Dopo il successo dello scorso anno con il concorso "Assaggia l'autobus" ill Momact, l'ufficio di Mobility Management dell'Università, in collaborazione con l'Azienda Municipale Trasporti di Catania: instaurano una nuova collaborazione con obiettivo la promozione - in maniera chiara e tangibile - dell'uso dell'autobus urbano tra gli studenti, i docenti e i dipendenti dell'ateneo catanese, come scelta più adatta per gli spostamenti da casa alle sedi universitarie e, nei fatti, come soluzione più efficace e sostenibile per liberare la nostra città dal traffico, rendendola più abitabile, vivibile ed "europea".
Nasce il progetto "Unibus". Adesso le agevolazioni durano un anno intero...
Se lavori, insegni o studi all'università, acquista gli speciali carnet di biglietti dell'autobus urbano a te riservati, al prezzo di poco più di 60 cent ciascuno (il carnet contiene 20 biglietti e costa 12,50 Euro), e usali dal 2 maggio 2012 al 30 aprile 2013.
I carnet sono nominali, intestati al dipendente o studente e non cedibili ad altri né totalmente né in parte. Per accedere all'agevolazione, sarà sufficiente esibire, al momento dell'acquisto, un documento d'identità e l'attestazione dello status di dipendente o di studente del'Università di Catania (sono ammessi a partecipare docenti, personale tecnico-amministrativo, contrattisti, borsisti e dottorandi in servizio nel 2012 e studenti iscritti all'anno accademico 2011-2012).
Oltre ad evitare lo stress di guida e parcheggio, potrai contribuire a rendere più vivibile la tua città. Inoltre, le tue idee e opinioni consentiranno di migliorare il servizio di trasporto pubblico urbano. Per acquistare i primi quattro carnet dovrai infatti compilare un questionario sulle tue abitudini di mobilità, in cui potrai esprimere le tue opinioni sul sistema di trasporto pubblico e comunicare le tue idee di miglioramento del servizio. Se vuoi velocizzare l'acquisto, scarica qui il questionario e portalo compilato presso uno dei punti vendita Unibus (ufficio abbonamenti dell'AMT in via S. Euplio 168 o i chioschi AMT della stazione centrale e piazzale Sanzio).
I punti abilitati alla vendita dei carnet sono i seguenti:
- 1. Ufficio Abbonamenti AMT, via S. Euplio 168, Catania
- 2. Chiosco AMT di piazza Papa Giovanni XXIII
- 3. Chiosco AMT di piazza Giovanni Verga.
L'acquisto dei carnet è possibile solo in seguito alla compilazione di una scheda-questionario sulle abitudini di mobilità dell'utente, che può essere scaricata dai siti www.amt.ct.it o www.unict.it/momact,stampata e compilata. La consegna della scheda compilata in ogni sua parte darà diritto all'acquisto contemporaneo di massimo due carnet. Contestualmente verrà rilasciata una ricevuta, grazie alla quale sarà possibile l'acquisto successivo di ancora due carnet al massimo. Per l'acquisto di ulteriori carnet occorrerà consegnare una nuova scheda compilata, in modo da poter verificare l'eventuale cambio di abitudini o opinioni da parte dell'utente. Per procedere all'acquisto dei carnet, oltre a quanto specificato, occorre esibire valida documentazione attestante i requisiti di partecipazione. In particolare:
- Per gli studenti: ricevuta del pagamento delle tasse universitarie per l'anno accademico 2011-2012 o 2012-2013, o apposita attestazione dell'iscrizione ai medesimi anni accademici rilasciata dalla Segreteria Studenti dell'Università degli Studi di Catania.
- Per il personale dipendente: badge universitario o apposita attestazione rilasciata dall'Università degli Studi di Catania.
- Per i docenti: Tessera Universitaria o apposita attestazione rilasciata dall'Università degli Studi di Catania.
