Il 27 Luglio 2010 viene pubblicato un decreto firmato dal Magnifico Rettore dell’Università di Catania Antonino Recca in cui si stabilisce che:” Per gli studenti iscritti ai corsi di studio non più attivati nell'A.A. 2010-2011 viene eliminata ogni limitazione all'iscrizione agli anni successivi al primo.”
L’interpretazione letterale del decreto è molto chiara:il decreto infatti elimina tutti gi sbarramenti esistenti per il passaggio degli anni nei confronti degli studenti attualmente iscritti all’interno di corsi di studio non più attivati, senza delimitare questa applicazione ad anni specifici.
PURTROPPO però, mentre in alcune facoltà ( Farmacia, giurisprudenza, etc) il decreto è stato recepito ed applicato nella maniera su indicata, in altre ciò non avviene, creando una grande confusione tra gli studenti.
Nello specifico, all’interno del corso di laurea specialistico di Medicina e Chirurgia si è creata una notevole confusione.
Sin dal mese di Agosto infatti la segreteria della facoltà, su espressa domanda di una moltitudine di studenti, risponde a chiare lettere che il decreto è applicabile nei confronti di tutti gli iscritti presso tutti gli anni di corsi di laurea ormai non più attivati, perché sostituiti dalla laurea magistrale.
I componenti dell’Associazione Giovani CISL di Catania hanno seguito negli ultimi giorni con molta preoccupazione le vicende relative ad alcune notizie ufficiose circa la nascita di un nuovo polo universitario a Ragusa, che metterebbe a rischio il mantenimento, soprattutto per il futuro, della Facoltà di lingue e letterature straniere all’interno del polo universitario di Catania.
Per tale motivo tutto il gruppo, appartenente all’associazione Giovani Cisl, esprime solidarietà e sostegno agli studenti universitari che ora frequentano la Facoltà insistente nel comune di Catania, e che nei giorni scorsi sono stati protagonisti delle manifestazioni di protesta.
Attualmente la Facoltà in questione coinvolge un elevato numero di studenti, che verrebbero sottoposti ad ulteriori disagi, mentre dovrebbe essere garantito loro un corretto svolgimento del percorso di studi.
Oriana Abate, in rappresentanza dell’associazione della Cisl etnea interviene affermando: “Esprimiamo tutta la nostra solidarietà agli studenti della facoltà di lingue e letterature straniere, siamo loro vicini nella richiesta del mantenimento della sede della Facoltà a Catania”, a confermare dette parole anche Giovanni Coppolino, componente dell’Associazione Giovani Cisl di Catania, nonché rappresentante degli studenti all’interno del Senato Accademico dell’Università, che ribatte: “Occorre prestare la massima attenzione alla vicenda perché non possiamo permettere che migliaia di studenti che devono ancora completare gli studi e altri che verranno nel futuro siano penalizzati”.
Vincenzo Ventura - rappresentante della Cisl Giovani di Biancavilla - rafforza l’intervento: “Il diritto allo Studio è inalienabile e non può essere un mero capriccio a mettere in discussione il futuro culturale e formativo di sette mila studenti della facoltà di Lingue di Catania. A questi dovranno aggiungersi le matricole, che non potranno ritrovarsi allo sbando.
Non possiamo che esprimere convinto sostegno e piena solidarietà agli Studenti così come a quei Docenti che in questi giorni stanno cercando di difendere una Facoltà che rappresenta un’irrinunciabile realtà per il nostro territorio”.
L’associazione è coinvolta in un percorso mirato alla riscoperta soprattutto di importanti valori come ad esempio la solidarietà e la fratellanza, attraverso soprattutto una maggiore partecipazione democratica all’interno della società, per tale motivo Oriana Abate, Giovanni Coppolino e Vincenzo Ventura, affermano: “Oggigiorno, noi giovani siamo il futuro di una società che ci ignora, ci lascia senza riferimenti, senza sostegni, ma soprattutto senza tutele, quello che chiediamo è un percorso di studi che ci prepari effettivamente ad una futura partecipazione alla vita sociale, certamente, una politica in tal senso comporta notevoli investimenti sia nella ristrutturazione dell’azione scolastico-formativa, che soprattutto eviti i tagli, sia nella creazione di quell’ambito sociale che favorisca l’inserimento di noi giovani nella struttura produttiva del paese e soprattutto nel nostro territorio”.
L’associazione Giovani Cisl è presente all’interno della Cisl di Catania in Via Crociferi al n.55 e nel Comune di Biancavilla in Via V. Emanuele
Giovanni Coppolino.
Documento inviato da Giovanni Coppolino, attualmente Senatore Accademico dell'Università di Catania
Il 24 aprile il Preside della Facoltà di Lingue e Letterature straniere prof. Nunzio Famoso, in un incontro informale promosso dal Magnifico Rettore prof. Antonino Recca, è stato messo al corrente che la Facoltà sarebbe stata chiusa per favorire la nascita di un quarto polo universitario siciliano. In particolare, una nuova Facoltà di Lingue vedrebbe la luce a Ragusa, dove oggi si trova la sede decentrata della Facoltà, nel quadro di non ben specificate “misure per il potenziamento del sistema universitario siciliano”.
