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I tanto decantati ingredienti della ricetta che avrebbe dovuto dare maggiore lustro al mondo del lavoro si sono rivelati nella loro inapplicabilità. Purtroppo questa inapplicabilità è radicata nella storia del nostro paese e sta portando inevitabilmente al declino del nostro sistema economico e sociale incrementando la sfiducia, nel mondo del lavoro, da parte dei giovani laureati. L’utopica fiducia che l’italiano dimostra di avere verso l’altro sembra svelare la realtà applicativa del nostro sistema meritocratico italiano.

Michael Young, noto laburista inglese, ci insegnò che un buon sistema, che permesse una valutazione equa per tutti, fosse quello meritocratico, ma chiaramente l’applicazione di tale concetto, di fatto, resta nelle mani di chi governa. Nessuno dice che tutto il lavoro è mal valutato, molte persone, infatti, si trovano oggi al posto giusto, grazie allo sviluppo e ai nuovi metodi di valutazione. Ma, il tasso di disoccupazione giovanile non accenna a decrescere, Riforme e innovazioni diventano dunque solo “escamotage” per aggirare il problema di questa inapplicabilità. Sappiamo bene quante migliaia di curriculum al giorno vengono spediti e quanti colloqui fanno quotidianamente i giovani laureati eppure non vengono assunti.
Si stenta a credere che siamo tutti “fannulloni” o incapaci”, considerato quanto denaro e sforzo investiamo nel nostro futuro, eppure la realtà ci sbatte in faccia risultati che di certo non portano nessuno sviluppo in merito per il nostro paese.

Valutare una risorsa umana, in Italia, appare come un circolo vizioso che non trova fine, non è facile, e chi lo fa deve essere diligente, accurato e professionale. Al di là di ogni professione, la valutazione deve essere oggettiva libera da qualsiasi giudizio personale, di cui appunto non ci si fida. Su questo è basata la meritocrazia, a premiare i migliori.

In Italia è davvero cosi? Considerata la situazione lavorativa, è evidente che qualche ingranaggio gira contro. Si cerca di eludere questo problema, ben visibile, creando concorsi, regole, professioni chiuse, promozioni per anzianità, agenzie di diverso tipo che disorientano chi cerca lavoro. La meritocrazia è legata alle capacità individuali e professionali dall’individuo e dovrebbe essere dunque inerme a fenomeni quali il nepotismo o il clientelismo, eppure in Italia oggi molti giovani fanno la professione del padre, incrementando gli interessi familiari piuttosto che quelli aziendali, creando una routine che non da spazio e merito a chi potrebbe davvero meritoriamente avere quel posto lavorativo. Il nostro paese, soprattutto una terra come la Sicilia, è strettamente legata alla “famiglia” come istituzione, ma questo “familismo” sta determinando il crollo socio-economico, provocando uno spreco di risorse e creando una sorta di “feudalesimo” che blocca la crescita del settore lavorativo giovanile, soprattutto nel Sud. “Sono stato assunto per ciò che so fare e non per il nome che porto”. Questo dovrebbe essere il motto di fiducia per un giovane laureato.

Accanto ad un quadro che non desta sicurezza e fiducia, troviamo un altro anello mancante: la competitività tra colleghi. La competizione è un concetto che non ha fondamenta nella nostra cultura cosi come nella formazione culturale-educativa degli altri paesi. Una sana competizione presuppone uguali condizioni di partenza, indipendentemente da dove si proviene. Competere è sinonimo di stimolazione, d’incoraggiamento tra colleghi, eppure nelle nostre aziende e in molti degli ambienti lavorativi e educativi, diventa per noi spesso fenomeno di discrepanza, avariando quella coesione che dovrebbe invece rafforzare l’azienda e l’individuo stesso. Esempio eclatante di questo è la promozione di un collega che porta all’immediato pensiero della “raccomandazione” piuttosto che al merito personale. Senza fiducia reciproca è chiaro che non abbiamo neanche equità ed eccellenza, ingredienti fondamentali per una buona valutazione meritocratica.