- Per altro personale (personale a contratto, docenti a contratto,titolari di assegni di ricerca e di borse di studio, dottorandi,specializzandi): occorre un'apposita attestazione del relativo status rilasciata dall'Università degli Studi di Catania.
Per avere tutte le informazioni sulle modalità di acquisto e utilizzo dei carnet, scarica il depliant informativo.
Le attese degli studenti dell'Ateneo catanese. Presentati i risultati dell'indagine dell'Istituto Demopolis per la valutazione dei servizi didattici e logistici.
Fonte BDA
Gli studenti dell'Ateneo di Catania promuovono a pieni voti il corpo docente, dichiarandosi soddisfatti della qualità della didattica, ma avanzano, nel contempo, specifiche richieste finalizzate a rendere più funzionale e stimolante la vita universitaria alle falde dell'Etna.
È molto positivo, nel complesso, il giudizio che deriva dall'indagine "L'Università che Vorrei", realizzata dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demòpolis su un campione di 1.010 intervistati, statisticamente rappresentativo dell'universo degli iscritti all'Ateneo di Catania.
I dati, che emergono dall'ascolto degli studenti delle undici Facoltà attive nella Città etnea, permettono di misurare la qualità percepita della didattica e della logistica, ma anche di delineare un quadro complessivo delle aspettative dei giovani universitari, fornendo interessanti ed inedite indicazioni per l'ottimizzazione dell'offerta dell'Ateneo e il progressivo miglioramento dei servizi erogati.
Si rileva una considerevole quota di criticità in tema di infrastrutture e dotazioni logistiche. Sono per lo più di natura esogena al contesto didattico i punti di maggiore insoddisfazione evidenziati dagli iscritti: carenza di aree di parcheggio (61%), insufficienza del trasporto pubblico (83%), ma soprattutto la difficoltà percepita per il futuro inserimento in un mondo del lavoro che in Sicilia - come nel resto del Sud - offre oggi poche opportunità di sbocco ai neo-laureati.
I giovani, intervistati dall'Istituto Demopolis, promuovono in pieno il portale Internet d'Ateneo e i servizi bibliotecari, auspicano un potenziamento dei servizi di segreteria online, dei laboratori, delle mense ed un serio intervento degli enti locali preposti sul sistema di mobilità urbana.
"La ricerca - afferma il direttore dell'Istituto Demopolis Pietro Vento - contiene molti dati inediti ed interessanti sul vissuto e la quotidianità di chi sceglie Catania come sede di studi e racconta delle fondate preoccupazioni dei giovani per il futuro e le prospettive occupazionali dopo la laurea. Gli studenti, evidenziando la propria soddisfazione per la formazione ricevuta (76%) e per la competenza dei docenti dell'Università etnea (80%), chiedono in modo prioritario - conclude Pietro Vento - di incrementare l'attività di orientamento per agevolare il futuro inserimento nel mondo del lavoro ed il raccordo con il tessuto produttivo dell'Isola".
L'indagine fotografa il vissuto degli studenti dell'Ateneo catanese in una congiuntura economica nazionale di fragilità estrema, ed in un tempo di incertezze profonde - in termini di prospettive professionali e di occupazione - per le nuove generazioni dell'Isola.
L'indagine demoscopica, diretta e coordinata da Pietro Vento con la collaborazione di Giusy Montalbano, Marco Tabacchi e Maria Sabrina Titone, è stata realizzata dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis su un campione di 1.010 intervistati, rappresentativo dell'universo degli iscritti all'Università degli Studi di Catania, stratificato in base al sesso, alla tipologia del corso di laurea ed alla Facoltà di appartenenza.
Le interviste della fase quantitativa sono state condotte dall'1 al 20 dicembre, utilizzando le postazioni e i software esclusivi CATI-CAWI di rilevazione demoscopica dell'Istituto Demopolis, da personale qualificato, con tecniche operative rodate, e con la supervisione ed il controllo continuativo della struttura di ricerca. La rilevazione quantitativa è stata preceduta da una fase di ricerca qualitativa realizzata dal 15 al 30 novembre tramite focus group e colloqui diretti in profondità con gli studenti dei corsi di laurea attivati presso le sedi del capoluogo etneo.
