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Gli studenti dell’Università di Catania avranno ancora diritto all’iscrizione cautelativa? Questa è la domanda che tutti i colleghi del nostro ateneo si pongono, dai “letterati” dei Benedettini agli “ingegneri” della Cittadella. In seguito all’ultimo post pubblicato sul Blog del “Movimento studentesco” si è creato un clima di grande agitazione. Nell’articolo viene  denunciata infatti l’eliminazione di uno dei diritti più importanti per tutti gli studenti: l’abolizione dell’iscrizione cautelativa a partire dal prossimo anno accademico.

Per tutti i laureandi questa notizia ha aperto scenari da incubo. L’iscrizione cautelativa, fino ad oggi, permetteva l'esonero temporaneo delle tasse universitarie nel caso in cui lo studente dimostrava di essere in grado di laurearsi nella prima sessione (Novembre o Marzo) . Se lo studente riusciva ad aggiudicarsi il titolo di "dottore", i conti con l'università erano saldati. Altrimenti, lo studente era costretto a iscriversi come "fuori corso" e a pagare regolarmente le tasse come negli anni precedenti.

Quanto c'è di vero? Apprendiamo da Dario Giuffrida e Giovanni Pappalardo, rappresentanti degli studenti nel senato Accademico, che le voci sull’abolizione dell’iscrizione cautelativa siano state vittima di un “qui pro quo”. In base alla proposta di modifica al Regolamento didattico di ateneo sul restringimento del periodo del conseguimento della laurea , l’iscrizione cautelativa non verrà eliminata, bensì limitata: non avrà più validità entro il 31 Marzo dell’anno successivo, ma fino al 30 Novembre dell’anno di studio in corso. I due rappresentanti chiariscono che i laureandi “ritardatari” non verranno abbandonati dall’università. Nel comunicato dei due rappresentanti si legge che “ ci è stato assicurato dal Dott. Caruso, dirigente dell’area della didattica, che verrà discussa una nuova formula che agevolerà i laureandi che non potranno più contare sulla cautelativa”.


Le reazioni degli studenti  Stupore, rabbia e sconforto hanno riempito i commenti dei nostri colleghi: stupore per una notizia improvvisa, un vero e proprio fulmine a ciel sereno. Rabbia per un ulteriore diritto calpestato: l'iscrizione cautelativa aiutava gli studenti a colmare un piccolo ritardo nella carriera spesso dovuta a "capricci" burocratici o di professori dal pugno chiuso in sede d'esame o redazione della tesi. Sconforto infine per l’ennesimo cambiamento in itinere delle regole del gioco: la carriera universitaria, che dovrebbe essere lineare come nel famoso “gioco dell’oca” è sempre più simile ad un Monopoli pieno di imprevisti e probabilità. Soprattutto per gli studenti che anno dopo anno sono costretti a "ripassare dal via"…

La libreria Cavallotto di Catania (corso sicilia 91), giovedì 17 Maggio alle ore 16.30, aderirà all’iniziativa “Missione ammissione 2012”.
Di cosa si tratta? In tutte le maggiori librerie italiane, in collaborazione con Alpha Test, si stanno svolgendo degli incontri tra docenti e giovani maturandi pronti a svolgere i test d’ammissione all’università. Ci sarà la possibilità di chiedere ogni tipo di informazione relativa ai test tanto temuti, dalle modalità di svolgimento ai criteri di selezione, insomma ogni dubbio sarà chiarito.
Ma non finisce qui: chiunque fosse interessato potrà svolgere direttamente una simulazione del test, con 50 quesiti di 50 minuti, scegliendo anche l’area di interesse: dalla scientifica alla classica, alla medico-sanitaria.
Saranno distribuiti gadget in omaggio da Alpha test e guide sul numero chiuso in università ed entro pochi giorni dalla simulazione saranno forniti i punteggi, in linea con quelli di tutta Italia.
Non fatevi scappare quest’occasione, un incontro diretto col mondo dei test universitari potrà soltanto aiutarvi.


