Articoli filtrati dai tag: aumenti

Wanted Unict!Dead or alive ... ma tenendo in considerazione i tagli che pesano sui  fondi statali, è più probabile dead. Si torna a parlare di tagli e di aumenti: sembra abbastanza ovvio ai più , infatti , che se i fondi statali diminuiscono in modo drastico le università , inevitabilmente, devono correre ai ripari : per un FFO che scende c'è una tassa che sale:

Giorno 1 Dicembre, la telefonata che non ti aspetti, o meglio: la telefonata che ti aspetti ma che vorresti non arrivi così rapidamente. Ore 08.09 squilla il cellulare, sonno interrotto, mattinata interrotta; è lei sempre lei, la proprietaria del mio appartamento che sbraita perchè l'affitto lo vuole trovare ad inizio mese sulla tavola della cucina "compreso di condomio e bollette". Ovviamente tutto rigorosamente in contanti, niente assegni, assolutamente niente bonifici, poichè la tracciatura bancaria potrebbe diventare una prova inequivocabile in caso di contestazione tra le due parti.

Durata media della chiamata circa 15 minuti, rigorosamente a spese del locatario che si vede costretto mensilmente a chiamare la suddetta proprietaria per evitarsi il tanto famigerato "cazziatone", tanto che con i miei coinquilini capita spesso di sorteggiarci la chiamata e immolarci alla causa affitto.

Dovreste vederla al momento di incassare il bottino, sorriso a 32 denti, raccomandazioni da mamma premurosa e classica lamentela con oggetto l'aumento dell'affitto che gli permetterà di arrivare alla fine del mese.

IL 25 maggio 2010 il consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge " MISURE URGENTI FINALIZZATE ALLA STABILIZZAZIONE FINANZIARIA E ALLA COMPETIVITA' ECONOMICA" . Una manovra all' insegna dei sacrifici anche per il comparto farmaceutico. Infatti è previsto un taglio della quota di spettanza ai grossisti e ai farmacisti sul prezzo di vendita dei medicinali di classe A: che passano dal 6,65% al 3% per i grossisti e dal 26,7% al 30,35% per i farmacisti.Per quanto riguarda le farmacie, nel corrispondere quanto dovuto, il Ssn tratterrà a ulteriore titolo di sconto,rispetto a quanto già previsto dalla normativa vigente, una quota pari al 3,65% sul prezzo di vendita al pubblico,al netto dell'Iva.Inoltre è previsto il passaggio dell'erogazione di alcuni farmaci dispensati negli ospedali alle farmacie ; la lista dei farmaci sarà stilata dall'AIFA entro 30 giorni dall' entrata in vigore della manovra finanziaria.Dal primo giugno al 30 dicembre 2010 è previsto un taglio dei prezzi dei medicinali equivalenti del 12,5%(che rappresentano il 10% del mercato dei farmaci).La restrizione non vale per i farmaci originariamente coperti da brevetto o che abbiano usufruito di licenze derivanti da tale brevetto, né ai medicinali il cui prezzo sia stato negoziato successivamente al 30 settembre 2008, nonché a quelli per i quali il prezzo in vigore è pari al prezzo vigente alla data del 31 dicembre 2009.Invece dall' anno prossimo saranno erogati in fascia A non più di 4 specialità generiche selezionate da parte dell'Aifa con gare pubbliche sulla base del prezzo più basso, a parità di dosaggio,forma farmaceutica e unità posologiche per confezione, saranno esclusi i farmaci coperti da brevetto o con licenze derivanti da brevetto.
Infine le Asl e ospedali devono sottoporre ad organi di controllo e revisione gli acquisti di beni e servizi a prezzi superiori a quelli di riferimento.

