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Certo che per essere la futura classe dirigente, la speranza dell’umanità, il domani di chi muore ieri, il Tantum Gola di chi non ha voce, noi “giovani d’oggi” ce ne sentiamo dire di tutti i colori. Visto che il termine bamboccioni era ormai datato, il viceministro del Welfare Michel Martone, proprio qualche giorno fa, ha pensato di rinfrescarci la memoria, e devo ancora decidere se sfigati è più o meno offensivo. C’è poco da fare, per il trentottenne docente, avvocato e giurista italiano – insomma, che non sia proprio un comune mortale non è difficile da intuire – chi passa dieci anni all’università per una semplice laurea quinquennale è uno sfigato.

La cosa più divertente di sentire le dichiarazioni scomode di queste figure di spicco è poi ammirare il giorno dopo la loro faccia sbigottita quando si vedono criticati. Strabuzzano gli occhi ed aprono la boccuccia formando una perfetta O tanta è la sorpresa. “Non pensavo davvero di sollevare un tale vespaio di polemiche, le mie parole sono state senz’altro fraintese”, quante volte l’abbiamo sentito? Ed ecco arrivare puntuale la rettifica. Siamo sempre i soliti maligni. Michel non parlava mica di tutti! Si riferiva solo a quei ragazzi che nonostante non abbiano alcun impedimento familiare o lavorativo impiegano comunque un lasso di tempo ingiustificatamente lungo per laurearsi; consiglia, inoltre, senza troppi giri di parole, una bella scuola professionale a chiunque raggiunta l’età di 16 anni non si senta particolarmente tagliato per la carriera accademica. E qui posso iniziare a condividere, anche se, in quanto personaggio pubblico, avrei scelto un termine più delicato, un concetto più amabile, un poco di zucchero per fare andare giù la pillola. Anche perché, Mickey, informati bene. La quinquennale è andata fuori moda già da parecchio tempo. Certo, sopravvive ancora in qualche Ateneo, la si trova di tanto in tanto, ma non è specie protetta. Inoltre, l’ultimo rapporto del consorzio universitario Almalaurea ci comunica che l’età media dei laureati triennali è pari 25,9 anni. Insomma, a meno di 26 anni, in generale, ormai un pezzo di carta in mano ce lo abbiamo tutti. Anch’io qui userei un termine poco scientifico e delicato ma molto anatomico e mi chiedo a 23 anni (anno più, anno meno!) cosa farò della mia stupenda laurea triennale in Lingue e Culture Europee, Euroamericane ed Orientali. Temete tanto la fuga dei cervelli? Peccato, io mi sentirei davvero sfigata ad arrivare ai 28 anni ancora disoccupata in Italia, magari lavorando in un call center, nonostante laurea triennale, specialistica, master e stage. Questo è essere sfigati, Michel! Non amo i fannulloni, non sarò la paladina dei mammoni, ma considerando quello che il nostro Paese attualmente ci offre, a volte mi sento sfigata leggendo sulla mia carta d’identità “Cittadinanza: Italiana”, e non pensando che mi mancano ancora 13 materie per la Laurea.

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Giovedì 21 luglio e venerd' 22 luglio, alle ore 10, presso l’auditorium dell'ex Monastero dei Benedettini verrà illustrata dettagliamente l'offerta didattica per la formazione linguistica universitaria della Facoltà di Lingue e Letterature straniere, inerente l'anno accademico 2011-2012.

Gli appuntamenti sono previsti: 

- 21 Luglio alle ore 10:00  presso l'ex monastero dei Benedettini (auditorium) il corso in Lingue e Culture europee, euroamericane e orientali; 

- 22 Luglio alle ore 10:00  presso l'ex monastero dei Benedettini (auditorium) il corso in Lingue per la Comunicazione Internazionale;