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Probabilmente, la condizione apparentemente privilegiata dello studente di medicina renderà difficile comprendere le ragioni effettive che stanno alla base di questo sciopero. È vero anche che risulta doveroso da parte nostra approfondire al meglio i vari aspetti del problema per fornire a voi lettori una visione di insieme NITIDA.

Uno degli ultimi emendamenti approvati dal Senato ed ora passato alla Camera per l'approvazione definitiva dispone che d’ora in poi vengano tassate tutte le somme corrisposte a titolo di borsa di
studio per fini di studio o di addestramento professionale che concorrono a formare redditi superiori a 11.500 euro. Questa disposizione ridurrebbe le borse di studio dei medici specializzandi, già tra le più basse d’Europa, di ulteriori 300 euro al mese, dopo il taglio già effettuato due mesi
fa.”

Lo specializzando, è una condizione sociale ibrida per cui non si è effettivamente lavoratore ma non ci si può considerare solo studente. Nello specifico lo studente specializzando non  è dipendente del sistema sanitario nazionale, ragion per cui non riceve né stipendio né gli vengono versati interamente i contributi previdenziali. Percepisce un assegno di borsa di studio a scadenza di 12 mesi, rinnovabile di anno in anno fino al conseguimento del titolo. Tale trattamento viene corrisposto dall’Università in 12 ratei mensili posticipate. Secondo quanto dice il contratto tipo: “Il medico in formazione specialistica si impegna a non svolgere alcuna attività libero professionale all’esterno delle strutture assistenziali in cui effettua la formazione, né ad accedere a rapporti convenzionali o precari con il Servizio sanitario nazionale o con enti e istituzioni pubbliche e private. (art.5 comma 1)”. Lo specializzando di fatto, oltre ad essere notariamente sfruttato e privato di qualsiasi tutela lavorativa (orari di lavoro che superano le 12 ore giornaliere, per esempio)è parte integrante del sistema sanitario nazionale che probabilmente subirà forti disagi nelle giornate in cui è previsto lo sciopero.

Non è solo una questione veniale quella degli specializzandi, ma una vera e propria esigenza: partendo dal versamento delle tasse universitarie (perchè come già detto, lo specializzando è a tutti gli effetti ancora studente), si passa al pagamento dell'Enpam (l'ente di previdenza), all'assicurazione professionale, ed in fine bisogna aggiungere la spesa prevista per libri di testo ( cifre a dir poco proibitive), gli aggiornamenti professionali, i congressi medici, l'iscrizione all'Ordine dei Medici (senza cui non si può esercitare la professione) e chi più ne ha più ne metta.
A fronte di uno studio di 12 anni, considerate le responsabilità penali e l'ingresso effettivo nel mondo del lavoro intorno ai 30 anni (in media) il governo tecnico di Mario Monti, che ha sempre millantato di essere dalla parte dei giovani, ha pensato bene di tassare le borse di studio e gli assegni di formazione che cercano di garantire un sostentamento minimo per migliaia di giovani che sempre più spesso scelgono, a ragion veduta, di andare all'estero affinché venga riconosciuta loro dignità umana e lavorativa.

Per questi motivi, il 16 e il 17 aprile gli specializzandi scenderanno in piazza per combattere l'ennesima angheria ingiustificata e ingiustificabile.

 

Da domani caffè più amaro per tutti gli studenti dell''Università di Catania. In seguito alla nuova proposta dello scorso senato accademico, le bevande dei distributori automatici subiranno un aumento di 5 e 10 centesimi. Sembrerebbe proprio una manovra in "stile Monti": gli aumenti consistono infatti in vere e proprie accise sul caffè. Sorseggiando un espresso, un cappuccino o un tè caldo ogni studente contribuirà a risanare i conti in rosso dell'ateneo catanese. Liveunict, in attesa di una comunicazione ufficiale del Rettore e dei Presidi di facoltà, ha chiesto spiegazioni alla sovraintende dell'amministazione finanziaria dell'università di Catania, la dott.ssa Alice Calamari "Non siamo diventati pazzi. La decisione è stata presa in seguito a uno studio sul consumo da parte di caffè da parte di studenti, docenti e personale amministrativo. E' stato calcolato che ogni giorno nelle facoltà più grandi come Benedettini e Palazzo delle Scienze vengono erogati fino a 700 caffè al giorno. Applicando una piccola accisa di 5 o 10 cent sarà possibile racimolare fino a 250.000 euro all'anno per ogni facoltà. Gli studenti con un piccolo sacrificio in questo modo potranno autofinanziare la segreterie e parte delle borse di studio".

