Manuela Leonardi

Manuela Leonardi

Facoltà : Medicina
Corso: Medicina e Chirurgia
Anno : primo
Ruolo: Autrice, blogger di LiveCiak

Sito web:

Probabilmente, la condizione apparentemente privilegiata dello studente di medicina renderà difficile comprendere le ragioni effettive che stanno alla base di questo sciopero. È vero anche che risulta doveroso da parte nostra approfondire al meglio i vari aspetti del problema per fornire a voi lettori una visione di insieme NITIDA.

Uno degli ultimi emendamenti approvati dal Senato ed ora passato alla Camera per l'approvazione definitiva dispone che d’ora in poi vengano tassate tutte le somme corrisposte a titolo di borsa di
studio per fini di studio o di addestramento professionale che concorrono a formare redditi superiori a 11.500 euro. Questa disposizione ridurrebbe le borse di studio dei medici specializzandi, già tra le più basse d’Europa, di ulteriori 300 euro al mese, dopo il taglio già effettuato due mesi
fa.”

Lo specializzando, è una condizione sociale ibrida per cui non si è effettivamente lavoratore ma non ci si può considerare solo studente. Nello specifico lo studente specializzando non  è dipendente del sistema sanitario nazionale, ragion per cui non riceve né stipendio né gli vengono versati interamente i contributi previdenziali. Percepisce un assegno di borsa di studio a scadenza di 12 mesi, rinnovabile di anno in anno fino al conseguimento del titolo. Tale trattamento viene corrisposto dall’Università in 12 ratei mensili posticipate. Secondo quanto dice il contratto tipo: “Il medico in formazione specialistica si impegna a non svolgere alcuna attività libero professionale all’esterno delle strutture assistenziali in cui effettua la formazione, né ad accedere a rapporti convenzionali o precari con il Servizio sanitario nazionale o con enti e istituzioni pubbliche e private. (art.5 comma 1)”. Lo specializzando di fatto, oltre ad essere notariamente sfruttato e privato di qualsiasi tutela lavorativa (orari di lavoro che superano le 12 ore giornaliere, per esempio)è parte integrante del sistema sanitario nazionale che probabilmente subirà forti disagi nelle giornate in cui è previsto lo sciopero.

Non è solo una questione veniale quella degli specializzandi, ma una vera e propria esigenza: partendo dal versamento delle tasse universitarie (perchè come già detto, lo specializzando è a tutti gli effetti ancora studente), si passa al pagamento dell'Enpam (l'ente di previdenza), all'assicurazione professionale, ed in fine bisogna aggiungere la spesa prevista per libri di testo ( cifre a dir poco proibitive), gli aggiornamenti professionali, i congressi medici, l'iscrizione all'Ordine dei Medici (senza cui non si può esercitare la professione) e chi più ne ha più ne metta.
A fronte di uno studio di 12 anni, considerate le responsabilità penali e l'ingresso effettivo nel mondo del lavoro intorno ai 30 anni (in media) il governo tecnico di Mario Monti, che ha sempre millantato di essere dalla parte dei giovani, ha pensato bene di tassare le borse di studio e gli assegni di formazione che cercano di garantire un sostentamento minimo per migliaia di giovani che sempre più spesso scelgono, a ragion veduta, di andare all'estero affinché venga riconosciuta loro dignità umana e lavorativa.

Per questi motivi, il 16 e il 17 aprile gli specializzandi scenderanno in piazza per combattere l'ennesima angheria ingiustificata e ingiustificabile.

 

L’inquinamento atmosferico da particolato (sostanze sottili che restano sospese in aria) è considerato tra i principali responsabili delle malattie che colpiscono l’apparato respiratorio come allergia, asma, bronchite,enfisema, fino ai tumori. Poco però ancora si sa dell’effetto delle polveri sottili presenti nell’aria delle grandi città sul sistema nervoso. Un gruppo di ricercatori americani dell’Università dell’Ohio ha appena pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry una ricerca che sembra aver trovato un legame tra inquinamento e alcuni tipi di disturbi cognitivi.


