Già il titolo sembra un thriller/horror alla Dario Argento, solo 6 capitoli di pura cronaca mai pubblicata prima del novembre 2008, denunce su denunce e liste di persone morte(ricercatori, dottorandi, laureandi, personale tecnico e studenti), con patologie respiratorie, e tuttora malate in attesa di giustizia. Omertà dei professori citati ed interrogati che sapevano e non intervenivano, sapevano e cercavano di "arripizzare" i laboratori con sporadici interventi di sostituzione degli impianti mal funzionanti (cappe, armadi ecc...); pur avendo commissionato il lavoro di monitoraggio la prima volta ad una ditta "amica" che riporta: "niente da segnalare", e la seconda ad una che sembra più "seria", la quale stila un rapporto che dovrebbe far tremare gli addetti ai lavori e non, ed invece niente. Sondaggi eseguiti dallo stesso personale che riporta nomi e cognomi accompagnati dalle sintomatologie avvertite, medici incaricati di sondare il dipartimento, intervistando le stesse persone che avevano segnalato e denunciato sintomi, malattie e puzza; ebbene queste stesse persone (a detta loro) non hanno riferito nulla ai medici! Si continua ad insabbiare per non perdere il fatidico "prestigio" dell'Ateneo catanese; un continuo scaricabarile da parte di chi è incaricato alla sicurezza del posto di lavoro, e che a fatica risponde alle domande fatte dal pm. Da sottolineare poi la caparbietà, l'impegno e la dedizione dell'avvocato Santi Terranova, l'unico ad aver accettato senza batter ciglio di difendere il padre di Emanuele Patanè, il quale si era sentito dire da altri avvocati: "ma contro chi ti vuoi mettere? loro sono potenti, hanno grosse amicizie, non ce la faremo mai!". Ed oltre a questo, altre vittime dirette o indirette del "laboratorio dei veleni".
Si parla anche del nostro forum, però non direttamente citato, che è stato l'unico "posto" dove si è discusso tanto e per mesi, l'unico posto sul web dove abbiamo scritto noi diretti interessati, e che l'università non poteva chiudere come è successo col forum ufficiale (e dico che si riferisce al nostro Liveunict perchè riconosco i nick, visto che nel libro sono riportati i post che personalmente ho letto all'epoca dei fatti).
Un libro che attacca, sempre incalzante in ogni pagina, denuncia e mette alla gogna questa situazione (e i suoi responsabili) che dura ormai da anni. E con amaro riso leggo il titolo dell'ultimo capitolo: "Proseguono le indagini", e mi rispondo "e ancora niente, come se nulla fosse successo".
Continuano le "bombe" di informazione del Movimento Studentesco Catanese, che dopo aver messo in discussione il sistema fognario della Cittadella universitaria e del sottosuolo della facoltà di farmacia, rincara la dose con gli edifici della facoltà di chimica.
Il corpo D di Chimica (Edificio 1) – gli allacci fognari. L'edificio di Chimica risale al 1961. All'epoca era destinato a concessionaria Fiat e solo quattro anni dopo fu rilevato dall'Università e ristrutturato su progetto Consoli – Platania – Fiducia – Spampinato, prevedendo una rete interna di scarichi basata su un sistema di saie e pozzetti, esattamente come nella Facoltà di Farmacia.
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