Assemblea Farmacia 2 Dicembre 2010

Giovedi 2 dicembre, ore 9.30 aula A: stati d' animo contrastanti, c'è chi ,speranzoso, è certo di una grande affluenza, chi lo è meno e teme che, come le volte precedenti, i colleghi interessati saranno ben pochi. I rappresentanti consultano i docenti che stanno tenendo lezione regolarmente: aula per aula e nei laboratori, i ragazzi vengono invitati a partecipare all'assemblea che sta per iniziare.La gente inizia a fluire lentamente dentro l'aula A che si riempie.
Le 10 sono passate, e i posti liberi sono sempre meno,accanto agli studenti, nella platea, siedono anche alcuni professori.
L'assemblea inizia:alcuni docenti insieme ai rappresentanti espongono i loro pareri sul decreto di legge Gelmini: vengono considerate le implicazioni che questo comporterà nei prossimi anni, su tasse universitarie, qualità dell'offerta formativa, situazione dei precari e numero degli studenti aventi diritto.
Alchè ,documento alla mano, si passa all'esame del decreto approvato: il provvedimento viene proiettato in aula e i punti vengono analizzati singolarmente: si affronta il turn over 5 a 1 , per ogni 5 professori che vanno in pensione un solo assunto: e dato che il numero degli studenti che ha accesso ai corsi è proporzionale al numero dei docenti, ciò implca che gli aventi diritto saranno sempre meno.
Si prosegue affrontando l'ingresso dei privati , tesi tanto negata dal ministro che potrebbe spiegarci allora cosa intende quando dice che il 40% del CdA sarà esterno.
Si passa poi alla "lotta ai baroni", ma nel caso del ddl in questione forse dovremmo parlare di "lotta per i baroni": un esempio? I concorsi, attualmente hanno un nucleo di valutazione costituito da ricercatori e ordinari: ma il ministro considera i ricercatori "corruttibili" quindi ha pensato bene di costituire questo nucleo solo con prof ordinari cosìcchè i concorsi siano meno pilotati dai "baroni": ma la ministra trascura un assioma sempre vero: NON TUTTI I PROFESSORI ORDINARI SONO BARONI, MA TUTTI I BARONI SONO ORDINARI.Questa legge, i baroni, li vuole e li protegge.

Si continua ad analizzare parlando del "prestito d'onore": venendo a mancare i fondi per le borse di studio (1200-1300 saranno quelli mancanti solo a Catania, 4000 in tutta la Sicilia) si provvede concedendo agli studenti un prestito, sicuramente a tasso agevolato e con banche convenzionate: ma il prestito, come tale, va restituito... e con gli interessi..tranne nel caso in cui lo studente che lo ha richiesto consegue la laurea col massimo dei voti e entro la durata legale del corso: semplice no? Eppure mi pare di ricordare che l'articolo 34 della costituzione sentenziasse "I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso” non si parla di prestiti, ma di borse di studio: sull'istruzione non si lucra!
Viene invitata la platea a intervenire,: si alzano poche mani, ma le idee sono condivise e tutti concordi sull'affermare che questa politica, così condotta,fa retrocedere il nostro Paese a favore di quelli "in via di sviluppo" che, al contrario dei nostri parlamentari, hanno compreso che per avanzare bisogna investire nel futuro e l'unico modo per farlo è fare crescere professionisti preparati che contribuiranno al progresso stesso del Paese: ma noi siamo alternativi e in controtendenza: ai ricercatori non si rinnova il contratto, intanto "facciamo le migliori scarpe del mondo" (cit.Silvio), e regaliamo menti brillanti a U.S.A.,Cina,India: in "soldoni", ogni studente che raggiunge i massimi livelli dell'istruzione costa allo Stato 800.000-1.000.000 di euro: per ogni ricercatore a cui qui non vengono date prospettive e che quindi, per forza di cose, le cerca altrove, l'Italia regala 800.000-1.000.000 di euro a un altro paese che non ha investito nulla e che ne raccoglie solo i "frutti".
L'assemblea procede,e i partecipanti seguono con attenzione gli argomenti esposti: poco prima delle 12 giunge la notizia che la Riforma Gelmini sarà votata al Senato dopo la fiducia del 14: : ciò può essere considerata una vittoria per tutti gli studenti, ricercatori, professori della rete29aprile che hanno avanzato insistentemente questa richiesta.
Si prosegue nel dibattito , e alle 12.30 l'assemblea viene sciolta.
Miei impressioni: vedere una platea di miei colleghi partecipanti è stato bellissimo: un ragazzo,all'inizio ha chiesto "Che senso ha questa assemblea se è stata già approvata la riforma?", non ho potuto prima ma rispondo adesso: l'assemblea avrebbe avuto senso anche se la riforma non fosse stata approvata, perchè lo scopo era di informare e questo è stato fatto: colleghi, noi , dentro queste mura non stiamo investendo solo i soldi nostri e delle nostre famiglie: qui riponiamo anche speranze e aspettative per domani e di sicuro investiamo più di qualunque parlamentare che si permette di legiferare sulla nostra testa: quindi informarsi non è un dirittto ma un NOSTRO DOVERE:perchè è del nostro futuro che si tratta... state certi che informandoci non facciamo un favore a nessuno perchè un popolo di ignoranti è un popolo di fedeli sudditi, al contrario NON facendolo, non partecipando, non facendoci sentire rendiamo un immenso privilegio a chi vuol fare i propri interessi a discapito dei nostri.

Maria Di Gregorio

Maria Di Gregorio

Facoltà : Farmacia
Corso: Farmacia
Anno : terzo rip.
Ruolo: Autrice e publisher

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