Gli studiosi sono giunti alla conclusione che l’esposizione prolungata al particolato sottile, come le PM 2.5 (polveri molto penetranti), può alterare la morfologia dei neuroni, l’umore e compromettere la cognizione. I ricercatori hanno sottoposto per 10 mesi due gruppi di topi alle temibili PM 2.5 e ad aria filtrata. I topi che avevano respirato PM 2.5 mostravano un umore più depressivo e avevano più difficoltà a imparare a muoversi all’interno di un percorso rispetto ai topi che avevano respirato aria filtrata. Laura Fonken, autrice principale dello studio, e i suoi colleghi hanno verificato che l’espressione delle citochine pro-infiammatorie dell’ippocampo era più elevata nei topi sottoposti a PM 2.5 rispetto agli altri e la densità dei dendriti, ramificazioni dei neuroni, risultava minore in alcune zone del loro ippocampo. Le dimensioni e la concentrazione del particolato utilizzato nell’esperimento simulavano i livelli delle città dei paesi emergenti, come Cina e India. Dai test comportamentali svolti sui topi dopo l’esposizione alle PM 2.5 per verificare le capacità fisiche, i riflessi motori, l’apprendimento, la memoria e le risposte emotive (come ansia e depressione) sono emerse una neuroinfiammazione e un’alterazione della morfologia dei neuroni all’interno dell’ippocampo, che hanno un ruolo essenziale nella memoria. Questi cambiamenti potrebbero alterare il comportamento dei topi, oltre a danneggiarne le prestazioni a livello cognitivo: fanno più fatica a imparare.


Se ne parla già da un po’, ma ora ci sono ulteriori conferme: respirare l’aria inquinata delle metropoli o delle strade trafficate aumenta il rischio di ictus e di perdita di memoria, secondo due studi pubblicati sugli Archives of Internal Medicine. “Ai livelli considerati generalmente sicuri dall’agenzia di protezione ambientale negli Usa” spiega Gregory Wellenius, coordinatore di uno dei due studi “abbiamo riscontrato importanti effetti sulla salute”. I ricercatori hanno analizzato i dati di 1.700 pazienti ricoverati al Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston per ictus tra il 1999 e 2008 e poi quelli delle centraline dell’aria, scoprendo che il rischio di avere un ictus era del 34% più alto nei giorni in cui la qualità dell’aria era classificata “moderata” rispetto a quelli con aria buona. Questo maggior rischio cresceva nelle 12-14 ore successive all’esposizione all’inquinamento, ed era collegato al biossido di azoto, un inquinante legato al traffico. Secondo Wellenius, i vasi sanguigni si dilatano e restringono in base all’ambiente esterno per mantenere la pressione sanguigna costante. L’inquinamento dell’aria influisce anche sulla capacità di regolare la pressione sanguigna, che a sua volta può innescare un ictus nelle persone che sono già a rischio. Lo stesso effetto potrebbe spiegare perché, in un periodo di tempo più lungo, essere esposti ad aria inquinata è associato ad un calo delle capacità mnemoniche e di pensiero, visto che il flusso di sangue al cervello è molto importante anche per le funzioni cognitive.