PROFILO DEGLI STUDENTI: CHI SONO E PERCHÉ SCELGONO L'ATENEO DI CATANIA
L'indagine, condotta dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demòpolis, analizza il segmento di popolazione che sceglie Catania come sede di studi, raccontandone aspettative, quotidianità, preoccupazioni ed istanze per la vita oltre la laurea.
Gli iscritti all'Università degli Studi di Catania si suddividono, in termini quasi equi, fra residenti in città (35%), domiciliati nel centro etneo per frequentare i corsi (27%) e pendolari (38%). È fra questi ultimi - studenti fuori sede che percorrono oltre 15 km per raggiungere le facoltà - che si riduce la frequenza dei corsi. Tuttavia, la presenza regolare a lezione rivela tassi considerevoli fra gli iscritti all'Ateneo catanese: il 48% dichiara di frequentare tutti i corsi; 4 su 10 sono presenti regolarmente a lezione, ma solo per alcuni corsi; appena il 12% - iscritti prevalentemente a percorsi formativi senza obbligo di frequenza - segue le lezioni di rado.
L'indagine dell'Istituto Demopolis definisce uno scenario composito delle variabili dirimenti per la scelta di Catania come sede accademica. Il 61% afferma di essersi iscritto all'Università degli Studi di Catania in ragione della comodità e vicinanza della sede rispetto al proprio luogo di residenza. Prevalente, fra le motivazioni di scelta, risulta anche la validità percepita dell'offerta formativa: la maggioranza assoluta degli intervistati (56%) afferma di essere stata influenzata, nella definizione della sede di studi, da peculiarità ed interesse dei corsi di laurea attivi a Catania. Sulla scelta dell'iscrizione universitaria incidono anche - secondo le dichiarazioni degli studenti - la qualità della didattica e del corpo docente (31%) e la buona fama dell'Ateneo (22%).
Di particolare interesse risultano i dati dell'indagine relativi agli strumenti di informazione impiegati dagli studenti per la selezione, a conclusione della Scuola Secondaria, di corso e sede di studi universitari. Gli intervistati dichiarano di aver scelto prevalentemente sulla base di processi di auto-orientamento, alimentati per lo più dalla consultazione del Web. Il 52% ha infatti cercato informazioni su Internet, mentre il 38% ha acquisito indicazioni da amici e conoscenti. Un terzo degli intervistati dichiara di avere invece consultato guide, giornali e pubblicazioni specializzate. Anche fra gli iscritti all'Ateneo catanese, si conferma la funzionalità solo parziale dei canali ufficiali ed istituzionali di informazione sui corsi di studio, che dovrebbero essere invece i più efficaci nell'orientamento dei giovani fra le maglie di un'offerta formativa complessa e variegata.
Il professor Oswald, dell’Università di Warwick sostiene che:
"La crisi di mezza età ha l’apparenza di qualcosa che risiede profondamente negli esseri umani. Per l’individuo medio, nel mondo moderno, l’affossamento in termini di felicità e salute mentale non è qualcosa che emerge d’improvviso, in un anno solo. Avviene invece lentamente. Soltanto a cinquant’anni la maggior parte della gente emerge da questo periodo di flessione. Ma è incoraggiante scoprire che a settant’anni, se si è ancora in forma, dal punto di vista della salute mentale si sta bene come a vent’anni".
E no!, se sei uno studente universitario.