Resta il fatto che la decisione, per quanto giustificata, resti discutibile sul piano etico. In questo modo l'Università tratta i propri studenti come vere e proprie macchine "assetate" di caffè. Rimane inoltre inspiegata la diversa ripartizione delle "accise": lo stereotipo delle facoltà "ricche"(economia,giurisprudenza,medicina) dove si pagheranno 10 centesimi in più contro le più "povere" facoltà umanistiche è un insulto alla dignità intellettuale di ogni studente.

Per visualizzare il documento ufficiale che attesta la singolare decisione dell'Ateneo clicca qui...

 

Scripta manent verba volant” dicevano i latini. Ma all’ex Monastero dei Benedettini, oggi facoltà di lettere, lingue e filosofia a "volare" non sono le orazioni degli antichi retori, le massime dei filosofi e i versi dei poeti. Ad assaggiare la “folle esperienza di Icaro” sono gli insulti, le parolacce, le uova e le pietre. Gli autori di simili dispetti? Gli “enfants terribles”: così li definirebbero i nostri colleghi di lingue e letterature straniere. Ironia a parte, la realtà è molto più seria di quella che potrebbe sembrare. La preoccupazione  per gli scherzetti dei "bulletti" che giocano nei dintorni della facoltà – in questo caso all’interno – si somma ai tanti casi che hanno messo in luce le scarse condizioni di sicurezza. Il problema non riguarda solamente gli studenti delle facoltà ospitate dall’ex monastero. A giudicare dai libri che riempiono i banchi delle aule studio e della biblioteca, anche gli studenti delle altre facoltà – giurisprudenza e medicina su tutte – sono soliti dedicarsi all’attività di "sottolineatura" proprio nella struttura universitaria di piazza Dante.

La memoria non riporta alla luce solamente la triste vicenda di Laura Salafia, la ragazza colpita alla nuca da un proiettile vagante vicino al portone laterale della facoltà. Solo un anno fa, a febbraio, si erano verificate delle avances sessuali all’interno dei bagni del monastero. Allora, come ieri, tutto si risolse fortunatamente solo in un grande spavento. Ma la domanda lecita che gli studenti si pongono è: “Quanti altri spaventi dovremmo prenderci prima che accada un fatto veramente grave?". Nel tardo pomeriggio, quando comincia il calare il buio, il monastero assume sempre più l’aspetto del famoso castello di Hogwarts. Ad aiutare la creazione di quest’atmosfera ci pensa la scarsa illuminazione della piazza e del cortile esterno. Mantenere il monastero illuminato anche nel tardo pomeriggio, quando gli studenti escono dalle aule studio e dalla biblioteca potrebbe essere una prima soluzione per evitare spiacevoli inconvenienti. E’ vero che l’ ateneo negli ultimi tempi ha fatto eseguire dei lavori importanti all’interno del monastero (rifacimento del cortile, ristrutturazione dei bagni e nuove piccole “zone studio”). Ma è del tutto lecito, da parte degli studenti, chiedere all' Università che vengano prese delle misure per garantire la sicurezza in una facoltà frequentata da migliaia di studenti. Potremmo definirlo "un ultimo sforzo", ma assolutamente necessario

Un secolo di chirurgia e di vita, di allievi e di figli, di scienza e di coscienza.
Centodue anni di vita, oltre settanta di chirurgo, cinquanta di docente.
Sguardo fiero e figura ieratica, empatico con l'uomo (uomo prima che paziente), il prof. Attilio Basile era diventato un mito umano, presente nel tempo, consistente, reale.