Una seconda ricerca ha dimostrato che l’inquinamento atmosferico dei centri urbani potrebbe ”annebbiare” il cervello delle donne favorendone il declino cognitivo, cioè facendolo invecchiare anzitempo sia sul fronte della memoria sia su quello delle abilità cognitive. Lo studio è stato condotto su 20 mila donne dagli esperti della Rush University Medical Center in Usa. Le donne, residenti in diversi centri Usa, sono state sottoposte ad una serie di test cognitivi i cui risultati sono stai poi incrociati con i livelli di inquinamento dei luoghi di residenza di ciascuna. Secondo lo studio, sempre pubblicato sulla rivista Archives of Internal Medicine, le donne che vivono nelle aree urbane più inquinate vanno incontro a declino cognitivo, con perdita di memoria e capacità mentali, più rapido delle coetanee residenti in aree meno inquinate. È come se l’inquinamento invecchiasse il cervello di 1-2 anni, spiega Jennifer Weuve della Rush University Medical Center in Chicago che ha condotto lo studio. Ciò significa che a parità di età, una donna che vive in un’area urbana molto inquinata ha l’elasticità mentale di una donna di 1-2 anni più vecchia residente in una zona non inquinata.

Riprendiamo un vecchio articolo

Come vi avevamo anticipato in precedenza, sta prendendo piede ricorrere al T.A.R. per far valere i propri diritti di studenti universitari. La novità sta proprio nella presa di coscienza ulteriore da parte del Consiglio di Stato che reputa illegittimo lasciare vacanti i posti, eventualmente non occupati, riservati agli studenti non comunitari. Grazie a questa nuova interpretazione tre studenti sono stati ammessi alla facoltà di medicina e chirurgia degli Atenei di Messina e Catania. Il MIUR e gli atenei coinvolti hanno giustificato l'inammissibilità dei ricorrenti dicendo che i posti riservati agli studenti non comunitari siano frutto di accordi internazionali , anche se secondo altre fonti sappiamo che è la comunità europea a finanziare tali soggetti a sola condizione che non appartengano all'unione europea. Riteniamo che la decisione sia legittima e che tuteli anche noi studenti comunitari. Gli avvocati infatti affermano: “La sentenza inoltre è in linea con l’orientamento annunciato dal governo Monti che, nei giorni scorsi, aveva annunciato di voler prevedere che tutti i posti comunque rimasti liberi all’esito dei test fossero assegnati ai pretendenti comunitari nell’ordine di graduatoria.” Sentenza che ridarà la speranza a tanti studenti delusi che avevano puntato sogni ed energie sul superamento del test.

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Discriminati perché italiani (10 settembre 2011)

Molte aspiranti matricole stanno vivendo l'attesa della pubblicazione delle graduatorie con una spada di Damocle sopra la testa: dall'esito di questi concorsi dipende il loro futuro. La pubblicazione delle suddette graduatorie aumenta lo sconforto di ogni candidato, è uno schiaffo in pieno volto alla meritocrazia. Come avrete potuto notare, tutte le Università Statali italiane riservano per i corsi di laurea a numero chiuso una grande percentuale di posti a beneficio esclusivo di studenti stranieri extracomunitari.Per il solo corso di laurea in Medicina e Chirurgia, nell’anno accademico 2010/2011 sono stati destinati 8.500 posti per gli studenti italiani e appartenenti alla Comunità Europea, 474 posti riservati unicamente a extracomunitari, più addirittura 52 posti a beneficio esclusivo di studenti con cittadinanza cinese. La prova d’esame è unica per tutti, l'unica discriminante è la conoscenza della lingua italiana. Considerando le cifre attinenti a Medicina e Chirurgia, se si fossero presentati solo 300 extracomunitari, i rimanenti 174 posti disponibili non sarebbero stati presi da italiani. Sarebbero rimasti vuoti. Idem se non si fosse presentato alcun extracomunitario o cinese: 474+52 posti totalmente inutilizzati. Come se questo non bastasse, spesso gli studenti extracomunitari accedono al corso di laurea con punteggi esigui dell'ordine di 20/80. Di contro, uno studente italiano può non accedere, a volte, nemmeno con un punteggio di 50/80: oltre il danno, la beffa. I posti riservati agli studenti extracomunitari vengono sovvenzionati dall'Unione Europea, che si guarda bene dal finanziare gli eventuali posti vacanti a beneficio degli studenti comunitari.

