Catania è viva; Catania aiuta. A dimostrare queste due affermazioni è la serata che sabato 26 Maggio gli studenti universitari stanno organizzando per aiutare la loro collega Laura Salafia, che, rientrata lo scorso Dicembre a Catania in sedia rotelle, ha bisogno di una casa apposita per le sue necessità. Ebbene, la serata benefica “Una TERAPIA ROCK per LAURA SALAFIA” è stata realizzata con l’intento di devolvere tutto il ricavato proprio a Laura. L’evento si svolgerà al Barbara Disco Lab, con un contributo d’ingresso di 5€, interamente devoluto alla causa e versato direttamente nel conto corrente di Laura aperto presso l'Istituto Bancario Monte dei paschi di Siena. Coloro che invece vorranno devolvere qualcos'altro, indipendentemente dalla serata, potranno farlo versando il proprio contributo alle seguente coordinate bancarie:
IT 85F01030 16918 00000 1267 714
A farci passare un magnifico sabato, oltre ad un ampio djset rock, ci penseranno quattro live band emergenti: Uaripat, Maggie in the box, Miqrà, Run Away From Home pronte a deliziarci con la loro musica. LiveUnict ha intervistato proprio quest'ultimi:
Runaway from home, i cosìddetti 'scappati ra casa'. Curiosa la scelta di questo nome, come l’avete pensato?
L'idea è nata davanti a un panino, dopo le prime prove. Il fatto di non essere professionisti, ma di suonare solo per passione, ci imponeva un nome goliardico. Dopo vari tentativi, qualcuno dei presenti ci ha affibbiato l'appellativo di "scappati di casa". A quel punto, cercando una sfumatura, nacque l'idea di tradurre il tutto in lingua inglese.
La vostra band è formata da 5 elementi. Presentatevi e diteci come vi siete conosciuti e da dove è venuta l'idea di suonare insieme.
L'idea di creare una band è nata nella lontana estate del 2009. Essendo già amici di vecchia data, si è cercato di far nascere qualcosa di genuino e divertente. Le prime prove ci hanno visto essere solo in quattro. Poi per esigenze di sound, si è deciso di puntare su un altro chitarrista. Per mantenere lo spirito "familiare", abbiamo puntato su un 5° amico. Ognuno di noi svolge diverse attività: Luigi il batterista è dottore in Giurisprudenza (aspirante Avvocato), Marco il chitarrista è dottore in scienze biologiche, Saro il chitarrista (l'ultimo arrivato) è dottore in Economia, Pierluigi il bassista è medico (specializzando in ortopedia) ed Enzo il cantante è uno studente di Chimica e Tecnologie Farmaceutiche.
Voi siete originari di Siracusa, è la prima volta che vi esibite in terra catanese?
Si è la prima volta fuori dalle "mura amiche". Onestamente viviamo il debutto in terra catanese come se fosse il primo concerto in assoluto. L'evento, oltre ad essere un elevato momento di solidarietà, in fin dei conti rappresenta un’ottima vetrina. Ci auguriamo possa essere il nostro trampolino di lancio.
La vostra è musica che ha fatto cantare e ballare intere generazioni! Riesce ad avere un impatto positivo anche tra i giovani di oggi che vi ascoltano?
Dalla nostra attuale esperienza, seppur limitata, abbiamo riscontrato un feedback positivo da parte del pubblico. Puntiamo molto sui medley. Ma oltre ad unire canzoni dell'epoca tra loro, cerchiamo di unire le note di canzoni straniere a testi italiani, senza stravolgere più di tanto le canzoni originali. Ovviamente, il tutto è riarrangiato con un sound più rock, per rendere più movimentate le nostre serate.
Giorno 1 Luglio 2010 si è scritta una brutta pagina per l'ateneo catanese, in pochi la dimenticheranno; come avete accolto la notizia di poter partecipare alla serata di beneficenza per Laura?
Per noi rappresenta l'essenza del divertirsi, sapendo di fare qualcosa di davvero utile e importante. Poter essere presenti ad un evento così significativo per noi è oggetto di vanto. Faremo il possibile per onorare al meglio ciò per cui siamo stati chiamati: divertire!
"Una terapia rock per Laura Salafia", questo il titolo della serata. Bisognerà farle suonare tanto queste chitarre per richiamare i giovani catanesi.