Nato il 15 gennaio 1910 a Itala, si era laureato a Messina il 16 luglio 1934 con il massimo dei voti. Aveva iniziato la sua carriera come aiuto volontario e quindi assistente straordinario retribuito nello stesso Istituto di Patologia generale, fino a conseguire la libera docenza in Patologia generale nel 1941.
Dopo un periodo di perfezionamento alla Fondazione Von Humboldt e alla II Clinica chirurgica dell'Università di Vienna, nel 1951 ebbe l'incarico dell'insegnamento di Patologia chirurgica e Propedeutica clinica e la direzione dell'Istituto presso la stessa Università.

Nel 1956 fu chiamato a dirigere la Clinica chirurgica generale dell'Università di Catania, dove rimase fino al 31 ottobre 1980, quando passò fuori ruolo.

Eletto preside della Facoltà medica di Catania nel 1975 e rieletto per il triennio successivo, Basile fu anche presidente della Società italiana di Chirurgia nel triennio 1976-1979, e nello stesso 1979 fu nominato dalle Facoltà mediche italiane loro rappresentante nel Consiglio universitario nazionale per un triennio, dove fu presidente e referente del Comitato di medicina, entrando a far parte della  Commissione che elaborò la riforma della Facoltà medica.
A conclusione della sua carriera, la nomina a Professore emerito di Clinica chirurgica e Terapia chirurgica generale nell'Università di Catania.

Due dei suoi quattro figli ne hanno seguito le orme: Francesco, oggi preside della Facoltà, e Guido, professore ordinario di Chirurgia.

Intere generazioni di chirurghi, primari, cattedratici si sono formate alla sua Scuola.
Tra i suoi allievi più vicini il prof. Gaetano Catania, attualmente presidente del Corso di laurea in Medicina e Chirurgia: «Il nostro primo vero incontro avvenne il 7 gennaio 1976, quando acconsentì al mio desiderio di frequentare l'Istituto di Clinica chirurgica, dandomi l'incarico di coadiuvarlo nella preparazione delle lezioni. Una decisione che forse vedeva lontano: sono convinto che il mio impegno come docente universitario e poi come presidente di Corso di laurea viene proprio dalla passione che lui ha saputo instillarmi».

Il chirurgo deve coltivare due grandi passioni, che sono le fondamenta per la sua formazione ed educazione - ripeteva il prof. Attilio Basile -  il desiderio di conoscere e la capacità di amare l'uomo.
 
fonte: Bollettino d'Ateneo
 
Intanto quest'oggi, alle ore 10, sono stati celebrati i funerali nella Cattedrale di Catania.

Giornata di studio per la professione medicaL'ERSU di Catania, attraverso il proprio Ufficio Stampa, organizza  per il giorno 17 dicembre la "Giornata di studio per la professione medica" che si terrà presso l'aula A edificio 4 del policlinico dell'Università in via Santa Sofia, 97.

L'incontro è rivolto agli  studenti del 4°, 5° e 6° anno della Facoltà di Medicina. Avrà inizio alle ore 8,30 con la registrazione dei partecipanti e prevede una  pausa pranzo che verrà utilizzata presso la mensa della Cittadella  Universitaria. Si concluderà alle ore 16,30 con la consegna degli attestati di partecipazione.

Ogni anno il Miur, pubblicando il bando di concorso, stabilisce meticolosamente quanti posti saranno disponibili per ogni corso di laurea a numero programmato. I requisiti base sono atti a garantire un ordine didattico e logistico comprendente sia l'idoneità delle strutture che i posti disponibili per l'accesso alle scuole di specializzazione. Il ministero della salute ha però evidenziato una grave carenza di personale medico prevista per il 2017(circa 18000 medici in meno), causata dagli imminenti pensionamenti del personale sopracitato che per ovvi motivi dev'essere sostituito al fine di garantire un'assistenza sanitaria a tutti i cittadini. Motivo per cui è previsto un ampliamento dei posti messi a concorso dal Ministero della Pubblica Istruzione del 10%, con effetto immediato, che si andrà ad aggiungere ai posti già occupati dai vincitori di concorso dell'attuale Anno Accademico 2011/2012.

