La ricerca è partita studiando la risposta immunitaria naturale che accompagna il trattamento con imatinib, un farmaco che ha mostrato di poter indurre la remissione dei sintomi. In futuro i pazienti affetti da leucemia mieloide cronica potrebbero essere trattati con un vaccino contro il cancro con una somministrazione ottimizzata nel tempo grazie a un preciso calcolo della risposta immunitaria messa in atto dallorganismo.
pubblicata sull'ultimo numero della rivista ad accesso libero " PLoS Computatuinal Biology e firmata da matematici dell Università del Maryland da medici della Stanford Medical School insieme con colleghi dellEcole Supérieure d'Electricité di Gig-sur-Yvett, in Francia, che hanno realizzato un modello matematico in grado di prevedere la risposta immunitaria anti-leucemia in pazienti che utilizzano il farmaco imatinib, che secondo gli studiosi può essere stimolata in modo da fornire una cura per la patologia. Alizarina
"Combinando nuovi dati biologici e modellizzazione matematica, abbiamo trovato regole per progettare trattamenti adattati a ciascuno specifico paziente, ha spiegato Levy, del Center for Scientific Computation and Mathematical Modelling dellUniversità del Maryland. "Dati migliaia di pazienti, è ora possibile fornire migliaia di differenti trattamenti personalizzati.
La ricerca è partita studiando la risposta immunitaria naturale che accompagna il trattamento con imatinib, un farmaco che ha mostrato di poter indurre la remissione dei sintomi della leucemia mieloide cronica.
Nel corso di quattro anni, sono stati raccolti dati relativi ai pazienti misurando lintensità della risposta immunitaria e valutando la quantità e lattività delle cellule T anti-leucemia in tempi diversi durante il trattamento con imatinib.
"I nostri risultati suggeriscono che non solo il farmaco porta alla remissione della leucemia, ma anche a una risposta immunitaria che aumenta gradualmente dallinizio della terapia per poi diminuire dopo aver passato un valore di picco, ha continuato Levy. Ora, le cellule anti-leucemia sono ancora presenti ma in numero relativamente basso e sfortunatamente questo è il momento ideale per le cellule tumorali di sviluppare resistenza e rendere la terapia inefficace.
Grazie ai dati clinici raccolti, il modello sviluppato suggerisce che la risposta immunitaria del soggetto debba essere stimolata nel momento in cui comincia a indebolirsi.
Tale stimolazione può essere fornita in forma di vaccini anti cancro, in cui il sangue prelevato dai pazienti prima della terapia viene irradiato per uccidere le cellule cancerose attive, per poi essere reimmesso nel paziente, secondo una tecnica per ora sperimentata in vitro. (fc)
Fonte: le Scienze La Repubblica