In merito, si è espresso anche il T.A.R. Di Catania, stabilendo il diritto degli studenti comunitari ad occupare i posti non coperti in base, chiaramente, alla posizione in graduatoria.Citando il TAR: “Se, infatti, a detta del MIUR , l’ostacolo all’attribuzione delle vacanze è da ricercare nella necessità di mantenere inalterata la stima del Sistema Sanitario Nazionale, non potrà non convenirsi che vi sia stata una richiesta del Sistema Sanitario Nazionale maggiore rispetto all’offerta degli Atenei, non vi è alcun ostacolo all’attribuzione ed alla copertura anche di tali posti.” Considerato che la riserva di posti in favore degli studenti extracomunitari non comporta che ai suddetti candidati, una volta acquisito il titolo, venga preclusa la possibilità di inserirsi lavorativamente all'interno del sistema sanitario europeo, le contestazioni del MIUR appaiono a dir poco frivole.


 

Non ho mai amato le celebrazioni a posteriori, né tantomeno la corsa al morto. Scrivere di Lucio Dalla oggi, perché in un periodo di profonda crisi musicale una perdita di questa levatura artistica non può passare inosservata. Dalla non può essere considerato un altro personaggio famoso da mettere sull'immagine personale di Facebook con la scritta “Ciao Lucio”. Lucio Dalla era un rivoluzionario, uno di quelli silenziosi. Uno dei migliori, dei più autentici. Sapeva interpretare il tempo, senza esserne schiavo. Mantenendo sempre integrità e fedeltà a ciò in cui credeva. Alla possibilità, al valore che potesse avere chiunque. Devo la mia passione a mio padre, che ha usato la sua discografia come leit motiv della mia intera infanzia. Tutta musica leggera, ma travolgentemente vera, perchè con lui la forma diventava uno schiaffo capace di catapultarti nelle realtà più atroci. Con la delicatezza tipica di uno dei suoi sguardi più furbi. Incapace di scendere a patti musicalmente: quasi 50 anni di sperimentazioni continue, azzardate. Ha saputo vivere l' Italia e se stesso, con l'ironia beffarda della vita di cui amava cantare nelle sue canzoni. Irriverente, come solo chi ha vissuto osservando il mondo sa fare. Oggi salutiamo un grande interprete della storia di noi italiani, siamo uniti nel ricordare le sue poesie su spartito che hanno il sapore di inno, inno al sadismo della vita, inno agli italiani. Anche i più cinici e snob musicomani, rendono omaggio al suo estro inchinandosi al genio di un uomo che ha interpretato l'italia, anche semplicemente sfruttando i suoni onomatopeici della quotidianità, del suo ritmo serrato e incessabile. Noi ci uniamo al coro, certi che non possa spettargli altro che l'eternità.

Martedì 29 Novembre 2011 18:00

Ampliamento posti medicina? Adesso è realtà!

Ogni anno il Miur, pubblicando il bando di concorso, stabilisce meticolosamente quanti posti saranno disponibili per ogni corso di laurea a numero programmato. I requisiti base sono atti a garantire un ordine didattico e logistico comprendente sia l'idoneità delle strutture che i posti disponibili per l'accesso alle scuole di specializzazione. Il ministero della salute ha però evidenziato una grave carenza di personale medico prevista per il 2017(circa 18000 medici in meno), causata dagli imminenti pensionamenti del personale sopracitato che per ovvi motivi dev'essere sostituito al fine di garantire un'assistenza sanitaria a tutti i cittadini. Motivo per cui è previsto un ampliamento dei posti messi a concorso dal Ministero della Pubblica Istruzione del 10%, con effetto immediato, che si andrà ad aggiungere ai posti già occupati dai vincitori di concorso dell'attuale Anno Accademico 2011/2012.

