
Dal megafono lo slogan: ”Per una riforma democratica,occupiamo matematica”. Cittadella universitaria, ore 12.15, il giorno dopo l’ok definitivo del Senato alla riforma Gelmini: un corteo si muove dalla facoltà catanese. I manifestanti coinvolgono gli studenti nelle aule e nei corridoi , con striscioni e volantini che ribadiscono il “NO ALLA RIFORMA”,spiegando i motivi di dissenso nei confronti dei provvedimenti che piuttosto che abbattere i baroni, abbatteranno il diritto di un’istruzione accessibile a tutti e non solo ai ricchi. Tra le stanze si parla dei tagli, di un futuro sempre più impalpabile, di ricerca e ricercatori, figura che verrà tagliata fuori dal mondo accademico grazie al decreto legge Gelmini. Uno studente a tal proposito dice: ”Se su di me ,ricercatore, non c’è nessun investimento, come faccio a impegnarmi? Che futuro mi si prospetta se dopo l’assegno di ricerca annuale mi attende il buio?”.
Il corteo prosegue alla volta del bar di ingegneria per raggiungere quindi i manifestanti delle facoltà umanistiche al centro storico.
Al termine dell'ormai consueta assemblea del Coordimento Unico d'Ateneo, gli studenti del Movimento studentesco catanese hanno deciso di occupare il dipartimento di Fisica alla cittadella universitaria. L'occupazione, che si svolge principalmente nell'aula E dello stesso, è stata effettuata per le votazioni in corso della Camera concernenti la Riforma Gelmini, contestando soprattutto i tagli all'università pubblica, la riorganizzazione della governance "in senso antidemocratico", l'espulsione dei precari della ricerca dall'università italiana, la privatizzazione del sistema universitario e la "morte della ricerca". Quest'occupazione, si unisce alle tante già presenti nel territorio italiano, seguendo una linea coerente ed anti-Gelmini.
Adesso è il turno di Chiara Gagliardi, studentessa di terzo anno. Il suo motto: "Lingue a Catania! Recca a Ragusa!"
-Perchè hai scelto la Facoltà di Lingue di Catania?
Perchè credo di avere una predisposizione innata allo studio e apprendimento delle lingue straniere, predisposizione verificata nel corso degli anni (scuole medie e superiori); per di più, essendo una persona curiosa, lo studio di culture diverse dalla mia mi permette di non essere "narrow minded", come si suol dire "coi prosciutti sugli occhi".
-Come ti trovi (servizi, prof, lezioni, aule)?
C'è una buona percentuale di professori molto preparati, una buona e normalissima percentuale di professori strafottenti e una sostenuta percentuale di professori ectoplasmatici. Ordinaria amministrazione. Per quanto riguarda le lezioni, personalmente non so esattamente cosa è successo nel primo semestre (ero in Erasmus); so che ci sono stati ritardi per via dei tagli, ma negli scorsi anni sono state regolari e didatticamente piuttosto soddisfacenti. Le aule sono poche per tutti gli iscritti di lingue e lettere che condividono il monastero, ma ci siamo sempre adattati, non è mai stato un problema irrisolvibile, il "dove fare lezione". I servizi..beh, i tagli non permettono di avere una facoltà a 5 stelle, per cui : fazzoletti in borsa, coda per entrare in laboratorio e buona volontà più che mai per mantenere puliti e ordinati tutti gli spazi.
-Sai cosa sta accadendo nella tua Facoltà?
Purtroppo e per fortuna, si. Purtroppo perchè non è piacevole trovarsi nei panni di un iscritto a lingue, per fortuna perchè c'è gente che ancora non sa, o non vuole sapere.
-Trovi che sia un'idea corretta quella di spostare tutto a Ragusa?
Ovviamente no. Sono in pieno accordo con la linea presa e difesa dal preside, dai miei rappresentanti e dalla stragrande maggioranza degli studenti: Se Ragusa vuole una facoltà di Lingue, se la crei pure. La facoltà di lingue di Catania, in quanto DI CATANIA, deve restare dov'è, A CATANIA.
-Secondo te, qual è il motivo reale del trasferimento, soldi o motivi puramente logistici?
Mio malgrado, non vivo nel paese delle meraviglie, quindi so benissimo che tra le motivazioni che mai verranno rivelate ci sono interessi economici. Quanto alle motivazioni logistiche, sono del tutto inconsistenti: il polo di Ragusa non è in grado (a livello strutturale) di sostenere l'iscrizione di tutti gli studenti di Catania e Ragusa insieme. Che Ragusa sia "affezionata" alla facoltà di lingue di Catania, non rende giustificabile un tale spostamento di massa: l'affetto non supplisce le carenze del progetto. E per quanto riguarda l'altra faccia della questione "SOLDI", non vedo come un consorzio inadempiente che conta circa 600 iscritti possa magicamente risanare la situazione di una facoltà che ne regge 6000, considerato anche l'intervento di privati nell'istituzione del quarto polo.
-Hai idee migliori? Che soluzioni proponi?
La mia idea, e quella del preside, e quella dei rappresentanti degli studenti, e quella degli studenti di lingue è unanime: Catania vuole la sua facoltà di Lingue. Se Ragusa vuole una facoltà di Lingue, la crei pure. Non non siamo contro una facoltà di lingue a Ragusa, siamo contro il trasferimento di ciò che ci appartiene. Due territori, due facoltà, ha detto Famoso; succede in parecchi casi, succeda così anche per ciò che ci riguarda.