Caro professor Oswald, a settant’anni non si ha a che fare con i mille problemi quotidiani dell’essere un ventenne studente universitario: amicizia, amore, sessualità, droga, violenza, disagio, università, rapporto con gli altri “adulti”, inserimento nella società, trasformazioni fisiche e psicologiche; e come se non bastasse entrano in gioco anche la difficile accettazione di sé e le innumerevoli responsabilità che i genitori ti fanno pesare allo scoccare di ogni ora, ripetutamente, come se fosse un carion sfasciato che suona male sempre la stessa “melodia” e non ne voglia sapere di fermarsi. Tutto ciò si ripercuote sulla vita dello studente con continui sbalzi d’umore, ma soprattutto con noncuranza, questa porta all’evasione dal problema gravando pesantemente sulla carriera universitaria che subirà interruzioni, rallentamenti, riprese e difficilmente miglioramenti.
Così gli studenti universitari cadono in una profonda crisi che li ha portati a sviluppare diversi modi di affrontare la vita universitaria.
Le donne solitamente curano il proprio malessere con shopping, amiche, uscite e pettegolezzi che le riportano allo studio; invece, i soggetti più interessanti sono gli uomini i quali sono stati i pioneri nello sviluppare i primi metodi anti-crisi, ben diversi dai precedenti metodi femminili, qui di seguito alcuni metodi "maschi".
Una delle incompiute «storiche» della città, il progetto del «Tavoliere» di via Santa Sofia a monte della Cittadella universitaria, da circa un ventennio in fase di stallo, accelera l'iter per la realizzazione di un «campus» con 800 alloggi per studenti universitari.
Il «campus» della Cittadella rappresenta una delle priorità inserite nel piano triennale delle opere pubbliche dell'Iacp, che prevede in tutta la Provincia, suddivisa in 44 comprensori, interventi di manutenzione per 22 milioni. Il progetto del Tavoliere dispone di 30 milioni, relativi al vecchio finanziamento, ai quali dovranno aggiungersi 34 milioni in finanza di progetto dal soggetto privato che si aggiudicherà l'appalto. «Il Consiglio comunale avrebbe già dovuto sollevare eventuali eccezioni entro le metà dello scorso dicembre - dice il presidente dell'Iacp di Catania avv. Enzo Gibiino - se i tempi saranno rapidi a febbraio sarà pubblicato sulla gazzetta ufficiale il bando d'appalto, che oltre a campi da tennis e parcheggio prevede interventi per portare fino all'80% il risparmio energetico».La progettazione è stata affidata, alla ERA Associati, come si legge nel loro sito web, questa è una struttura multidisciplinare in grado di offrire servizi di consulenza di ingegneria, progettazione, project management, procurement, direzione lavori e coordinamento della sicurezza secondo la normativa vigente. Cura inoltre i rapporti con gli Enti pubblici, compresa la consulenza per la scelta e la gestione dei rapporti con le ditte appaltatrici e I servizi offerti alla committenza sono prevalentemente rivolti ai settori: residenziale, turistico, commerciale e industriale.
La realizzazione del campus consentirebbe di dare alloggio a centinaia di studenti oggi alle prese col carissimo mercato degli affitti, non a caso la realtà, come è scritto in una nota del Sunia indirizzata alle istituzioni è che «nella città di Catania gli studenti domiciliati sono circa 18 mila e l'affitto casa si paga, spesso, a posto letto e a canone nero; ci sono posti letto per studenti e per singoli lavoratori ad euro 250, mentre circa 5.000 lavoratori dipendenti provenienti da tutta la Sicilia sono alloggiati per periodi transitori a canoni di locazione mensile da euro 450 a euro 1.100. Non è solo ledilizia universitaria al centro dellanalisi del Sunia che sottolinea come nella città vi sono oltre 20 mila case malsane e degradate e come gli elenchi delle graduatorie e delle domande in corso per ottenere una casa popolare come: bisognosi, sfrattati, concorrenti con redditi medio bassi, lavoratori dipendenti, famiglie a mono reddito e famiglie abitanti in case inagibili e in promiscuità, contano circa 15 mila famiglie.
