Pubblichiamo questa lettera pervenuta in redazione oggi pomeriggio. Ci sembra un buonissimo spunto di riflessione per tutti coloro che si apprestano ad affrontare la dura realtà Universitaria.
Pubblicheremo la lettera in forma completamente anonima preservando l’identità dell’autore e ci solleviamo da qualsiasi responsabilità civile e legale in quanto trattasi di testo anonimo e di indubbia provenienza.
Liveunict, come sempre, dà la voce agli studenti e non potevamo esimerci davanti a tale richiesta di pubblicazione.
Leggendo l'editoriale di Martina Di Vita, mi sono resa conto di quanto le sue parole sembrassero mie. Mi ha riportato indietro di qualche anno, quando ancora mi era concesso sognare perché, piccola, sapevo ancora troppo poco dei meccanismi squallidi del mondo degli adulti. La verità, ahimè, è che per aver accesso a facoltà "prestigiose" ci sono solo 3 vie: studiare, pagare e PAGARE.
Inizi al III anno di scuola superiore, magari al secondo, a frequentare improbabili corsi atti ad insegnare la metodica dei quiz e NON i contenuti oggetto del concorso. Passi intere estati china sui libri nella speranza che il sacrificio possa essere ricompensato. Nella speranza di entrare a far parte dei pochi eletti talmente dotti, che una volta entrati possono permettersi il lusso di non fare nulla perché ormai hanno raggiunto lo scopo della vita.
Mi ricordo che il mio percorso fu pressoché questo: corsi estivi all'unimed, professore privato una volta arrivata a casa e studio forsennato. Il primo tentativo fu un grosso buco nell'acqua, ma malgrado la cocente delusione mi decisi a ritentare pur iscrivendomi in un'altra facoltà. Frequentando i corsi universitari non trovai grosse difficoltà d'apprendimento tranne che per una materia, per la quale decisi di frequentare delle lezioni private. Il professore si dimostrò competente e disponibile, e col tempo (perché le lezioni furono copiose) addirittura diventò confidenziale il rapporto alunna-docente (ovviamente nulla di sconveniente).
Arrivati al mese di luglio, il rispettabile sopra citato mi chiese se avevo intenzione di riprovare il concorso per accedere alle facoltà a numero chiuso. Ingenua e speranzosa risposi di sì: lui ad un tratto si illuminò.
Mi propose un escamotage, per eludere le difficoltà concorsuali: alla modica cifra di 10 mila euro avrei ricevuto le risposte esatte ai quesiti che mi sarebbero stati sottoposti. Il metodo, a detta sua, era infallibile: ogni candidato (protetto dalla più assoluta privacy) sarebbe entrato in aula munito di un dispositivo elettronico di ultima generazione di provenienza giapponese credo. Tra i candidati, inoltre, si sarebbe presentato un ragazzo con un'ingessatura all'interno della quale avrebbero messo una telecamera (o similare) che avrebbe inviato le informazioni alla mente diabolica di cotanto piano. Arrivate al docente, egli si sarebbe poi preoccupato di smistare le domande ad un pull di esperti delle varie materie : un docente di fisica, uno di matematica, uno di chimica, uno di biologia. Terminata la compilazione dei quesiti le risposte sarebbero state inviate alle apparecchiature date in dotazione a ciascuno dei "protetti" candidati. La formula era : SODDISFATTI O RIMBORSATI, tranne che per le spese sostenute per l'acquisto dei materiali. Come se non bastasse lo schifo che ho appena descritto, per concludere il colloquio il fatiscente insegnate mi disse :" Decidi con calma, ma se non ritieni adatto a te questo sistema non pubblicizzarlo: ma tanto so che non lo farai perché sai che potrei tranquillamente dire che ti ho fatto gli esami tramite telefonino per tutto l'anno accademico. Le prove non mancheranno…" . Sconvolta e irritata allo stesso tempo decido di declinare l'offerta. Non per le gravose questioni economiche, perché facendo il conto dei corsi frequentati i 10 mila euro forse sono stati superati, ma per una questione di integrità morale.