Un velo dunque, è quello che copre il volto della meritocratica italiana. Un volto che dovrebbe essere scoperto e guardato nella sua integrità. Con occhi meritocratici forse si può ancora accendere la fiducia in quei giovani, che ogni giorno sperano, attraverso concorsi pubblici e privati di trovare un posto di lavoro. La cecità di oggi può essere la perdita di quel panorama da osservare domani, quello che vede i nostri giovani realizzarsi dentro il nostro paese e non librarsi verso luoghi sconosciuti con una speranza che appartiene solo a noi e che sarebbe un peccato regalare ad altri.

Monitoraggio e valutazione del rischio ambientale, mutageno, cancerogeno e teratogeno Riceviamo e pubblichiamo un comunicazione da parte di una dipendente del Dipartimento G.F. Ingrassia dell'Università di Catania in merito alla presentazione di un MASTER di 1500 ore che si terrà nell'anno accademico 2011-2012. Scadenza 23 giugno 2011.

Il Master si rivolge a n. 15 laureati che, alla data di scadenza del bando, siano in possesso di: 

  • Laurea vecchio ordinamento  (titoli di studio conseguiti secondo gli ordinamenti didattici anteriori al D.M. n.509/99 e 270/04) - Laurea specialistica / magistrale in: Medicina e Chirurgia; Laurea vecchio ordinamento - Laurea specialistica / magistrale rilasciata dalle Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali e di Ingegneria.
  • Residenza nella Regione Siciliana da almeno sei mesi precedenti alla data di pubblicazione del presente bando
  • Possesso della cittadinanza italiana o anche di altri paesi europei o non europei in possesso però in questo ultimo caso di regolare permesso di soggiorno.

OBIETTIVI FORMATIVI

Il Master ha l’obiettivo di formare funzionari e dirigenti della PA, professionisti ma anche giovani neolaureati in materie biomediche e ambientali, economico-statistiche, giuridiche e ingegneristiche, sui temi e le tecniche della programmazione e della valutazione di attività di monitoraggio ambientale e di valutazione dei rischi per la salute, tenendo conto dell’analisi delle relazioni tra esposizione ed effetti sia diretti che indiretti.
L’obiettivo principale del Master qui proposto è quello di delineare una figura innovativa e versatile, un professionista dotato di conoscenze interdisciplinari, competenze e abilità tali da rispondere in modo efficace e coerente alle esigenze manifestate tanto dalle pubbliche amministrazioni, quanto dalle Aziende e dalle Industrie, nei temi della valutazione proposta.
Si tratta, quindi, di creare una figura professionale che abbia una visione globale del sistema di programmazione, attuazione, monitoraggio e valutazione di interventi sullo stato dell’ambiente e del suo impatto sulla salute, che sia in grado di operare su più livelli. Al termine del corso i partecipanti avranno acquisito competenze teoriche e metodologiche in diversi campi di tale programmazione e valutazione, tra i quali:
• Analisi del contesto territoriale, identificazione obiettivi e risultati attesi, progettazione di dettaglio degli interventi e dei programmi
• Conoscenza e applicazione della normativa esistente
• Costituzione, gestione e valutazione di reti e/o partenariati per collaborazioni scientifiche, economiche e istituzionali sui temi di salute e ambiente
• Conoscenza ed utilizzo dei principali strumenti di valutazione del rischio ambientale e della metodologia epidemiologica, con particolare riguardo ai rischi mutageni, cancerogeni e teratogeni
• Conoscenza ed utilizzo dei principali strumenti di monitoraggio ambientale
• Elaborazione di disegni e strumenti qualitativi e quantitativi di ricerca valutativa
• Realizzazione di disegni di valutazione di impatto di progetti complessi
• Lavoro in team e comunicazione efficace all’interno ed all’esterno dell’organizzazione
Il raggiungimento di questi obiettivi di apprendimento è in stretta relazione con le attività di apprendimento collaborativo proposto nell’ambito delle ore di lavoro di gruppo. Ovvero gli allievi saranno: coinvolti in attività pratiche ed azioni di individuazione e soluzione di problemi reali; guidati nel processo di apprendimento, richiamando le proprie esperienze pregresse e integrando nel contesto professionale quanto appreso. In generale i programmi didattici dimostreranno ciò che viene appreso con laboratori, simulazioni, casi pratici, esempi, ecc.

