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Lettere e Filosofia 13-14 aprile Pubblichiamo un comunicato stampa ricevuto dalla nostra redazione, in merito alle elezioni studentesche universitarie che si svolgeranno il prossimo 13 e 14 Aprile 2011, per l'elezione dei rappresentanti degli studenti in seno al Consiglio di Facoltà. Il quorum richiesto è del 15% degli aventi diritto al voto, le liste sono 14, i candidati 113.  Si vota a Catania, Ragusa e Siracusa.

Si vota mercoledì 13 e giovedì 14 aprile, dalle 9 alle 19, per eleggere nove rappresentanti degli studenti in seno al Consiglio della nuova facoltà di Lettere e Filosofia e cinque rappresentanti degli studenti in seno al nuovo Consiglio della facoltà di Lingue e Letterature straniere che dal prossimo novembre avrà sede esclusiva a Ragusa, per il biennio accademico 2011/13.
L’elettorato attivo e passivo spetta a tutti gli studenti regolarmente iscritti alla data di indizione delle elezioni (1° marzo 2011), in corso o fuori corso, ai corsi di laurea, ai diplomi universitari, alle Scuole di specializzazione e ai dottorati di ricerca delle due facoltà. Per Lettere e Filosofia si tratta di 10 mila 206 studenti elettori, 1.029 sono gli aventi diritto di Lingue e letterature straniere.
Per essere ammessi al voto, gli aventi diritto, devono esibire un documento valido di riconoscimento e apporre la propria firma sulla lista dei votanti (non è consentito il riconoscimento dell'elettore da parte dei componenti il seggio o di altri elettori). Il regolamento elettorale prevede inoltre che le elezioni si svolgano sulla base di liste concorrenti di candidati con sistema proporzionale, il quorum richiesto è del 15% degli aventi diritto.
Sono 14 le liste in corsa per il consiglio di Lettere, per un totale di 113 candidati (Pensa Iride, Ateneo studenti-Obiettivo studenti – La Traccia, Intesa, Univis-Alchimia-Enjoy, Ares, Generazione a Sinistra, Idea umanistica, Movimento universitario, Alleanza universitaria, Udu Unione degli universitari, Giovani per l’Autonomia Libertas-Adea, Trinacria-Fronte universitario – Musa, Actea e Sikelia) e tre quelle presentate invece per il consiglio della facoltà di Lingue e Letterature (15 i candidati): Pensiamo al cento per cento, Per una nuova primavera, Actea straniere.
In coincidenza con lo svolgimento delle elezioni proseguirà regolarmente l'attività didattica nelle strutture interessate, ad eccezione soltanto di eventuali esami di profitto e di laurea che dovranno essere aggiornati. Sono invece sospese le lezioni che dovrebbero tenersi nelle aule adibite a seggi elettorali.
A tal proposito, gli studenti iscritti nelle Facoltà di Lettere e Filosofia e di Lingue e Letterature straniere, ai corsi di studio con sede a Catania, dalla lettera "A" alla lettera "L", potranno presentarsi nell’aula 67 del Monastero dei Benedettini (Piazza Dante, 32 – Catania), gli iscritti dalla lettera "M" alla lettera "Z", nell’aula 75. Gli studenti di Lettere iscritti ai corsi di studio con sede a Siracusa devono presentarsi nella sede della Biblioteca di Palazzo Bellassai, in via Vittorio Emanuele 33. Infine, gli studenti della Facoltà di Lingue, iscritti ai corsi di studio con sede a Ragusa, potranno recarsi nella sede di piazza Chiaramonte 3 a Ragusa Ibla, Aula A. Le operazioni di scrutinio avranno luogo venerdì 15 aprile con inizio alle 8.30.

Votantonio la TrippaLe elezioni studentesche sono ormai vicinissime. Il 12 e 13 maggio gli universitari andranno alle urne per il rinnovo dei consigli di Facoltà di Ateneo. Lo dico a titolo informativo anche se, ovviamente, chiunque sia universitario avrà sorbito l'estenuante campagna elettorale fatta da amici, amici di amici, parenti, parenti di amici, amici di parenti e così via.

Da cosa si differenzia, in effetti, un'elezione studentesca da una "normale"? Da quello che si vede in questi giorni si potrebbe dire che non vi sia una differenza sostanziale, perché, è triste dirlo, ma i politicanti universitari (non tutti, sia ben chiaro) a volte prendono la forma inquietante dei politici di casa nostra; così c'è quello che non mette la faccia nei volantini, il partito che si presenta senza un effettivo programma, un altro che punta sulla bellezza e sul carisma ecc.

Seconda cosa che mi stupisce e non poco è l'incredibile frammentazione dei partiti (ed in questo, bisogna dirlo, battono la politica nazionale): per fare un esempio, vi sono partiti che sembrano di destra, ma sono di centro, e ricordano vagamente il logo del PDL, incredibile dono dell'obiquità, non c'è che dire; il PDL viene citato in modo più o meno velato in molti partiti, così come il fronte autonomista di Lombardo ha visto quest'anno un grande emergere di liste simili a quella MPA; poi si possono trovare partiti che hanno simboli esplicitamente di una corrente appunto, ma che rievocano contemporaneamente anche un'altra ideologia, oppure ancora partiti che cercano di non essere troppo inclinati verso un' pensiero o una corrente ben precisa: insomma, ce n'è per tutti i gusti.
Degna di nota è anche la fantasia degli "aspiranti consiglieri": si passa dalla lista "Abbasso i baroni rossi" all'enigmatica "La tana del lupo" in Ingegneria, la lista international "To care" di Medicina, la nichilista (speriamo solo nel nome) "No stress", la geniale "I decentrati" di Architettura (a cui dovrebbero fare un pensierino i colleghi di lingue, ahimè), fino ad arrivare all'emblematica "Laureati ma asini".

Non dobbiamo dimenticare nemmeno che vi sono state le classiche polemiche pre-elezioni (sarebbe strano il contrario). Polemiche nate riguardo una lista, la neonata "Università libera ed eccellente" (lista numero 1 in tutte le facoltà, già questo è strano), la quale molti sostengono sia "vicina al Rettore Recca". Il Magnifico, dal canto suo, ha smentito su "La Sicilia".

Ma quali sono i motivi per cui queste elezioni possano essere davvero interessanti, aldilà di una lista dal nome esotico o da persone che offrono caffè?
Il primo motivo, senza dubbio, quello dell'astensionismo, incubo di ogni candidato. Se le elezioni regionali nel resto d'Italia hanno mostrato un'incredibile tendenza al "non voto", figuriamoci quanta possa essere la voglia di uno studente medio di recarsi ad un seggio.
Secondo motivo, sicuramente più allarmante, è il clima di tensione che sta vivendo in questi mesi l'Ateneo catanese, con il paventato spostamento della sede di Lingue a Ragusa, il decentramento di Architettura, la dichiarata "rivoluzione" dei programmi di Lettere e Filosofia, il caso Farmacia con i suoi interrogativi ancora irrisolti, il caso Rossitto a Scienze Politiche e, come una mannaia, i tagli imposti dalla coppia Gelmini-Tremonti.
Quale sarà la risposta degli studenti? I manifestanti, che non sono pochi, diserteranno oppure reagiranno andando in massa a votare?
L'unica risposta che mi viene in mente, essendo Maggio, è quella forse più scontata: "Ai posteri l'ardua sentenza".