Sabato 08 Ottobre 2011 11:27

Marciamo per End Polio Now

End Polio NowCome molti sapranno, la battaglia contro la Polio è uno stendardo per il Rotary International, battaglia che ogni socio combatte con ogni mezzo affinché possa essere possibile un giorno affermare con orgoglio LA POLIO è STATA DEBELLATA. A tal fine, vogliamo invitare tutti i soci e gli amici a dare il proprio contributo partecipando ad una manifestazione che coinvolge trasversalmente tutti: dalle istituzioni come la Regione Sicilia e la Provincia di Catania, la Fidal provinciale e a tutte le scuole del comprensorio catanese e perché no magari anche le Università. Vi aspettiamo dunque domenica 23 Ottobre ore 9,00 in Piazza Università a Catania per poter partecipare alla manifestazione podistica non competitiva. Il contributo da voi richiesto è di soli 5 euro, che verrà interamente destinato al programma POLIO PLUS della Rotary Foundation. Evento organizzato in colloborazione con "la Scuola di Atletica Leggera Catania (ASD)" in collaborazione con la Fidal Provinciale di Catania, i Rotary Club Catania Sud, Misterbianco, Randazzo Valle dell’Alcantara e i Rotaract Club del Gruppo Aetna. Chi fosse interessato ad acquistare i biglietti o volesse ricevere ulteriori informazioni può rivolgersi all'autrice dell'articolo scrivendo al seguente indirizzo psike3@hotmail.it

 

Fac-simile Spider UnictL'Università degli studi di Catania, al fine di aderire al progetto di semplificazione amministrativa voluto dal Governo nazionale, ha sottoscritto con la Banca Monte dei Paschi di Siena, istituto cassiere dell'Ateneo, un accordo mirato alla razionalizzazione dei servizi per studenti, personale amministrativo e docenti.
La prima realizzazione è la carta di riconoscimento denominata CARTA UNICT, che viene consegnata agli studenti dell'Ateneo. La Carta Unict contiene un codice a barre identificativo del titolare che permetterà entro breve tempo l'accesso a determinati servizi e strutture dell'Università, da quelli didattici a quelli sportivi, dal prestito libri ai servizi di parcheggio.
Il punto più rilevante dell'intesa è la carta multiservizio denominata CARTA MPS SPIDER UNICT.
Può essere utilizzata, oltre che a scopo identificativo, come carta di pagamento prepagata ricaricabile, operante attraverso i circuiti Bancomat/PagoBancomat e Visa Electron, senza che sia prevista l'apertura di alcun conto corrente e come servizio di firma digitale. Questa carta multiservizio permetterà di fare tutte le operazioni bancarie a distanza, funzionando come mezzo di pagamento utilizzabile in Internet - in condizioni di assoluta sicurezza
Con MPS Spider Unict sarà, per esempio, possibile pagare in modo semplice ed economico le tasse universitarie (senza le eventuali commissioni bancarie che spesso si aggiungono ai già cari versamenti dovuti). Collegandosi dal "Portale Studenti" dell'Università di Catania, si potrà ricevere l'accredito automatico di importi riconosciuti dall'Ateneo (buoni libro, buoni mensa, ecc.) SENZA fare file e senza addebiti aggiuntivi. Oltre a questi vantaggiosi aspetti, essa funge da vera e propria carta di credito tramite cui poter pagare e prelevare sia in Italia che all'estero, presso esercenti e sportelli convenzionati con il circuito VISA. Grazie alla multicanalità integrata Spider, si potranno effettuare comodamente dal PC o con il proprio telefonino (Internet e mobile banking,) gran parte delle operazioni bancarie; il titolare della carta potrà eseguire vari tipi di pagamento (bollettino MAV, RAV, Freccia, postali convenzionati), ricaricare i cellulari, tenere sotto controllo i movimenti e il saldo della carta, attivare o disattivare la carta a scopo cautelativo e tanto altro ancora..