PROSPETTIVE OCCUPAZIONALI
Il Master adotta un approccio integrato alla formazione che verrà realizzato tramite l’interazione di soggetti differenti: da una parte, l’Università di Catania; dall’altra, un ente dalla spiccata vocazione operativa e dall’elevato expertise tecnico-professionale, Medici e Società per il Registro Tumori Integrato Catania-Messina-Siracusa-Enna, istituzione di primo piano nel panorama nazionale e regionale, il CIPA (Consorzio Industriale per la Protezione dell’ Ambiente) di Siracusa e tre industrie che operano nel territorio della Regione Sicilia: la ENI S.p.A. Raffineria di Gela, l’ERG Power di Priolo (Sr) e la Kalat Ambiente di Caltagirone (CT). Questa sinergia organizzativa permetterà di mettere in campo vaste risorse organizzative e conoscitive, nonché opportunità di indirizzare il percorso formativo ad esigenze reali e già preesistenti nonché a stimolarne di nuove scaturite durante il percorso stesso. In particolare, il corpo docente del Master potrà avvalersi tanto di professori universitari dal riconosciuto prestigio quanto di professionisti che da anni operano nel campo del monitoraggio e nella valutazione del rischio ambientale. L’integrazione tra competenze teorico-metodologiche ed efficaci abilità tecnico-pratiche permetterà al corpo docenti del Master di assicurare un’esperienza formativa di primo livello immediatamente applicabile in una varietà di contesti professionali.
Data la diversa provenienza e la diversa prospettiva di outplacement dei potenziali allievi, il corso prevederà la possibilità di personalizzare i contenuti formativi, soprattutto nelle fasi laboratoriali,  di project work e dello stage finale. Quest’ultimo sarà svolto presso il Registro Tumori Integrato Catania-Messina-Siracusa-Enna (Medici e Società), il CIPA, la ENI S.p.A. Raffineria di Gela, la ERG di Priolo e la Kalat Ambiente di Caltagirone, queste ultime si sono messe a disposizione con delle borse di studio per l’assunzione a fine corso di alcuni degli allievi del MASTER.

STRUTTURA DEL MASTER
Il Master si articolerà in 1500 ore complessive, così ripartite:

1. n. 1000 ore di formazione assistita che si articolano come segue:
• n. 400 ore di didattica frontale dedicata agli insegnamenti caratterizzanti e a quelli professionali;

• n. 600 ore di formazione extra aula (di cui 450 ore di tirocinio/stage, 150 ore di project work);

2. n. 500 ore di studio personale.

Le attività d’aula saranno articolate in moduli formativi ciascuno comprendente sia lezioni teoriche sia svolgimento di esercitazioni durante la sessione di Applicazione.
Il Master consente di acquisire 60 crediti formativi.

Data l’attualità del tema oggetto del Master e la sempre crescente esigenza di figure professionali destinate ad occuparsi di monitoraggio e valutazione del rischio ambientale, si prevede di realizzare una seconda edizione del Master, nell’anno accademico 2011-2012.
Le due edizioni del MASTER si intendono realizzare secondo la stessa architettura descritta in dettaglio nel presente schema.


DOCUMENTAZIONE:

- Bando

- Modulo di Domanda (da presentare entro il 23/06/2011)

- Schema B - Curriculum Vitae Europeo (da presentare entro il 23/06/2011)

- Dichiarazione sostitutiva di certificazione

- Dichiarazione di notorietà

Il decreto che disciplina le modalità di svolgimento dei test di ammissione 2011 per le selezioni per Medicina e Chirurgia, e Odontoiatria e Protesi dentaria, stabilisce che da quest'anno la prova è unica per entrambi i corsi ed è di contenuto identico sul territorio nazionale. Il test si svolgerà a partire dalle 11 del 5 settembre.

La prova d’ammissione a Medicina e in Odontoiatria e Protesi dentaria prevede la verifica di competenze pregresse su capacità logiche e cultura generale. La durata della prova è di 2 ore e da quest'anno avverrà in data unica per entrambi i corsi in tutte le facoltà di tutti gli Atenei italiani.