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INTERVISTA AD ALDO FERRENTE, VIOLINISTA E SINDACALISTA DEL TEATRO MASSIMO BELLINI


In  seguito ai tagli, quanti soldi verrebbero destinati ai teatri e quali sono le conseguenze di questi tagli?

“Verrebbero destinati 12milioni e 700mila euro ma  gli stipendi sono intorno ai 14 milioni. L’economia del teatro è messa in ginocchio per cui a Giugno rischiamo di perdere tutti i precari e ad Agosto chiudiamo totalmente”

Quanti sono i precari ?

“Una settantina tra contrattisti, lavoratori a tempo determinato e professionisti”

Ad Agosto? Sarebbe inevitabile la chiusura?

“Sì, perché tutti i soldi sarebbero spesi per la stagione in corso”

Cosa vuol dire per una città come Catania restare senza teatro?

“ E’ proprio questa la cosa bella: i politici dovrebbero pensare di utilizzare queste risorse umane per creare sviluppo come fanno tante  città europee. Edimburgo ne è un esempio poiché la sua economia ruota tutta attorno al “Festival di Edimburgo”. Stessa cosa avviene a Salisburgo, in cui attorno all’icona di Mozart viene allestito un festival e tutto l’indotto che si crea in tutta l’area produce ricchezza.

Catania potrebbe e dovrebbe sfruttare il nome di Bellini per creare un festival che in passato esisteva, aumentando il turismo poiché  a Catania giungeva gente da tutta Italia e  anche dall’estero appositamente per questa ragione. Germania e Francia investono circa 8 miliardi di euro in arte e l’Italia appena un miliardo, sebbene sia la culla della cultura. La Sicilia possiede circa l’80% del patrimonio archeologico nazionale e non viene sfruttato. Manca una sinergia tra le componenti politiche Siciliane e si ritiene la cultura solo un fatto effimero.”


Il numero degli abbonamenti resta costante?

“Quest’anno è aumentato molto. Ci sono stati 1700 abbonamenti in più. Siamo quasi a 8000 unità. Siamo in controtendenza con tutto ciò che succede in Italia perché negli altri teatri gli abbonamenti sono diminuiti. Ciò che ci spaventa realmente è la mancanza di un progetto che unisca tutte queste realtà, un progetto organico che possa rilanciare questa terra, dandole sviluppo.”
Qual è il rapporto dei giovani con la musica lirica?

“I giovani non hanno un grande interesse ma sembra che esso si stia risvegliando. Dovrebbero capire che la lingua italiana è conosciuta in tutto il mondo proprio grazie alla lirica. E’ stata la prima educatrice e divulgatrice nel mondo della lingua italiana. Questo è compreso di più da chi viene dall’estero che non dagli stessi italiani ed è per questo motivo che il patrimonio deve essere salvaguardato.

Vengono comunque organizzati diversi spettacoli rivolti proprio ai giovani, le scuole portano i ragazzi ad uno spettacolo e inoltre tramite l’Ersu ci sono delle riduzioni per gli universitari”


Come reagiscono i cittadini?

“L’incremento degli abbonamenti dimostra il loro interesse a riguardo, ma Catania è una città con molti problemi e ciò fa sì che questo possa sembrare un problema secondario, ma non lo è, infatti esso è al pari dell’istruzione dei nostri figli. Il teatro nella sua forma più nobile rappresenta una città, rappresenta un popolo. La lirica rappresenta l’Italia ma siamo noi che dovemmo riuscire a sensibilizzare tutti.” 

INTERVISTA AL SINDACO STANCANELLI 

Cosa vuol dire per la città di Catania se dovessero chiudere questi teatri?

“Mi auguro che ciò non accada perché significherebbe la morte della città. Ci sarebbe infatti il grande problema di tutti questi lavoratori che perderebbero il lavoro e inoltre queste due istituzioni culturali di eccellenza di Catania rappresentano un faro non soltanto di cultura, ma un vero e proprio riferimento forte. Si pensi che siamo riusciti in due anni, dopo un periodo di grave crisi in cui c’era il degrado dal punto di vista dello sperpero, ad avere il 30 % di abbonati in più, quindi c’è un’attesa da parte della città e non solo. Quest’anno il teatro Massimo Bellini ha avuto un  grande direttore artistico cinese, Xu Zhong, e ciò dimostra la grande attesa che anche l’estero ha verso di noi..”