Siamo pronti a scatenare l'inferno! A parte le frasi celebri, siamo emozionati ed elettrici al tempo stesso. Dato il tempo limitato per l'esibizione, diciamo che concentreremo i nostri pezzi migliori in una mezz'oretta. Di sicuro sarà uno spettacolo!
STUDENTI CATANESI, LAURA VUOLE SENTIRE LA NOSTRA VOCE ED IL NOSTRO SOSTEGNO. AIUTIAMOLA!

Nessuna mossa politica, sono semplicemente una studentessa che, al momento in cui ha avuto necessità di usufruire di un bagno, ha trovato davanti ai suoi occhi uno spettacolo scandaloso, e ha sentito il bisogno di raccontarlo.
Sono l’autrice dell’articolo “Servizi (non) igienici alla Facoltà di Lettere e Filosofia”, pubblicato il 18 Maggio , nel quale, con il supporto di fotografie scattate da me personalmente, ho denunciato la situazione di degrado nella quale imperversavano i servizi igienici della Facoltà di Lettere e Lingue, la cui sede è presso L’ex Monastero dei Benedettini. Quanto ho scritto è in accordo con la lettera inviata a voi da Eugenia Sindoni, madre di una studentessa. . Sul giornale on-line Ctzen, che ha riportato la stessa notizia, si leggono le parole di Antonio Di Grado : « né feci né maniaci>>, e poi: «Vi do uno spunto di riflessione: è partita la corsa al rettorato, senza esclusione di colpi».
Vorrei dunque che tutti sapessero che il mio articolo (e dunque anche la lettera) non è frutto di una mossa politica. Sono semplicemente una studentessa che, al momento in cui ha avuto necessità di usufruire di un bagno, ha trovato davanti i suoi occhi uno spettacolo scandaloso, e ha sentito il bisogno di denunciarlo. Non era mia intenzione andare contro la Facoltà e ciò è dimostrato dal fatto che lo stesso giorno ho pubblicato un articolo a suo favore dal titolo “Laureandi in Lettere? La facoltà vi agevola.”
Liveunict è un portale di informazione indipendente che nasce con lo scopo di aiutare, agevolare, informare e rendere partecipi tutti gli studenti. E’ vero che nelle ultime settimane sono stati pubblicati un paio di articoli che denunciavano vicende negative ai Benedettini, tra cui il suddetto, “La molestia è di cultura” di Greta Caruso, “ Monastero dei Benedettini, ecco la fine delle nostre tesi : un video su youtube” di Paola Giordano. Nulla di inventato, tutto vero e dimostrato dalle continue testimonianze che giungono in redazione via mail. Voglio precisare che non siamo mossi dal desiderio di denigrare la nostra Facoltà, ma da un profondo amore verso essa e dunque il desiderio che tutti se ne occupino piuttosto che abbandonarla.
L’invito mio e di tutta la redazione è di “non nascondere la polvere sotto il tappeto”, ma di sollevare le voci di studenti, docenti, amministrativi affinché tutti insieme possiamo migliorare il nostro patrimonio culturale ed istituzionale e la nostra città tutta. Fingere che tutto vada bene, non aiuta. E’ molto più utile ammettere la mancanza di alcuni servizi e impegnarci affinché chi di dovere ne prenda atto e provveda, e al contempo affinché noi studenti cominciamo a rispettare realmente ciò che abbiamo a disposizione, piuttosto che danneggiarlo immotivatamente. Le nostre non sono accuse, ma la richiesta di attenzione verso ciò che amiamo e l’invito ad un’azione sinergica. Noi studenti manifestiamo affinché nessuna facoltà sia chiusa a Catania : abbiamo il diritto di avere l’Università, ma abbiamo anche il dovere che essa funzioni!
Tutti i redattori di Liveunict sono inoltre offesi perché si cerca di negare l’evidenza, accusando di strumentalizzazione chi è mosso da ragionevoli motivazioni.
Il cattivo odore si sente già appena viene messo piede sulla soglia della porta. Chi non vuole cedere allo sconforto, speranzoso che la situazione igienica non sia tanto grave da far arrendere anche le vesciche più intransigenti, prosegue in quello che potremmo chiamare realmente “cammino della speranza”.
Qualche passo è sufficiente per constatare che delle tre, quattro porte per accedere alle toilette, ce n’è aperta solo una e la puzza insospettisce. Lo “studente speranzoso”, per il quale non c’è fetore che tiene, arresosi ai suoi bisogni fisiologici, intrinsechi nella sua natura di uomo, si convince a compiere quegli ultimi malaugurati quattro, cinque passi, ed entrare nell’unica toilette libera e...i conati di vomito sono implacabili!
