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Mario Biani - Sano SubitoA parlare è Ghisaine Lanctot ( medico con esperienza ventennale)
Il libro descrive la realtà del sistema sanitario occidentale non solo da un punto di vista "scientifico", ma anche etico-filosofico e spirituale.
I giochi di potere, gli enormi interessi economici dell'industria farmaceutica, in cui i reali bisogni del malato non trovano spazio, vengono analizzati con estrema lucidità e vengono fornite anche le motivazioni per le quali il mondo sanitario è caratterizzato da costi eccessivi, dall'impossibilità di controllo da parte degli pazienti e da un numero di patologie in continuo aumento.
Cancro,  Aids, vaccinazioni vengono accuratemnte analizzate dall'autrice che dimostra un'accurata conoscenza in materia permette l'analisi completa di tutti i fattori determinanti delle varie patologie portando alla ribalta gli aspetti reali.

Tantissimi sono i suggerimenti per evitare le trappole del sistema sanitario e per sperimentare in prima persona la salute autogestita e "illimitata". «

Ghislaine Lanctot, medico, insegnante, imprenditrice e giornalista, si è occupata per vent'anni soprattutto di flebologia, aprendo numerosi centri in Nord America. Ha osservato dall'interno il business della medicina, che ha voluto denunciare in questo libro a causa del quale è stata espulsa dall'Ordine dei medici del suo paese, il Canada. Attualmente scrive libri e tiene conferenze in tutto il mondo sui diversi argomenti che portano alla sovranità individuale e all'autogestione della propria salute. Con Macro Edizioni ha pubblicato anche Cosa Diavolo Sono Venuta a Fare su questa Terra?.


«Perché il nostro stato di salute si deteriora costantemente?
Perché le cure mediche costano così tanto?
Perché non cambia niente nel sistema sanitario
se sono tutti insoddisfatti?
Chi ne trae veramente vantaggio?».

 

Facoltà di farmacia (UNICT)Quando vai a un dibattito, a una conferenza stampa, a un convegno, ti aspetti che i "relatori" prendano la parola e non la mollino più, che ciascuno voglia la ribalta tutta per sé e - come spesso accade - si lasci andare a un monologo che ti sfianca.
Era decisamente anomala la conferenza stampa a cui ho assistito io ieri, perché i protagonisti parole non ne avevano. Non ne avevano le mamme di Agata Annino e Agostino Agnone, assassinati dai veleni dell'edificio 12, il laboratorio della facoltà di Farmacia di Catania; non ne aveva Lucio Lanza, che per la stessa ragione - per avere respirato metalli pesanti per anni, tutti i giorni, fino a dieci ore al giorno - ora si sveglia tutte le mattine con la morte appollaiata su una spalla come fosse la scimmietta del circo. Prima laureandi, poi ricercatori, Agata Annino, Agostino Agnone, Lucia Lanza e tutti gli altri, studenti, dipendenti dell'università: un esercito fra quelli che si sono ammalati e quelli che sono morti (almeno una quarantina, fra gli uni e gli altri, e chissà quanti non hanno ancora intuìto o non vogliono intuire il nesso fra la malattia e la permanenza in quel laboratorio), vittime di una strage silenziosa e omertosa, perché tutti o quasi sapevano ma nessuno parlava, nessuno prendeva provvedimenti. Tutti quelli che avrebbero dovuto sentirsi responsabili di quella struttura sapevano che in quel laboratorio si maneggiavano e si respiravano in continuazione agenti cancerogeni eppure non adottavano nessuna misura di sicurezza: lo sapevano perché ne venivano informati e lo dovevano sapere perché era il loro mestiere conoscere gli effetti dei composti chimici. Eppure non la sentivano questa responsabilità. La mamma di Agata Annino, insegnante in un istituto superiore da poco in pensione (la più "loquace" dei tre: ha tenuto il microfono per cinque minuti scarsi), lo ha detto: ragazzi grandi i suoi alunni, però lei la sentiva tutta la responsabilità per quei figli che i genitori le affidavano ogni giorno. "I nostri figli sono da buttare?" E si è presa ancora qualche secondo per spiegare che sua figlia, morta di tumore, in quella trappola ci era stata sei anni, tre per la tesi e tre per il dottorato, dalla mattina fino alle nove di sera, e stava lavorando alla ricerca di un vaccino contro i tumori. Bastano poche parole per lasciarti senza parole e senza fiato.