Articoli filtrati dai tag: riforma

A partire da ieri, 22 marzo, sul sito web del MIUR (Ministero Istruzione Università Ricerca) è partita una consultazione pubblica on-line sul valore legale del titolo di studio.
La consultazione durerà un mese circa, il termine ultimo per partecipare è fissato, infatti, a giorno 24 aprile.
L’opinione è richiesta direttamente agli italiani che, in prima persona interessati o meno, potranno rispondere ai quesiti elaborati dal Ministero dell’Istruzione.
Cliccando sul banner in basso a destra si potrà accedere al questionario, introdotto da una presentazione sugli obiettivi che il nuovo strumento messo in campo dal Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Francesco Profumo, si è prefissato e circa i dettagli tecnici che ne avvolgono la idealizzazione.
In questa prefazione ai quesiti in seguito proposti, il Governo auspica ad una nuova e tanto inneggiata trasparenza che questa operazione di consulta popolare sicuramente porterà, un’iniziativa certamente finalizzata ad un netto contributo per una ripresa economica, impegnata nella crescita e nello sviluppo del Paese. Una conquista quindi sia per le istituzioni sia per i cittadini.
Questo Governo, autodefinitosi come "promotore della voce dei cittadini", ha deciso quindi di ascoltare ciò che il proprio popolo ha da dire.
Peccato che tutta questa propensione all’ascolto è intaccata dalla faziosità delle domande stilate e dal linguaggio adottato che risulta essere abbastanza complesso. In aggiunta, alcuni dei quesiti proposti non lasciano un gran margine di scelta alle domande presentate che indirizzano quindi a preferire l’abolizione del valore legale del titolo di studio.
Il sindacato studentesco dell’Udu (Unione degli universitari) si è già messo in moto chiedendo il ritiro immediato di questa consultazione e la formazione di una commissione creata ad hoc per riformulare le domande.
Nonostante oggi il valore in sé della Laurea, quello del prestigio, sia andato perduto, e ciò è ampiamente dimostrato dalla dilagante ignoranza che regna nelle menti, e soprattutto nelle bocche, di chi una Laurea ce l’ha ma come accessorio, ammettere che anche il “pezzo di carta” sia superfluo, a mio avviso, è esigere troppo. Che siano messe al bando, invece, tutte quelle classifiche che coronano i migliori Atenei nostrani (per lo più privati o “liberi”) per far posto a chi il riconoscimento se lo merita davvero, al di là dell’Ateneo di appartenenza. Quindi che sia analizzato nel dettaglio il percorso di studi di ogni singolo studente, piuttosto che un turpe e distaccato calcolo dei voti collezionati che altro non sono che numeri. Soprattutto alla luce dei nuovi cambiamenti che vedono la riduzione dei punti assegnati al momento della tesi. Arrivare al 110 e lode sarà molto difficile, e forse è giusto così, però resta il fatto che sono cifre che in sostanza non sono garanzia di preparazione “lodevole”: bisogna valutare la persona e basta, non il libretto dei voti. 

NeroSuBianco

 

Stai cercando un inquilino per la tua casa in affitto?
Lui ti sta cercando su Bakeca.it


La commissione statuto (..ndr)Accadeva il 21 Luglio 2011, con ventuno voti favorevoli, cinque contrari e due astensioni veniva approvato dal Senato Accademico il nuovo Statuto d'Ateneo dell'Università degli Studi di Catania.

 

L'Ortica 09 -Homo Ridens - Tributo semiserio a Charles Darwin © Marco Martellini

La bellezza del nostro paese è la varietà.

Questa è una di quei punti significativi che da tempo ci accompagnano e fanno parte della nostra cultura, al pari dei lacci delle nostre scarpe. Senza l'uno, non c'è l'altro (ma ne siamo davvero così sicuri, adesso?).
Siamo così "variopinti" dal variare anche le nostre esperienze lavorative, se così possiamo chiamarle. Stavolta si affronterà un tema serio che, prima o poi, toccherà e segnerà tutti noi giovani che spesso lavoriamo prima ancora d'aver preso tra le mani quel tanto sudato "Pezzo di carta".