Ora mi domando, ancora con ingenuità, dei pochissimi posti disponibili quanti sono destinati realmente a candidati meritevoli? Visto che è la meritocrazia una delle scusanti che leggittimano il numero chiuso, non è ormai da considerarsi un totale fallimento? Negli anni mi sono fatta una cultura a riguardo: pochi sono i ragazzi che entrano solo per le proprie capacità culturali. Il resto paga. Paga per comprarsi l'accesso, o paga per frequentare corsi ( il cui accesso è riservato solo a chi supera il test di valutazione e a chi è disposto a pagare circa 5mila euro). Non ci sono altre possibilità. La meritocrazia lascia spazio al potere della moneta, e questo potere non lascia margine alla possibilità nemmeno alla fortuita possibilità di azzeccare la risposta corretta agli 80 quesiti posti in esame. Il numero chiuso ha contribuito solamente ad innescare un business di proporzioni cosmiche, e ad avvallare la tesi secondo cui solo il furbetto ottiene ciò che vuole, senza alcun sacrificio.
Dove sono finite le minacce, a vuoto, figlie delle varie indagini che hanno coinvolto altri atenei della nostra penisola? Alla luce di questi fatti, chi risarcisce i ragazzi speranzosi? Chi li aiuta a superare un fallimento che segnerà, obbligatoriamente, il resto della loro carriera? Perché nessuno ascolta quando la gente denuncia illeciti? Signori, informatevi e informate. Non limitatevi solo a consigliare un corso rispetto ad un altro. Non limitatevi a dare dritte su come affrontare il quiz. Riflettete e fate riflettere, perché questa è la mera realtà dei fatti.
Pubblichiamo questa lettera pervenuta in redazione oggi pomeriggio. Ci sembra un buonissimo spunto di riflessione per tutti coloro che si apprestano ad affrontare la dura realtà Universitaria.
Pubblicheremo la lettera in forma completamente anonima preservando l’identità dell’autore e ci solleviamo da qualsiasi responsabilità civile e legale in quanto trattasi di testo anonimo e di indubbia provenienza.
Liveunict, come sempre, dà la voce agli studenti e non potevamo esimerci davanti a tale richiesta di pubblicazione.
Leggendo l'editoriale di Martina Di Vita, mi sono resa conto di quanto le sue parole sembrassero mie. Mi ha riportato indietro di qualche anno, quando ancora mi era concesso sognare perché, piccola, sapevo ancora troppo poco dei meccanismi squallidi del mondo degli adulti. La verità, ahimè, è che per aver accesso a facoltà "prestigiose" ci sono solo 3 vie: studiare, pagare e PAGARE.
Inizi al III anno di scuola superiore, magari al secondo, a frequentare improbabili corsi atti ad insegnare la metodica dei quiz e NON i contenuti oggetto del concorso. Passi intere estati china sui libri nella speranza che il sacrificio possa essere ricompensato. Nella speranza di entrare a far parte dei pochi eletti talmente dotti, che una volta entrati possono permettersi il lusso di non fare nulla perché ormai hanno raggiunto lo scopo della vita.
Mi ricordo che il mio percorso fu pressoché questo: corsi estivi all'unimed, professore privato una volta arrivata a casa e studio forsennato. Il primo tentativo fu un grosso buco nell'acqua, ma malgrado la cocente delusione mi decisi a ritentare pur iscrivendomi in un'altra facoltà. Frequentando i corsi universitari non trovai grosse difficoltà d'apprendimento tranne che per una materia, per la quale decisi di frequentare delle lezioni private. Il professore si dimostrò competente e disponibile, e col tempo (perché le lezioni furono copiose) addirittura diventò confidenziale il rapporto alunna-docente (ovviamente nulla di sconveniente).
Arrivati al mese di luglio, il rispettabile sopra citato mi chiese se avevo intenzione di riprovare il concorso per accedere alle facoltà a numero chiuso. Ingenua e speranzosa risposi di sì: lui ad un tratto si illuminò.
