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(Adnkronos) - "La Sicilia manifesta grande interesse per il bando pubblicato dal Miur che si rivolge a Universita', centri di ricerche, consorzi e imprese, erogando considerevoli risorse: sono sicuro che i progetti presentati avranno ottime possibilita' di successo". Lo ha detto l'assessore regionale per l'Istruzione e la Formazione professionale della Sicilia, Mario Centorrino, partecipando in rappresentanza del presidente della Regione, Raffaele Lombardo, alla presentazione dell'avviso pubblicato dal ministero per l'Innovazione, la Ricerca e l'Universita' relativo al progetto "Smart Cities and Communities and Social Innovation" rientrante nel Pon "Ricerca e Competitivita'" 2007/2013 per le Regioni della Convergenza (Sicilia, Campania, Calabria e Puglia).

La tappa siciliana del road show organizzato dal Miur e' stata ospitata, oggi pomeriggio, nella sede di Catania della Presidenza della Regione. All'incontro hanno partecipato, fra gli altri, il ministro per l'Istruzione, Francesco Profumo, l'assessore regionale alle Funzione pubblica e alle Autonomie locali, Caterina Chinnici, e il prefetto di Catania, Francesca Cannizzo. Sono intervenuti anche il sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, i rettori delle Universita' di Palermo, Catania e Messina, rispettivamente Roberto La Galla, Francesco Tomasello e Antonino Recca. "Sono avvisi - ha continuato Centorrino - che portano innovazione nelle citta' del Mezzogiorno, offrono sostegno alle politiche di ricerche e rappresentano uno strumento essenziale per collegare la Sicilia a queste incisive azioni di governo. La visita del ministro Profumo e' un importante momento di confronto fra le politiche di ricerche avviate a livello nazionale e regionale. Valuto fondamentale - ha concluso - anche la presenza dei rettori delle Universita' e dei rappresentanti degli enti di ricerca perche' rappresenta la concretizzazione di questo interesse verso i progetti di innovazione delle citta', con riferimento ai temi della salute, dell'energie rinnovabili e del turismo, che fanno parte integrante della politica economica siciliana".

A partire da ieri, 22 marzo, sul sito web del MIUR (Ministero Istruzione Università Ricerca) è partita una consultazione pubblica on-line sul valore legale del titolo di studio.
La consultazione durerà un mese circa, il termine ultimo per partecipare è fissato, infatti, a giorno 24 aprile.
L’opinione è richiesta direttamente agli italiani che, in prima persona interessati o meno, potranno rispondere ai quesiti elaborati dal Ministero dell’Istruzione.
Cliccando sul banner in basso a destra si potrà accedere al questionario, introdotto da una presentazione sugli obiettivi che il nuovo strumento messo in campo dal Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Francesco Profumo, si è prefissato e circa i dettagli tecnici che ne avvolgono la idealizzazione.
In questa prefazione ai quesiti in seguito proposti, il Governo auspica ad una nuova e tanto inneggiata trasparenza che questa operazione di consulta popolare sicuramente porterà, un’iniziativa certamente finalizzata ad un netto contributo per una ripresa economica, impegnata nella crescita e nello sviluppo del Paese. Una conquista quindi sia per le istituzioni sia per i cittadini.
Questo Governo, autodefinitosi come "promotore della voce dei cittadini", ha deciso quindi di ascoltare ciò che il proprio popolo ha da dire.
Peccato che tutta questa propensione all’ascolto è intaccata dalla faziosità delle domande stilate e dal linguaggio adottato che risulta essere abbastanza complesso. In aggiunta, alcuni dei quesiti proposti non lasciano un gran margine di scelta alle domande presentate che indirizzano quindi a preferire l’abolizione del valore legale del titolo di studio.
Il sindacato studentesco dell’Udu (Unione degli universitari) si è già messo in moto chiedendo il ritiro immediato di questa consultazione e la formazione di una commissione creata ad hoc per riformulare le domande.
Nonostante oggi il valore in sé della Laurea, quello del prestigio, sia andato perduto, e ciò è ampiamente dimostrato dalla dilagante ignoranza che regna nelle menti, e soprattutto nelle bocche, di chi una Laurea ce l’ha ma come accessorio, ammettere che anche il “pezzo di carta” sia superfluo, a mio avviso, è esigere troppo. Che siano messe al bando, invece, tutte quelle classifiche che coronano i migliori Atenei nostrani (per lo più privati o “liberi”) per far posto a chi il riconoscimento se lo merita davvero, al di là dell’Ateneo di appartenenza. Quindi che sia analizzato nel dettaglio il percorso di studi di ogni singolo studente, piuttosto che un turpe e distaccato calcolo dei voti collezionati che altro non sono che numeri. Soprattutto alla luce dei nuovi cambiamenti che vedono la riduzione dei punti assegnati al momento della tesi. Arrivare al 110 e lode sarà molto difficile, e forse è giusto così, però resta il fatto che sono cifre che in sostanza non sono garanzia di preparazione “lodevole”: bisogna valutare la persona e basta, non il libretto dei voti. 