La cosa divertente è che, date le circostanze, lo Stato ce la metterà tutta per allungarci questo viaggio dentro le aule delle Facoltà universitarie, rendendo il brodo più annacquato di quanto non sia già in realtà.Il mondo del lavoro non è più quello di un tempo, almeno non in Italia.I punti salienti sono tanto semplici quanto importanti, configurandosi spesso come delle black box, contenenti tanti e tanti spunti di riflessione interessanti.
Partiamo da un concetto base (o almeno per me): non è più un paese per giovani.
L'aumento dell'età pensionabile, se da un lato rende felici i lavoratori pre-guerra, ci mostra quanto sia difficile per un giovane laureato o laureando, poter aspirare ad una determinata carriera, dentro un determinato luogo di lavoro. Per non parlare della classe politica: secondo me, l'olezzo di morto è prova del fatto che qualche senatore occupa il proprio posto solo perchè nessuno s'è ancora accorto dell'avvenuto decesso di quest'ultimo.

 Ecco la scuola che progetta il Ministro GelminiRazionalizzazione delle risorse, più tempo pieno, innovazione tecnologica, confronto con le scuole e gratifiche ai docenti. Sono queste le parole chiave della scuola che prenderà il via già da quest'anno, novità illustrate stamani in una conferenza stampa dal Ministro Mariastella Gelmini.

Il Ministro ha voluto immediatamente tranquillizzare le famiglie in merito al tempo pieno che, quest'anno, è stato attivato in 2.191 classi in più rispetto allo scorso anno; è stato messo in evidenza che, se un tempo ricorrevano a questo strumento soprattutto regioni come la Lombardia e l'Emilia Romagna, quest'anno si è notato un aumento delle richieste anche dalle regioni del Centro-Sud. L'aumento delle classi a tempo pieno risponde alla richiesta delle famiglie che per il 30,4% hanno scelto come modello orario quello delle 40 ore settimanali, con due insegnanti. Il modello a 30 ore è stato scelto dal 58,6% delle famiglie e quello di 24 e 27 ore dall'11%.
In tutti i modelli orari sono presenti due insegnanti, di cui uno prevalente. Questa maggiore disponibilità di risorse è stata resa possibile grazie all'eliminazione delle compresenze e alla razionalizzazione degli organici, oltre che attraverso l'assunzione, a partire da quest'anno scolastico, di 8.000 docenti, 8.000 unità di personale ATA e 647 dirigenti scolastici.
"Non si verificherà la tragedia ipotizzata dalla Sinistra secondo la quale il maestro prevalente avrebbe depauperato le famiglie" ha voluto precisare il Ministro.

Finanziamenti all'edilizia scolastica ed investimenti per la digitalizzazione della scuola
Il Ministro Gelmini ha sottolineato che la questione dell'edilizia scolastica è una priorità e a tal fine il Governo ha stanziato 1 miliardo di € che si aggiungono a quelli previsti dal piano triennale per la messa in sicurezza degli istituti scolastici. Saranno invece 18 milioni quelli destinati alla digitalizzazione della scuola: già da novembre 2008 sono state 10.000 le lavagne interattive arrivate in 11.000 classi. La digitalizzazione della scuola prevede inoltre la possibilità per le famiglie di consultare online la pagella dei figli mentre gli sms dalle scuole potranno avvertire i genitori dell'assenza dei figli in classe.

"Vogliamo uscire dalla scuola progettificio ed entrare nella scuola dell'innovazione che si avvarrà di una web tv e di momenti di confronto per mantenere aperto il dialogo con chi, nella scuola, ci lavora.(...) Il MIUR vuole aprire un canale di comunicazione con le scuole. E' necessario aprire un dialogo apolitico basato sui contenuti."