Mi propose un escamotage, per eludere le difficoltà concorsuali: alla modica cifra di 10 mila euro avrei ricevuto le risposte esatte ai quesiti che mi sarebbero stati sottoposti. Il metodo, a detta sua, era infallibile: ogni candidato (protetto dalla più assoluta privacy) sarebbe entrato in aula munito di un dispositivo elettronico di ultima generazione di provenienza giapponese credo. Tra i candidati, inoltre, si sarebbe presentato un ragazzo con un'ingessatura all'interno della quale avrebbero messo una telecamera (o similare) che avrebbe inviato le informazioni alla mente diabolica di cotanto piano. Arrivate al docente, egli si sarebbe poi preoccupato di smistare le domande ad un pull di esperti delle varie materie : un docente di fisica, uno di matematica, uno di chimica, uno di biologia. Terminata la compilazione dei quesiti le risposte sarebbero state inviate alle apparecchiature date in dotazione a ciascuno dei "protetti" candidati. La formula era : SODDISFATTI O RIMBORSATI, tranne che per le spese sostenute per l'acquisto dei materiali. Come se non bastasse lo schifo che ho appena descritto, per concludere il colloquio il fatiscente insegnate mi disse :" Decidi con calma, ma se non ritieni adatto a te questo sistema non pubblicizzarlo: ma tanto so che non lo farai perché sai che potrei tranquillamente dire che ti ho fatto gli esami tramite telefonino per tutto l'anno accademico. Le prove non mancheranno…" . Sconvolta e irritata allo stesso tempo decido di declinare l'offerta. Non per le gravose questioni economiche, perché facendo il conto dei corsi frequentati i 10 mila euro forse sono stati superati, ma per una questione di integrità morale.
Ora mi domando, ancora con ingenuità, dei pochissimi posti disponibili quanti sono destinati realmente a candidati meritevoli? Visto che è la meritocrazia una delle scusanti che leggittimano il numero chiuso, non è ormai da considerarsi un totale fallimento? Negli anni mi sono fatta una cultura a riguardo: pochi sono i ragazzi che entrano solo per le proprie capacità culturali. Il resto paga. Paga per comprarsi l'accesso, o paga per frequentare corsi ( il cui accesso è riservato solo a chi supera il test di valutazione e a chi è disposto a pagare circa 5mila euro). Non ci sono altre possibilità. La meritocrazia lascia spazio al potere della moneta, e questo potere non lascia margine alla possibilità nemmeno alla fortuita possibilità di azzeccare la risposta corretta agli 80 quesiti posti in esame. Il numero chiuso ha contribuito solamente ad innescare un business di proporzioni cosmiche, e ad avvallare la tesi secondo cui solo il furbetto ottiene ciò che vuole, senza alcun sacrificio.
Dove sono finite le minacce, a vuoto, figlie delle varie indagini che hanno coinvolto altri atenei della nostra penisola? Alla luce di questi fatti, chi risarcisce i ragazzi speranzosi? Chi li aiuta a superare un fallimento che segnerà, obbligatoriamente, il resto della loro carriera? Perché nessuno ascolta quando la gente denuncia illeciti? Signori, informatevi e informate. Non limitatevi solo a consigliare un corso rispetto ad un altro. Non limitatevi a dare dritte su come affrontare il quiz. Riflettete e fate riflettere, perché questa è la mera realtà dei fatti.
E' stata una segnalazione del consigliere provinciale del Pdl di Siracusa Paolo Amata a far emergere l'anomalia tra le liste dei candidati al concorso per l'ammissione alla facoltà di medicina e chirurgia.In seguito alla denuncia ,l'Ateneo ha verificato la presenza tra gli elenchi di oltre 3000 aspiranti medici di 3 studenti già immatricolati per lo stesso corso di laurea.Si possono facilemente intuire le ragioni che hanno spinto i tre studenti a sostenere una prova già superata,magari l'aiuto a qualche altro candidato,per il quale sarebbero servite ben poco le misure di sicurezza messe in atto a partire da quest'anno.Un broglio,una truffa che ha suscitato l'indignizione del Rettore Antonino Recca che fa presente di aver dato mandato di "verificare se esistano le condizioni per aprire un provvedimento disciplinare a carico degli studenti coinvolti nella vicenda".Mentre l'amministrazione universitaria tenterà di fare chiarezza sulla vicenda,agli studenti sono state restituite le tasse e sono stati esclusi dalla prova.
