Passano pochi giorni e comincia la "mass-media-mania", tutte le maggiori testate giornalistiche nazionali,parlano di catastrofe ambientale, terremoti giudiziari, indagati e, dulcis in fundo, di innumerevoli casi di malati di cancro, mesotelioma polmonare e perfino di morti per patologie collegate all'inquinamento ambientale.
L'attenzione si focalizza sul caso del dottor Emanuele Patanè, ex studente e ricercatore della Facoltà di Farmacia, ammalatosi durante il suo dottorato e morto qualche anno fa che secondo le indagini e le rivelazioni presenti nel suo diario risulterebbe vittima della catastrofe ecologica consumatasi nella facoltà.[DIARIO DI EMANUELE]
L'inquietudine si diffonde a macchia d'olio, sale l'apprensione degli studenti per il loro futuro e soprattutto per la loro salute, si parla di metalli pesanti, cadmio, piombo, mercurio con livelli 300 volte superiori ai limiti consentiti e di infiltrazioni nelle fondamenta dell'edificio, di mal aerazione dei locali dei laboratori , di depuratori non idonei, e di metodologie di dissoluzione dei rifiuti non conformi alle norme ....
Da http://www.ilmessaggero.it - Sequestrata facoltà farmacia a Catania: rifiuti ed esalazioni nocive nei lavandini. La sede della facoltà di Farmacia dell'università di Catania è stata sottoposta a sequestro dal Gip su richiesta del procuratore capo Vincenzo D'Agata, che ipotizza i reati di disastro colposo e gestione di discarica. Secondo l'accusa dalla vasche sotterranee di raccolte di rifiuti liquidi fuoriuscivano esalazioni fortemente irritanti e nocive, create dallo smaltimento di esperimenti medicinali nei lavandini dei laboratori. L'esecuzione è stata affidata ai carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria del Tribunale, che hanno svolto le indagini. - L'edificio 2 viene chiuso, messo sottosequestro (prima volta nella storia in cui accade una cosa simile in Italia), gli studenti trasferiti nel limitrofo Dipartimento di Matematica, i laboratori didattici per l'anno accademico annullati, le tesi sospese o spostate in altri atenei tra cui Palermo e Messina. La paura rimane tanta, il futuro incerto.
La struttura resta chiusa per diversi mesi, le ipotesi si fanno più disparate:dalla demolizione in toto della costruzione alla distruzione parziale dei primi due piani ( Scienze Farmaceutiche) al trasloco in altre facoltà , ma mai viene avvalorata la possibilità della riapertura totale e del ripristino delle normali attività accademiche.
"Il sequestro preventivo dell'immobile si è reso necessario" - spiega la Procura - per tutelare la salute di chi si espone quotidianamente al pericolo di esalazioni tossiche". gli studenti dal canto loro cominciano ad organizzarsi e dopo pochi giorni promuovono un sit-in davanti la facoltà, ma non vengono ricevuti dagli organi competenti che si dichiarano estranei ai fatti. Giorno 16 Marzo con un comunicato viene annunciato che un gruppo di studenti si è recato in una riunione al dipartimento di Matematica, ma l'attuale Rettore Antonino Recca , che con testuali parole ha risposto “[nterverrò quando lo riterrò opportuno”
Da quel famoso 16 Marzo, con rassegnazione e tanta paura per il nostro avvenire gli studenti della facoltà di Farmacia, MAI tutelati dagli organi competenti, mai ricevuti in assemblee pubbliche, vagano per qualche mese per i vari dipartimenti della cittadella in attesa di nuovi riscontri sulla vicenda.
Nel frattempo il caso ha nuovi sviluppi, spuntano dal nulla altri assiomatici casi di neoplasie, i casi salgono a 18, la procura impone uno screening preventivo obbligatorio a tutto il personale docente e amministrativo della facoltà, non curandosi nuovamente della preservazione degli studenti.
Passa qualche mese, riprendono le normali attività didattiche ( gli studenti trasferiti globalmente presso la facoltà di Matematica) fino a quando con stupore circa 5 mesi dopo viene annunciata la risoluzione del caso con la riapertura parziale dell'edificio 2 e dei lavori di bonificazione che permetteranno il riavviamento integrale.
L'anno accademico riprende nuovamente, anche se una buona percentuale di studenti non ha potuto prendere parte ai laboratori didattici previsti per l'a.a 2008-09.
Nel frattempo sempre nella stessa area, che secondo i più è perfettamente idonea e non inquinata, viene costruito un nuovo prorompente edificio inaugurato il 21 Marzo con l'inizio delle lezioni.
E' di pochi giorni fa la notizia ( dopo un periodo di "silenzi"): gli indagati dalla Procura di Catania salgono da 9 a 13, e il caso "laboratori della morte" ancora non è stato del tutto risolto..
Gli studenti di Farmacia, negli anni, rassicurati delle condizioni dell'edificio che frequentano giornalmente , certi dell'agibilità dei locali e della sicurezza dei laboratori, fiduciosi nella magistratura e nella serietà degli inquirenti, continuano a passare 3/4 della giornata fra le mure dell'"edificio dei veleni" senza che alcuna perplessità, dubbio,sospetto, attanagli le loro menti, ma un interrogativo rimane imperterrito : ma quell'edificio è realmente idoneo?