Previsti circa 7 mila precari che domenica prossima manifesteranno sulle due sponde dello Stretto di Messina contro i tagli e i provvedimenti previsti dalla Riforma del Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini.

Il comitato promotore della manifestazione “Invadiamo lo Stretto” comunica che, dato il massiccio esodo di manifestanti provenienti - con pullman e auto private - da tutta la Sicilia e da gran parte dell’Italia meridionale, per motivi di sicurezza, il luogo di concentramento della manifestazione avverrà nelle immediate vicinanze del porto alle ore 11.00.

L'iniziativa di protesta contro i tagli della legge 133 e la riforma del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini non prevede il blocco degli imbarcaderi, ma un presidio simbolico ''per sottolineare che la priorità è la tutela della scuola pubblica e dei posti di lavoro e non il Ponte sullo Stretto''.

Questo documento ci arriva direttamente da una studentessa dell'Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, riportiamo il contenuto integrale sostenendo seppur solo mediaticamente la loro causa.

Facciamo tutto questo per mettere a conoscenza tutti gli studenti e i docenti dell'Università di Catania su cosa sta succedendo e su come si stanno muovendo nelle altre città.

L’Assemblea di Ateneo dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria convocata, sulla base delle istanze provenienti dalle Assemblee di Facoltà delle Sedi di Ingegneria ed Architettura e del Senato Accademico dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, per testimoniare e ribadire la profonda contrarietà ai contenuti del DDL 1905 ed alle ed alle più recenti previsioni di intervento della attuale proposta di A seguito di un ampio ed articolato dibattito sviluppatosi tra tutte le Componenti dell’Ateneo che hanno preso parte

APPROVA LA SEGUENTE MOZIONE


L’Assemblea di Ateneo dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria convocata in data 6 Luglio 2010; in linea con l’ampio fronte di dissenso espresso dalla mobilitazione in atto in tutti gli Atenei Italiani, sollevatosi in merito ai contenuti del DDL 1905 - Norme in materia di Università, di personale accademico, reclutamento e per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario – che il Senato si appresta ad approvare – ed alle più recenti previsioni di intervento della Manovra Finanziaria, che pesantemente colpiscono e ledono la dignità dell’Università del Paese.

Dal megafono lo slogan: ”Per una riforma democratica,occupiamo matematica”. Cittadella universitaria, ore 12.15, il giorno dopo l’ok definitivo del Senato alla riforma Gelmini: un corteo si muove dalla facoltà catanese. I manifestanti coinvolgono gli studenti nelle aule e nei corridoi , con striscioni e volantini che ribadiscono il “NO ALLA RIFORMA”,spiegando i motivi di dissenso nei confronti dei provvedimenti che piuttosto che abbattere i baroni, abbatteranno il diritto di un’istruzione accessibile a tutti e non solo ai ricchi. Tra le stanze si parla dei tagli, di un futuro  sempre più impalpabile, di ricerca e ricercatori, figura che verrà tagliata fuori dal mondo accademico grazie al decreto legge Gelmini. Uno studente a tal proposito dice: ”Se su di me ,ricercatore, non c’è nessun investimento, come faccio a impegnarmi? Che futuro mi si prospetta se dopo l’assegno di ricerca annuale mi attende il buio?”.

Il corteo prosegue alla volta del bar di ingegneria per raggiungere quindi i manifestanti delle facoltà umanistiche al centro storico.