Boom di presenze ai test d’ammissione per le Professioni sanitarie. Ieri alle Ciminiere di Catania circa tremila studenti si sono presentati sul luogo per la risoluzione del tanto aspettato quizzone. Un esercito di aspiranti infermieri, fisioterapisti, ostetriche, radiologi e igienisti hanno riempito le aule della speciale location ( per la prima volta quest'anno i test di Ammissione sono stati tenuti alle Ciminiere)per contendersi i pochissimi posti disponibili messi a disposizione dell'ateneo catanese.
Di seguito la lista dei partecipanti al test
prof_sanit_LL-570-I.pdf- Elenco domande pervenute per la partecipazione ai test di Professione Sanitarie 2010
Giovedì 2 settembre in tutta Italia la prova di ammissione a Medicina e chirurgia: due ore e 80 domande a risposta multipla. Ora toccherà a odontoiatri farmacisti, professioni sanitarie e tutti gli altri aspiranti universitari.
Erano 2600 alle Ciminiere, per 300 posti, 2300 esclusi a priori. Questi i numeri della giornata di giovedì 2 Settembre alle Ciminiere di catania in occasione del preesame di Medicina e Chirurgia per l'anno accademico 2010-2011.
Il tempo a disposizione per lo svolgimento della prova era di due ore: 80 domande (18 di biologia, 11 di chimica,11 di fisica e matematica e le restanti 40 di ragionamento logico e cultura generale).
Rigorosi come preannunciato i controlli ,controllori con ausilio di apparecchiature speciali e metal detector hanno controllato i candidati prima di fare l'ingresso nelle aule, la procedurà molto laboriosa ha rallentantato notevolmente il flusso della massa, ma alla fine ha dato i suoi risultati.
Lunedì 19 luglio 2010 alle ore 10, nei locali del Polo didattico di Via Gravina n. 12 (angolo Piazza Pietro Lupo, zona Teatro Massimo), il preside della Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Catania, professor Giuseppe Barone, e i presidenti dei Corsi di studio della Facoltà presenteranno il piano dell’offerta formativa per l’anno accademico 2010-2011 in applicazione del D.M. 270/04, agli studenti, alle istituzioni e alle forze sociali della città.
L’evento, inoltre, sarà trasmesso integralmente in diretta via web lunedì 19 luglio alle ore 10. Collegandosi all’home page del sito web della Facoltà di Scienze politiche, sarà possibile seguire in tempo reale la presentazione del piano dell’offerta formativa per l’anno accademico 2010-2011.
L’offerta formativa prevede quattro corsi di Laurea triennali e sei corsi di laurea magistrali, ognuno dei quali si articola in percorsi curriculari. Diverse, inoltre, le novità presenti da quest’anno: per iscriversi al primo anno dei corsi di laurea dell’ateneo è necessario superare una prova di ammissione. Le domande per partecipare ai test di selezione vanno presentate on-line entro il 5 agosto collegandosi al portale studenti dell’università di Catania. Le prove di ammissione si terranno dal 1° al 15 settembre 2010.