 

8° Palio delle Facoltà |Logo

Sono disponibili gli abbinamenti delle discipline per l'8° Palio delle Facoltà in ricordo di Pierpaolo Pulvirenti.
Le squadri vincenti del girone passeranno alla fase successiva...

Beach Volley ( prima fase)
A) Farmacia vs Medicina
B) Scienze vs Scienze della Formazione
C) Lingue vs Architettura
D) Agraria vs Ingegneria
E) Lettere vs Economia
F) Giurisprudenza vs Scienze Politiche

Calci di rigore ( prima fase)A)
A) Medicina vs Economia
B) Giurisprudenza vs Ingegneria
C) Lingue vs Lettere e Filosofia
D) Scienze Politiche vs Farmacia
E) S. Formazione vs Agraria
F) Architettura vs Scienze

Calcio a 5 ( prima fase) 1° Memorial Pierpaolo Pulvirenti
A) Ingegneria vs Medicina
B) Giurisprudenza vs Lingue
C) Agraria vs Scienze
D) Farmacia vs Scienze Formazione
E) Scienze Politiche vs Lettere
F) Architettura vs Economia

Pallacanestro ( prima fase)
A) Scienze Politiche vs Scienze della Formazione
B) Ingegneria vs Lingue
C) Agraria vs Medicina
D) Giurisprudenza vs Architettura
E) Farmacia vs Lettere e Filosofia
F) Economia vs Scienze

Pallavolo( prima fase)
A) Giurisprudenza vs Lettere e Filosofia
B) Scienze vs Lingue
C) Architettura vs Scienze Politiche
D) Ingegneria vs Economia
E) Medicina vs Farmacia
F) Agraria vs Scienze della Formazione

Tiro alla fune ( prima fase)
A) Giurisprudenza vs Agraria
B) SS formazione vs Lingue
C) Economia vs Farmacia
D) Scienze vs Medicina
E) Architettura vs Scienze Politiche
F) Ingegneria vs Lettere e Filosofia

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Pubblichiamo questa lettera pervenuta in redazione oggi pomeriggio. Ci sembra un buonissimo spunto di riflessione per tutti coloro che si apprestano ad affrontare la dura realtà Universitaria.
Pubblicheremo la lettera in forma completamente anonima preservando l’identità dell’autore e ci solleviamo da qualsiasi responsabilità civile e legale in quanto trattasi di testo anonimo e di indubbia provenienza.
Liveunict, come sempre, dà la voce agli studenti e non potevamo esimerci davanti a tale richiesta di pubblicazione.