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Le modifiche allo Statuto d'Ateneo e le decisioni del Magnifico Rettore Antonino Recca in merito alla vicenda, non sono sufficienti. Questo è quanto afferma Jacopo Torrisi che in una dichiarazione  <<Pur apprezzando la scelta di modificare alcuni articoli dello Statuto ( si sta parlando delle modifiche menzionate al Senato Accademico ndr) contestati dal Miur  e dalla comunità accademica, ci sembra del tutto insoddisfacente  e preoccupante la determinazione del Rettore di voler mantenere inalterata la metodologia di formazione del CDA dell'Ateneo -  sottolinea il segretario del circolo Università del PD - Questa volontà, conferma a nostro parere, una scelta di gestione autoritaria, chiusa e antidemocratica del nostro Ateneo>>

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Torrisi conclude << a breve convocheremo un incontro nella quale instaurare un dibattito aperto sulle prospettive dell'Ateneo catanese, coinvolgendo le tante realtà accademiche che desiderano ripristinare un dialogo vero e costruttivo all'interno dell'Ateneo, a partire dei precari, docenti, lavoratori della ricerca e dell'area amministrativa>>

Quest'anno ci sarebbero molte cose da chiedere a Babbo Natale, ma il "Babbo Natale" in questione ha cambiato nome: Mario Monti.
Non si può di certo dire che il suo sia un governo voluto e ben amato, eppure si sente nell'aria "Profumo" di novità.

Dopo tredici anni dall'ultimo bando di concorso ordinario per insegnanti, il neoministro dell'istruzione Francesco Profumo ha annunciato, a Savona, di voler riaprire la scuola ai docenti giovani e di evitare vivamente di bloccare i neolaureati.

Saranno 12500 i posti che si occuperanno con il maxi concorso del 2012 per circa 300 mila aspiranti e, tra "ma, se e però" non ci sono molti scontenti, tuttalpiù sembrano voler puntualizzare tutti qualcosa: i sindacati pressano per i precari, la lega Nord per i concorsi regionali e non a stampo nazionale; ma a conti fatti chi può effettivamente partecipare a questo maxi concorso?

Sicuramente nessuno toglie il diritto di parteciparvi ai diplomati magistrali dato che posseggono il titolo abilitante in modo permanente all'insegnamento della scuola elementare.

Questo darà spazio e aria anche agli studenti di scienze della formazione laureati tra il 2008 e il 2011, ivi compresi quelli che usciranno abilitati dai TFA (Tironici Formativi Attivi).

Per questo Natale il regalo è già stato fatto, ci aspettavamo grossi cambiamenti e credo che si stiano iniziando a muovere delle pedine.

Ogni anno il Miur, pubblicando il bando di concorso, stabilisce meticolosamente quanti posti saranno disponibili per ogni corso di laurea a numero programmato. I requisiti base sono atti a garantire un ordine didattico e logistico comprendente sia l'idoneità delle strutture che i posti disponibili per l'accesso alle scuole di specializzazione. Il ministero della salute ha però evidenziato una grave carenza di personale medico prevista per il 2017(circa 18000 medici in meno), causata dagli imminenti pensionamenti del personale sopracitato che per ovvi motivi dev'essere sostituito al fine di garantire un'assistenza sanitaria a tutti i cittadini. Motivo per cui è previsto un ampliamento dei posti messi a concorso dal Ministero della Pubblica Istruzione del 10%, con effetto immediato, che si andrà ad aggiungere ai posti già occupati dai vincitori di concorso dell'attuale Anno Accademico 2011/2012.

In foto il Ministro ProfumoL’Assemblea della CRUI ha incontrato oggi il Ministro dell’Università Francesco Profumo. Un appuntamento molto cordiale durante il quale i Rettori hanno messo in evidenza i principali temi attorno ai quali si gioca il futuro dell’Università in Italia.

 

CRUI

La Conferenza dei Rettori ha incontrato oggi il ministro dell'Istruzione e Università Francesco Profumo. Un appuntamento definito dalla Crui "molto cordiale" durante il quale i Rettori hanno messo in evidenza i principali temi attorno ai quali si gioca il futuro dell'Università in Italia.