Non esiste stomaco abbastanza forte che possa riuscire ad assistere imperturbabile ad uno spettacolo del genere: water pieni quasi fino alla tazza di fazzoletti e carta igienica completamente inzuppati di pipì stagnante. In alcuni casi anche fazzoletti di carta appoggiati alla tavolozza, come se davvero qualcuno avesse potuto credere che in questo modo si potrebbe scongiurare il rischio di malattie; in un altro bagno pezzi di carta igienica anche a terra.
Mentre il puzzo di piscio ha ormai otturato le narici ed è giunto fino al cervello, confuso e disgustato il nostro “studente speranzoso” ha solo tre opzioni: ricominciare a respirare (rischiando di rimettere), continuare a non respirare (rischiando di morire soffocato), oppure scappare via e rinunciare alla possibilità di fare una semplice, naturale, legittima, doverosa pipì!
E’ quanto succede oggi, 17 Maggio, all’ex Monastero dei Benedettini, sede dell’Università di Lettere e Lingue. Questo luogo, che imperversa già da qualche giorno nelle suddette condizioni vergognose, accoglie gli studenti di Lettere Classiche e Moderne, di Filosofia, Scienze della comunicazione e Lingue. Inevitabile quindi che pulluli di gente specialmente in questi giorni, in cui molti studenti hanno lezioni da seguire ed esami da affrontare.
L’Università presenta diverse toilette per tutto il monastero: all’interno del palazzo principale, nelle aule nuove al piano di sopra e accanto alle aule sotterranee e infine tra le aule “vecchie”, in origine cellette dove dormivano i monaci.
Gli studenti sono già abituati a trovare funzionanti solo la metà dei bagni esistenti nei vari edifici; a non imbarazzarsi per la necessità di rinunciare alla corrispondenza tra il proprio sesso e quello indicato nella targhetta appesa sulla porta; hanno anche rinunciato a “supplementi frivoli e superflui” quali il sapone e la carta igienica, ma adesso è proprio impossibile andare in bagno. Il bagno del bar è completamente chiuso, davanti ad esso un mobiletto appoggiato per evitare l’ingresso e sulla porta un foglio di carta con scritto in arancione “GUASTO”. “Manca l’acqua”, ripetono tutti, come se fosse normale ed accettabile. Chi nota dello sgomento nei volti dei colleghi, cerca di attenuare il tutto con un: “ va be’, dai, non è mica da oggi! E’ già quattro giorni che si va avanti così!”.
Nessuno si lamenta più di tanto. Lezioni, esami, lauree: gli studenti sono così stressati e così impegnati nelle loro attività, che non perdono di certo il loro tempo a chiedere per quale assurda ragione la Facoltà si trova in queste scandalosa situazione. Chi si reca al bar dell’Università e chiede un caffè, si sente rispondere: ”Freddo!”. Non si tratta di una proposta, ma una vera e propria affermazione :”O caffè freddo, o niente, manca l’acqua!”. In fondo rinunciare ad un caffè si può anche accettare, ma come si può rinunciare a lavarsi le mani e ancor di più a soddisfare i propri bisogni fisiologici? Non si tratta più di confort, ma di servizi di base, necessari in ogni ambiente civile. In queste facoltà ci sono tanti studenti pendolari che sono costretti a trascorrere tutto il giorno al monastero. In queste condizioni però è difficile e poco gradevole dovere stare un intero giorno all’Università. E’ impossibile rinunciare un’intera giornata a lavarsi le mani o trattenere la pipì per otto, dieci ore. Che ci sia un guasto di tanto in tanto, lo si può anche comprendere, ma ai Benedettini la situazione è tale già da giorni. Quasi nessuno parla. Si tende ad accettare situazioni evidentemente inaccettabili, senza aprir bocca; si tende a “lasciar passare” nella speranza che le cose si aggiustino da sole. “Chi tace acconsente” dice però un proverbio, e il silenzio è un modo convenzionale per far capire che tutto va bene così com’è. “La colpa è vostra” dice una signora che lavora al monastero, “perché non scioperate?”, e a queste parole gli studenti ridono: ci sono gli esami a Giugno e adesso le ultime esercitazioni e prove in itinere, alle quali nessuno ha intenzione di rinunciare.
