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È iniziato stamane ma rinviato al prossimo 9 marzo, davanti ai giudici della III sezione penale del tribunale di Catania il processo ad otto persone, rinviate a giudizio nell'ambito dell' inchiesta della Procura etnea su presunti casi di inquinamento ambientale nella Facoltà di Farmacia provocati da sversamenti nei lavandini dei laboratori di composti chimici utilizzati per sperimentazione.

Una successiva udienza è in programma il 23 marzo per disastro ambietale per l'ex direttore amministrativo dell'Università Antonino Domina, Lucio Mannino, dirigente dell'ufficio tecnico, il direttore del dipartimento di scienze farmaceutiche Vittorio Franco (all'epoca dei fatti a capo della commissione permanente per la sicurezza), Marcello Bellia, Francesco Paolo Bonina, Fulvio La Pergola, Giovanni Puglisi, Giuseppe Ronsisvalle. Nella stessa inchiesta era coinvolto anche Ferdinando Latteri (decuduto qualche mese fa). Sono in tutto sedici, le parti civili, tra cui la Cgil, Cittadinanzattiva e il Codacons.

Il Gup Alessandro Ricciardolo, ha archiviato invece la posizione di altri quattro indagati accusati di turbativa d'asta e falso ideologico. Si tratta di Giuseppe Virzì, presidente della Commissione per l’aggiudicazione dei lavori di rifacimento degli impianti; Lidia Alfieri e Valeria Graffeo, componenti della Commissione; Domenico Di Franca, delegato alla redazione dei verbali.

 

 

In data 24 novembre 2011 il MiUR ha inviato all’Università di Catania le risultanze del controllo di merito e di legittimità sullo Statuto, ai sensi della legge 240. Il testo inviato dal MIUR, a firma del direttore generale dell’Università dottor Daniele Livon, è molto denso e dettagliato. Dei 43 articoli che compongono lo statuto dell’ateneo catanese ben 18 vengono fatti oggetto di articolata richiesta di revisione o integrazione, quando non direttamente cassati in quanto manifestamente contrastanti col dettato normativo della legge 240. Dei molti e puntuali rilievi espressi dal MIUR alcuni colpiscono in modo particolare. Sia perché essi vertono su aspetti centrali del funzionamento dell’Università e del sistema di “pesi” e “contrappesi” che dovrebbe regolare le relazioni tra i suoi organi di governo, sia perché – spiace doverlo sottolineare, ma è impossibile non farlo – rilievi pressoché identici erano stati per tempo, nel modo più argomentato e dialogico possibile, sottoposti all’attenzione della commissione per la revisione dello Statuto da parte del CUdA, della CGIL, del Movimento studentesco e di una parte importante della società civile e politica della nostra realtà, venendo spavaldamente ignorati. Ancor più, coloro che li avevano avanzati erano stati trattati da sfascisti, perditempo e piantagrane. Il che vale a ricordare quanto alto sia il livello del confronto civile e del libero dibattito presso l’Università di Catania da qualche tempo in qua. (Si ricorderà, d’altronde, che lo statuto venne approvato col voto contrario di alcuni presidi e consiglieri d’amministrazione).

Sciopero del 12 Marzo 2010E' fissato a per venerdì 12 Marzo uno sciopero nazionale indetto dalla Cgil. Saranno interessati, per l'intera giornata, le scuole statali e non le università, mentre per quattro ore la ricerca e tutti i comparti privati. Tale sciopero è stato indetto per affrontare i problemi che serve risolvere per uscire dalla crisi e per migliorare l'equità sociale: un fisco giusto, attenzione al lavoro, diritti di cittadinanza. La Cgil Catania, per l'occasione, ha organizzato un corteo da Piazza Roma a Piazza Manganelli con concentramento alle ore 9.00.

fonte facebookVenerdì 28 Maggio 2010, Piazza Università, ore 9.30 – 13.00
FLC-CGIL Catania


AUMENTO
delle tasse universitarie e del numero dei corsi di laurea a numero chiuso;
CHIUSURA O ACCORPAMENTO di corsi di laurea, facoltà, dipartimenti, scuole di specializzazione e di dottorato;
RIDUZIONE dei fondi, già insufficienti, per la ricerca scientifica, le borse di studio e i servizi agli studenti;
LICENZIAMENTO di tutti i precari docenti, ricercatori e tecnico-amministrativi;
CANCELLAZIONE di tutte le opportunità per i giovani ricercatori e docenti;
BLOCCO generazionale nella didattica e nella ricerca;
LIMITAZIONE della partecipazione democratica di tutte le componenti universitarie al governo dell’ateneo;
DISTRUZIONE del sistema universitario pubblico statale.