Logo Collettivo Scienze Politiche UnicTPomeriggio è arrivata in redazione una lettera proveniente dal Collettivo di Scienze Politiche dell'Università degli studi di Catania e numerosi studenti della facoltà di Sceinze Politiche indirizzata ai seguenti organi

al Coordinamento dei Ricercatori Universitari di Catania 
al Coordinamento dei Precari della Ricerca di Catania
al Preside e al Consiglio di Facoltà di Scienze Politiche di Catania
al Rettore e ai principali Organi dell’Università di Catania

Segue il testo integrale della lettera

A seguito di talune politiche governative, che hanno provveduto a maltrattare senza ritegno l’istruzione pubblica, tutti gli Atenei italiani si trovano in evidente stato di difficoltà. A colpi di decreti e disegni legge, accompagnati da finanziarie decise e spaventose, l’Università pubblica giace ormai in uno stato di semi coscienza.

Tra le tante problematiche che ci ritroviamo ad affrontare come comunità studentesca (numeri chiusi, aumento vertiginoso delle tasse, riforma della governance, etc. etc.) non possiamo rimanere indifferenti all’azione a livello nazionale portata avanti dai ricercatori. Stimati lavoratori, fonte di conoscenza sempre rinnovata, i ricercatori dell’Ateneo catanese ricoprono il 40% delle cattedre universitarie, pur portando avanti il loro fondamentale lavoro di ricerca che, altrimenti, andrebbe perduto. Spinti dalla “voglia di fare” si dedicano all’insegnamento, nonostante quest’ultimo non rientri nei compiti stabiliti dal loro mandato; la loro passione ci invoglia e non ci lascia indifferenti.

Colpire, dunque, i nostri docenti-ricercatori costituisce per noi un duplice attacco alla conoscenza rinnovata dalla loro continua attività di ricerca e alla preziosa docenza dentro le nostre aule universitarie. Per questi motivi ci schieriamo in maniera decisa dalla parte dei ricercatori di tutti gli

Tasse Unict 2010-2011Correva il 28 Maggio 2010 quando, con una nota apparsa fra i verbali del senato accademico, si leggeva della delibera atta a rideterminare le tassazioni per gli anni accademici a seguire.
Dopo varie proteste, manifestazioni alla quale a dire il vero la popolazione studentesca si è resa poco partecipe, stamane Liveunict con dei sondaggi su Facebook, ha chiesto ai suoi lettori di parlare delle novità sui loro prospetti ratuali.

Dai dati che sono emersi, alla quale hanno partecipato 116 studenti, in rilievo le lamentele di alcuni studenti che addirittura affermano di aver ricevuto un aumento del 100% sulla tassa dello scorso anno.
Alcuni, hanno ricevuto degli aumenti sostanziosi, circa il 33% rispetto all'anno scorso, pochi invece quelli che hanno mantenuto l'importo delle tasse invariato.
Ci sono anche arrivate testimonianze di alcuni studenti che differentemente dagli altri hanno ricevuto delle riduzioni;

Di seguito alcune delle testimonianze che abbiamo raccolto.

Luisa pagherà 740,00 € , ben 240,00 € in più rispetto lo scorso anno;
Roberto invece passa da due rate da 403,50 € a due rate da 700,00 € pur dichiarando che il reddito è rimasto lo stesso;
Luciano disperatissimo ci mette all'occorrenza della sua situazione, scrivendo che le sue tasse sono aumentate di ben 320,00 € e quest'anno l'iscrizione all'università pubblica gli è costata 1700,00 € in totale.
Mirko che l'anno scorso era in seconda fascia e pagava due rate da 91,81 € quest'anno passa in 15°esima fascia e pagherà due rate da 190,00 €; (104% di aumenti)
Lucia ci dice che con esattezza che le sue tasse sono aumentate di 211,03 €;
Serena, le sue tasse sono aumentatedi circa 400,00 €... considerato che l'anno scorso rientrava nella seconda fascia di merito, anche a lei sono aumentate del doppio... circa di 800,00 €.. (comprensivo di prima rata).
Sandra, Francesca, Tommaso ed Irene, a conferma di quanto successo a Mirko e Serena, ci dicono che le tasse sono raddoppiate;
Salvo e Michele segnalano un aumento di 100,00 € circa, mentre più fortunato è Marco che si consola con un aumento di "soli" 48,00 € rispetto lo scorso a.a
Aumenti anche per Pierangelo ( da 67,00 € a 120,00 €) Francesca ( due rate da 175,00 € rispetto alle 2 da 79,00 € dello scorso anno) Giuseppe da una rata di (78,00 € a due rate da 120,00 € ) ed altro ancora ( possibile reperire altri dati sulla nostra bacheca di facebook).
Ben più fortunati invece Giovanni ( che ha ricevuto una riduzione di 19,42€) e di Eleonora (le sua seconda rata è diminuita di 23,62 €). Stessa cosa per Paola e Claudia che commenta - "stranamente (non ci credo nemmeno io) ..sono diminuite...per fortuna esiste una giustizia divina"