Le tasse universitarie negli ultimi anni non hanno fatto altro che aumentare, i servizi a quanto pare però non sono migliorati.
In questa giornata un po’ infamante per l’Università catanese, nella quale ancora una volta un’istituzione, il centro di cultura per eccellenza non è stato in grado di offrire servizi igienici basilari e rispettare le più semplice norme igieniche, gli studenti possono lasciarsi consolare dal fatto che oggi nei bagni quanto meno la carta igienica non mancava.
Ed in tutto questo marasma, dove indubbiamente gli studenti sono i primi ad essere disagiati, la grande folla di stranieri e visitatori, cosa ne pensa? Ai posteri l'ardua sentenza...
A RIGUARDO, LEGGI ANCHE: "NESSUNA LETTERA FALSA, TUTTO VERO SUI BENEDETTINI"
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Tanto tuonò che piovve. No, non stiamo parlando della leggera pioggerellina che ha salutato l'inizio settimana di tutti gli studenti universitari. Ci riferiamo invece alla pubblicazione delle date della sessione estiva di esami della Facoltà di Lettere e Filosofia. Dopo il grande tam tam sul web, rumoroso come un rituale Cherokee per la danza della pioggia, gli studenti di lettere possono finalmente pianificare il loro studio in vista degli appelli di giugno e luglio.
LE DATE Dall' 11 giugno al 31 luglio gli studenti avranno a disposizione i consueti tre appelli per accaparrarsi il maggior numero di crediti e materie possibili. Letteratura inglese batte tutti sul cronometro: la prima prova è prevista per giorno 11 giugno alle ore 8:00. Con buona parte d
ella propria testa già cucinata dal caldo e dallo studio intensivo, chiuderanno la sessione estiva i colleghi che tenteranno di "darsi" Civiltà preclassiche (27 luglio). "Clicca sul link per visualizzare tutte le date"
I COMMENTI DEGLI STUDENTI Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Sui social network cominciano già a girare i primi commenti. Oltre agli scaramantici "moriremo tutti", "non ce la farò mai" e "mannaggia a me quando mi sono iscritto in questa facoltà", la novità di quest'anno è rappresentata dai numerosi post di protesta "costruttiva". Per molti appare immotivato il ritardo della pubblicazione degli esami, considerando l'addensamento degli appelli più o meno negli stessi giorni. Calendario alla mano, sarà infatti oggettivamente difficile preparare più di 3/4 esami. In tanti lamentano che a conti fatti, per la maggior parte degli studenti la sessione durerà poco più di un mese, considerando che su 49 materie, solo 17 presentano appelli previsti tra il 16 e il 27 luglio (prolungamenti a parte). Per non parlare poi di alcune materie di cui non sono disponibili ancora le date precise degli esami: una vera provocazione per chi invece in questi giorni ha cercato di fornire ai propri colleghi un calendario provvisorio che si è rivelato corretto. Ma se la pubblicazione delle date ha lasciato un sapore amaro ai "letterati", peggio è toccata agli studenti di lingue, che sono rimasti "a bocca asciutta". Viene quasi da chiedersi " in quante lingue dovranno ripetere" che essere informati sulle date degli esami con un cospicuo anticipo, è un loro sacrosanto diritto.
Dove pensate che finiscano le vostre tesi di laurea? La risposta più scontata sarebbe in un archivio che la Facoltà riserva al frutto dei sacrifici (di studio ma anche economici visto il costo di stampa) dello studente. E invece no! Perché conservarle quando si possono benissimo accatastare come rifiuti? Questo è ciò che succede ai Benedettini, al secondo piano in prossimità del giardino dei Novizi,.
Un gruppo di studenti ha scoperto un assemblamento di rifiuti pieno zeppo di tesi degli studenti delle facoltà del complesso benedettiano. Il video diffuso ieri su youtube mette in evidenza lo scempio avvenuto presso il Monastero: addirittura sono state ritrovate tesi che risalgono al 2008, a pochi anni fa quindi.
Il video mostra chiaramente diverse tesi buttate per terra, decine e dcine di lavori con rilegature costose. Per intenderci si tratta delle copie che vengono consegnate prima della sessione di laurea, probabilmente quelle che gli studenti lasciano ai relatori, i quali non avendo spazi a disposizione nei loro uffici, decidono di eliminare i lavori degli studenti.