Dopo le polemiche degli ultimi giorni sull'ora di religione non poteva mancare un riferimento anche su questo tema: il Ministro ha dichiarato di considerare legittima la pretesa della Chiesa di far mantenere all'ora di religione l'attuale connotazine: "L'ora di religione deve essere rispettata: qualcuno dice che la storia, la filosofia, l'arte non possono essere capite se non si conosce la religione cattolica".

La scuola, secondo la Gelmini, "deve avviarsi verso una strada che le consenta di riacquistare prestigio. Difendere lo status quo, infatti, non fa bene ne' agli studenti ne' alla scuola". Ecco cosa è cambiato: sia alle elementari che alle medie si torna all'espressione del voto in decimi come già avviene in tutti i paesi europe, eccetto che per la religione cattolica che prevede una valutazione espressa attraverso un giudizio sintetico. Per gli studenti di scuola media dallo scorso anno scolastico è stato introdotto l'esame di Stato, al quale si può accedere solo se si è ottenuta la sufficienza in tutte le materie e in condotta.
Anche alle superiori è stato reintrodotto il voto sul comportamento che contribuisce all'attribuzione dei crediti scolastici.

Tra le novità di quest'anno c'è il contenimento della spesa per i libri di testo -che nella scuola primaria non potranno cambiare per almeno 5 anni e 6 nella secondaria- e la riformulazione delle ore di lezione che, da quest'anno, alle medie saranno di 30 ore.

Una scuola senza sprechi, con risorse razionalizzate ma anche gratificate e meglio retribuite. Il Ministro riconosce l'importanza del lavoro dei docenti che devono essere pagati con stipendi che rientrino nella media europea. "A tal proposito -ha detto il Ministro- esistono disegni di legge tanto del Governo come dell'opposizione che sono simili e che possono essere riuniti. Quest'anno si affronterà anche il tema della formazione, del reclutamento e del progresso di carriera dei docenti."

Mercoledì 23 settembre, durante la presentazione del piano per l'occupabilita' dei giovani ''Italia 2020'' messo a punto con il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, Mariastella Gelmini ha annunciato  che ''la riforma per l'universita' sara' presentata a breve'' e ha aggiunto di aver avviato un tavolo di confronto con il Forum degli studenti perche' '''il diritto allo studio va ripensato e rimesso al centro. Il fatto che se ne occupano le Regioni non puo' essere una scusa per dire che se occupano loro, e poi non se ne occupa nessuno''.

Alla dichiarazione del Ministro in merito all'apertura di un confronto sul diritto allo studio sono però seguite le smentite delle associazioni studentesche: “Sono un membro dell’Ufficio di Presidenza del C.N.S.U. (Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari), - afferma Giorgio Paterna, Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Universitari - "l’organismo di consultazione del MiUR con cui la Gelmini dovrebbe discutere di didattica e diritto allo studio. Non c’è alcun tavolo sul diritto allo studio avviato con la Gelmini, a differenza di quanto lei affermi nelle sue conferenze stampa a Palazzo Chigi”.dezolt


"A quanto ci risulta - ha dichiarato Luca De Zolt della Rete degli Studenti- non sono stati fatti tavoli di confronto con il Forum delle associazioni studentesche maggiormente rappresentative, a meno che il ministro non abbia avuto degli incontri separai con una parte delle associazioni studentesche senza dircelo. Nella scorsa seduta del forum, il ministro ha promesso l’apertura di un tavolo che coinvolgesse le associazioni studentesche e il CNSU, ma non a noi non è stata data notizia che l’impegno abbia avuto seguito.
Abbiamo chiesto al ministro un confronto politico vero, scoprire dai giornali che il lavoro del Forum viene liquidato a un semplice strumento utile a confezionare un consenso che non c’è ci dispiace e ci toglie la speranza che sia possibile dialogare con questo ministro".