Ecco perchè, per fronteggiare la situazione, il Sunia chiede al sindaco Scapagnini, al presidente della Provincia Lombardo e al presidente dellIacp Gibiino, l'apertura di un tavolo di concertazionee la velocizzazione dei lavori.
l progetto nasce nel 1997 nell'ambito dei Piani per lo sviluppo delle Università di Catania e di Lecce e ha come obiettivo primario la cura del patrimonio delle due strutture che operano parallelamente ma indipendentemente.
L'Università di Catania, fondata nel 1434, ha acquisito nel corso del tempo edifici e collezioni storiche, artistiche e scientifiche di un certo pregio che riflettono il suo peso nelle vicende politiche e culturali della città e la sua ascendenza sulle altre istituzioni, la Diocesi e la Municipalità innanzitutto, ma anche i notabili, i collezionisti, e i centri di studio e di ricerca. Recuperare questi beni attraverso il restauro, anche solo virtuale, il riordino e l'archiviazione, è una tappa necessaria per raggiungere il fine ultimo del progetto, ovvero la più alta fruibilità, reale o attraverso i media, dello stesso patrimonio per il vasto pubblico e per quello di addetti ai lavori. Ciò sarà reso possibile grazie alle innovazioni tecnologiche nate dalla collaborazione tra la tecnologia informatica e multimediale e il più ampio ambito delle discipline umanistiche e scientifiche.
Elementi qualificanti del Piano sono:
Ricerche negli ambiti sopra citati sono attualmente in corso presso le due Università e verranno ulteriormente sviluppate presso i Servizi e Laboratori del Piano, orientando le scelte tematiche verso il potenziamento dei servizi alla Didattica ed alla Ricerca.
In definitiva il Piano si presenta come un originale, anche se complesso, strumento per un Osservatorio interessato a cogliere e valorizzare le connessioni con il sistema "virtuoso" dellinnovazione:
riferita ai servizi. Anche in questa ottica sono stati evidenziati tutti gli elementi che rendono il Piano "riproducibile" in settori analoghi di altre realtà territoriali. Occorre anche precisare che per molti aspetti esso potrà essere preso in considerazione anche da una pluralità di settori (trasversalità) in cui distretti geograficamente distinti necessitano di integrazione a vari livelli (culturale, scientifico, tecnologico, etc.).
Occorre qui porre nella dovuta evidenza come le due Università siano sensibili al trasferimento della innovazione: lUniversità di Catania opera attraverso il Consorzio Catania-Ricerche (MEDIA Innovation Relay Center della Unione Europea), lUniversità di Lecce attraverso il PASTIS-CNRSM, il Patto Territoriale della Provincia di Lecce e entrambe attraverso le convenzioni con le Associazioni degli Industriali.
Infine è importante sottolineare che la valorizzazione e la fruizione del Patrimonio storico-artistico delle Università con la creazione di Musei e della Città della Scienza (questultima luogo di sperimentazione per studenti e non) e con il largo uso di tecniche moderne di gestione delle informazioni, oltre a rappresentare un servizio alla didattica e ricerca Universitarie, rappresentano per la loro valenza esterna, una occasione per favorire "linnovazione sociale e linnovazione tecnologica in settori vicini al cittadino" (Libro verde sullinnovazione - linea dazione 2) il quale si avvia ad essere così un elemento attivo di una "società cognitiva" (ibidem).
Va infine posto in evidenza come la suddetta valorizzazione del patrimonio storico scientifico culturale delle Università costituirà un nucleo museale e scientifico destinato a sviluppare uno dei settori tradizionali delleconomia quale il turismo; liniziativa suddetta si integra nelle strategie di sviluppo territoriale, come testimoniato nel paragrafo sulle ricadute economiche.