Leggendo l'editoriale di Martina Di Vita, mi sono resa conto di quanto le sue parole sembrassero mie. Mi ha riportato indietro di qualche anno, quando ancora mi era concesso sognare perché, piccola, sapevo ancora troppo poco dei meccanismi squallidi del mondo degli adulti. La verità, ahimè, è che per aver accesso a facoltà "prestigiose" ci sono solo 3 vie: studiare, pagare e PAGARE.
Inizi al III anno di scuola superiore, magari al secondo, a frequentare improbabili corsi atti ad insegnare la metodica dei quiz e NON i contenuti oggetto del concorso. Passi intere estati china sui libri nella speranza che il sacrificio possa essere ricompensato. Nella speranza di entrare a far parte dei pochi eletti talmente dotti, che una volta entrati possono permettersi il lusso di non fare nulla perché ormai hanno raggiunto lo scopo della vita.
Mi ricordo che il mio percorso fu pressoché questo: corsi estivi all'unimed, professore privato una volta arrivata a casa e studio forsennato. Il primo tentativo fu un grosso buco nell'acqua, ma malgrado la cocente delusione mi decisi a ritentare pur iscrivendomi in un'altra facoltà. Frequentando i corsi universitari non trovai grosse difficoltà d'apprendimento tranne che per una materia, per la quale decisi di frequentare delle lezioni private. Il professore si dimostrò competente e disponibile, e col tempo (perché le lezioni furono copiose) addirittura diventò confidenziale il rapporto alunna-docente (ovviamente nulla di sconveniente).
Arrivati al mese di luglio, il rispettabile sopra citato mi chiese se avevo intenzione di riprovare il concorso per accedere alle facoltà a numero chiuso. Ingenua e speranzosa risposi di sì: lui ad un tratto si illuminò.
Mi propose un escamotage, per eludere le difficoltà concorsuali: alla modica cifra di 10 mila euro avrei ricevuto le risposte esatte ai quesiti che mi sarebbero stati sottoposti. Il metodo, a detta sua, era infallibile: ogni candidato (protetto dalla più assoluta privacy) sarebbe entrato in aula munito di un dispositivo elettronico di ultima generazione di provenienza giapponese credo. Tra i candidati, inoltre, si sarebbe presentato un ragazzo con un'ingessatura all'interno della quale avrebbero messo una telecamera (o similare) che avrebbe inviato le informazioni alla mente diabolica di cotanto piano. Arrivate al docente, egli si sarebbe poi preoccupato di smistare le domande ad un pull di esperti delle varie materie : un docente di fisica, uno di matematica, uno di chimica, uno di biologia. Terminata la compilazione dei quesiti le risposte sarebbero state inviate alle apparecchiature date in dotazione a ciascuno dei "protetti" candidati. La formula era : SODDISFATTI O RIMBORSATI, tranne che per le spese sostenute per l'acquisto dei materiali. Come se non bastasse lo schifo che ho appena descritto, per concludere il colloquio il fatiscente insegnate mi disse :" Decidi con calma, ma se non ritieni adatto a te questo sistema non pubblicizzarlo: ma tanto so che non lo farai perché sai che potrei tranquillamente dire che ti ho fatto gli esami tramite telefonino per tutto l'anno accademico. Le prove non mancheranno…" . Sconvolta e irritata allo stesso tempo decido di declinare l'offerta. Non per le gravose questioni economiche, perché facendo il conto dei corsi frequentati i 10 mila euro forse sono stati superati, ma per una questione di integrità morale.
Ora mi domando, ancora con ingenuità, dei pochissimi posti disponibili quanti sono destinati realmente a candidati meritevoli? Visto che è la meritocrazia una delle scusanti che leggittimano il numero chiuso, non è ormai da considerarsi un totale fallimento? Negli anni mi sono fatta una cultura a riguardo: pochi sono i ragazzi che entrano solo per le proprie capacità culturali. Il resto paga. Paga per comprarsi l'accesso, o paga per frequentare corsi ( il cui accesso è riservato solo a chi supera il test di valutazione e a chi è disposto a pagare circa 5mila euro). Non ci sono altre possibilità. La meritocrazia lascia spazio al potere della moneta, e questo potere non lascia margine alla possibilità nemmeno alla fortuita possibilità di azzeccare la risposta corretta agli 80 quesiti posti in esame. Il numero chiuso ha contribuito solamente ad innescare un business di proporzioni cosmiche, e ad avvallare la tesi secondo cui solo il furbetto ottiene ciò che vuole, senza alcun sacrificio.
Dove sono finite le minacce, a vuoto, figlie delle varie indagini che hanno coinvolto altri atenei della nostra penisola? Alla luce di questi fatti, chi risarcisce i ragazzi speranzosi? Chi li aiuta a superare un fallimento che segnerà, obbligatoriamente, il resto della loro carriera? Perché nessuno ascolta quando la gente denuncia illeciti? Signori, informatevi e informate. Non limitatevi solo a consigliare un corso rispetto ad un altro. Non limitatevi a dare dritte su come affrontare il quiz. Riflettete e fate riflettere, perché questa è la mera realtà dei fatti.

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