Al termine dell'ormai consueta assemblea del Coordimento Unico d'Ateneo, gli studenti del Movimento studentesco catanese hanno deciso di occupare il dipartimento di Fisica alla cittadella universitaria. L'occupazione, che si svolge principalmente nell'aula E dello stesso, è stata effettuata per le votazioni in corso della Camera concernenti la Riforma Gelmini, contestando soprattutto i tagli all'università pubblica, la riorganizzazione della governance "in senso antidemocratico", l'espulsione dei precari della ricerca dall'università italiana, la privatizzazione del sistema universitario e la "morte della ricerca". Quest'occupazione, si unisce alle tante già presenti nel territorio italiano, seguendo una linea coerente ed anti-Gelmini.


Nell’ambito della settimana di mobilitazioni indetta da tutte le organizzazioni sindacali e associazioni della docenza contro il DDL sull’Università
http://www.flcgil.it/notizie/news/2010/maggio/ddl_gelmini_sull_universita_e_il_momento_di_contrastare_una_vera_e_propria_contro_riforma

la FLC-CGIL di Catania convoca un’assemblea straordinaria di tutte le componenti dell’ateneo per Martedì 18 Maggio dalle ore 11.00, presso l’aula 2 del Rettorato dell’Università di Catania.

Il punto di partenza dell’iniziativa è una riflessione sulla condizione di crisi dell’università in Italia, non solo per effetto del DDL “Gelmini” ancora in discussione al Senato, ma anche a seguito delle politiche di tagli indiscriminati al finanziamento ordinario che hanno già avviato una vera e propria demolizione del sistema pubblico di alta formazione, a Catania come in tutti gli altri atenei italiani.

In queste condizioni, ogni soluzione specifica ai problemi che interessano le diverse categorie professionali e gli studenti rischia di essere parziale ed inefficace, poiché il quadro di progressiva inagibilità gestionale e finanziaria non lascia margini alla sostenibilità del sistema.
Inoltre il DDL non affronta il problema del precariato della didattica e della ricerca se non con formule vuote – in un contesto di riduzione di risorse – e alimentando una vana competizione con i ricercatori strutturati. Insieme ai precari, questi saranno tra i più colpiti dal DDL in quanto, tra l’altro, verranno equiparati ai professori solo per i carichi didattici obbligatori, senza che venga loro riconosciuto uno status giuridico ed economico adeguato; vedranno cioè aumentare i loro doveri ma non i loro diritti. A ciò si aggiungerà il blocco del turn-over che renderà impossibile la progressione delle carriere e l’accesso ai ruoli a tempo indeterminato per un’intera generazione di giovani ricercatori precari.

La drammaticità di questa situazione si paleserà nel prossimo biennio. In una recente conferenza stampa il Rettore dell’Ateneo di Catania ha illustrato dettagliatamente quali saranno le conseguenze dei tagli imposti dal Governo per il funzionamento del nostro Ateneo. Ne è venuto fuori un panorama sconfortante: dal 2009 al 2011 il FFO, a livello nazionale, subirà una decurtazione del 18,17%, pari a un 1 miliardo e 361 milioni di euro. Tagli che incideranno in particolare sui fondi destinati ai giovani ricercatori e agli interventi per il sostegno al diritto allo studio. Si calcola che nei prossimi anni si perderanno circa 45 mila borse di studio, precludendo a molti un diritto fondamentale quale quello all’istruzione universitaria.
Avremo un’università con più precari e meno docenti, con tasse più elevate e minore qualità della didattica e della ricerca. Avremo un’università più classista. Un balzo all’indietro notevole.

Il caso dell’eventuale chiusura della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Catania è un altro esempio degli effetti che produrrà questo DDL. Nonostante il provvedimento sia ancora in discussione in Parlamento è già cominciata la corsa alla “riduzione preventiva” e una facoltà con migliaia di iscritti, con un indiscutibile patrimonio scientifico e culturale, rischia di essere soppressa in nome della riorganizzazione complessiva dell’Ateneo ed in funzione della nascita in Sicilia di un quarto polo universitario pubblico statale, di cui al momento si sconoscono obiettivi e risorse.
ll DDL prevede per Atenei come quello catanese un tetto massimo di 9 facoltà; quali saranno le candidate all’estinzione? Lingue? Scienze Politiche? Architettura?
Chi e come governerà questa “razionalizzazione” imposta dall’alto?