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Il coordinamento fra due aree culturali (Catania e Lecce) rappresentanti due realtà con aspetti complementari; |
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La costituzione di servizi specialistici (S1 ed S2) rivolti allutilizzo, potenziamento e sviluppo dei sistemi informatici ed allutilizzo, potenziamento e sviluppo di tecnologie analitiche. |
Questi servizi hanno una doppia valenza: da un lato sono indirizzati al pieno raggiungimento degli obiettivi globali del Piano, dallaltro sono direttamente rivolti ai docenti ed agli studenti, quali servizi specialistici per la didattica e la ricerca, come ad esempio i laboratori multimediali, il laboratorio di analisi non distruttiva e il laboratorio di datazione con metodo nucleare.
Linnovazione è così legata a tre aspetti.
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Il primo coinvolge tutto il Piano nella sua globalità in quanto proposta e sperimentazione di un nuovo ed originale servizio che integra nella continua pratica ed utilizzo la cultura umanistica con quella scientifica e tecnologica di due distretti culturali diversi ( quello di Catania e quello di Lecce), anche attraverso i moderni mezzi informatici. |
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Il secondo si qualifica come sperimentazione di sistemi avanzati di gestione e trattamento dati e di uso di reti ad alta velocità. I numerosi aspetti innovativi delluso delle tecnologie informatiche e telematiche evidenziati dai vari interventi concernono due aspetti essenziali: |
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Il terzo aspetto è strettamente legato alle specifiche attività di ricerca finalizzate allinnovazione dei servizi S1 ed S2 nel settore della didattica e della ricerca. |
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Per la rubrica “alza la voce” di Liveunict sul tema della tanto contestata riforma dell’istruzione, abbiamo chiesto un parere a un giovane insegnate precario, Guglielmo La Cognata. Brillante docente di storia e filosofia al liceo, amatissimo dai suoi studenti – estremamente variegati, dati i continui spostamenti cui è costretto a sottoporsi, in qualità di supplente – nonostante le sue indubbie capacità, ha alle spalle già parecchi anni di precariato e poche possibilità di un lavoro a tempo indeterminato. Leggiamo dunque quanto, a suo parere, la riforma inciderà sul futuro dei precari.

Giovedi 2 dicembre, ore 9.30 aula A: stati d' animo contrastanti, c'è chi ,speranzoso, è certo di una grande affluenza, chi lo è meno e teme che, come le volte precedenti, i colleghi interessati saranno ben pochi. I rappresentanti consultano i docenti che stanno tenendo lezione regolarmente: aula per aula e nei laboratori, i ragazzi vengono invitati a partecipare all'assemblea che sta per iniziare.La gente inizia a fluire lentamente dentro l'aula A che si riempie.
Le 10 sono passate, e i posti liberi sono sempre meno,accanto agli studenti, nella platea, siedono anche alcuni professori.
L'assemblea inizia:alcuni docenti insieme ai rappresentanti espongono i loro pareri sul decreto di legge Gelmini: vengono considerate le implicazioni che questo comporterà nei prossimi anni, su tasse universitarie, qualità dell'offerta formativa, situazione dei precari e numero degli studenti aventi diritto.
Alchè ,documento alla mano, si passa all'esame del decreto approvato: il provvedimento viene proiettato in aula e i punti vengono analizzati singolarmente: si affronta il turn over 5 a 1 , per ogni 5 professori che vanno in pensione un solo assunto: e dato che il numero degli studenti che ha accesso ai corsi è proporzionale al numero dei docenti, ciò implca che gli aventi diritto saranno sempre meno.
Si prosegue affrontando l'ingresso dei privati , tesi tanto negata dal ministro che potrebbe spiegarci allora cosa intende quando dice che il 40% del CdA sarà esterno.
Si passa poi alla "lotta ai baroni", ma nel caso del ddl in questione forse dovremmo parlare di "lotta per i baroni": un esempio? I concorsi, attualmente hanno un nucleo di valutazione costituito da ricercatori e ordinari: ma il ministro considera i ricercatori "corruttibili" quindi ha pensato bene di costituire questo nucleo solo con prof ordinari cosìcchè i concorsi siano meno pilotati dai "baroni": ma la ministra trascura un assioma sempre vero: NON TUTTI I PROFESSORI ORDINARI SONO BARONI, MA TUTTI I BARONI SONO ORDINARI.Questa legge, i baroni, li vuole e li protegge.