Fonte: studenti.it

Manifestazione 30 Novembre 2010 - Foto Manuela Privitera“L’istruzione non si vende, la scuola e l’università non si toccano”. Questo è il grido che, unanime, si è levato dal fiume di studenti catanesi, i quali, la mattina del 30 novembre, si sono riversati per le strade per ribadire il loro fermo dissenso dalla riforma universitaria, approvata poi dalla Camera.
Un lungo corteo è partito da piazza Roma alle 9 e si è mosso lungo corso Italia per poi arrivare alla stazione ferroviaria, dove sono stati occupati simbolicamente i binari per circa un’ora. Il corteo si è poi si è spostato davanti alla sede del Comune di Catania e infine si è sciolto intorno alle 13 in piazza Università.
Altissima la partecipazione degli studenti delle scuole superiori, che hanno portato in giro striscioni dal contenuto spesso ironico, venato tuttavia da una sottile preoccupazione per il futuro.
Preoccupazione che invece sembra non aver toccato a fondo il mondo dell’università catanese. L’università - benché pesantemente colpita dalla riforma Gelmini a partire dai tagli alle borse di studio fino ad arrivare alla qualità dell’istruzione – ha partecipato alla manifestazione soltanto con piccoli gruppi di rappresentanza per neanche ogni facoltà dell’ateneo. Particolarmente preoccupante, inoltre, l’assenza di quasi la totalità degli studenti della facoltà di lingue e letterature straniere, il cui futuro è in questo momento più incerto che mai.
Un’occasione sprecata, a detta di molti: occasione di riunire finalmente tutti gli studenti, dalle superiori e dall’università; occasione di dare un segno veramente forte del dissenso degli studenti che difendono il loro diritto a restare tali; occasione di dare un nuovo inizio a un mondo che sembra destinato allo sfacelo. Occasione che è però sfumata nel momento in cui, esattamente come era stato previsto, il corteo si è sciolto alle 13. Lasciando l’amaro in bocca a chi invece ha sempre detto di no a questa riforma e che magari avrebbe sperato in un risultato più importante.

 

Dentro la Camera, e dalla foto, si evince una Mariastella Gelmini sorridente e soddisfatta. Fuori dalla Camera, e nel resto d'Italia, si assiste a guerriglia pura: fumogeni, petardi, lancio di materiale vario, attacchi alle forze dell'ordine, autostrade e stazioni bloccate, striscioni sopra i tetti e sotto le metropolitane. Poco importa a quanto pare, il popolo non ha voce in capitolo dentro Palazzo Madama, ed i SI (307) anche stavolta superano i NO (252). La Gelmini vince ancora, il popolo studentesco ed il corpo docenti non ci stanno. Si prevedono altri focosi giorni di protesta, almeno fino a giorno 9 Dicembre, quando il tutto passerà nelle mani del Senato. E mentre Berlusconi dichiara di appoggiare in toto la riforma ("gli studenti intelligenti e diligenti sono rimasti a casa a studiare"), ed il PDL vota a favore, ciò che desta qualche perplessità sono le dichiarazioni del Senatùr Bossi: "Gli studenti hanno qualche ragione a protestare". Ma ecco che pochi minuti dopo arriva la ribattuta ad effetto: "La Lega ha detto ai propri giovani di non protestare". Insomma, ancora una volta scarsa coerenza da parte del partito del nord, che, come volevasi dimostrare, conclude con il voto a favore della Gelmini.

Una parte si alza per applaudire Franceschini dopo la sua orazione; risponde l'opposizione applaudendo Cicchitto dopo il suo discorso. Maroni plaude al cordone umano della polizia, Rutelli si astiene dal voto; Bersani insulta La Russa, La Russa insulta Bersani. Insomma tanti applausi e tanti "buuu", come al solito, come in politica, come in Italia. Dopo la famosa mortadella, stavolta sarà l'ora "do pani cunzatu"? La verità è che gli studenti non ne possono più nè di destra, nè di sinistra, nè di centro, nè di obliquo, di lato,  di Ovest e di Nord (non ce ne vogliano Est e Sud).