L’assemblea straordinaria di ateneo di martedì 18 maggio vuole rilanciare:

• un’opposizione decisa alle politiche sull’università di questo Governo;
• l’appoggio alla lotta dei ricercatori che in queste settimane stanno dichiarando la propria indisponibilità a ricoprire incarichi didattici non obbligatori per il prossimo anno accademico;
• la richiesta del ripristino di un dialogo costante tra gli organi di governo dell’Ateneo, i sindacati, le associazioni di categoria e le rappresentanze studentesche sulle politiche di gestione dell’università, in particolare su quelle che hanno ricadute sulle condizioni e sul destino dei suoi lavoratori.

Martedì 18 Maggio ore 11.00 -14.00
Aula 2 Rettorato di Catania
ASSEMBLEA DI TUTTE LE COMPONENTI DELL’ATENEO
contro il DDL “Gelmini” sull’Università
Fonte

fonte facebookVenerdì 28 Maggio 2010, Piazza Università, ore 9.30 – 13.00
FLC-CGIL Catania


AUMENTO
delle tasse universitarie e del numero dei corsi di laurea a numero chiuso;
CHIUSURA O ACCORPAMENTO di corsi di laurea, facoltà, dipartimenti, scuole di specializzazione e di dottorato;
RIDUZIONE dei fondi, già insufficienti, per la ricerca scientifica, le borse di studio e i servizi agli studenti;
LICENZIAMENTO di tutti i precari docenti, ricercatori e tecnico-amministrativi;
CANCELLAZIONE di tutte le opportunità per i giovani ricercatori e docenti;
BLOCCO generazionale nella didattica e nella ricerca;
LIMITAZIONE della partecipazione democratica di tutte le componenti universitarie al governo dell’ateneo;
DISTRUZIONE del sistema universitario pubblico statale.

Non è il progetto del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca per il futuro dell’Università di Catania, è già l’attualità.

L’ateneo di Catania si trova oggi in una condizione di crisi profonda, colpito dagli effetti deleteri delle politiche del Governo e stretto nella morsa di una riduzione indifferenziata delle risorse economiche travestita da razionalizzazione della spesa. Nel frattempo sta per essere approvato dal Parlamento il Disegno Di Legge “Gelmini”, la riforma «a costo zero» che pretende di risolvere tutti i problemi del sistema universitario senza alcun investimento e senza alcuna riflessione sulle priorità e le emergenze: la difesa del diritto allo studio e la valorizzazione del patrimonio nazionale delle professionalità scientifiche.

L’Università pubblica subisce in queste settimane un attacco frontale gravissimo nel silenzio dei media e nell’indifferenza del dibattito politico.

Siete tutti invitati all’Assemblea pubblica promossa da una delegazione di studenti di Farmacia che si terrà giovedì 27 Maggio alle ore 15, presso la Facoltà di Farmacia di Catania (probabilmente l’incontro sarà all’ingresso della Facoltà con la speranza di poterci spostare in posti più confortevoli).

Interverranno i neo eletti consiglieri tra cui Andrea Cosentino, Giovanni Munzone e Giuseppe Urso, presiederanno i rappresentanti e gli studenti organizzatori dell’evento.
Speriamo vivamente nella partecipazione di tutti gli studenti della Facoltà di Farmacia , ma sono invitati anche gli studenti di altre facoltà, ricercatori e docenti.