Mercoledì 07 Luglio 2010 11:23

La scarpetta di cenerentola…

Chi di noi, da piccole, non ha mai sentito la celeberrima fiaba di Cenerentola? Quante di noi sono rimaste stregate dal potere insito in quelle scintillanti scarpette di cristallo? Immagino il numero sia cospicuo.
E' probabile che il primo vero approccio col mondo delle scarpe debba ritenersi questo: Cenerentola riesce a realizzare il suo sogno grazie a quella scarpetta di cristallo, la stessa scarpetta che la renderà felice e contenta per sempre. E da quel momento poche di noi sono rimaste le stesse: sì perché le scarpe non saranno più quel mezzo di tortura inflitto dalle mamme che non vogliono far camminare la prole scalza, diventeranno un simbolo sebbene ancora non del tutto definito.
La valenza della scarpa subirà durante la crescita una continua evoluzione: da piccole ci farà sentire le novelle Cenerentola, crescendo diventeranno icona di una maturità acquisita prima (visto che i tacchi li può indossare solo mamma, perché è adulta) e di consapevolezza poi.
Secondo un'analisi psicologica, essendo il piede un mezzo di trasporto, si può considerare la scarpa come l'equivalente di un'automobile per l'uomo: è un vero e proprio status. Comprarle rende autonome le donne nella stessa misura in cui l'auto rende autonoma una persona. C'è chi addirittura sostiene (scuola freudiana) che la scarpa sia simbolo dell'organo genitale femminile, capace di avvolgere e contenere. Secondo questa teoria si spiegherebbe il binomio tra sesso e scarpe, dal quale derivano varie fantasie sessuali maschili che vedrebbero la donna indossare scarpe col tacco alto anche durante il rapporto.
Secondo un'indagine del Daily Mail le donne, nel 92% delle intervistate, sono in grado di ricordare le prime scarpe acquistate con i proprio soldi piuttosto che ricordare il nome del ragazzo a cui hanno dato il primo bacio ( 63% delle intervistate). Insomma, si pensa che le donne si aggrappino a lettere d'amore che conservano certosinamente in una scatola di scarpe, ma spesso le scarpe stesse risultano essere più importanti.
A questo punto l'enigma deve essere risolto: perché le donne acquistano scarpe? Tralasciando le menzionate motivazioni freudiane che a volte riducono tutto alla sfera sessuale ed affini, la verità è che una donna sente l'esigenza (che oserei definire "fisiologica") di rinnovarsi per piacere e per piacersi. Una scarpa ha la capacità di far toccare il picco della propria autostima. E' un dettaglio che seduce, che completa e che soddisfa chi le indossa. Rappresenta la vera e propria discriminante tra uomo e donna, forse l'ultima rimasta in quest'epoca post femminista in cui anche gli stilisti ci vogliono androgine ( Giorgio Armani nelle sue ultime sfilate concede lo smoking alle donne).
Le donne amano i tacchi perché è il vezzo tramite cui si sentono dive: le scarpe non ti tradiscono come può fare la bilancia, non ti relegano alla condizione che la società ti affibbia. Alle scarpe non importa che tu sia bassa o alta, magra o grassa. Le scarpe ti rendono unica e totalmente padrona di te stessa malgrado tu non ci sappia camminare come le star del cinema. Sono terapeutiche nel momento in cui ti aiutano a trovare conferma nello sguardo compiaciuto di un uomo, qualora tu lo stia cercando. Insomma citando una blogger: "i tacchi non li indosso, sono un prolungamento di me".