Realizzato da © Liveunict | 2006 - 2010. Tutti i diritti riservati.Questa lettera aperta arriva dagli Studenti dell'Università di Catania, che in questi giorni, decisamente rimasti perplessi per la situazione venutasi a creare nel nostro Ateneo con l'aumento delle tasse, hanno deciso di dire la loro.

Il 28 Maggio 2010 segna la fine del diritto allo studio per l’Università di Catania: il Senato Accademico, nonostante le incessanti pressioni da parte degli studenti e, a volte, dei suoi rappresentanti, ha schiacciato ogni ipotesi di mediazione e di dialogo con 300 studenti che, nonostante il periodo di esami, hanno manifestato al Rettorato. Una delegazione di 7 studenti è stata accettata ma è stata praticamente privata della possibilità di esprimersi eccetto che nella lettura del documento di proposta di tassazione (il Rettore si è  categoricamente rifiutato di dare la parola ad uno degli studenti salito in delegazione) ed è stata licenziata dall’aula del Senato Accademico con l’accusa di essere una minoranza studentesca (facendo intendere implicitamente che il resto della comunità studentesca sia favorevole all’aumento delle tasse).
La nuova proposta di tassazione è sì minore rispetto alla prima proposta esposta dai vertici dell’Ateneo (quella che ipotizzava i 500 euro per tutti) ma, in realtà, è comunque insostenibile per le tasche degli studenti: la tassa per l’iscrizione, ipotizzata a 420 euro, verrà “spalmata” tra ottobre e marzo, dando l’impressione che l’aumento per l’iscrizione sia di soli 20 euro (ad ottobre tassa da 300 euro circa) mentre, in realtà, il contributo restante (120 euro) verrà aggiunto nella seconda rata, insieme ai contributi per fasce di reddito.
E’, come i Senatori Accademici stessi hanno detto, il “male minore”;  ma, a nostro avviso, sempre un male rimane: con le tabelle alla mano, infatti, (reperibili qui) ogni studente può adesso calcolare quale sarà l’aumento che gli spetta e rendersi conto che questo male ha ben poco di “minore”.

I tagli del Governo sull’Università pubblica causeranno dall’anno prossimo un aumento spropositato delle tasse.
Gli studenti si troveranno a pagare una prima rata di 500 euro (292 euro l’anno scorso) uguale per tutti, anche per chi ha un bassissimo reddito. La somma totale delle tasse da pagare l’anno prossimo, per il singolo studente, potrà arrivare a più di 2000 euro (1200 euro l’anno scorso).

Venerdì 28 maggio alle ore 8,00
in piazza Università
tutti davanti il Rettorato in occasione della seduta del Senato Accademico, per impedire l’aumento delle tasse.



Gli studenti dell’Università di Catania

Diluvia sull’Università di Catania. Non c'è dubbio che ciò che ieri è stato pubblicato su Facebook sia un inevitabile argomento di discussione e di polemiche. Quello che colpisce il tanto discutere è che nessuno però si occupi di riportare i dati reali della situazione.
Finora sono stati pubblicati dati approssimativi che a nostro parere sono abbastanza esagerati, nessuna fonte sicura, nessun organo competente ha rilasciato dei dati ufficiali.
Partiamo dall’unico dato “autorevole”, ovvero quello pubblicato il 21 Maggio dalla “Sicilia” che annuncia un aumento del 38 % delle tasse Universitarie.
Fin dal mattino cominciano a girare i primi numeri ( 500 euro la minima - 2000 euro la massima), addirittura c’è qualcuno che azzarda proporzioni riportando i seguenti dati:

Tassa base del 09-10: 190€+85€+14,62€ = 289,62 €
Tassa base del 10-11: 400€+85€+14,62€ = 499,62 €

Analizzando questi dati è possibile notare immediatamente che si è passati da 190€ di tassa di iscrizione a 400 € pari ad un aumento del 105%

Ma non si parlava del 38%??