Stesso posto e più o meno stessa ora: piazza Università ritorna ad essere il luogo di ritrovo di quanti (sempre troppo pochi) hanno voluto protestare con la loro presenza, con la loro voce, con le diverse iniziative il loro dissenso al DDL 1905, la famigerata “Riforma Gelmini”. Durante il sit-in sono stati diversi gli interventi di studenti, docenti e ricercatori, pronti ad informare e sensibilizzare soprattutto l’opinione pubblica che sempre di più sembra indifferente ad un tema cosi importante quale l’ istruzione e la ricerca, che sono, come è stato più volte ribadito durante la giornata, alla base di un Paese civile e democratico. E’ apparso evidente da subito che il lavoro da fare in questo senso è ancora molto, dato il numero non ancora elevato di partecipanti. In tarda mattinata si sono svolte delle lezioni in piazza ed altre attività erano previste durante il corso della giornata.
Concludendo, ripensavo ad una battuta sentita proprio stamattina: “presto su Liveunict non ci sarà molto da scrivere perché non ci sarà più l’Università”; speriamo tutti di no ma sono parole che, eludendo da ogni forma di retorica, devono far riflettere
Di seguito la proposta di mozione elaborata dal consiglio di Facoltà di Scienze politiche dell'Università degli studi di Catania in data 21 Luglio 2010 che esprime il netto dissenso nei confronti del DDl Gelmini che mira allo stravolgimento del sistema universitario e che andrà a ridimensionare la didattica e la ricerca.
Il Consiglio della Facoltà di Scienze Politiche esprime netto dissenso e viva preoccupazione nei confronti del DDL 1905 Gelmini e dei più recenti provvedimenti finanziari volti a decurtare le risorse necessarie al funzionamento del sistema di istruzione pubblica in Italia e, in modo particolare, di quello universitario. Il disegno complessivo di riforma che emerge dalle misure previste lede gli interessi di tutte le componenti del personale dell’Università, nonché degli studenti e delle loro famiglie, costituendo un attacco al sistema di istruzione pubblica e una grave minaccia per le prospettive di sviluppo, la democrazia e la coesione sociale del Paese.
La drastica riduzione dei fondi per la didattica e la ricerca, il sostanziale blocco del turnover, il pensionamento obbligatorio a 65 anni, la mancanza di una programmazione pluriennale dei posti di ruolo che fissi tempi certi per lo svolgimento dei concorsi, l’istituzione di una nuova figura di ricercatore a tempo determinato senza prevedere risorse e procedure chiare di stabilizzazione, la messa ad esaurimento del ruolo di ricercatore a tempo indeterminato prefigurano una netta riduzione dell’offerta formativa e una crescente difficoltà a produrre ricerca scientifica di qualità. In particolare, implicano:
Riportiamo una lettera aperta creata dal Coordinamento dei Ricercatori Universitari di Catania e Coordinamento dei Precari della Ricerca di Catania rivolta alla popolazione studentesca e alle loro famiglie.
Cara studentessa/caro studente,
Gentile genitore,
come probabilmente sapete l’università italiana vive una fase di tremenda crisi.
Il governo, con le ultime leggi finanziarie, ha ridotto del 20% i finanziamenti all’università. Del 20% !!! C’è da chiedersi: quale altra parte del sistema statale – Trasporti, Sanità, Giustizia – potrebbe reggere un taglio di questo tipo? Basta pensare che la scuola italiana è in una crisi estrema con dei tagli del 10% circa.
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Riportiamo una lettera aperta creata dal Coordinamento dei Ricercatori Universitari di Catania e Coordinamento dei Precari della Ricerca di Catania rivolta alla popolazione studentesca e alle loro famiglie.