Ovviamente questo non è reato: una volta che la tesi è stata discussa, il relatore può fare ciò che vuole della copia a lui consegnata dai suoi studenti; piuttosto è un fattore meramente etico e professionale: sbarazzarsi dei lavori tanto agognati degli studenti con questa superficialità lascia esterrefatti tutti. La scoperta è imbarazzante perché oltre ad essere una questione di indelicatezza nei confronti dell'impegno degli studenti, comporta una possibile risorsa gratuita per tutti coloro che non hanno la voglia di impegnarsi nella stesura della propria tesi: costoro possono a tutt'oggi reperire con facilità il prodotto di un altra persona, compiere un lavoro di semplice copiatura ed avere l'elaborato finale pronto in men che non si dica.
Ai lettori l'ardua sentenza...
Siamo alle solite. Anche per gli esami della sessione estiva , i “benedettiniani” si sono trovati nel limbo dei ritardi. Tutti gli studenti attendono con trepidazione le fatidiche date che si fanno, come sempre, desiderare. E intanto c’è qualche studentessa che tenta di risolvere il problema creando online un calendario “ufficioso” grazie alle informazioni sulle date che i colleghi hanno appreso dai professori durante le lezioni. Una di queste volenterose ragazze, G. M., ha gentilmente risposto ad alcune domande a proposito di questi disagi, che ormai sono diventati compagni d’avventura costanti dei poveri studenti delle facoltà di Lettere, Filosofia e Lingue.
- Secondo te da cosa nascono questi perenni ritardi nella pubblicazione dei calendari? Alcune facoltà conoscono dall'inizio dell'anno accademico tutte le date delle varie sessioni...e noi? Pensi che quella di lettere sia una facoltà di serie B?
Penso che questi perenni ritardi nella pubblicazione dei calendari siano “soltanto” uno dei tanti sintomi della disorganizzazione persistente della nostra facoltà. Molti di noi studenti ci siamo spesso chiesti da cosa derivasse questo problema e alcuni di noi sono anche andati a chiederlo direttamente in Segreteria di Presidenza. La giustificazione è sempre stata il fatto che è solo una la persona che si occupa della realizzazione del calendario e che le date tardano ad arrivare da parte dei Professori. Credo ci vorrebbe soltanto un po’ di impegno per sistemare questo problema che ormai è diventato insostenibile. L’ultima volta, per fare soltanto un esempio, le date della prima sessione, sono uscite il 2 gennaio e la sessione è cominciata il 31 gennaio!! Mi pare poco rispettoso nei confronti di studenti che pagano e fra l’altro anche salato! Mi pare che la qualità dei servizi “offerti” da questa facoltà sia sempre più inversamente proporzionale alle tasse pagate dagli studenti.
Alcuni studenti hanno pensato di creare un documento condiviso e modificabile da tutti dove scrivere date di cui ognuno di noi è venuto a conoscenza a lezione o andando al ricevimento di un Professore. E’ normale? Quella di Lettere e Filosofia è senza alcun dubbio una facoltà di serie B.
- Quale sarebbe la soluzione più comoda per chi si occupa di stilare i calendari e soprattutto per gli studenti?
Una soluzione sicuramente sarebbe non tanto aumentare l’organico, ma ad esempio, pubblicare almeno 2 mesi prima dell’inizio degli esami le prime date di cui si è a conoscenza, un elenco incompleto, che va via via completandosi. Non credo ci voglia molta fatica.
- Decidi di dare gli esami più per l'interesse dimostrato verso la materia o in base alle date degli appelli?
Purtroppo in base alle date degli appelli, che spesso sono anche proibitive: sto parlando di appelli molto ravvicinati o di diverse materie i cui esami si svolgono lo stesso giorno. Secondo me basterebbe soltanto qualche piccolo accorgimento per offrire un servizio migliore.
Non è la sola a provare sconforto di fronte a queste avversità. La responsabilità non è certo di chi si occupa da solo di stilare i calendari, ma del sistema, che dovrebbe essere semplificato (magari attraverso l’utilizzo del sistema informatico).
Ed a quanto pare anche altre facoltà dell'ateneo catanese sembrano avere gli stessi problemi; una su tutte, la Facoltà di Farmacia, anch'essa priva alla data odierna dei calendari d'esami. A detta dei responsabili, il ritardo è dovuto alla mancata comunicazione delle date da parte dei docenti.