Ecco, questa una delle prime grosse anomalie dei dati pubblicati nei giorni scorsi.

A causa di alcuni particolari ritardi che hanno riguardato l'inizio delle attività didattiche nei corsi di studio della facoltà di Lingue e Letterature straniere, il Consiglio di amministrazione dell'Ateneo, nella seduta di lunedì 28 marzo, ha deliberato di prorogare - soltanto per gli studenti iscritti a tutti i corsi di laurea triennali e magistrali nelle sedi di Catania e Ragusa della facoltà di Lingue -, i termini di scadenza per il pagamento delle due "tranches" della seconda rata delle tasse universitarie.

IL 25 maggio 2010 il consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge " MISURE URGENTI FINALIZZATE ALLA STABILIZZAZIONE FINANZIARIA E ALLA COMPETIVITA' ECONOMICA" . Una manovra all' insegna dei sacrifici anche per il comparto farmaceutico. Infatti è previsto un taglio della quota di spettanza ai grossisti e ai farmacisti sul prezzo di vendita dei medicinali di classe A: che passano dal 6,65% al 3% per i grossisti e dal 26,7% al 30,35% per i farmacisti.Per quanto riguarda le farmacie, nel corrispondere quanto dovuto, il Ssn tratterrà a ulteriore titolo di sconto,rispetto a quanto già previsto dalla normativa vigente, una quota pari al 3,65% sul prezzo di vendita al pubblico,al netto dell'Iva.Inoltre è previsto il passaggio dell'erogazione di alcuni farmaci dispensati negli ospedali alle farmacie ; la lista dei farmaci sarà stilata dall'AIFA entro 30 giorni dall' entrata in vigore della manovra finanziaria.Dal primo giugno al 30 dicembre 2010 è previsto un taglio dei prezzi dei medicinali equivalenti del 12,5%(che rappresentano il 10% del mercato dei farmaci).La restrizione non vale per i farmaci originariamente coperti da brevetto o che abbiano usufruito di licenze derivanti da tale brevetto, né ai medicinali il cui prezzo sia stato negoziato successivamente al 30 settembre 2008, nonché a quelli per i quali il prezzo in vigore è pari al prezzo vigente alla data del 31 dicembre 2009.Invece dall' anno prossimo saranno erogati in fascia A non più di 4 specialità generiche selezionate da parte dell'Aifa con gare pubbliche sulla base del prezzo più basso, a parità di dosaggio,forma farmaceutica e unità posologiche per confezione, saranno esclusi i farmaci coperti da brevetto o con licenze derivanti da brevetto.
Infine le Asl e ospedali devono sottoporre ad organi di controllo e revisione gli acquisti di beni e servizi a prezzi superiori a quelli di riferimento.
La manovra potrebbe essere modificata in parlamento. Per Assogenerici le misure sui farmaci sono controproducenti e si rischia un drastico ridimensionamento del comparto farmaceutico e la fuga dal mercato di una parte importante di aziende.
Secondo Federfama le misure della manovra sono insostenibili e comporteranno una riduzione qualitativa del servizio e la possibile chiusura di non meno di 2000 farmacie dislocate nelle aree piu' disagiate del Paese ,quelle più grandi per sopravvivere saranno costrette a tagliare drasticamente i costi, a partire da quelli per il personale, con gravi ricadute a livello occupazionale.

  • «
  •  Inizio 
  •  Prec. 
  •  1 
  •  2 
  •  Succ. 
  •  Fine 
  • »
Pagina 1 di 2