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Facoltà di farmacia (UNICT)Quando vai a un dibattito, a una conferenza stampa, a un convegno, ti aspetti che i "relatori" prendano la parola e non la mollino più, che ciascuno voglia la ribalta tutta per sé e - come spesso accade - si lasci andare a un monologo che ti sfianca.
Era decisamente anomala la conferenza stampa a cui ho assistito io ieri, perché i protagonisti parole non ne avevano. Non ne avevano le mamme di Agata Annino e Agostino Agnone, assassinati dai veleni dell'edificio 12, il laboratorio della facoltà di Farmacia di Catania; non ne aveva Lucio Lanza, che per la stessa ragione - per avere respirato metalli pesanti per anni, tutti i giorni, fino a dieci ore al giorno - ora si sveglia tutte le mattine con la morte appollaiata su una spalla come fosse la scimmietta del circo. Prima laureandi, poi ricercatori, Agata Annino, Agostino Agnone, Lucia Lanza e tutti gli altri, studenti, dipendenti dell'università: un esercito fra quelli che si sono ammalati e quelli che sono morti (almeno una quarantina, fra gli uni e gli altri, e chissà quanti non hanno ancora intuìto o non vogliono intuire il nesso fra la malattia e la permanenza in quel laboratorio), vittime di una strage silenziosa e omertosa, perché tutti o quasi sapevano ma nessuno parlava, nessuno prendeva provvedimenti. Tutti quelli che avrebbero dovuto sentirsi responsabili di quella struttura sapevano che in quel laboratorio si maneggiavano e si respiravano in continuazione agenti cancerogeni eppure non adottavano nessuna misura di sicurezza: lo sapevano perché ne venivano informati e lo dovevano sapere perché era il loro mestiere conoscere gli effetti dei composti chimici. Eppure non la sentivano questa responsabilità. La mamma di Agata Annino, insegnante in un istituto superiore da poco in pensione (la più "loquace" dei tre: ha tenuto il microfono per cinque minuti scarsi), lo ha detto: ragazzi grandi i suoi alunni, però lei la sentiva tutta la responsabilità per quei figli che i genitori le affidavano ogni giorno. "I nostri figli sono da buttare?" E si è presa ancora qualche secondo per spiegare che sua figlia, morta di tumore, in quella trappola ci era stata sei anni, tre per la tesi e tre per il dottorato, dalla mattina fino alle nove di sera, e stava lavorando alla ricerca di un vaccino contro i tumori. Bastano poche parole per lasciarti senza parole e senza fiato.

Trasmissione Tempi Dispari

L’ennesimo confronto, e l’ennesima discussione sul “caso Farmacia” si è tenuta Lunedi 11 Gennaio 2010 presso gli studi di Rai News 24.

Il dibattito, dove hanno partecipato il Rettore dell’Università degli studi di Catania Antonino Recca e l’avvocato Santi Terranova, ha evidenziato nuovamente la situazione  presente attualmente nella Facoltà della Farmacia di Catania.

Hanno preso parte al dibattito  Lucio Lanza ( ex studente Facoltà di Farmacia ) alla quale è stata diagnosticata una leucemia a cellule capellute , Il professor  Settimio Grimaldi ( Biofisico Ist.Neurobiologia molecolare CNR) Alfredo Patanè ( padre di un ricercatore della facoltà di Farmacia,morto alla fine del 2003 per un tumore ai polmoni).Francesco Viviano ( Inviato di Repubblica) e Manuela Lasagna ( inviata Rai news 24).

Inoltre in collegamento dalla Facoltà  partecipa l’attuale Preside della Facoltà di Farmacia Giuseppe Ronsisvalle che rilascia un importantissima testimonianza inerente la situazione del dipartimento illustrando anche le procedure di sicurezza degli anni passati.

Segue il video della trasmissione ( integrale)