-Trovi corretto occupare la Facoltà?
Essendo tra gli occupanti, si. L'occupazione dei luoghi in oggetto della questione è un metodo di protesta forte e altamente coinvolgente. Tra l'altro è stata impostata più come una libera attesa del Magnifico, dal momento che è "apparso" a noi studenti, a noi diretti interessati di questo progetto, soltanto sabato mattina, e per vie "traverse" (ha incontrato i rappresentanti e una delegazione di 6 studenti, non tutto il corpo studentesco, come sarebbe giusto fare).
-Credi nella scelta dei tuoi colleghi, o vedi la cosa solo come un buon motivo per non studiare?
La questione riguarda tutta la facoltà, per cui non trovo giusto che i miei cari colleghi pigri e menefreghisti restino a casa a cliccare su "mi piace" ogni qual volta qualcuno pubblica una notizia sugli ultimi sviluppi. La facoltà è composta da studenti in carne ed ossa, non da gente che non sa come impiegare il proprio tempo. Come ho ribadito all'interno di un forum, tutti abbiamo esami da preparare, corsi da seguire, molti lavorano. Ma se non lottiamo adesso per una cosa puramente e assolutamente Nostra, se non lottiamo noi, domani non ci sarà più né qualcuno né qualcosa per cui lottare. La facoltà siamo noi, dobbiamo scendere in campo Noi per primi.
-Un messaggio per il rettore?
Caro papà (così come ti definisci proprio tu),
stai togliendo il futuro ai tuoi figli.
Non vogliamo la guerra tra poveri. Non stiamo combattendo contro Ragusa. Stiamo combattendo per avere un futuro nella nostra città. Non vogliamo parole, non vogliamo contentini, non vogliamo insulti: siamo gli studenti della facoltà, la facoltà è nostra, e se stai pensando di togliercela, sappi che non resteremo a guardare. Abbiamo già alzato la testa, non puoi fermarci.
Completiamo il nostro ciclo giornaliero intervistando un altra studentessa di Lingue. Ha risposto alle nostre domande Maria Stefania Musumeci studentessa iscritta al primo anno della Laurea Specialistica in Lingue e Culture Europee ed Extraeuropee.
Domani sarà il turno di Noemi Conti e Giovanni Amato
-Perchè hai scelto la Facoltà di Lingue di Catania?
Ho deciso di iscrivermi alla Facoltà di Lingue a Catania perché sono sempre stata interessata allo studio della letteratura e delle lingue straniere. In realtà desideravo iscrivermi in un corso di laurea con un indirizzo più specifico (ad esempio in traduzione) ma, non avendo la possibilità economica di spostarmi altrove, ho scelto di iscrivermi a Catania (io abito nella provincia).

Il Ministro Mariastella Gelmini ha accelerato i tempi sulla riforma universitaria e pare che abbia già trovato l'accordo con i Finiani. Il governo è quindi tranquillo e la riforma Gelmini potrebbe essere approvata entro giovedì e il 9 dicembre si terrà il secondo esame al Senato così la riforma potrebbe diventare legge prima del voto di fiducia al governo del 14 dicembre.
Anche gli studenti universitari hanno accelerato la loro protesta a partire da Salerno con i ricercatori che sono saliti sui tetti per protestare contro la riforma Gelmini.
A Salerno si sono aggiunte Roma, Milano, Torino, Palermo, Firenze e come ultim'ora giunge notizia che si sono aggiunte anche Pisa e Catania. A Pisa sono già state occupate 10 facoltà su 11 invece a Catania è già stata occupata la facoltà di fisica ma la corsa all'occupazione e alla protesta è appena iniziata e nelle prossime ore siamo certi che si aggiungeranno altre facoltà. Molte associazioni studentesche si sono attivate e molti degli studenti universitari si stanno recando nelle proprie facoltà e la maggior parte di essi alla cittadella per un primo punto di incontro.
Vi aggiorneremo presto e seguiremo in tempo relae l'evolversi della situazione.
I tagli del Governo sull’Università pubblica causeranno dall’anno prossimo un aumento spropositato delle tasse.
Gli studenti si troveranno a pagare una prima rata di 500 euro (292 euro l’anno scorso) uguale per tutti, anche per chi ha un bassissimo reddito. La somma totale delle tasse da pagare l’anno prossimo, per il singolo studente, potrà arrivare a più di 2000 euro (1200 euro l’anno scorso).
Venerdì 28 maggio alle ore 8,00
in piazza Università
tutti davanti il Rettorato in occasione della seduta del Senato Accademico, per impedire l’aumento delle tasse.
Gli studenti dell’Università di Catania
I tagli del Governo sull’Università pubblica causeranno dall’anno prossimo un aumento spropositato delle tasse.
Gli studenti si troveranno a pagare una prima rata di 500 euro (292 euro l’anno scorso) uguale per tutti, anche per chi ha un bassissimo reddito. La somma totale delle tasse da pagare l’anno prossimo, per il singolo studente, potrà arrivare a più di 2000 euro (1200 euro l’anno scorso).
Venerdì 28 maggio alle ore 8,00
in piazza Università
tutti davanti il Rettorato in occasione della seduta del Senato Accademico, per impedire l’aumento delle tasse.
Gli studenti dell’Università di Catania
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