ai sensi della legge 240. Il testo inviato dal MIUR, a firma del direttore generale dell’Università dottor Daniele Livon, è molto denso e dettagliato. Dei 43 articoli che compongono lo statuto dell’ateneo catanese ben 18 vengono fatti oggetto di articolata richiesta di revisione o integrazione, quando non direttamente cassati in quanto manifestamente contrastanti col dettato normativo della legge 240. Dei molti e puntuali rilievi espressi dal MIUR alcuni colpiscono in modo particolare. Sia perché essi vertono su aspetti centrali del funzionamento dell’Università e del sistema di “pesi” e “contrappesi” che dovrebbe regolare le relazioni tra i suoi organi di governo, sia perché – spiace doverlo sottolineare, ma è impossibile non farlo – rilievi pressoché identici erano stati per tempo, nel modo più argomentato e dialogico possibile, sottoposti all’attenzione della commissione per la revisione dello Statuto da parte del CUdA, della CGIL, del Movimento studentesco e di una parte importante della società civile e politica della nostra realtà, venendo spavaldamente ignorati. Ancor più, coloro che li avevano avanzati erano stati trattati da sfascisti, perditempo e piantagrane. Il che vale a ricordare quanto alto sia il livello del confronto civile e del libero dibattito presso l’Università di Catania da qualche tempo in qua. (Si ricorderà, d’altronde, che lo statuto venne approvato col voto contrario di alcuni presidi e consiglieri d’amministrazione).
E’stata pubblicata la prima bozza del nuovo statuto di Ateneo, sul quale si è discusso tanto negli ultimi mesi e che dovrà essere approvato in Senato Accademico il prox 21 Luglio.
I rappresentanti degli studenti in Senato Accademico Bellinvia, Catania, D’Aquila, Giuffrida, Pappalardo e i consiglieri di amministrazione Arcerito, Bellavia, Commendatore, Leonardi, Polizzi, visionando il lavoro svolto dalla “commissione dei saggi” hanno proposto congiuntamente vari emendamenti, tra i piu’ importanti l'affermazione della centralità dello studente tra i principi generali del nuovo statuto, inserendo tra l'altro un esplicito riferimento all'adozione da parte dell'Università di Catania di uno statuto dei diritti e dei doveri degli studenti universitari: “è per lo studente che l’università è stata fondata ed è principalmente in sua funzione che all’interno di questa si deve operare. Potrebbe rappresentare un documento davvero significativo perché per la prima volta vengono riconosciuti i diritti e stabiliti i doveri della comunità studentesca, allargando le forme di sostegno del diritto allo studio e valorizzando il contributo di informazioni che gli studenti saranno in grado di fornire per il buon funzionamento del proprio ateneo. É il primo, fondamentale passo per la costruzione di una vera "cittadinanza" studentesca anche nel nostro Paese.”
Tra gli altri emendamenti la proposta di innalzare la rappresentanza studentesca nei corsi di studio, passando da 3 a 5 e da 6 a 9 rispettivamente nei corsi di laurea triennale e magistrale; inserire tra i principi generali, la promozione da parte di attività sportive e ricreative. “ Cerchiamo in tal senso di dar importanza e di sollevare l’attenzione sul Centro Universitario Sportivo, al momento il principale e funzionante centro sportivo e fonte di aggregazione

Sono stati nominati i membri che faranno parte della Commissione costituita per approvare lo statuto che dovrà recepire la legge di riforma “Gelmini”. La legge in questione prevede che ogni ateneo nomini una Commissione composta da 15 membri, sei scelti dal consiglio di amministrazione, e sei senato accademico , oltre alla presenza del Rettore e di due rappresentanti degli studenti, nominati dallo stesso.
1) Antonino Recca ( Rettore Università di Catania)
Consiglio di Amministrazione
2) Ida Nicotra (professore ordinario della Facoltà di Economia)
3) Andrea Bettenini ( professore ordinario della Facoltà di Giurisprudenza)
4) Domenico Sciotto ( professore ordinario della Facoltà di MM.FF.NN)
5) Riccardo Noto ( professore associato della Facoltà di Medicina e Chirurgia)
6) Massimo Sturiale ( Ricercatore della Facoltà di Lingue e letterature straniere)
7) Francesco Nocera (Ricercatore della Facoltà di Arichitettura)
Senato Accademico
8) Giuseppe Barone ( professore associato della Facoltà di Scienze Politiche)
9) Paolo Militello ( professore associato della Facoltà di Lettere e Filosofia)
10) Giuseppe Cocuzza ( professore associato della Facoltà di Agraria)
11) Orazio Prezzavento ( professore associato della Facoltà di Farmacia)
12)Lucia Arcifa ( ricercatore della Facoltà di Scienze della Formazione)
13) Carlo Vicarelli ( rappresentante del personale tecnico-amministrativo)
Rappresentati degli studenti nominati dal Rettore
14) Erio Buceti ( Capogruppo di Studenti per le Libertà-Azione Universitaria al CNSU)
15) Emanuele Maniscalco ( neoeletto al CUN consiglio Universitario Nazionale)
Come previsto, e come anticipato negli scorsi giorni sul nostro portale nell'articolo "Revisione dello statuto di Ateneo, trasparenza a rischio" , ieri è giunta comunicazione che il Rettore dell'Università di Catania ,prof Antonino Recca, in data 28 Gennaio 2011, ha designato la cosiddetta commissione che avrà il compito di redigere il nuovo statuto di Ateneo.
Comunicato
"Comunico che gli organi di governo dell’Ateneo hanno designato, a maggioranza, i dodici componenti che faranno parte della Commissione di cui al comma 5 dell’articolo 2 della legge n. 240/2010, complessivamente formata da quindici componenti (il rettore con funzioni di presidente, due rappresentanti degli studenti, sei designati dal Senato accademico e sei designati dal Consiglio di amministrazione).
In particolare, il Consiglio di amministrazione ha designato, nella seduta del 28 gennaio 2011, i professori ordinari Ida Nicotra, Andrea Bettetini e Domenico Sciotto; il professore associato Riccardo Noto; i ricercatori Francesco Nocera e Massimo Sturiale.
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