Striscione esibito durante il corteo"NON HO STATO...NON E' UN ERRORE MA UNA REALTA'",detta uno striscione esibito per le vie di Catania,durante la partecipatissima manifestazione contro la riforma Gelmini. Gli studenti liceali e universitari ,insieme a ricercatori e docenti, muovono il loro dissenso da Piazza Roma , per poi intraprendere le vie principali della città: la manifestazione si svolge in maniera ordinata ma i dimostranti ribadiscono decisi: "NON PAGHEREMO LA VOSTRA CRISI" "RIDATECI IL NOSTRO FUTURO".Le foto della mattinata di oggi sono visionabili al seguente link

Foto della manifestazione del 30 Novembre 2010

Pubblichiamo un interessante articolo del professore Franco Invideri pubblicato in data 30 Novembre 2010 sul sito Università e Ricerca

L'articolo dal titolo "la riforma dell'Università: perchè non ci soddisfa" è il frutto di una chiara insoddisfazione degli organi di CNU (Comitato Nazionale Universitario) che esprimono il loro disappunto e delusione per un progetto di legge che non risolve gli attuali problemi dell'Università italiana.

Di seguito il documento ufficiale redatto dalla Presidenza del CNU.

L’Università italiana è da tempo tormentata da un malessere che ne determina il progressivo decadimento. Questo stato di cose è stato individuato molti anni fa, ma è stato affrontato con terapie inadeguate che ne hanno determinato la cronicizzazione piuttosto che la risoluzione. Nonostante questo una parte rilevante del personale docente ha continuato, e continua, a lavorare e a cercare di confrontarsi con la comunità scientifica internazionale con risultati apprezzabili. Questo personale è profondamente convinto della necessità della cancellazione di molte anomalie (corsi di laurea, atenei e poli didattici non rispondenti alle esigenze della società civile etc.) oltre che di un rinnovamento delle norme che regolano le attività ed il governo degli atenei perché amerebbe poter lavorare in un contesto confrontabile con quello dei paesi avanzati con cui spesso si trova a collaborare e vorrebbe poter dare un contributo concretamente fattivo alla crescita della società di cui fa parte. Per questo motivo aveva accolto con interesse e speranza il proposito del ministro Gelmini di riformare l’Università.
Le speranze si riferivano:

Dal megafono lo slogan: ”Per una riforma democratica,occupiamo matematica”. Cittadella universitaria, ore 12.15, il giorno dopo l’ok definitivo del Senato alla riforma Gelmini: un corteo si muove dalla facoltà catanese. I manifestanti coinvolgono gli studenti nelle aule e nei corridoi , con striscioni e volantini che ribadiscono il “NO ALLA RIFORMA”,spiegando i motivi di dissenso nei confronti dei provvedimenti che piuttosto che abbattere i baroni, abbatteranno il diritto di un’istruzione accessibile a tutti e non solo ai ricchi. Tra le stanze si parla dei tagli, di un futuro  sempre più impalpabile, di ricerca e ricercatori, figura che verrà tagliata fuori dal mondo accademico grazie al decreto legge Gelmini. Uno studente a tal proposito dice: ”Se su di me ,ricercatore, non c’è nessun investimento, come faccio a impegnarmi? Che futuro mi si prospetta se dopo l’assegno di ricerca annuale mi attende il buio?”.

Il corteo prosegue alla volta del bar di ingegneria per raggiungere quindi i manifestanti delle facoltà umanistiche al centro storico.

  • «
  •  Inizio 
  •  Prec. 
  •  1 
  •  2 
  •  Succ. 
  •  Fine 
  • »
Pagina 1 di 2