Non è il progetto del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca per il futuro dell’Università di Catania, è già l’attualità.

L’ateneo di Catania si trova oggi in una condizione di crisi profonda, colpito dagli effetti deleteri delle politiche del Governo e stretto nella morsa di una riduzione indifferenziata delle risorse economiche travestita da razionalizzazione della spesa. Nel frattempo sta per essere approvato dal Parlamento il Disegno Di Legge “Gelmini”, la riforma «a costo zero» che pretende di risolvere tutti i problemi del sistema universitario senza alcun investimento e senza alcuna riflessione sulle priorità e le emergenze: la difesa del diritto allo studio e la valorizzazione del patrimonio nazionale delle professionalità scientifiche.

L’Università pubblica subisce in queste settimane un attacco frontale gravissimo nel silenzio dei media e nell’indifferenza del dibattito politico.

fonte facebookVenerdì 28 Maggio 2010, Piazza Università, ore 9.30 – 13.00
FLC-CGIL Catania


AUMENTO
delle tasse universitarie e del numero dei corsi di laurea a numero chiuso;
CHIUSURA O ACCORPAMENTO di corsi di laurea, facoltà, dipartimenti, scuole di specializzazione e di dottorato;
RIDUZIONE dei fondi, già insufficienti, per la ricerca scientifica, le borse di studio e i servizi agli studenti;
LICENZIAMENTO di tutti i precari docenti, ricercatori e tecnico-amministrativi;
CANCELLAZIONE di tutte le opportunità per i giovani ricercatori e docenti;
BLOCCO generazionale nella didattica e nella ricerca;
LIMITAZIONE della partecipazione democratica di tutte le componenti universitarie al governo dell’ateneo;
DISTRUZIONE del sistema universitario pubblico statale.

Non è il progetto del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca per il futuro dell’Università di Catania, è già l’attualità.

L’ateneo di Catania si trova oggi in una condizione di crisi profonda, colpito dagli effetti deleteri delle politiche del Governo e stretto nella morsa di una riduzione indifferenziata delle risorse economiche travestita da razionalizzazione della spesa. Nel frattempo sta per essere approvato dal Parlamento il Disegno Di Legge “Gelmini”, la riforma «a costo zero» che pretende di risolvere tutti i problemi del sistema universitario senza alcun investimento e senza alcuna riflessione sulle priorità e le emergenze: la difesa del diritto allo studio e la valorizzazione del patrimonio nazionale delle professionalità scientifiche.

L’Università pubblica subisce in queste settimane un attacco frontale gravissimo nel silenzio dei media e nell’indifferenza del dibattito politico.
Se non respingiamo questo attacco oggi, domani avremo un’università solo più vecchia e reazionaria, in cui si negano diritti fondamentali agli studenti e ai ricercatori, in cui si rompe la solidarietà tra tutte le componenti universitarie e si confinano al margine del sistema le forze più vitali: i giovani e i meritevoli.
Un balzo all’indietro notevole e per di più spacciato per riforma.

È tempo di reagire con fermezza a questa beffa, di mobilitarsi per salvare l’Università di Catania, di denunciare la situazione insostenibile in cui si trova oggi e gli ulteriori rischi a cui va incontro. È tempo di impegnarsi in prima persona per chiedere un’università migliore, capace di formare tutte le nuove generazioni, senza distinzione di reddito. Un’università delle opportunità che produca cultura e ricerca, un’università delle professionalità che ampli i diritti di cittadinanza. Un’università in cui ridurre i fondi sia uno spreco e in cui l’obbiettivo dell’efficienza non sia un alibi per comprimere gli spazi di democrazia. Un’università pubblica e pluralista a Catania: la nostra.

Tutti gli studenti, i ricercatori, i docenti e i lavoratori dell’Università di Catania e tutti i cittadini che hanno un altro progetto per il proprio futuro si danno appuntamento per Venerdì 28 maggio a Piazza Università