Mercoledì 28 il Consiglio di Facoltà, alla luce di queste frammentarie notizie, ha elaborato un documento col quale respinge ogni ipotesi di dismissione, benché alla Facoltà non sia ad oggi ancora giunta nessuna comunicazione ufficiale.
Il ventilato accordo prevedrebbe l’apertura, per l’anno accademico 2010/11, dei corsi già programmati a Catania anche a Ragusa, che poi dall’anno accademico successivo, e con la chiusura della sede di Catania prevista per il 2011, diventerebbe unica Facoltà di Lingue della Sicilia. Ragusa godrebbe di una deroga nell’applicazione del DM 270, quindi non ci sarebbe l’inserimento dei numeri chiusi e soprattutto non ci sarebbe l’obbligo di avere il numero minimo di docenti di ruolo previsti dal decreto, per giunta in una sede oggi inadeguata ad accogliere migliaia di potenziali iscritti. La cosa più grave è che il Magnifico Rettore, per motivi non meglio precisati ma quasi sicuramente di natura politica, si sarebbe impegnato a garantire al nascente quarto polo l’esclusiva su Lingue, garantendo la non apertura di corsi analoghi e quindi chiudendo di fatto le porte all’esistenza di una Facoltà di Lingue a Catania, oggi e nel futuro. L’unica Facoltà di Lingue siciliana verrebbe poi messa nelle mani di un Consorzio che in passato si è dimostrato inadempiente nei confronti dell’Ateneo catanese, costringendo a suo tempo il Magnifico Rettore a manifestare la volontà di sciogliere la convenzione vigente poiché non rispettata.
La Facoltà di Lingue e Letterature straniere nasce a Catania nel 1999, prima Facoltà di Lingue in Sicilia e terza nel sud Italia, e fin da subito ha raccolto un grandissimo successo tra gli studenti, rendendola in pochissimi anni elemento imprescindibile della città e del territorio. Nello stesso adeguamento dei corsi di laurea al DM 270 la Facoltà si è mossa tempestivamente, ottenendo parere favorevole dal CUN (Consiglio Universitario Nazionale) ed è quindi perfettamente in regola sotto qualunque punto di vista.
Ma non c’è solo l’ambito puramente accademico. La Facoltà è diventata, negli anni, un punto di riferimento per la società civile catanese e siciliana, patrocinando e promuovendo una lunghissima serie di iniziative sociali e culturali, divenendo un luogo aperto al confronto democratico e al dibattito.
Il destino degli studenti, allo stato, non è chiaro. Da un lato il Magnifico Rettore avrebbe dichiarato che tutti gli studenti avrebbero comunque diritto a completare i corsi a Catania ad esaurimento, come “ospiti” della Facoltà di Lettere e Filosofia, senza esprimersi però su modi e costi di questa soluzione forzata. Dall’altra, però, lo stesso Sen. Mauro, presidente del Consorzio Universitario Ibleo, non sa dare risposte reali alla domanda su cosa sarà degli studenti e del loro futuro nell’Università. Ma se anche il Rettore avesse ragione, come farebbe un’altra Facoltà a seguire il percorso di studi degli studenti? Chi garantirebbe la qualità dell’offerta formativa? Cosa sarebbe del personale tecnico-amministrativo, per larghissima parte precario? E dei docenti a contratto?
CHIEDIAMO UNA COSA SOLA:
che la Facoltà di Lingue e letterature straniere rimanga a Catania, al Monastero dei Benedettini. Non ci opponiamo alla creazione di un quarto polo universitario, purché questo non significhi penalizzare migliaia di studenti che devono ancora completare gli studi e moltissimi altri che a questa Facoltà vorrebbero accedere nei prossimi anni. A questo scopo riteniamo inaccettabile che il Magnifico Rettore non si sia ancora espresso pubblicamente, se non davanti ad un cappuccino, rispetto a questo scempio, e che la Facoltà di Lingue e letterature straniere diventi merce di scambio per oscuri giochi di potere sotto lo slogan di “UN’UNIVERSITA’ LIBERA ED ECCELLENTE”, anzi pretendiamo che faccia al più presto chiarezza dinanzi alla Facoltà, studenti, docenti, preside e personale tecnico-amministrativo e all’interno della comunità accademica catanese.
A nome di tutti gli studenti della Facoltà di Lingue e letterature straniere
I rappresentanti degli studenti in seno al Consiglio di Facoltà
Enrico Agosta
Glenda Caruso
Michela Conte
Agatino Giuffrida
Giampiero Gobbi
Michele Grasso
Andrea Rizzo
Dario Sidoti
Sottoscrivono il documento i rappresentanti degli studenti in seno al Senato Accademico
Giovanni Coppolino e Nunzio Rinzivillo
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