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È iniziato stamane ma rinviato al prossimo 9 marzo, davanti ai giudici della III sezione penale del tribunale di Catania il processo ad otto persone, rinviate a giudizio nell'ambito dell' inchiesta della Procura etnea su presunti casi di inquinamento ambientale nella Facoltà di Farmacia provocati da sversamenti nei lavandini dei laboratori di composti chimici utilizzati per sperimentazione.

Una successiva udienza è in programma il 23 marzo per disastro ambietale per l'ex direttore amministrativo dell'Università Antonino Domina, Lucio Mannino, dirigente dell'ufficio tecnico, il direttore del dipartimento di scienze farmaceutiche Vittorio Franco (all'epoca dei fatti a capo della commissione permanente per la sicurezza), Marcello Bellia, Francesco Paolo Bonina, Fulvio La Pergola, Giovanni Puglisi, Giuseppe Ronsisvalle. Nella stessa inchiesta era coinvolto anche Ferdinando Latteri (decuduto qualche mese fa). Sono in tutto sedici, le parti civili, tra cui la Cgil, Cittadinanzattiva e il Codacons.

Il Gup Alessandro Ricciardolo, ha archiviato invece la posizione di altri quattro indagati accusati di turbativa d'asta e falso ideologico. Si tratta di Giuseppe Virzì, presidente della Commissione per l’aggiudicazione dei lavori di rifacimento degli impianti; Lidia Alfieri e Valeria Graffeo, componenti della Commissione; Domenico Di Franca, delegato alla redazione dei verbali.

 

 

Morte e silenzi all'Università di Francesco Viviano e Alessandra ZinittiGià il titolo sembra un thriller/horror alla Dario Argento, solo 6 capitoli di pura cronaca mai pubblicata prima del novembre 2008, denunce su denunce e liste di persone morte(ricercatori, dottorandi, laureandi, personale tecnico e studenti), con patologie respiratorie, e tuttora malate in attesa di giustizia. Omertà dei professori citati ed interrogati che sapevano e non intervenivano, sapevano e cercavano di "arripizzare" i laboratori con sporadici interventi di sostituzione degli impianti mal funzionanti (cappe, armadi ecc...); pur avendo commissionato il lavoro di monitoraggio la prima volta ad una ditta "amica" che riporta: "niente da segnalare", e la seconda ad una che sembra più "seria", la quale stila un rapporto che dovrebbe far tremare gli addetti ai lavori e non, ed invece niente. Sondaggi eseguiti dallo stesso personale che riporta nomi e cognomi accompagnati dalle sintomatologie avvertite, medici incaricati di sondare il dipartimento, intervistando le stesse persone che avevano segnalato e denunciato sintomi, malattie e puzza; ebbene queste stesse persone (a detta loro) non hanno riferito nulla ai medici! Si continua ad insabbiare per non perdere il fatidico "prestigio" dell'Ateneo catanese; un continuo scaricabarile da parte di chi è incaricato alla sicurezza del posto di lavoro, e che a fatica risponde alle domande fatte dal pm. Da sottolineare poi la caparbietà, l'impegno e la dedizione dell'avvocato Santi Terranova, l'unico ad aver accettato senza batter ciglio di difendere il padre di Emanuele Patanè, il quale si era sentito dire da altri avvocati: "ma contro chi ti vuoi mettere? loro sono potenti, hanno grosse amicizie, non ce la faremo mai!". Ed oltre a questo, altre vittime dirette o indirette del "laboratorio dei veleni".
Si parla anche del nostro forum, però non direttamente citato, che è stato l'unico "posto" dove si è discusso tanto e per mesi, l'unico posto sul web dove abbiamo scritto noi diretti interessati, e che l'università non poteva chiudere come è successo col forum ufficiale (e dico che si riferisce al nostro Liveunict perchè riconosco i nick, visto che nel libro sono riportati i post che personalmente ho letto all'epoca dei fatti).
Un libro che attacca, sempre incalzante in ogni pagina, denuncia e mette alla gogna questa situazione (e i suoi responsabili) che dura ormai da anni. E con amaro riso leggo il titolo dell'ultimo capitolo: "Proseguono le indagini", e mi rispondo "e ancora niente, come se nulla fosse successo".

Ciao Vik
"Ore 14:48 locali. Boati come di esplosioni lunga la Striscia di Gaza. Sono i cosiddetti "sonic boom", provocati dai caccia f16 israeliani quando rompono il muro del suono a bassa quota. Panico fra la popolazione".

"29 membri della stessa famiglia vennero massacrati senza pietà dall'esercito israeliano.

"Erano tutti civili. Per lo più donne e bambini"


"Nella foto, la sorella di Julia, Halaa, 6 anni, presa a calci dai soldati mentre cercava di impedire l’arresto della madre e della sorella."


Questi alcuni tuoi messaggi sulla tua pagina facebook che conobbi tempo fa: attraverso i tuoi "status", i video e le continue denunce hai divulgato una realtà, quella del popolo palestinese, da pochi conosciuta: ogni qual volta leggevo un tuo aggiornamento, la consapevolezza di quante ingiustizie siano vittime cresceva e, con essa, la rabbia.
Assurdo, non ci sono altre parole.
L'Italia perde un eroe, la Palestina un martire: due paesi piangeranno la tua morte.
La pagina facebook, alla quale vi invito ad iscrivervi  e diffondere, continuerà ad essere aggiornata da fidati collaboratori di Vittorio Arrigoni.
 
 
Ciao Vik Stay Human