Uno studente di medicina con il sogno di voler fare l'odontoiatra dovrà, ahimè, rinunciarvi. La nuova modalità concorsuale, pare precludere la possibilità di provare a realizzare le ambizioni degli studenti di Medicina. Chiamando la segreteria di medicina per avere un chiarimento circa le possibili limitazioni per iscriversi ai test, la risposta che riceverete sarà lapidaria: in base a quanto dice il bando UNO STUDENTE DI MEDICINA NON PUO' ISCRIVERSI AL TEST PER ODONTOIATRIA. Citando testualmente il suddetto bando: "Gli studenti dell’Ateneo non possono
Il calendario delle prove di ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso per il prossimo anno accademico 2011/2012 è già stato stabilito per giorno 29 agosto alle ore 15:00
L-25 Scienze e tecnlogie agrarie (148 +1 extrc. +1 cin)
L-26 Scienze e Tecnologie alimentari (148 +1 extrc. +1 cin)
L-21 Pianificazione, progettazione e gestione del territorio e dell'ambiente (148 +1 extrc. +1 cin)
Tempo assegnato per lo svolgimento della prova: 2 ore
Articolazione della prova: n° 80 domande
Il decreto che disciplina le modalità di svolgimento dei prossimi test di ammissione regolamenta all’articolo 6 quelli per l’accesso programmato ai corsi “direttamente finalizzati alla formazione di architetto“. La prova predisposta dalla commissione di esperti incaricata dal Miur è unica e “di contenuto identico sul territorio nazionale”.
Gli 80 quesiti prevedono la scelta di una tra cinque opzioni proposte e il test di ammissione va completato in un tempo di due ore e 15 minuti. I quesiti di cultura generale e ragionamento logico sono 32, 19 quelli di storia, sedici di disegno e rappresentazione e 13 di matematica e fisica.
L’allegato B del decreto, che disciplina nel dettaglio il test di ammissione ai corsi di Architettura, spiega che per l’ammissione “è richiesta una sufficiente cultura generale, con particolari attinenze all’ambito storico, sociale e istituzionale, affiancata da capacità di lavoro su testi scritti di vario genere (artistico, letterario, storico, sociologico, filosofico, ecc.) e da attitudini al ragionamento logico-astratto sia in ambito matematico che linguistico”.

Considerato che la riforma dell'Università recentemente approvata dovrà subire modifiche in linea con quanto richiesto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) chiede al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini di intervenire sulla questione dei test di ammissione all'Università e del numero chiuso per accedere ad una facoltà.
- Opportunità e prospettive professionali per giovani medici
incontro organizzato dal Collettivo Lupus, in collaborazione con la Presidenza del Corso di Laurea in Medicina e... - Congresso del Capitolo Italiano del IHPBA
Ai proff. Stefano Puleo e Salvatore Gruttadauria affidati la Presidenza e l'organizzazione - Prove di ammissione AA 2012-2013
Date delle prove ai Corsi di Laurea ad accesso programmato - Premio "Maria Chiara Piciocchi"
Premio di 1.500 euro riservato a neolaureati o neospecializzati - Corso multidisciplinare UNICEF
Terza edizione del corso di educazione allo sviluppo - Catania, Marzo/Maggio 2012 - Smart cities
Il PON Ricerca e Competitività affida ai giovani del Sud il compito di diffondere l’innovazione - Premio Ettore Schiavone
La Società Italiana di Patologia bandisce un premio biennale per la migliore tesi svolta nell'ambito delle discipline... - Laboratorio Officine Teatrali Universitarie "Progetto Machiavelli"
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Il decreto semplificazioni indebolisce il valore legale della laurea, tranne per quella in Medicina e Chirurgia - Questionario di autovalutazione specializzandi
Medici in formazione specialistica: attuazione del monitoraggio dei risultati della formazione - Contributi per stage e corsi di perfezionamento in Italia e all'estero
Potranno richiedere il contributo dell'E.R.S.U. specializzandi e dottorandi - Laurea on line Lauree di primo livello
Nuove procedure per la presentazione della Domanda di Laurea, del Foglio Tesi e della Tesi in formato digitale
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"Missione Ammissione" alle librerie Cavallotto
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Graduatorie provvisorie numero programmato 2010-2011 (UNICT)
Accesso ai Corsi di Studio dell'Università degli Studi di Catania per l'anno accademico 2010-2011. Prove e graduatorie provvisorie/definitive per l'ammissione e l'iscrizione al primo anno dei corsi di laurea e dei corsi di laurea magistrale…in Speciale Numero Chiuso Letto 10205 volte Continua...

