Mozione su “Esigenze Peculiari della Formazione attualmente gestita dalle Facoltà di Farmacia Italiane e Applicazione della Legge 240/2010”

(approvata all’unanimità nella seduta del 25 febbraio 2011)

Realizzato da © LiveunictLa Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Farmacia Italiane (CPF), riunitasi in Bari il 25.02.2011, esprime grande preoccupazione per i discordanti, e talora divergenti, orientamenti perseguiti dalle Università italiane nella definizione degli Statuti, e in tutti gli adempimenti connessi alla applicazione della L 240/2010, e per le possibili ricadute sulla qualità dell’offerta formativa della Facoltà.

La CPF

  • concorda con il presupposto che le Università debbano operare in piena autonomia e tenendo conto  delle peculiarità proprie di ogni singolo ateneo e del territorio in cui esse operano, allo scopo principale di garantire Qualità ed Efficienza, perseguendo l’obiettivo di avere strutture con una sempre più dinamica interazione con il territorio, le professioni e con forte managerialità nella gestione di tutti gli organi di governo;
  • si riconosce negli obiettivi strategici della L 240/2010, che enfatizzano l’importanza dell’attenzione alla Performance, alla Valutazione sistematica delle attività, alla Responsabilizzazione di chi presiede gli organi di governo, alla necessità di dare centralità all’utente ultimo e a tutti i soggetti interessati, alla necessità di procedere ad una rivisitazione dell’interazione con il territorio nell’ottica di una forte collaborazione pubblico/privato, e prestando attenzione alla sostenibilità delle attività.

La CPF ritiene tuttavia doveroso sottoporre all’attenzione dei Rettori come le peculiarità della formazione gestita attualmente nelle Facoltà di Farmacia  debbano essere affrontate con una attenzione tutta particolare per le specificità che rappresentano.

  • La Facoltà di Farmacia, nella maggior parte degli Atenei italiani, gestisce due Corsi di Laurea Magistrali a ciclo unico (Farmacia e Chimica e Tecnologia Farmaceutiche (C.T.F.)), entrambi abilitanti alla professione e quindi irrinunciabili, uno orientato alla formazione del farmacista di comunità e l’altro alla formazione di professionisti per tutte le attività connesse alla ricerca e sviluppo del farmaco e produzione industriale dei preparati medicinali e alle altre attività che la legge assegna al laureato della classe LM-13, non finalizzate direttamente alla dispensazione al pubblico del medicamento (Attualmente il rapporto di laureati impegnati in farmacia e quelli coinvolti in altre attività professionali o di ricerca è di circa 70/30).
  • L’attività formativa della Facoltà di Farmacia è svolta in forte collaborazione con l’Ordine Professionale dei Farmacisti (Tirocinio, ecc.) con il quale opera anche per le attività di Formazione Continua (E.C.M.) e di aggiornamento professionale con Master di II livello. La Facoltà è sede di una Scuola di Specializzazione di area sanitaria (Farmacia Ospedaliera).
  • L’attività formativa e di ricerca delle Facoltà di Farmacia ha un ruolo essenziale in settori collegati alla Ricerca e Sviluppo di Nuovi Principi Attivi e Medicinali, al Benessere, alla Salute e all’Ambiente (corsi di laurea in Tossicologia dell’Ambiente e in Scienze Erboristiche, Nutraceutiche e Dietetico-Nutrizionali), attività che richiedono competenze interdisciplinari, che spaziano dalla chimica alla tossicologia, dalla farmaceutica/farmacologia alla biologia e alla legislazione di settore.
  • La Legge 69/2009, attribuendo nuovi ruoli alla Farmacia e al Farmacista, richiede ancor più una formazione multidisciplinare e la forte capacità di collaborare ed interagire con le altre professioni sanitarie.
  • L’Area della Ricerca sul Farmaco, inteso in senso lato, non ha un’Area CUN di riferimento come tutte le aree scientifiche. Se da un lato va riconosciuto che in nessun paese europeo tale area è totalmente autonoma, dall’altro non si può non notare come ciò possa risultare penalizzante alla luce della legge 240/2010 che attribuisce alle aree scientifiche CUN la esclusiva rappresentanza negli organi di governo. La definizione delle macro-aree e degli accorpamenti dei settori proposti dal C.U.N. non risolvono il problema, anzi rischiano di accentuarlo, in un processo di accreditamento e di valutazione della qualità delle strutture universitarie, proprio per la impossibilità di tenere conto delle peculiarità della ricerca integrata e multidisciplinare che si svolge nei Dipartimenti della Facoltà di Farmacia. È significativo che, in tutti i paesi europei e negli Stati Uniti, esiste infatti o la Facoltà di Farmacia o il College of Pharmacy o un Dipartimento di Farmacia.
  • La ricerca sul farmaco è tra le innovative e ad alta occupazione al livello mondiale, per laureati molto qualificati, richiede un approccio formativo inter-disciplinare ed è strategica per il paese.
  • Il Dottorato di Ricerca e la formazione di terzo livello in genere sono specifiche per la ricerca nel settore e le professioni e pertanto richiedono specifici requisiti organizzativi.
  • La laurea è regolamentata da puntuali norme europee che richiedono una docenza rispondente a un preciso equilibrio di settori SD.
  • Il quadro normativo italiano rigidamente fissato e con stretti parametri nel rapporto docenti/studenti ridurrà del 30% il numero dei laureati nei prossimi 3-5 anni e già oggi in alcune regioni italiane (Nord e Nord-Est) c’è carenza di farmacisti e i centri di ricerca non hanno facilità a trovare dottori di ricerca italiani e attingono a piene mani a laureati europei.
  • Secondo dati AlmaLaurea, Censis e Unioncamere, i laureati occupati a  tempo indeterminato ad 1 anno dalla laurea sono al I°-II° posto nel ranking delle facoltà/settori italiani, seppure scontano, come altri, la crisi occupazionale dovuta alla congiuntura economica internazionale.


Premesso che per le lauree “europee” a ciclo unico sarebbe auspicabile una deroga dall’obbligo di seguire alcune norme della L. 240/2010,
la CPF chiede con forza che,
nella definizione degli organi di governo e nella formazione delle strutture dipartimentali e in quelle di coordinamento, venga garantita alla formazione della classe LM-13, attraverso un adeguato articolato degli Statuti e/o con la identificazione di ruoli specifici e peculiari funzioni rappresentative:
visibilità e spazio alle identità culturali tipiche del settore delle scienze del farmaco;
autonomia di interazione con il territorio, con le professioni e nelle relazioni internazionali;
possibilità di coordinamento nazionale e di rappresentanza in reti inter-Ateneo.


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