“Se non ci metterà troppo, l’aspetterò tutta la vita” scriveva Oscar Wilde nella commedia “L’importanza di chiamarsi Ernesto”: c’è da aggiungere “speriamo un po’ meno di tutta la vita!”
Comunicazione di servizio per tutti i “topi da biblioteca”: lunedì 30 Aprile, nelle ore pomeridiane, la sala di lettura e l'emeroteca di Facoltà rimarranno chiuse per disinfestazione. Gli studenti che vorranno approfittare del break tra il weekend e il primo maggio per prepararsi in vista degli esami estivi, dalle 15 alle 19 non potranno contare sui 121 posti offerti dalla biblioteca dei Benedettini.
Finalmente nel 2012 anche la Facoltà di Lettere e Filosofia ha deciso di adeguarsi alla tecnologia passando dalle infinite procedure cartacee a quelle telematiche, più rapide e semplici. I fortunati laureandi, attraverso il Portale Studenti, potranno dalla sessione estiva di Laurea di quest'anno eseguire l'iter di consegna dei moduli necessari e inserire la copia del proprio elaborato finale destinata alla Segreteria di Presidenza comodamente da casa, senza più affrontare innumerevoli "viaggi della speranza" e evitando le solite file snervanti.
La prassi è articolata in semplici tappe:
- Compilare online il modulo di domanda di laurea ;
- Seguire le procedure indicate per effettuare il versamento dei due bolli virtuali ;
- Effettuato il versamento, compilare e confermare il foglio elaborato on-line (modulo dissertazione tesi), che il relatore avrà cura successivamente di confermare -inserire l’elaborato finale digitale in formato pdf/A in tempo utile affinché il relatore provveda alla validazione entro la scadenza indicata dalla procedura In segreteria di Presidenza basterà consegnare, entro la scadenza della domanda online, il frontespizio, firmato dal relatore, e l’abstract firmato dallo studente e dal relatore.
La stampa della tesi è da concordare con il relatore. Il servizio è già attivo ma alcuni studenti hanno riscontrato problematiche nell'invio della domanda di laurea. L'iniziativa è certamente lodevole...si spera che l'attuazione pratica sia un'agevolazione per gli studenti e non un'ulteriore avversità nel complicato mondo della burocrazia universitaria.
Assegnazione tesi di Laurea. Delibera del Consiglio di Facoltà del 4 aprile 2012. Estratto del verbale
Da domani caffè più amaro per tutti gli studenti dell''Università di Catania. In seguito alla nuova proposta dello scorso senato accademico, le bevande dei distributori automatici subiranno un aumento di 5 e 10 centesimi. Sembrerebbe proprio una manovra in "stile Monti": gli aumenti consistono infatti in vere e proprie accise sul caffè. Sorseggiando un espresso, un cappuccino o un tè caldo ogni studente contribuirà a risanare i conti in rosso dell'ateneo catanese. Liveunict, in attesa di una comunicazione ufficiale del Rettore e dei Presidi di facoltà, ha chiesto spiegazioni alla sovraintende dell'amministazione finanziaria dell'università di Catania, la dott.ssa Alice Calamari "Non siamo diventati pazzi. La decisione è stata presa in seguito a uno studio sul consumo da parte di caffè da parte di studenti, docenti e personale amministrativo. E' stato calcolato che ogni giorno nelle facoltà più grandi come Benedettini e Palazzo delle Scienze vengono erogati fino a 700 caffè al giorno. Applicando una piccola accisa di 5 o 10 cent sarà possibile racimolare fino a 250.000 euro all'anno per ogni facoltà. Gli studenti con un piccolo sacrificio in questo modo potranno autofinanziare la segreterie e parte delle borse di studio".
Resta il fatto che la decisione, per quanto giustificata, resti discutibile sul piano etico. In questo modo l'Università tratta i propri studenti come vere e proprie macchine "assetate" di caffè. Rimane inoltre inspiegata la diversa ripartizione delle "accise": lo stereotipo delle facoltà "ricche"(economia,giurispr
Per visualizzare il documento ufficiale che attesta la singolare decisione dell'Ateneo clicca qui...
È un’alternativa alla confusione, al chiacchierio e quant’altro che spesso si viene a creare nelle aule delle varie facoltà, è un’occasione che si offre nei casi in cui le si dette aule siano già sufficientemente affollate. Ancora, soprattutto l’intenzione è di dare agli studenti uno strumento che offre la possibilità di prolungare il tempo di studio nelle ore serali".
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