All’Ass
emblea pubblica si approfondiranno i seguenti argomenti:

• Incontro e discussione sulla legge Gelmini, sui tagli, e la "questione ricercatori precari"

• Discussione sulle linee da adottare per protestare davanti al rettorato per bloccare l'aumento delle tasse del 38% e che probabilmente verrà approvata in data 28 Maggio al Senato Accademico

fonte facebookVenerdì 28 Maggio 2010, Piazza Università, ore 9.30 – 13.00
FLC-CGIL Catania


AUMENTO
delle tasse universitarie e del numero dei corsi di laurea a numero chiuso;
CHIUSURA O ACCORPAMENTO di corsi di laurea, facoltà, dipartimenti, scuole di specializzazione e di dottorato;
RIDUZIONE dei fondi, già insufficienti, per la ricerca scientifica, le borse di studio e i servizi agli studenti;
LICENZIAMENTO di tutti i precari docenti, ricercatori e tecnico-amministrativi;
CANCELLAZIONE di tutte le opportunità per i giovani ricercatori e docenti;
BLOCCO generazionale nella didattica e nella ricerca;
LIMITAZIONE della partecipazione democratica di tutte le componenti universitarie al governo dell’ateneo;
DISTRUZIONE del sistema universitario pubblico statale.

Non è il progetto del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca per il futuro dell’Università di Catania, è già l’attualità.

L’ateneo di Catania si trova oggi in una condizione di crisi profonda, colpito dagli effetti deleteri delle politiche del Governo e stretto nella morsa di una riduzione indifferenziata delle risorse economiche travestita da razionalizzazione della spesa. Nel frattempo sta per essere approvato dal Parlamento il Disegno Di Legge “Gelmini”, la riforma «a costo zero» che pretende di risolvere tutti i problemi del sistema universitario senza alcun investimento e senza alcuna riflessione sulle priorità e le emergenze: la difesa del diritto allo studio e la valorizzazione del patrimonio nazionale delle professionalità scientifiche.

L’Università pubblica subisce in queste settimane un attacco frontale gravissimo nel silenzio dei media e nell’indifferenza del dibattito politico.
Se non respingiamo questo attacco oggi, domani avremo un’università solo più vecchia e reazionaria, in cui si negano diritti fondamentali agli studenti e ai ricercatori, in cui si rompe la solidarietà tra tutte le componenti universitarie e si confinano al margine del sistema le forze più vitali: i giovani e i meritevoli.
Un balzo all’indietro notevole e per di più spacciato per riforma.

È tempo di reagire con fermezza a questa beffa, di mobilitarsi per salvare l’Università di Catania, di denunciare la situazione insostenibile in cui si trova oggi e gli ulteriori rischi a cui va incontro. È tempo di impegnarsi in prima persona per chiedere un’università migliore, capace di formare tutte le nuove generazioni, senza distinzione di reddito. Un’università delle opportunità che produca cultura e ricerca, un’università delle professionalità che ampli i diritti di cittadinanza. Un’università in cui ridurre i fondi sia uno spreco e in cui l’obbiettivo dell’efficienza non sia un alibi per comprimere gli spazi di democrazia. Un’università pubblica e pluralista a Catania: la nostra.

Tutti gli studenti, i ricercatori, i docenti e i lavoratori dell’Università di Catania e tutti i cittadini che hanno un altro progetto per il proprio futuro si danno appuntamento per Venerdì 28 maggio a Piazza Università

Siete tutti invitati all’Assemblea pubblica promossa da una delegazione di studenti di Farmacia che si terrà giovedì 27 Maggio alle ore 15, presso la Facoltà di Farmacia di Catania (probabilmente l’incontro sarà all’ingresso della Facoltà con la speranza di poterci spostare in posti più confortevoli).

Interverranno i neo eletti consiglieri tra cui Andrea Cosentino, Giovanni Munzone e Giuseppe Urso, presiederanno i rappresentanti e gli studenti organizzatori dell’evento.
Speriamo vivamente nella partecipazione di tutti gli studenti della Facoltà di Farmacia , ma sono invitati anche gli studenti di altre facoltà, ricercatori e docenti.

All’Ass
emblea pubblica si approfondiranno i seguenti argomenti:

• Incontro e discussione sulla legge Gelmini, sui tagli, e la "questione ricercatori precari"

• Discussione sulle linee da adottare per protestare davanti al rettorato per bloccare l'aumento delle tasse del 38% e che probabilmente verrà approvata in data 28 Maggio al Senato Accademico


FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE

NO all’aumento delle tasse, SI al nostro futuro


Gli studenti di Farmacia