Alla presenza di numerose autorità, accademiche e cittadine, si è svolta l'ormai consueta Cerimonia d'accoglienza alle matricole di Medicina e Chirurgia. In un'aula magna colma di ragazzi, accompagnati da parenti e amici, l'emozione dell'inizio di un nuovo importante capitolo era palpabile. Le 338 matricole, tra futuri medici e futuri odontoiatri, sono state accolte da parole incoraggianti e propositive: “A voi si affida il bene più prezioso che abbiamo: la salute”,queste le parole del prefetto di Catania dott.ssa Cannizzo, che ha invitato tutti i presenti non solo a non arrendersi alle difficoltà che il corso di laurea prospetta, ma a perseguire i propri sogni al fine di trovare un lavoro che gratifichi la persona nonostante gli ostacoli che inesorabilmente si presenteranno nel cammino di tutti gli aspiranti professionisti. Il prof. Giansalvo Sciacchitano, presidente dell'ordine dei medici e odontoiatri di Catania, sottolinea che il ruolo dello studente di medicina non è prettamente didattico: uno studente può e deve essere considerato un collega dagli altri medici, e in quanto tale ha degli obblighi deontologici ma soprattutto morali ai quali deve rispondere pur non essendo ancora abilitato alla professione. Pensiero che ha trovato consensi da parte delle altre autorità presenti, dal Preside di facoltà prof. Basile ai past presidi, fino ai presidenti dei corsi di laurea prof. Catania e prof. Alberghina. Il percorso formativo che la facoltà offre agli studenti è mirato all'eccellenza. Migliorando di anno in anno, infatti, la facoltà di Catania è riuscita a guadagnare diverse posizioni nelle classifiche nazionali scalandone, solo nell'ultimo anno, nove posizioni. Questi, sono i mezzi che vengono offerti agli studenti per garantire la formazione di nuovi medici all'altezza dei migliori confronti internazionali, con la speranza che possano restare sul territorio.Al fine di poter solennizzare il momento, sottolineando le parole pronunciate da più voci, è stato letto il Giuramento di Ippocrate fondamento su cui tutte le aspiranti matricole regoleranno la loro vita, sull’importanza del rapporto medico-paziente, sui principi etici alla base del Giuramento. “Stay hungry, stay foolish”: la citazione finale del prof. Catania, che ha invitato tutti i presenti a non limitarsi alle dispense dei docenti, agli appunti, ai libri. “Siate affamati di sapere e conoscenza” l'augurio conclusivo della manifestazione. Benvenute Matricole!

Sabato 10 Settembre 2011 09:03

Discriminati perché italiani

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Molte aspiranti matricole stanno vivendo l'attesa della pubblicazione delle graduatorie con una spada di Damocle sopra la testa: dall'esito di questi concorsi dipende il loro futuro. La pubblicazione delle suddette graduatorie aumenta lo sconforto di ogni candidato, è uno schiaffo in pieno volto alla meritocrazia. Come avrete potuto notare, tutte le Università Statali italiane riservano per i corsi di laurea a numero chiuso una grande percentuale di posti a beneficio esclusivo di studenti stranieri extracomunitari.Per il solo corso di laurea in Medicina e Chirurgia, nell’anno accademico 2010/2011 sono stati destinati 8.500 posti per gli studenti italiani e appartenenti alla Comunità Europea, 474 posti riservati unicamente a extracomunitari, più addirittura 52 posti a beneficio esclusivo di studenti con cittadinanza cinese. La prova d’esame è unica per tutti, l'unica discriminante è la conoscenza della lingua italiana. Considerando le cifre attinenti a Medicina e Chirurgia, se si fossero presentati solo 300 extracomunitari, i rimanenti 174 posti disponibili non sarebbero stati presi da italiani. Sarebbero rimasti vuoti. Idem se non si fosse presentato alcun extracomunitario o cinese: 474+52 posti totalmente inutilizzati. Come se questo non bastasse, spesso gli studenti extracomunitari accedono al corso di laurea con punteggi esigui dell'ordine di 20/80. Di contro, uno studente italiano può non accedere, a volte, nemmeno con un punteggio di 50/80: oltre il danno, la beffa. I posti riservati agli studenti extracomunitari vengono sovvenzionati dall'Unione Europea, che si guarda bene dal finanziare gli eventuali posti vacanti a beneficio degli studenti comunitari.

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